SONO BELLE LE DONNE CHE…

10 giugno 2018Francesca P.
Blog post

Sono belle le donne che sorridono, che aprono le labbra come ante di una finestra su un mondo che si guarda come fosse la prima volta. Sono belle quando liberano quel sorriso, nell’attimo in cui sboccia e il volto s’illumina, cambiando espressione. Sono belle quando tornano a ridere, ritrovando parti smarrite che in realtà non avevano mai perso ed erano sempre state lì: dentro, al caldo. Sono belle quando si concedono finalmente il diritto – e il piacere – di mostrarsi con un sorriso (al) naturale che parla la stessa lingua degli occhi.

Sono belle le donne che prendono coscienza di se stesse, che si conoscono bene ma si scoprono nuove, che non dimenticano mai chi sono e da qui ripartono. Sono belle quando accarezzano i lati da conservare che (si) tengono stretti e quando abbracciano quelli inediti, con la voglia di scoprire tutto ciò che oggi non sanno.

Sono belle le donne che si lasciano andare, che hanno capito quando poterlo fare e con chi. Sono belle quando dicono con le mani e la pelle, quando si ascoltano e non si tradiscono. Sono belle quando dicono no e la voce è ferma e dopo si sentono più forti e sanno che lo diranno ancora, ogni momento in cui va detto.

Sono belle le donne “piene”. Di sentimento, di sogni, di speranze, d’esperienze importanti, di pancia che vive e vibra. Sono belle le donne che guardano e si guardano in faccia, che possono indietreggiare o tentennare ma poi camminano, corrono, saltano, volano, si arrampicano e scelgono il meglio. E quel meglio sanno di volerlo. E di valerlo.

Sono belle le donne quando mettono in un posto sicuro le proprie fragilità e si lanciano, quando agiscono e reagiscono, quando proteggono e si proteggono, quando capiscono che non è vero che si ama senza “se” e senza “ma”, ma solo se quei “se” e quei “ma” non ci sono.

Sono belle le donne quando credono in qualcosa e s’accendono, quando lottano per stringere, quando curano con pazienza e impegno l’orto, raccogliendo i meritati frutti nella giusta stagione. Proprio come ha fatto Manuela… e non solo metaforicamente. Dalla sua terra, dalla sua campagna, dalla sua passione, dalla sua costanza e dalle sue braccia è cresciuto un libro, che porta lo stesso nome del suo blog: “Con le mani in pasta” (Guido Tommasi Editore). C’è lei, in queste pagine. La sua storia, il suo sguardo puro, la sua etica alimentare, la sua idea sana di cucina. La sua strada che segue e persegue, la sua autenticità, la sua anima verde in tutti i sensi. È affidabile, una donna così.

La parola “amica”, sempre di più, per me è sacra e la pronuncio solo quando sono convinta non al 100%, ma al 1000%. Manuela è un’amica. A-mi-ca. Come la intendo io. Dopo anni, dopo la prova del tempo che è l’unica inconfutabile, posso affermarlo. E non solo a voce bassa.

Questo post, piccola mela, è per te… “per te che se ti chiamano ragazza ti fa un po’ male il cuore” e per tutti i gelati che mangeremo insieme, oltre a questo che ho subito voluto provare!

 

GELATO ALLA CAMOMILLA CON MIELE E VANIGLIA (senza gelatiera)

 

240 g di latte intero

2 cucchiaini di farina di carrube

250 ml di panna

30 g di miele d’acacia

20 g di fiori di camomilla essiccati

Semi di vaniglia (a piacere)

1 pizzico di sale

 

In una casseruola, mescolate 150 g di latte insieme alla panna. Unite il miele e il sale, portate a bollore e aggiungete i fiori di camomilla e i semi di vaniglia. Spegnete e lasciate in infusione per 2 ore circa.

Filtrate il composto, riportate nuovamente a bollore la miscela e unite il latte rimasto, in cui avrete sciolto la farina di carrube. Fate cuocere mescolando, fino a quando il composto comincerà ad addensarsi.

Versate il composto in uno stampo d’alluminio, fate raffreddare completamente e mettete nel freezer. Dopo un’ora, riprendete il composto e lavoratelo con una frustra. Ripetete l’operazione almeno altre due volte, per ottenere un risultato cremoso.

Prima di servire, se volete, fate colare del miele sulla superficie e decorate con qualche fiore di camomilla.

*La ricetta è fedele al libro “Con le mani in pasta” di Manuela Conti, ho solo aggiunto la vaniglia.

** I fiori di camomilla essiccati si trovano in erboristeria ma se avete quelli freschi, raccoglieteli nelle ore più fresche del pomeriggio e metteteli a seccare in un luogo areato, ma in ombra. Come consiglia Manuela nel libro, per non perdere il grosso del raccolto, chiudete la cima fiorita in sacchetti di carta, così i fiori respireranno e cadranno all’interno, una volta secchi. Conservateli poi in vasi di vetro, per usi futuri.

