LA MAREA DI SETTEMBRE

21 settembre 2018Francesca P.
Blog post

Settembre sta scivolando via come le maree che ho visto questo agosto in Normandia, quando si ritraggono piano e lasciano scoperta la sabbia. Millimetro dopo millimetro, l’acqua indietreggia e svela, rivela. Orme, legnetti, conchiglie, solchi, residui di qualcosa che vuole (re)stare lì e lasciare una traccia.

Forse le mappe sono fatte di questo: segni che affiorano, umidi e vivi, all’inizio nascosti e poi ben visibili, per essere notati e considerati. Specialmente le mappe emotive, che non hanno confini ma coste frastagliate, un mare che circonda e strade nuove e direzioni che si disegnano al momento.

È scritto nelle onde che modellano le rocce, è scritto sulle caviglie che si bagnano, è scritto sul fondale che sale e riscende. È scritto sul viso, è scritto sul corpo, è scritto nell’angolo più in profondità, dove abita quello che non si dimentica.

È scritto sulla carta, a volte nel destino, sempre sotto il desiderio e spesso in ciò che non era previsto. Ma che in realtà abbiamo sempre saputo. E sentito. Andava solo fatto ri-emergere. Andava solo colto, raccolto… e ri-accolto.

Settembre è l’occhio che guarda con attenzione cosa è rimasto, è la mano che prende, è il palmo che racchiude. È una tenda che si abbassa e un’altra che si alza, è il punto di contatto tra due mondi che andranno a separarsi ma procedono comunque vicini, è la luce che cambia per parlare più a bassa voce.

Settembre mette sul tavolo quello che oggi ancora non so, la libertà di scelta, la licenza di re-inventare, lo stimolo del ri-creare, la scommessa delle sfide. E mette tutto accanto a una ciotolina di confettura “curiosa”, che può intrigare e si può immaginare ma c’è solo un modo per sapere davvero come è: realizzarla, provarla, assaggiarla, toccarla.

Insomma, viverla. Come ogni cosa che ci va (di fare) e merita di essere scoperta.

 

“E sembra non finisca mai settembre e se domani cambierò vestiti, tu riconoscimi dagli occhi o dalle linee delle mani… basterà”

(“I calendari”, Dimartino e Cristina Donà)

 

 

CONFETTURA DI UVA BIANCA ALLA CURCUMA CON MIELE E SIDRO

 

1 kg di uva bianca

150 g di zucchero di canna

150 g di miele d’acacia

Un limone

Sidro (q.b.)

Curcuma in polvere (a piacere)

Agar agar (facoltativo; per addensare)

 

Togliete gli acini dai grappoli di uva e lavateli bene. Dividete gli acini in due e togliete i semi (se vi danno fastidio), ma non la buccia. Mettete gli acini in una ciotola, con lo zucchero, la curcuma in polvere, il succo del limone e il limone stesso, tagliato a spicchi. Lasciate a marinare per qualche ora.

Trasferite il contenuto, dopo aver tolto gli spicchi di limone, in una pentola antiaderente dai bordi alti, aggiungendo il miele e il sidro. Fate cuocere dolcemente per 40 minuti circa, mescolando ogni tanto.

Togliete dal fuoco, fate intiepidire e schiacciate la frutta nel passaverdure (il passaggio serve per avere una purea più liscia, se non vi interessa saltatelo o usate un frullatore a immersione). Rimettete sul fuoco per 20-30 minuti, o fino a raggiungere la consistenza desiderata. Se preferite addensarla un po’, come ho fatto io, aggiungete a qualche minuto dalla fine due o tre cucchiaini di agar agar. E se volete “rinforzare” la nota alcolica, versate un altro po’ di sidro.

Mettete la confettura bollente in vasetti sterilizzati, che capovolgerete per formare il sottovuoto. Lasciateli capovolti fino a completo raffreddamento. Se mangiate subito la confettura, tenetela in frigo ma consumatela a breve.

*Regolate zucchero e miele a seconda dei vostri gusti, ma consiglio di non superare comunque come dose la metà del peso della frutta da cuocere.

