SOLO UN LISCIO SCIVOLARE

La volta scorsa avevo messo il sole nel piatto e mi ero lasciata baciare dai suoi raggi intensi. Adesso, invece, mi concedo un po’ di ombra e vi porto in un luogo riparato, con qualche piuma che può essere usata come ventaglio. 

La serranda in parte abbassata scherma il sole, ma la sua luce calda è lì, a toccare i contorni delle cose e arrotondarli, mentre il dito segue le forme e non rileva ostacoli. Tutto sembra levigato come fa il mare, che pian piano, con il complice sostegno del tempo, fa sparire gli spigoli e le punte, ri-modella, addolcisce e disegna nuovi confini.

Nessuna resistenza. Solo un liscio scivolare. Quasi un rotolare, come quello dei sassi trasportati dalle onde. Come quello delle uova, quando non vogliono freni.

Le uova se ne intendono, di contorni levigati. Di curve belle, di accoglienti rotondità, di pareti senza sporgenze. Di salite che sono inevitabili da fare, se si vuol raggiungere la punta, la parte più in alto. Prima di scavallare e abbracciare il brivido della discesa.

Amo prendere le uova dal frigorifero e appoggiarle sulla guancia. Sentire il contatto sul viso. Il freddo del guscio che incontra il calore della pelle. Il freddo che diventa meno freddo, l’attimo dopo.

Questa volta le ho adagiate in un cestino. Tondo anche lui. E le ho usate per il mio debutto con il porridge – seguendo la ricetta di Ileana – che ho servito a colazione dentro coppette. Tonde anche loro.

L’unione delle forme affini. Che hanno smussato i loro angoli. Che il loro meglio, lo contengono all’interno. E quel meglio, come nel caso delle uova, si scopre e si libera solo dopo aver rotto il guscio. Delicato, quanto essenziale ed indispensabile, questo passaggio. Un crack creativo.

Rompere, per trovare la vita. Solida e liquida insieme, pulsante, fresca, energetica. Come fosse il primo assaggio. E forse è davvero così.

 

 

PORRIDGE DI QUINOA AGLI ALBUMI CON CILIEGIE AL BASILICO

30 g di quinoa (io ho usato il mix

100 g di latte di mandorla

200 g di acqua

100 g di albumi

100 g di ciliegie denocciolate

Succo di mela (q.b.)

Basilico fresco (q.b.)

Mandorle (a piacere; facoltativo)

 

Cuocete le ciliegie in un pentolino, insieme a qualche foglia di basilico, coprendole a filo con il succo di mela e fate cuocere per 5-10 minuti, finché saranno cotte e morbide, ma sode. Lasciate riposare.

Sciacquate la quinoa sotto l’acqua e mettetela in un pentolino con il latte e l’acqua. Cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti, mescolando spesso, finché la quinoa sarà cotta e il composto risulta cremoso (se occorre, aggiungete altra acqua).

Fuori dal fuoco, aggiungete gli albumi a filo al porridge, mescolando velocemente. Rimettete il pentolino sul fuoco e fate cuocere per pochi istanti. Se volete, frullate una parte del porridge con il frullatore ad immersione.

Togliete le foglie di basilico dalle ciliegie e servite il porridge completando con la frutta e, se volete, con delle mandorle.

* Io ho usato il mix di quinoa bianca, rossa e nera



29 Responses to SOLO UN LISCIO SCIVOLARE

  1. Chiara says:

    confesso di non aver mai assaggiato il porridge ma le tue foto mi hanno incuriosito….Si dice “essere pieni come un uovo” quando lo stomaco è satollo,ci sarà un perchè, vero?L’uovo è qualcosa di perfetto, l’inizio della vita, l’embrione che poi si svilupperà, argomento su cui meditare…Ti abbraccio cara, vado a nanna

    • Francesca P. says:

      Se ami le consistenze morbide e i sapori delicati, credo che questo porridge ti possa piacere! La quinoa ha un sapore “neutro” che viene ravvivato dalla ciliegie profumate, sembra un po’ di mangiare un budino “granuloso” ma setoso, ecco! 🙂
      L’uovo simboleggia l’inizio della vita, è vero… direi che tutto si incastra e torna perfettamente… grazie per l’ulteriore spunto di meditazione che no, non è casuale! 😉