 

 

24 Comments

  • Anna

    10 giugno 2018 at 20:46

    Dovresti vedermi, già al solo titolo il cuore sobbalza.
    Le prime parole, le prime righe… e subito capisco che, anche a questo giro, hai fatto centro.
    Dovresti vedermi, mentre annoto mentalmente le frasi che sento (più) mie e scopro, invece, essere universali…
    Mi ritrovo in quelle “parti smarrite che in realtà non avevano mai perso ed erano sempre state lì: dentro, al caldo”.
    Mi ritrovo in queste donne fragili e forti al tempo stesso, che sorridono con la luce negli occhi.
    Mi ritrovo nelle donne “piene”, perché sono consapevole che la vita mi ha riempito le mani e il cuore… e anche quando ho pianto, ho rac-colto.
    Mi ritrovo nelle donne “che si lasciano andare, che hanno capito quando poterlo fare e con chi”. Ed è a queste belle donne che mi sono (rimaste) accanto che penso ora, e vedo i loro volti che si insinuano sorridenti tra le tue righe… Sono amiche, anzi, A-mi-che. Superata la prova del tempo, nessuna tempesta potrà scalfire questi legami…

    Dovresti vedermi, e forse mi vedi…
    Io scorgo, in queste ultime settimane, una Francesca forse più “libera”, più serena e consapevole… di un cammino fatto, di un cammino da fare…

    Complimenti a Manuela…
    A te, cara Francesca, un abbraccio grande grande!
    Anna

    1. Francesca P.

      10 giugno 2018 at 21:12

      Ti vedo, Anna… perchè ho imparato a vederti con gli anni, perchè riesco a sapere cosa può toccarti di più, perchè ci siamo subito prese per mano, perchè la prova del tempo anche nel nostro caso ha avvicinato e unito. Ti vedo, perchè lo percepisco quando di fronte ho una donna sincera, che ci tiene veramente e mi parla con affetto vero, da amica, da madre, da sorella, da persona affine… magari ci vuole un po’ a inquadrarlo, specialmente con un monitor di mezzo, ma il cuore buca tutto, anche uno schermo! Ti vedo perchè tu vedi me, hai sempre colto quel “quid” oltre e in più nelle mie parole, come se avessi una sorta di superpotere… o forse, semplicemente, è quella cosa meravigliosa che si chiama “empatia”, oggi rarissima eppure così preziosa! E hai visto bene anche questa volta… sono più libera (senza virgolette, propriocosì), serena e consapevole, lo sono già da un po’ e sempre di più ma sai quale è la novità? Che non lo nascondo, non lo trattengo… neanche qui. Non ho timore di mostrarlo, di essere come sono, di dire cosa penso e sento, di scrivere anche con uno stile più diretto o “forte”, se mi va… perchè questa sono io, con le mie varie parti, i miei viaggi, il mio cammino sotto ai piedi che prosegue e tutta la grande, grandissima voglia di Vita che scorre!
      La luce negli occhi non s’inventa nè si simula, ce l’hai o non ce l’hai, con qualsiasi clima e qualsiasi cielo, a qualunque età… e tu lo sai.

  • emanuela

    10 giugno 2018 at 20:53

    Silenziosa…leggo…fremo… e come tarallino avvicino il mio musetto a quei fiori che MI chiamano per sentirne il profumo…

    Ci siamo tutte qui,,…tutte noi del bistrot… Anna, (“Sono belle quando tornano a ridere, ritrovando parti smarrite che in realtà non avevano mai perso ed erano sempre state lì: dentro, al caldo.”), Mary-Dafne (“Sono belle le donne “piene”. Di sentimento, di sogni, di speranze, d’esperienze importanti, di pancia che vive e vibra.”).. Ile- ribes e cannella…(“che apre la sua finestra sul mare, che si lancia e si butta…”) io ehm.. mi arrampico solo e mi sbuccio.. hihihi…

    sta mattina ti ho letta da Manu, nella sua casetta… ed ora la ritrovo qui…
    Hai detto tutto.. tutto e oggi Franci non riesco proprio a continuare.
    Posso dirti solo Grazie…
    Manu

