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GENOVA NERVI, IL SUO BLU E IL MIO PESTO

Voglia di blu, che esplode puntuale in questo periodo, facendosi largo con ampie bracciate. Voglia di blu, della sua profondità, della sua intensità, delle sue note. Voglia di un colore deciso, che non tentenna, che si esprime libero e brilla al sole. Un colore coraggioso, che si mostra per quello che è e riempie gli occhi, con schiettezza.  (altro…)


SOLO UN LISCIO SCIVOLARE

La volta scorsa avevo messo il sole nel piatto e mi ero lasciata baciare dai suoi raggi intensi. Adesso, invece, mi concedo un po’ di ombra e vi porto in un luogo riparato, con qualche piuma che può essere usata come ventaglio.  (altro…)


MAN-TENERSI

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Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque. (Erri De Luca, “I pesci non chiudono gli occhi”)

Mantenersi. Man-tenersi.

Tenersi per mano. Tenersi (per mano).

Tenerci. Tener-ci.  (altro…)


DI COME CI SI SORPRENDE E… BUONA ESTATE!

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È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilità di sorprenderti. Ti fa chiedere cos’altro puoi fare che ti sei dimenticato (dal film “American Beauty”)

Questo luglio è arrivato quasi senza farsi sentire. Non ha parlato troppo e si è tolto le scarpe, per avere un passo lieve. Forse non voleva farsi notare, o non subito. Voleva regalarsi un po’ a sorpresa, portando coppette di gelato dai gusti insoliti e nuove lune tonde. (altro…)


UNA PARTITA ANCORA TUTTA APERTA

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È divertente scalare un pomodoro. Le pareti sono un po’ scivolose, ma si può far presa sulle pieghe come ci si arrampicasse su un albero con cautela. Una volta saliti in cima, ci si siede al centro di tutto, elevati quel tanto che basta per guardar(si) meglio. (altro…)


TUTTA LA VITA(MINA) DAVANTI

 

Il
passato è un rifugio, una coperta calda, una sedia a dondolo che ci culla, il
punto più riparato dove non si incanala il vento, un ciambellone appena
sfornato, una scatola dove custodiamo il tempo, un diario segreto, un’altalena
in volo.
E’ una
voce che ci augura la buonanotte con dolcezza, una partita con le biglie
colorate, il desiderio espresso soffiando le candeline su una torta alla panna,
un fuoco che illumina una spiaggia di notte.

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DI VIAGGI DOVE NON PIOVE MAI

Quell’estate
in Sicilia avevo i capelli lunghi, indossavo spesso quel vestito a fiori con le
bretelle sottili, tu mi dicevi ogni giorno che volevi aspettare l’alba per fare
le foto al sole che sorge. Dormivano su un soppalco, a destra gli scogli, a
sinistra la piazza e le sue voci, tutt’intorno il mare. Un mare selvaggio,
profondo, più blu di altri, mai immobile. Un mare che non si lascia dimenticare
né addomesticare, che ci cullava con il suo rumore ogni notte e ogni risveglio.
Quella piccola finestra da cui lo osservavamo sapeva di stupore e possibilità,
era un angolo segreto dietro il quale ci nascondevamo e con la testa un po’
chinata guardavamo la sera i pescherecci passare.

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ALLE 13 IN PUNTO

Passami a
prendere in tarda mattinata, quando il sole è già caldo. Io sarò qui con una
maglia color ciliegia e una sciarpa a righe. Avrò preparato tutto: il libro di
Carver che ti avevo promesso, l’ultimo cd dei Baustelle, le bolle di sapone, il
biglietto da visita di quella libreria che hanno appena aperto, con le foto in
bianco e nero alle pareti.
Mi piace
aspettarti. Finire di prepararmi, contare i minuti, scoprire se sarai puntuale,
rispondere al citofono e sentirti dire “Sono io”.

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