  2. Ileana says:

    Eccomi qui, pronta a fare colazione con te, assaporando la lentezza e il piacere delle cose buone ( e belle! ).
    Sorrido più del solito, per il tuo debutto con il porridge, per le nostre strade che si incrociano, per ritrovare ogni volta un pezzo di me tra le tue parole ( oggi ancor di più! )…
    ” L’unione delle forme affini. Che hanno smussato i loro angoli. Che il loro meglio, lo contengono all’interno. E quel meglio, come nel caso delle uova, si scopre e si libera solo dopo aver rotto il guscio. Delicato, quanto essenziale ed indispensabile, questo passaggio. Un crack creativo.” Porterò con me queste parole oggi, ma forse lo immaginavi già 🙂
    Grazie Fra. Ti abbraccio :*

    • Francesca P. says:

      Ile, questo porridge aspettava già da oltre una settimana di essere servito qui, l’ho provato qualche giorno dopo aver visto la tua ricetta, per come mi aveva colpito! A volte scattano delle vere e proprie scintille… tra le persone ma anche tra le ricette. Le affinità risuonano, si sente il richiamo… e ho fatto bene a seguire l’istinto perchè la conoscenza tra me e questa coppetta è andata a buon fine! 🙂
      Grazie per l’idea… e al prossimo crack creativo, di uova e di parti di noi che si liberano alla luce!
      (sì… lo immaginavo!) 😉

  3. Emanuela says:

    buon giorno dolcezza!
    sai cosa ho mangiato ieri sera? uova al tegamino…
    io ho un amico speciale che ha galline dalle uova colorate (verdi/blu, senape, purtroppo ancora non d’oro ma per quello mi basta il suo cuore…) e ieri sera me le sono pappata con delle zucchine fresche dell’orticello…. sorrido ai baffi di basilico sul nasino di ciliegia nella sessola piena di granelli buoni….
    mi tocca essere veloce stamattina perché tra poco parto per Ancona…e sto preparando il pranzo-schiscetta: cous cous di verdure con mandorle tritate e a lamelle .. poi mi porto albicocche e susine selvatiche…
    ieri sei stata con me., ho fatto la tua marmellata di fichi! l’ho preparata semplice senza rosmarino e pinoli, perché era la prima volta, ma ne ho ancora e mi ci scappa un secondo round…
    Ileana la fa co pesche ed erba cedrina.. mi sa che quella verrà in settembre con quelle belle pesche gialle…
    baci baci baci…
    Manu
    ps: torno prestissimo…perché voglio ancora scivolare un po’.

    • Francesca P. says:

      Ti ri-aspetto, allora… metto nuove uova nel cestino, dato che piacciono tanto a entrambe! Sai che da bambina mangiavo sempre l’uovo al tegamino? Appena ti ho letta, mi è venuta in mente l’immagine del tegamino d’acciaio un po’ chiaro, coi manichetti, in cui insieme all’uovo mia madre univa anche la mozzarella… da quanto tempo non lo preparo… troppo! Alle zucchine dell’orto pensi tu? Che qui, aimè, mancano… 🙂
      Sono contenta che abbia fatto la marmellata di fichi… buona, eh? Secondo me troverà posto anche qualche erbetta, la prossima volta… così si fa scorta anche di profumo! 🙂

      • Emanuela says:

        Vedi che torno!
        ho avuto problemi con la rete e ora sono di nuovo qua…. oh si che le pooorto le zucchine che le adoro….
        ieri in Ancona è andata bene e il doc mi ha fatto pure i complimenti per le mie di rotondità 😉 mi sono un poco imbarazzata…
        la rotondità, la morbidezza, lo scivolare implica anche una serenità interiore bellissima….ed il CALORE come quello del sole, che poi è racchiuso, nemmeno a farlo apposta, nel tuorlo rotondo giallo e perfetto….
        voglio imparare ad amare sempre di più le mie rotondità, perché non posso modificarle (ho visto già due volte dove porta lo “spigolo”) …. accettare con consapevolezza e forse anche un po’ di rassegnazione, ma positiva, che il mio guscio è questo e devo rispettarlo e curarlo al meglio….
        un bacino..
        Manu