 

 

32 Comments

  • Anna

    23 settembre 2018 at 20:17

    Quanta luce, questa sera, in ogni foto! Sembra perfino che la confettura si animi e sprigioni profumo…
    Che dire, poi, delle tue parole?
    Lo so, sono irrimediabilmente ripetitiva… ma io aspetto (il tuo libro). Ti ricordi, vero, che verrei anche a piedi per assistere al tuo debutto da romanziere?
    Per ora, mi basta “sfogliare” le pagine del blog per restarne rapita. Per il modo in cui tu, mai banale e scontata, narri la vita, lieve e profonda al tempo stesso.
    E per le emozioni che mi cuci addosso, e che restano proprio lì, “dove abita quello che non si dimentica”…
    Non è cambiato nulla, io sono ancora qui a sottolineare…

    Settembre è un mese a me caro, e mi hai regalato lo sguardo dei tuoi limpidi occhi. Divisi tra la malinconia per l’estate e la fiducia nel domani…

    Un abbraccio, a presto!
    Anna

    1. Francesca P.

      23 settembre 2018 at 21:46

      La luce è la costante e la certezza di ogni stagione, un po’ come sei tu per me e questo blog… 🙂 Non sei ripetitiva… sei sincera, affezionata e diretta, sai dire le cose, sai esternare e sai dare… ed ecco perchè ci intendiamo. E da subito. Non ti ho mai guardata in viso ma sono certa, certissima, che tu conosca a fondo il significato di una parola bellissima e importantissima: empatia…
      In questi giorni, ho messo alcune frasi su un foglio e tante altre sono appuntate nella mente… ci penso a quel libro, penso a te che mi incoraggi e me lo dici sempre, penso a tutto quello che vivo-sento e chissà davvero cosa accadrà, un domani… ho imparato che solo giorno per giorno si costruisce e si arriva a scoprirlo, quel domani, è solo concentrandosi sul presente che si può vedere un futuro, il futuro… e quindi, per adesso, si prosegue con il viaggio e col cammino, facendo bollire la frutta più matura e ascoltando ogni suono, ogni sensazione, ogni sapore, ogni vibrazione, ogni onda…
      No, non è cambiato nulla… o meglio, tante cose sono cambiate, cambiano ed è giusto – e anche necessario – che sia cosi, ma il cuore pulsante, l’essenza, l’anima e il centro, ben saldo, è sempre quello… e lo dico col sorriso e con fierezza. Anzi, lo diciamo insieme!
      A presto… a volte può capitare che non pubblicherò tutte le settimane, ma sai che torno e che questo è il mio (e il nostro) posto!

      1. Anna

        24 settembre 2018 at 15:01

        Un poco mi spiace, sai, sentirti dire che a volte non ci sarai la domenica…
        In fondo, già lo sapevo, anche la scorsa settimana mi sono affacciata e tu non c’eri.
        Non importa, questo è il tuo posto, prima ancora che il nostro… E deduco che, qualsiasi sia il motivo, qui stia la tua “libertà di scelta”.
        In realtà, più di tutto mi dispiace aver visto scemare, nel corso del tempo, l’interesse per il mondo dei blog (e non parlo del tuo nello specifico, sarei imparziale 😄)…
        Credo sinceramente che ne esistano di veramente belli, diversi e ricchi ciascuno a modo proprio. Eppure, è come se fermarsi a leggere, guardare, sentire, condividere, non sia più ritenuto degno del nostro tempo…
        Questo cambio di rotta non mi stupisce, calza a pennello alla frenesia dei nostri giorni, e a quel volere apparire che mi sembra dilagare…
        In questo, cara Francesca, tu non sei cambiata, nel restare fedele al tuo modo di essere: vera, genuina, onesta…
        Io continuerò a tornare, in questo nostro posto, che mi arricchisce ogni volta un poco di più…
        Anna

