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SOLO UN LISCIO SCIVOLARE

La volta scorsa avevo messo il sole nel piatto e mi ero lasciata baciare dai suoi raggi intensi. Adesso, invece, mi concedo un po’ di ombra e vi porto in un luogo riparato, con qualche piuma che può essere usata come ventaglio.  (altro…)


I GESTI INVISIBILI COME BOTTONI SMARRITI

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Alcune cose si fanno amare lentamente, come un germoglio
coperto di neve che solo dopo un po’ riesce a spuntare e a conoscere il mondo
che ha intorno. Prima le vediamo in un modo e poi improvvisamente la nostra
percezione cambia. Ci concentriamo su dettagli che erano rimasti in disparte,
dietro la curva, lontano da sguardi più immediati.
Con l’autunno è successo così. Decenni ad ignorarlo, quasi
temerlo perché avrebbe portato freddo, nebbia, buio. Adesso invece lo stringo
sicura tra le mani, come le foglie più belle che trovo per terra quando cammino
e che raccolgo. Sembrano essere lì apposta, per tracciare una direzione e farsi
prendere, fin quando un soffio di tramontana le farà spostare. E io così
voglio fare: catturare istanti prima che possano svanire. Con l’illusione di competere col tempo.
Voglio proteggere questo autunno. Voglio
ascoltarlo. Anche quando graffia sui vetri con la sua pioggia e io sono a casa,
a sentire il rumore che fa. E
poi capita che un suono sbatta addosso
 come un vento di cristallo che si
aggrappa a una follia
… e mi dico che in fondo, senza follia, saremmo tutti un po’ più
spenti.
Come
lo saremmo senza quegli ostacoli che ci stimolano a reagire e a rincorrere la
meta… perché continuare non è soltanto una scelta, ma è la sola rivolta possibile.
Oggi mi è piaciuto intrecciare le mie parole con quelle –
scritte in corsivo – di alcune canzoni tratte dall’album “Il padrone della
festa” di Max Gazzè, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, che in settimana mi
ha regalato sensazioni piene e uno dei concerti migliori degli ultimi anni.
E mentre cucino cake salati prima di andare a dormire,
colorando una (buona)notte di arancione in attesa del raggio di sole che
fermerò al mattino, mi chiedo chissà se
qualcuno raccoglie quei baci mai dati
, i gesti invisibili come bottoni smarriti… Io spero che
esista anche un Dio delle piccole cose che
sappia i silenzi mai diventati parole, che
sappia i gradini di pietra e le estati scoscese… Chissà se ci ridà indietro
le vite che abbiamo in sospeso…
Io sono pronta a dargli in cambio una zucca e qualche fusa
dei miei gatti.
Vediamo se accetta…

CAKE
SALATO DI QUINOA CON ZUCCA E 
CHÈVRE

200 g di farina di quinoa (io ho usato quella Cuoredi)
250 g di zucca già pulita
100 g di chèvre
Due uova
100 ml di latte
100 m di olio (io extra vergine di oliva)
Una bustina di lievito per torte salate
Semi di zucca (a piacere)
Sale q.b.
*Con queste dosi ho riempito uno stampo normale da plumcake +
uno piccolo
Lavate la zucca e tagliatela a cubetti. Cuocetela a vapore
finchè non sarà tenera (se preferite, potete anche arrostirla in forno oppure
rosolarla in padella con un soffritto di cipolla). Quando è cotta e tiepida,
frullatela per ridurla in purea insieme a una presa di sale.
Preriscaldate il forno a 180°.
Sbattete le uova con l’olio e il latte. Aggiungete la zucca,
la farina e il lievito setacciati, il formaggio di chèvre tagliato a pezzetti e
una manciata di semi di zucca. Amalgamate bene.
Versate il composto in uno stampo imburrato o rivestito di carta
da forno. Cospargete la superficie di semi di zucca.
Cuocete per 40 minuti circa. Fate
raffreddare prima di affettare.
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(Grazie a Vanessa per la mini zucca!)

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LA MIA ESTATE

 

L’estate è
la mia stagione.
Nata il 4
agosto (all’ora di pranzo!), l’ho sempre aspettata come un regalo, come dovesse
portarmi ogni anno qualcosa di bello ed emozionante. Ogni partenza era carica
di speranze.

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