  4. Silvia says:

    Quelle piccole piume appoggiate sulla superficie liscia delle uova…la leggerezza delle cose belle e quello scivolare di tutto il resto che smette di prendersi troppo sul serio. Le affinità, le cose morbide come dei pensieri che proteggono, le cose che somigliano a quelle tonde, che confortano. Un momento che considero sacro quello della colazione, che segna l’inizio della giornata, che già contiene in sé il buonumore o meno. Ammetto di non essere attratta granché dal porridge, anche se non l’ho mai mangiato, ad ogni modo mi piace entrare nelle case e partecipare alle colazioni, a quelle più tradizionali e pure a quelle originali! E non mi precluderei l’assaggio! Lasciamo rotolare gli eventi come le uova e ascoltiamo “il rumore delle cose che iniziano” e se qualcosa fa crack non sempre è perché si è rotto, a volte nasce! Buona settimana Franci

    • Francesca P. says:

      Che la forma rotonda sia la MIA forma, non ci piove… torno sempre a lei, la cerco, la voglio, mi culla… i significati simbolici sono tanti e in questo periodo più che mai amo andare in cerca di tutti i fili e i rimandi tra me e il mio “dentro”, nel viaggio personale profondo e affascinante che sto compiendo! E dato che servono energie… ecco l’ovetto! 😉 Ogni guscio rotto, porta al cuore… il senso del rompere di cui parlo è questo, la nuova vita appare se si ha il coraggio di frantumare alcune cose… e anche noi stesse, quando ci rompiamo un po’, dopo siamo ancora più belle, più forti, più luminose e più vitali! 🙂
      ps: prova a vincere la diffidenza con il porridge, potrebbe stupirti, sai?

  5. Anna says:

    …Ho lasciato che la sera e la notte scivolassero lente, per tornare ora.
    Troppo accaldata e stanca, ieri, a tal punto da non riuscire a formulare una frase di senso compiuto!
    Ho solo allungato una mano per afferrare quelle soffici piumette, e sventolare…
    Ora, ritrovandole posate al loro posto, le prendo in mano e le intingo nel calamaio, e vai di scrittura!

    Rompere, per trovare la vita.
    Come quando dentro senti un crack, e pensi che tutti quei cocci non se ne andranno mai…
    Invece, con pazienza e cautela, trovi il modo di (r)accoglierli, guardarli, studiarli… e poi regali loro un’altra dimora.
    Non per forza li cestini, magari li sposti solamente, per riuscire di nuovo a posare i piedi nudi senza ferirti…
    Facendo spazio per il nuovo.
    Rompere, per trovare la vita.
    Come quando si decide di rompere con qualcosa del passato. Con persone con cui abbiamo fatto un pezzo di strada insieme… ma ora, semplicemente, non ci si appartiene più. E rompere non è rinnegare, bensì preparare il posto per accogliere altro.
    Solo un liscio scivolare… Per abbracciare il brivido della discesa con l’anima frizzante e leggera.

    Buffa la te che si posa sulle guance le uova!
    Pensa se facessero “crack” in quel preciso istante! Sicuramente opteresti per una improvvisata maschera di bellezza… Al loro interno, infatti, la parte migliore. Basta cercare, a volte…
    Buona settimana Francesca, a presto!
    Anna

    • Francesca P. says:

      Ogni rinascita, (av)viene dopo un crack… c’è sempre un momento in cui si frantuma per ricominciare, il binomio credo non si possa scindere, o almeno, è quello che sto capendo e imparando già da un po’… le uova simboleggiano bene questo concetto, il guscio protegge e accoglie, ma solo quando si rompe si possono avere tuorlo e albume… e da loro nascono le magie, le torte soffici, le frittate saporite, le creme avvolgenti, le colazioni piene di energia…
      Sto scivolando lungo le uova e le strade di un’estate che sento in modo particolare e che avrà molto valore, per me… sono pronta per le discese, coi capelli scompigliati, le gambe sveglie, le braccia aperte e la pancia che ride… sapendo che posso preparare tante coppette come questa, un piccolo dono colorato e profumato che ogni giorno dovremmo fare… a noi stesse e alle persone più care! 🙂
      ps: il set ombroso l’ho apparecchiato anche per te, sapendo che lo preferisci a quello assolato, ehehe!