        1. Francesca P.

          24 settembre 2018 at 16:56

          Sapevo che… avresti compreso. E notato quello che purtroppo è sotto agli occhi di tutti: il mondo dei blog, nel tempo, è cambiato. Ha preso tutta un’altra virata… in cui non solo non mi riconosco, ma che proprio non mi piace. Ho assistito da vicino e da “dentro” a questo cambiamento, progressivo e graduale, crescente e inarrestabile, l’ho visto in blog che non ho mai “frequentato” ma anche in quelli di persone con cui interagivo… i social hanno spoetizzato tutto e rubato tanto, per non parlare dell’Ego e di quell’apparire che ha preso il sopravvento e ha messo in secondo piano, in tanti casi, quella che è stata la base di partenza… ognuno è libero di fare ciò che vuole e anche di NON fare alcune cose, qualche perla rara c’è ancora, sì, un piccolo gruppo di “alieni” che non “cedono”, che vanno in direzione ostinata e contraria, che hanno l’anima “dura e pura” e non mettono la logica commerciale come priorità… io mi sento vicina a questi alieni e mi sento aliena anche io (e non solo nella sfera del blog, è proprio in questo mondo attuale che fatico a ritrovarmi e rispecchiarmi…) e questo spazio per me è sacro, perchè è mio-solo mio e lo curo, lo nutro e lo proteggo come posso e voglio… i numeri (che sono diventati una sorta di “ossessione” o imperativo non solo per le blogger ma anche per le aziende) si sono abbassati, ma il solo fatto di avere uno “zoccolo duro” che torna e con cui ho dialoghi belli, beh, è già questa la mia benzina! Quando una cosa la facciamo per noi stessi, per passione e anche per urgenza, ecco che ha motivo di esistere… e resistere. Sono questa, sempre lo sarò… e se mi allontano è solo per vivere anche altro, o per prendermi delle pause, o per lasciare a macerare e marinare alcune cose, ma non è mai un abbandonare perchè qui batte un pezzo grande di cuore e continuerà a battere… 🙂
          Scusa se mi sono dilungata, ma ci tenevo a spiegarti… e spiegarlo a te, proprio a te!

  • Sara

    23 settembre 2018 at 23:25

    Aspettavo il tuo post, in questa domenica di fine settembre che sa ancora di estate ma che ha il fiato sul collo di un autunno che scalpita impaziente di prendere il suo posto. E non potevi scriverlo se non descrivendo il mare.. le onde, la risacca e la magia che solo il mare sa regalare… Mi sento malinconica stasera, ormai l’estate è finita, ma sono anche grata per il tempo che ci ha regalato… quest’anno l’ho goduta, non come avrei voluto, ma ho vissuto giornate ricche di emozioni… E il fatto che la mia amica di una vita con le vibrisse se ne sia andata in una calda giornata di agosto e che l’abbia lasciata a riposare sotto un albero fiorito e circondata dalla natura rigogliosa ha fatto si che il mio cuore non sanguinasse troppo…
    Grazie Francesca.. solo tu riesci a farmi leggere nell’anima ♡

    1. Francesca P.

      24 settembre 2018 at 11:48

      Non era mai successo, in 5 anni, che la domenica coincidesse con l’equinozio e mi trovassi sul filo del cambio di stagione, in equilibrio come su una fune… ho avvertito questa data, perchè sai bene quanto l’estate sia la mia seconda pelle, però ho imparato a lasciar andare per trovare altro, per scoprire altro, per vivere altro… vedremo cosa ci regalerà questo autunno, conta molto l’approccio con lui l’accogliamo…
      So che hai vissuto un dolore grande, in questo agosto, ma forse non è un caso che tutto sia accaduto in quel mese, con la luce, il sole e la natura fiorita a far da sfondo, perchè certi amori meritano questo e sono senza fine, anche quando la fine arriva…
      Grazie a te, se ti “arrivo” in questo modo si vede che sei aperta a ricevere e sentire… 🙂

