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IN QUELLO CHE CRE(D)O

Settembre raduna le mollette e sistema il filo, con l’aiuto di un righello per andar dritto, chè la mano tende a scivolare o un po’ in giù, come se perdesse l’equilibrio, o un po’ in su, come se avesse fretta di salire verso l’alto ad acchiappare chissà cosa. (altro…)


UNA CONFETTURA, DOMANI, SA ESSERCI

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Fare marmellate mi rilassa. Mi piace sempre di più. Mi godo ogni fase, sin dalla scelta degli ingredienti. Perchè scegliere è importante: dall’unire, nasce il fondere; dal fondere, nasce la completezza; dalla completezza, nasce l’appagamento. (altro…)


A COLAZIONE CON LE VITE DEGLI ALTRI

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Da quando il balcone è (ri)nato, come vi avevo raccontato qui, le mie colazioni sono “in compagnia”: non solo del gatto piccolo che si dà appuntamento con una farfalla bianca e grigia che viene a salutare i vasi del davanzale, a cui dedica tanti miagolii con voce tremante, ma anche delle vite degli altri. Quelle che ho davanti. Ognuna con i suoi gesti, le sue abitudini, i suoi tempi, le sue facce.  (altro…)


UN PIACERE ARANCIONE TUTTO NUOVO

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Io e l’autunno quest’anno ci capiamo come mai era successo prima. Ci scambiamo sorrisi d’intesa e sconfiniamo l’uno nell’altra, prendendo(ci) in prestito qualcosa.  (altro…)


IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Mi
piace questo settembre romano che abbraccia l’estate e non vuole farla andare
via.
La tiene stretta, quasi a cullarla, perché sa che presto inizierà a
sentirne la mancanza.
E allora la guarda e se la dipinge dentro gli occhi, per
non dimenticarla. (altro…)


VI PRESENTO GINO IL GELSOMINO!

 

Il mio amore per i fiori è nato ai bordi del muretto del giardino di mia
nonna, dove guardavo crescere i papaveri nel punto dove l’erba era più alta,
accanto al pollaio.
Mi sembravano buffi con quello stelo lungo tipo collo di
giraffa e quei petali grandi rossi come una mano pronta ad aprirsi. Non
resistevo a non coglierli, perché mi piaceva premere il picciolo sul braccio vedendo
apparire una specie di stella, come fosse un trasferello. Un fiore che scrive sulla pelle ha sicuramente dei poteri magici, mi dicevo. Ancora
oggi ogni volta che vedo dei papaveri ripenso a quando mostravo fiera il mio
“tatuaggio” dai tratti neri sottili.

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SCALANDO IL MIO EVEREST

 

Un anno fa, il 24 ottobre, portavamo gli ultimi scatoloni
nella nuova casa.
Mi godevo la sensazione di vuoto delle stanze con una bellissima sensazione di pieno.
Respiravo odore di vernice fresca e legno, mettevo i piedi
nudi sul parquet, entravo in cucina ridendo, toccavo tutto per rendermi conto
che era vero.
Che finalmente ce l’avevo fatta.

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