  6. Questa ricetta è un insieme di gusti e abbinamenti che mi sono totalmente nuovi. E come i bimbi sono qui che guardo estasiata questa deliziosa ciotolina. Ciliegie e basilico, porridge di quinoa, chi ci avrebbe mai pensato? la curiosità mi ha davvero conquistata

    • Francesca P. says:

      Elena, l’anima da sperimentatrice che è in me non si ferma mai! Anzi, in estate diventa anche più attiva, grazie alla frutta buonissima che abbiamo a disposizione! Anche questo è un lato che hanno i bambini… quella curiosità continua verso tutto ciò che non si conosce e si vuole assaggiare! Prendi un cucchiaino e dimmi se gradisci questa novità… 😉

  7. Alice says:

    Ma come mi piace leggere quello che scrivi! Sai che proprio oggi ho intravisto quella luce di cui parli, mi ha colta di sorpresa e ho pensato che era bellissima, che mi sarebbe piaciuto catturarla nella mia macchina fotografica. Magari domani provo, anche se la luce è così fuggevole, momentanea, volubile che un momento la vedi e il momento dopo è diventata tutt’altro. Ma proverò.
    E a dire il vero anche io sto meditando da un po’ di fare un porridge…ma ormai non mi sorprendono più queste assonanze 🙂
    Un abbraccio.

    • Francesca P. says:

      La luce gioca… e quindi si diverte a volte a nascondersi, così come si fa desiderare, arriva e sparisce per farsi rincorrere… possiamo dire che sia simile a un gatto?! 😉
      Anche io avevo il porridge nella lista delle ricette da provare, ero curiosa soprattutto della consistenza… temevo non mi piacesse molto l’effetto “pappetta”, ma invece, con i giusti abbinamenti di sapore, ho scoperto che la sua morbidezza è un punto a favore! Puoi farlo anche non di quinoa, ovviamente, tu hai mente e gusti innovativi… mi aspetto prima o poi un’idea particolare delle tue, con relativo fantasioso impiattamento! 😉

  8. zia consu says:

    Adoro le forme tonde, senza spigoli e angoli…sono spontanee e non nascondono niente!
    Non ho mai fatto un porridge come questo e potrei proprio abbandonarmi a questa golosa idea ^_^
    Buona settimana <3

    • Francesca P. says:

      Davvero non lo hai mai fatto, Consu? Tu che ami i cereali, devi assolutamente sperimentare! E avrai tante coppette tonde in cui servirlo, spero di vederlo nel tuo blog in uno di questi giorni d’estate… 🙂

  9. Di questo giugno ciò che ci piace e che ci stupisce ancora come se fosse il nostro primo giugno è proprio la luce. La luce che dopo cena ancora filtra dalle finestre e dipinge ogni volta piccole scene di quadri fiamminghi… un carlino sul divano di cui si vedono bene solo le parti chiare come la schiena e le zampine e un libro che si fa leggere ancora per poco senza bisogno di accendere la lampada. E poi c’è il frinire delle cicale e l’aria profumata della sera..
    Deliziose le ciliegie al basilico e questo porridge, mai provato con l’aggiunta degli albumi…chissà che cremoso che è 🙂

    • Francesca P. says:

      Io mi incanto sempre a vedere la luce in questo periodo… adesso poi le giornate si sono allungate ancora, alle 21 il cielo è dolcemente rosato e svuoto la coppetta tonda del porridge per riempirla di patatine o di cose buone per l’aperitivo! 🙂 Questa luce promette cose belle, il mio fiuto felino lo sente… e c’è tutta un’estate per preparare ancora tanti porridge, anche con altra frutta… magari quella che avanza dopo aver fatto i ghiaccioli! 😉

  10. Se ci pensi l’uovo è davvero un alimento perfetto; piccolo eppure così nutriente. Versatile: lo uso ovunque e comunque. Buono da solo ma indispensabile per fare molti piatti; dalla pasta all’uovo, alle frittate, ai lievitati quelli importanti, che adoro fare io …panettoni & c. E la forma? Hai ragione, è perfetta: tonda, liscia, con le sue estremità appena accennate. Insolito e particolare il piatto che mi presenti oggi. Se devo dire la verità, non amo gli albumi da soli, hanno quella consistenza che mi infastidisce. Se invece li uso per fare la meringa italiana, ecco che cambia la sua consistenza e allora mi piace. Invece nell’uovo al tegamino assume quella consistenza che scarto. Vedi? Un alimento solo eppure sempre così diverso. Direi che l’uovo è proprio un alimento magico. Fa niente se io mangio solo le ciliegie? Intanto mi godo la penombra del mio angolino, nella tua casetta, immaginando l’atmosfera. Buona settimana dolce Fra, una carezza a chi sai tu