  • emanuela

    24 settembre 2018 at 8:35

    Il sole è sorto questa mattina e nel tuo bistrot l’aria profuma di dolce e buono…
    la confettura… acini gonfi, rotondi, pieni, sodi..che a morderli scrocchiano ed è meraviglioso sentire con le orecchie il loro gusto deciso e meraviglioso… ciotole profonde e capienti..come il palmo di settembre che racchiude… quanto è carnosa questa confettura curiosa….
    Le mappe emotive.. frastagliate come i fiordi della Norvegia, dove le onde si infrangono….il vento soffia forte e freddo, il cielo diventa viola e carico di pioggia….
    Adoro quella foto sfocata….dove non si vedono i confini definiti, ma si percepiscono con gli occhi del cuore, come per le mappe emotive..dove ti devi impegnare di più per mettere a fuoco e sul fuoco…
    Io le amo alla follia le confetture…. amo la preparazione, il mettere a macerare, l’attesa, girare la frutta sul fuoco e sentire che piano piano lo zucchero si scioglie ed i granelli diventano un tutt’uno con la frutta..iniziano ad amarsi, si abbracciano meravigliosamente…ed accade la magia.. poi invasettare, con calma, allargando più che mai le narici per fare in modo di prenderlo tutto quel profumo che poi verrà racchiuso e custodito per un pochino, come un tesoro …..
    ieri ho fatto la confettura di prugne per mia sorella…ed è ogni volta amore….<3
    Grazie Franci.. se becco ancora uva dalle mie ragazze spacciatrici..questa la faccio sicuro…
    Manù…

    1. Francesca P.

      24 settembre 2018 at 12:02

      Le mappe emotive sono in continua evoluzione, ad ogni sguardo scopri che c’è una strada nuova, il fuoco cade prima su un punto e poi su un altro, è un percorso vivo, che (av)viene in diretta… sono mappe interattive, ecco, a volte senti persino il rumore delle onde del mare o il rombo del motore mentre fai una curva! 😉
      Adoro come te fare marmellate e confetture, più sono “curiose” e “strane” e meglio è, un po’ come le persone che intrigano di più perchè hanno più lati e più colori da scoprire… sono stata indecisa su quale ricetta pubblicare, la prima dopo la pausa estiva, ma alla fine, come sempre, ha scelto il cuore: faccio solo ciò che amo… e amo di più! Non poteva che esserci un vasetto o una ciotolina a salutare l’estate e a tendere la mano all’autunno, la curcuma assicura quel colore brillante di cui abbiamo bisogno in ogni stagione, il miele addolcisce perchè guai a privarsi della dolcezza, il sidro coccola, in modo lieve ma incisivo… se la preparerai, annusala bene prima di assaggiare, perchè tutto inizia da lì…
      Domenica prossima non ci sarò, ti avviso prima, ma sai bene che quando vado via non è mai un vero andare via… resto comunque qui 🙂

  • Rebecka

    24 settembre 2018 at 11:59

    Già sai, ma te lo dico lo stesso. Amo quei colori, delle tavole. Sano ancora di mare, di agosto ancora da finire, da sgranocchiare e al quale succhiare tutto il succo, il nettare.
    E quel formaggio, mon dieu, potrei rubartelo tutto senza sensi di colpa. La confettura d’uva l’ho assaggiata questa estate giù, da una delle cugine di mio marito, semplice semplice, solo con aggiunta di fiori di basilico e bucce di limone.
    Ma questa tua, beh, siamo al top qui, che poi sai già quanto mi piace la curcuma giallo sole!!!
    Potrei passare ogni sera in veranda con te, i due pelosotti, i pesci, la Vivina che corre e gli ultimi bagliori del sole a filo sulle placide acque del lago, il nostro lago.
    Ah Franci, i sogni ci salveranno! I sogni ci prenderanno per mano e sapranno portarci in posti che non avremmo potuto nemmeno immaginare prima di quel momento!

    1. Francesca P.

      24 settembre 2018 at 13:58

      Credo che quel mare abiti in modo costante, in me… così come le maree, sento la risacca, sento l’acqua che bagna i fianchi, sento il vento che soffia in alcune giornate e il sole alto che poi asciuga tutto, sento il profumo intenso, sento la sabbia sotto ai passi, sento quanto sia bello camminare nello spazio che si apre davanti. Ecco perchè amo quei colori e mi ci circondo di essi… non ne posso e non ne voglio fare a meno! 🙂 Come delle confetture, come della frutta matura, come di tutti quei bagliori di luce che accompagnano ogni cosa che faccio… “with love”, ossia nell’unico modo che conosco, che scelgo e che capisco! 😉 Così come ci capiamo noi, Reb… dondoliamo quei sogni, chè l’altalena, se si solleva tanto, può davvero portare lontano…
      ps: che altra bella l’idea di unire l’uva al basilico, si fondono davvero due stagioni!

