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TU FATTI BELLA PER TE

La storia in fieri e in fiore che vi avevo iniziato a raccontare la scorsa settimana, dopo aver respirato tanto sole, saluta il giorno e si tinge di notte, vestendosi di mistero e di fascino. Quando il buio arriva, ecco una finestra che si accende, come una stella che si può guardare da vicino. Lo vedi, nel nero, quanta luce fa. (altro…)


NUOVA VITA DA BERE, COME LATTE CALDO

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Non sono più quella di ieri. Non so come sarò domani, ma posso dirti come sono oggi con i miei ieri. (Alda Merini)

Non è facile scrivere l’ultimo post che chiude un anno, con tutto quello che (c’)è stato. Ma allo stesso tempo è facile, perchè io sono una gatta da raggomitoliamo, che coltiva riflessioni e bilanci come piante di pomodori.  (altro…)


DIETRO LA PORTA DI CASA MIA…

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Se le finestre sono occhi che sbirciano sul mondo, che siano appena schiusi e ancora un po’ assonnati oppure del tutto spalancati e affamati di visioni, le porte sono una bocca pronta ad aprirsi, per respirare. Rappresentano il mistero, la sorpresa, l’incognita. La possibilità.  (altro…)


UN ELISIR DI ROSE

 

Se Pollicino lasciava molliche di pane per ritrovare la strada di casa, io invece mettevo
rose ad essiccare tra i libri per ritrovare pezzi di vita e di me stessa
nascosti tra parole che sapevano descrivere così bene ciò che sentivo, in quel momento.
Accanto a tratti di matita leggera sotto frasi che non avrei voluto dimenticare, c’erano
petali lisci che nel tempo cambiavano colore e consistenza così come io
cambiavo pelle, gusti ed emozioni, cavalcando anni più miti e poi più ribelli,
mai uguali, mai stabili, in continua evoluzione.
Loro, i petali, erano sempre lì a ricordarmi chi ero stata, perché avevo sospirato
sfogliando quelle pagine, quale nome era rimasto intrappolato tra virgole e
capoversi, quanta strada avevo fatto tra un capitolo e l’altro.
Petali
come fermate del treno che scorrono, come labbra che si toccano in un incastro
perfetto, come risate strappate durante giornate leggere, come sandali aperti
che danno il via all’estate, come palloncini lasciati liberi, come granelli di una clessidra che non si ferma,
come chicchi di sale che condiscono decenni volati in un attimo.
Petali
come carezze a cui la guancia va incontro, fatti di velluto come il vestito che
cucì a mano mia nonna per i miei 18 anni e ancora trova posto in fondo
all’armadio.
Petali come bugie che non voglio più sentire, come raggi di sole
sul vetro mentre la macchina va, come progetti a cui dare fiducia, come pop corn appena scoppiati, come stelle
comete da tenere nelle mani, così non cadono.
E
come gocce di un elisir di rose che trattiene il calore del sole, il profumo
delle buone occasioni e il rosa di tutti i pensieri positivi di cui abbiamo
bisogno.
Come aria e senza spine.

 

SCIROPPO DI ROSE

 

Due
rose grandi non trattate e profumate (io ne ho aggiunta una terza piccola di
colore più intenso)
200
g di zucchero semolato
200
ml di acqua bollente
Un
limone biologico
Prendete
i petali delle rose, lavateli delicatamente e metteteli in una bacinella
insieme all’acqua e al limone tagliato a fettine. Fate riposare per tutta la
notte.
Il
giorno seguente, dentro un pentolino, filtrate il liquido e mettete i petali in
una garza, strizzando bene per catturare più succo possibile.
Aggiungete
lo zucchero e mettete il pentolino a scaldare a fuoco molto basso, fino a
ottenere la consistenza di uno sciroppo (ci vorranno circa 30 minuti).
Travasate
in bottiglie o barattoli di vetro sterilizzati, capovolgendoli per creare il
sottovuoto.
*Per
le dosi ho seguito il post di Viviana, dato che avevo la sua stessa quantità di fiori, regalo di Mariposa la rosa che puntuale mi
sorride ogni maggio!
**Potete
usare questo sciroppo per profumare dolci (anche i gelati) e macedonie oppure
per preparare dissetanti bevande: diluite un cucchiaino in acqua fresca
mescolando bene oppure, per chi ama le bollicine, provate con il prosecco!

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TUTTA LA VITA(MINA) DAVANTI

 

Il
passato è un rifugio, una coperta calda, una sedia a dondolo che ci culla, il
punto più riparato dove non si incanala il vento, un ciambellone appena
sfornato, una scatola dove custodiamo il tempo, un diario segreto, un’altalena
in volo.
E’ una
voce che ci augura la buonanotte con dolcezza, una partita con le biglie
colorate, il desiderio espresso soffiando le candeline su una torta alla panna,
un fuoco che illumina una spiaggia di notte.

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE (SMOOTHIE)

La
leggerezza è uno stato d’animo, oltre che una sensazione. Dovrebbe essere
qualcosa che fa sempre parte di noi, che non va mai via. Come un neo, una lentiggine,
una cicatrice. Così sapremmo dove trovarla, tutte le volte che ne abbiamo
bisogno. Ci affanniamo a cercarla, raggiungerla, sfiorarla. E spesso scappa, si
nasconde, si fa desiderare. Ma forse è più vicina di quello che pensiamo. Basta
guardarsi meglio intorno…

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