    • Francesca P. says:

      Sì, è perfetto… e può sembrare anche un gioco, ossia una biglia più grande o una pallina come quella che fa tanto divertire i felini! 🙂 A me viene spontaneo scuoterlo, come fosse l’uovo di Pasqua che contiene la sorpresa… è insomma un ingrediente gioioso, legato sicuramente anche a ricordi infantili! Mio padre lo beveva crudo a colazione, pensa te… 🙂
      In questa ricetta, l’albume si rapprende, quindi non è così liquido… certo, non è come mangiarlo sodo, ma la quinoa lo assorbe bene, ecco! Io ho voluto provare e non sono rimasta delusa e voglio tentare a fare anche una torta solo con albumi!
      Viva le magie… e per te solo tuorli, che guarda caso sono simili al colore di Tarallino! 😉

  11. Selene says:

    Porridge mai assaggiato! ma che foto ragazza e quella piccola piuma che lentamente accarezza ogni uovo è pura magia..
    Magia come tutte le cose che nascono grazie alle uova ^-^
    a presto
    Selene

    • Francesca P. says:

      Ti consiglio di provare, Selene, anche io ero curiosa… sazia con delicatezza!
      Adoro le piume, sai? Magia e poesia, leggerezza e solletico… 🙂
      Grazie del commento!

  12. Manuela says:

    Io ai porridge non mi sono ancora abbandonata, non so perchè non li sento miei…ma alla luce dietro le persiane chiuse, al tondo e fresco contorno delle uova, alla dolcezza delle ciliegie e dell mare, quello sì!
    Mi siedo un po’ in ombra con te 🙂

    • Francesca P. says:

      Eppure, Manu, sono sicura che se ne preparassi uno a modo tuo, con la tua firma, seguendo istinto, gusto e fantasia, ti potrebbe piacere… chissà se un giorno non ti verrà voglia di tentare, magari con qualche mirtillo bello ghiacciato a decorare! 😉
      Salutami le uova e le piume delle tue galline, godiamoci il fresco portato dalla pioggia e quest’ombra che ci guiderà fino alla prossima giornata assolata… verso un mare che ci aspetta presto…

  13. il tondo è una forma che ti si addice moltissimo perchè è morbido e senza spigoli, al pari del tuo animo delicato e dolce. E’ inoltre una forma che consente e stimola ad un cammino continuo in cui ritrovare sempre slancio : come un sempre vivo desiderio di iniziare senza mai finire, di provare e sperimentare. Sempre.
    E così, a dispetto della tua forma fisica così slanciata e snella che tutto farebbe pensare tranne che ad un cerchio, il tuo cuore è tondeggiante ed è in qst forma la chiave della tua grandissima meraviglia.
    E meraviglia è la parola giusta per indicare la reazione del mio curicino davanti alla bellezza delicatissima con cui hai ripreso quelle piumette e le hai rese protagoniste di un quadro di vita.

    • Francesca P. says:

      Se penso al tondo, associato a te, ricordo la tua bella pancina quando ci siamo viste due estati fa… 🙂 Mi piace che simboleggi il cammino continuo, lungo una strada in cui il paesaggio si svela passo dopo passo, oppure in cui andare con le biciclette proprio come a Favignana, quando si ha voglia di prendere il vento sul viso e di tonificare le gambe! E così il cuore batte anche di più… quel cuore tondeggiante che accarezzo e che nutro e che un po’ sta anche dentro il colore della composta di ciliegie… più profumato che mai! 🙂

  14. Anna says:

    Adoro i tuoi servizi fotografici, i colori, le luci..l’idea delle piume sulle uova è carinissima!
    Il porridge ricordo di averlo assaggiato anni fa, di quinoa sicuramente è delizioso!!

    • Francesca P. says:

      Era da tempo che conservavo da parte queste piumette, avendo già l’idea di come usarla… finalmente è arrivata anche la ricetta giusta per allestire il set! 😉
      Il porridge sa essere una valida idea per una colazione “alternativa” e la quinoa è la sorella minore della fregola sarda, con un po’ di fantasia… 😀

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