  • ipasticciditerry

    24 settembre 2018 at 13:53

    La luce che trovo qui da te mi scalda sempre il cuore. Adoro la luce, i colori caldi e accesi, il giallo/arancione di questa confettura, l’idea del sidro che non ho mai assaggiato. Curiosa, sono curiosa e sono “affamata” di vita, di luce, di mappe da esplorare … La luce di oggi, qui da me, è spettacolare ma le giornate così sono tipiche autunnali. Un cielo azzurro carico, le prealpi che fanno capolino, dietro le mie colline. Montevecchia con il suo santuario che mi sorride, qui di fronte a me. Un aria frizzante, che arriva dritta dalle montagne qua intorno. Il verde che fa spazio a quel color ruggine così particolare, che assumono le foglie quando cadono. Quel vorticare di foglie portate dal vento … Amo anche l’atunno e spero tanto piova il giusto, senza ammorbarci per giorni e giorni con quella pioggia insistente, che copre tutti questi meravigliosi colori, intorno a me. Grazie delle bellissime parole che hai lasciato ieri da me, le ho molto gradite. Un abbraccio a te e una carezza a chi sai tu

    ps quel colore della confettura mi ricorda proprio lui ♥

    1. Francesca P.

      24 settembre 2018 at 14:08

      Mi piacciono le persone “affamate” di vita, probabilmente perchè le sento affini e parliamo la stessa lingua… non capirò mai come si fa a vivere col freno a mano tirato, a nascondere le vere emozioni e i sentimenti più profondi, a non voler “mangiare” tutto ciò che di buono possiamo avere, a non allungare la mano e a prenderlo, quel grappolo d’uva così dorato e caldo di sole! Ma tutto questo a noi non riguarda… chi ha fame va sempre in cerca di ciò che piace e forse non si sazia mai per questo, perchè non c’è fine a quella voglia lì, che ci fa mettere il naso fuori di casa ogni volta che qualcosa ci ispira e ci chiama! Pioggia permettendo, certo… 😛
      Ieri ho visto la vendemmia che è stata fatta nei campi della cascina Galbusera e nei luoghi dove ero stata a giugno, adesso posso immaginarti concretamente in quelle valli e so il paesaggio che hai intorno tutti i giorni… in questa stagione darà il suo massimo, salutami ogni parte di giallo e di rosso che vedrai! Come vedi, il rosso anche qui non manca mai… dalle confetture a Tarallino, è una costante! 🙂

  • m4ry

    24 settembre 2018 at 19:16

    MI sono commossa quando ho visto la tua confettura… Sai, è una delle mie preferite e non la mangio da tantissimi anni, da quando ero adolescente. La preparava sempre mia nonna, insieme a quella di mele cotogne. Io non l’ho mai fatta per una questione affettiva. Per una sorta di timore reverenziale legato ai sentimenti. E’ stato così anche per la confettura di mele cotogne, solo che due anni fa ho ceduto… l’ho preparata. Ma con quella di uva c’è ancora parecchia resistenza. Ma ecco che ci hai pensato tu, ed è un po’ come se l’avessi fatta anche io. Nonna la preparava senza troppi fronzoli: frutta e zucchero. Vecchia maniera 🙂 Ma la tua versione, con il sidro e il miele d’acacia ( che è il mio preferito! ) mi intriga tantissimo. Ne porto via un po’ da spalmare sulle mie fette biscottate di domani <3

    1. Francesca P.

      25 settembre 2018 at 16:11

      Vedi i fili, ancora e ancora? Mai avrei pensato che una confettura così potesse essere tra i tuoi ricordi di famiglia e che a custodirla fossero le mani di tua nonna… eppure, guarda gli incastri! Io lo penso sempre di più che è tutta questione di incastri, con le persone giuste…
      Capisco bene il valore affettivo e quel timore, eccome se lo capisco… però credo che, quando te la sentirai, sarà un omaggio intenso e doveroso, con cui alla sua tradizione unirai quella che sei tu, come un ponte tra due epoche, tra due donne speciali, tra due modi (e mondi) di cucinare che hanno tanto in comune… e in fondo, senza il suo forse non esisterebbe il tuo, perchè da bambini assorbiamo e prendiamo tutto… e sappiamo quanto… nel bene e nel male… 🙂
      Spalma pure… come si spalma la vita e il coraggio di osare… noi lo facciamo, a noi piace così! 😉

  • Silvia

    24 settembre 2018 at 20:24

    Eccomi qui!! Io stasera, a sorpresa, parto dalla cosa che ha catturato maggiormente la mia attenzione: quel tavolino dipinto di colori diversi, chiari, che mi ricordano quelle persiane un po’ scrostate dalla salsedine, che tanto ci piacciono! Mamma mia quanto è bello! E si presta così bene a raccontare storie che hanno ancora il profumo del mare!! Mi piace questo accostamento con una ricetta che è un saluto dall’autunno, ma che conserva ancora la voglia di fine estate! Deve essere davvero particolare il gusto! Poi io sono diventata golosa di marmellate e confetture abbinate ai formaggi! Slurp penso tu abbia realizzato una chicca sorprendente! E intanto tra poco le onde del mare ti spingeranno di nuovo un po’ più su, e credo che questa volta i nostri racconti avranno un colore più radioso! A prestissimo

    1. Francesca P.

      25 settembre 2018 at 20:39

      Silvia, vedo che il tuo sguardo è ben indirizzato e sintonizzato! D’altronde ti sei immersa in acque limpide e pulite in agosto e quel colore, quel mare ti è rimasto dentro… 🙂 Ho preso qualche mese fa il tavolino, ero alla Rinascente, c’era un vaso sopra che quasi lo copriva ma il mio occhio non si è fatto scappare quelle assi di legno… e colpo di fulmine, l’ho preso al volo, era anche in saldo! Tutto casuale? No, sai che non ci credo… ma credo alle cose che sono destinate per noi! 😉
      Qui l’autunno si sente ancora in modo molto lieve, fa caldo e le foglie sono attaccate ai rami, non vogliono lasciarli… e ti dirò, a me fa piacere che non ci sia un forte stacco e tutto accada gentilmente e con calma… spero di trovare lo stesso clima a Milano tra due giorni, piuttosto… che voi lì siete imprevedibili, ahaha! Non vedo l’ora di sentire dalla viva voce come stai e se mi parli di radiosità già capisco che ascolterò cose belle… a presto, non posso portarti la confettura perchè è finita ma i suoi colori sicuramente sì!

  • saltandoinpadella

    25 settembre 2018 at 15:13

    Ma quanto è bello quel tavolino?!?? te lo ruberei, mi fa pensare al blue del mare, alle vacanze, a quei meravigliosi paesini che costellano le isole greche e il nostro meraviglioso sud. Mi sembra di sentire il profumo della salsedine da qui. Questa ricetta è un abbraccio tra l’estate, dolce e amorevole, e l’autunno, ancora in fasce.

    1. Francesca P.

      25 settembre 2018 at 20:43

      Anche tu, Elena, hai notato il tavolino… in effetti è uno dei protagonisti di questo set, arreda il salotto ma anche il blog adesso, è entrato a tutti i diritti a far parte della famiglia! 😀 Sai che adoro i toni pastello e le sfumature del celeste e del blu, così come l’effetto vintage e shabby chic, che un po’ riporta in Grecia, come hai detto, e un po’ in Provenza… sarebbe bello messo anche in un giardino, con le temperature di questi giorni si potrebbe fare colazione fuori e la confettura è perfettamente intonata… 🙂

  • Melania

    25 settembre 2018 at 16:30

    Ero passata la scorsa settimana e con mio stupore non ti ho trovata. Mi è spiaciuto non leggerti o ritrovare qualche tua dolcezza, ma capisco anche che, oltre al blog c’è tutta una vita fuori. Da vivere, da assaporare…
    Questi nostri spazi per quanto virtuali si riscoprono importanti, vitali. Pensavo ad una pausa invece, quando sei passata ho appreso felicemente il contrario.
    Se vedo le tue foto mi viene da dire “wow quanta luce”
    Sembra ci siano residui della tua estate proprio lì, dentro a quel barattolo, Fra quelle assai in legno colorate e segnate dal tempo. Sembra tu proceda lentamente verso il nuovo assaporando ogni cosa intorno a te.

    1. Francesca P.

      25 settembre 2018 at 20:51

      La vita fuori entra molto spesso nella vita dentro dei nostri blog, la ispira, la modella e secondo me la rappresenta anche… o almeno, per me è sempre stato così, dal primo giorno, un filo diretto tra me e questo posto, tra le pagine vissute e quelle di carta… le due scritture si fondono! Il mondo dei blog ha subito trasformazioni negli anni, ma ormai hai capito e visto come sono fatta, seguo solo quello che mi va e sento in sintonia… e no, non ho intenzione di lasciare il timone, finchè ci saranno scintille a muovere la mano sarò salda al mio posto! Però tutto ha senso se non è forzato, se siamo noi a decidere come-quando, a mantenere lo slancio e la spontaneità… non deve mai essere un obbligo pubblicare, ma solo un piacere! E quindi, ali e libertà anche in questo… saltare qualche settimana non cambia di certo lo spirito e l’anima, quando sono così radicate e forti, ecco… 🙂 E la luce è sempre, sempre presente… ne lascio dosi generose per questo, così anche quando non ci sono io, fa le mie veci! 🙂
      ps: “lentamente” è una parola che ha importanza, oggi più che mai, quando tutto corre e sfreccia… a me piace fermare le cose e fermarmi…

  • zia Consu

    25 settembre 2018 at 20:17

    Finalmente riesco a passare a trovarti e a gustarmi questa confettura che racchiude tutto il buono di questo settembre che profuma ancora di estate e promette un autunno meraviglioso!
    Un abbraccio e felice settimana <3

    1. Francesca P.

      26 settembre 2018 at 15:07

      Le confetture si mettono nei vasetti per averle sempre con noi, senza limiti di tempo… 🙂 L’autunno che mi piace è quello che avanza piano, spero continui a camminare con questo passo…
      Un abbraccio a te e a voi! :*

  • Alice

    25 settembre 2018 at 20:53

    Finalmente ho riaperto il blog dopo una lunghissima pausa estiva rilassante e rigenerante ed eccomi di nuovo qui nella tua deliziosa casa inondata di luce, tra le tue parole e le tue foto che adoro. Ho letto la tua risposta ad Anna e sono fiera di far parte del tuo zoccolo duro e fiera di essere io stessa un’aliena di questo strano mondo in cui i numeri sono più importanti delle parole e dell’empatia, in cui l’apparire è d’obbligo. Come te adoro il mio angolino e me lo curo con amore nei miei tempi e con i miei tempi, e non lo abbandonerò mai perché è parte di me , un luogo senza spazio né tempo, senza doveri …solo il piacere di condividere parole, foto, ricette …momenti di vita.
    un bacio
    Alice

    1. Francesca P.

      26 settembre 2018 at 15:18

      Alice, grazie per essere tornata a salutarmi, per essere tornata in questi anni con costanza e per aver lasciato proprio queste parole… sono contenta che abbia colto in pieno il senso di quello che ho scritto a Anna, noi “dal di dentro” abbiamo vissuto cambiamenti ed evoluzioni nel settore, ma non ci siamo fatte trascinare dalla corrente… al massimo, abbiamo scelto di essere marea, ossia di esserci e di ritirarci, a seconda di ciò che ci va – e ci sentiamo – di fare! 🙂 I blog sono creature nostre a tutti gli effetti, siamo noi a dare nutrimento e linfa… è giusto assecondarsi e assecondare i tempi interiori, forse il segreto per non stancarsi e non perdere entusiasmo è tutto qui: dobbiamo farlo per il nostro piacere, solo per noi stesse, finchè una cosa appaga e riempie, tutto il resto è secondario…
      A presto, sui nostri schermi!

  • Mile

    26 settembre 2018 at 8:10

    Le parole mi sono sempre piaciute. Saperle usarle x descrivere e trasmettere, comunicare infine, non è da tutti. Tu sai farlo. Ciao Francesca luminosa!

    1. Francesca P.

      26 settembre 2018 at 15:45

      Grazie mille, Mile… una che venera le parole quanto me, che se ne ciba e le respira, non può che essere felice di riuscire a fare ciò che dici! Oggi e sempre di più… 🙂 E grazie anche per avermi dedicato quell’aggettivo in particolare, proprio lui…

  • Claudia

    26 settembre 2018 at 12:55

    “Settembre mette sul tavolo quello che oggi ancora non so, la libertà di scelta, la licenza di re-inventare, lo stimolo del ri-creare, la scommessa delle sfide”. Ecco, questa andrebbe citata da qualche parte. Da più di una parte. Quando mi scrivi così e mi parli di maree che ti devo dire, sono ancora più contenta di leggerti! Darò la caccia all’uva bianca, questa ricetta e da provare…e poi magari da re-inventare, non perchè le manchi qualcosa, ma perchè è bello così.
    Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      26 settembre 2018 at 20:50

      Facciamo che mettiamo quelle frasi sul frigo, dentro a un libro, sulla porta di casa e in fronte, così da non dimenticarlo? 😀
      “Scegliere” ha un suono così potente, così forte, vero? Scegliere cosa vogliamo (anche essere), scegliere cosa amiamo fare, scegliere come e cosa mangiare (e tu la tua scelta l’hai fatta, tempo fa!), scegliere la direzione da prendere, scegliere di svoltare, scegliere di ricominciare, scegliere di cambiare… e scegliere noi, noi stesse, come punto di ripartenza continua! Le maree questo fanno, in fondo, non finiscono mai di andare e venire, di rinnovarsi…
      Sarei lieta di vedere questa confettura rivisitata con il tuo gusto, ma qualcosa mi dice che la curcuma la lasceresti, tra gli ingredienti… 🙂

  • Ile

    4 ottobre 2018 at 8:37

    Ora Ottobre ci mette davanti a qualcosa di nuovo. Se Settembre è un filo sottile che collega il vecchio con il nuovo, Ottobre ci mette davanti alle novità portando con sé il vento freddo al mattino, per venirci incontro e dirci che la vita è qui, adesso.

    In questi giorni sono stata un po’ assente, ma qui tornerò sempre. Per godermi la tua luce, per leggerti e per fermarmi qualche minuto in più a pensare…e a sorridere insieme a te.

    Ti abbraccio :*

    1. Francesca P.

      5 ottobre 2018 at 14:06

      Lo so che torni… e sai che io ti aspetto, con i tuoi tempi. E il tuo tempo. Quel tempo che come vedi scorre e ci porta già verso la fine dell’anno, ma senza fretta e con dolcezza. La stessa dolcezza che mettiamo nei nostri dolci e cerchiamo ogni giorno, proprio con la consapevolezza di cui dici (“la vita è qui, adesso”) che sento sempre… sempre di più. E quando la stringi, capisci che tutto si gode meglio…
      E ora, ci sono tante foglie croccanti da raccogliere…

  • Serena

    16 ottobre 2018 at 12:12

    Sono una delle poche che non riesce a vedere settembre come un nuovo inizio non so perchè. Per me i nuovi inizi partono con l’anno nuovo o meglio quando lo decide la testa!
    Questa preparazione è davvero particolare, ma quante ne sai!? bravissima come sempre. Un abbraccio

    1. Francesca P.

      16 ottobre 2018 at 15:01

      Mi hai fatto sorridere… forse hai ragione tu, è tutta una questione di testa e gli unici tempi che contano solo quelli che sentiamo dentro! Il calendario serve magari a dare un ordine o a illuderci che è così… 😉
      Grazie mille… più che sapere, io annuso e sperimento, perchè solo così so e capisco 😀

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