    1. Francesca P.

      10 giugno 2018 at 21:27

      Manu, immagino ti sia capitato di trovare fiori di camomilla selvatici durante le tue passeggiate… ma per me è stato un altro dono inatteso, dopo il sambuco! Continui segnali che stupore e bellezza s’insinuano ovunque, anche in città, vincendo sul cemento, anche dove mai penseresti di trovarli! Fare questo gelato per rendere omaggio a Manuela è venuto spontaneo… probabilmente è lui che ha scelto me, tra tutte le ricette del libro!
      Hai fatto i nomi giusti, tra queste donne che sento vicine… Anna è Anna, Mary è la mia sorella quasi gemella per quanto siamo simili e ci siamo trovate, Ileana devo ancora incontrarla dal vivo ma la stimo e amo quello che fa! E poi ci sei tu, che anche se non continui a scrivere non importa perchè ci siamo capite e a volte è bello così, meno parole e più intesa silenziosa… e sbucciati, serve anche quello, anzi, è utilissimo! Ogni caduta insegna tanto… 🙂
      Grazie a te anche da Tarallino, che ti fa un po’ di spazio sull’asse di legno!

  • Claudia

    11 giugno 2018 at 8:04

    Lo sai che me lo sentivo? E già ridevo in anticipo, per la rinnovata sincronia tra i nostri blog…e se vai a vedere il post che ho pubblicato ieri pomeriggio capirai perché! Ero già passata, appena terminato il mio, aspettando conferma alla mia intuizione, ma ancora nulla di nuovo. Poi sono ripassata la sera, ma erano le 9 e un quarto e ancora dovevo iniziare a pensare alla cena, è stato solo uno sguardo fugace che mi confermasse che la tua protagonista sarebbe stata proprio la camomilla! E vedendo la ricetta, ho capito subito che c’era anche Manuela di mezzo 🙂
    Me l’avevi detto, di averla trovata spontanea per la prima volta quest’anno, quindi l’aspettavo…che bellezza! E che emozione raccoglierne i fiori, vero? Le hai reso onore nel migliore dei modi, a lei come a Melina!

    1. Francesca P.

      11 giugno 2018 at 20:17

      Che bello questo incrocio al profumo di camomilla, tutto al femminile e proprio tra noi! Non mi sembra vero di trovare dei piccoli sogni coi petali, alimentati col tempo, a pochi passi… 🙂 E pensa che dal fioraio i fiori sono apparsi anche lì, per la prima volta… è periodo, è destino, è davvero il momento giusto! Adesso così ho scorte per tisane e camomille da bere fredde oggi e calde un domani! Farò come una brava formichina, accumulo scorte… 🙂 Ma intanto, è epoca di gelati! Sono contenta di aver dato ufficialmente il via alla stagione insieme a Manuela, tu sai il legame che c’è, da quanto esiste e come è cresciuto… le persone vere e sincere, come vedi, non solo non si perdono ma si avvicinano sempre di più!

  • Manuela

    11 giugno 2018 at 9:55

    Non sono brava a trattenermi, lo sai, quindi diciamolo pure ad alta voce, mi hai commossa…
    Perché in queste parole sento tutta la Francesca che ho potuto e voluto conoscere da vicino, lì dove si vedono le sfumature più intense. E tu hai guardato bene a fondo, dentro di me.
    Conosciamo le nostre lotte, il nostro essere “aliene” che ci accomuna e ci fa camminare l’una accanto all’altra da un po’.
    Accanto all’altra, né davanti, né dietro (anche se a volte una spinge avanti l’altra, se la fatica diventa troppa), ma sempre con rispetto e amore, come capita raramente.
    I fiori di campo sono sempre meno evidenti di quelli coltivati, più piccoli, esili, apparentemente fragili, io ci vedo così…anime delicate che non amano le luci da palcoscenico, che preferiscono gli angoli freschi dei boschi o di un campo di grano per stare bene.
    Grazie Francy, un abbraccio da qui

    1. Francesca P.

      11 giugno 2018 at 20:29

      Non bisogna trattenersi… non per certe cose! Trovo sia liberatorio dire, a chiare lettere e con voce scandita, che esistono persone che si vogliono bene in modo puro, che hanno rapporti autentici che si rafforzano con la conoscenza, che si sono scelte e si scelgono giorno per giorno e che hanno imparato bene di chi fidarsi e di chi no… 😉 Sono fiera di te, per questo libro, lo sai… e sono fiera di noi, di come siamo! Ci tenevo tanto a farti questa sorpresa senza farmi sgamare, di solito non sono abile a nascondere certe cose ma stavolta t’ho fregata, ahaha… tra un audio e l’altro non ti sei accorta cosa stavo preparando! 😀 Ci sono varie ricette che voglio fare, ma questa mi ha subito solleticato perchè da tanto volevo mettere la camomilla in un dolce e ricordo come fosse adesso di avertelo anche scritto, sotto un tuo post vecchio… era un seme anche questo, a vederlo col senno di poi!
      Mi piace l’immagine del camminare accanto, con lo stesso passo… la direzione ostinata e contraria è piena delle molliche del tuo pane, io aggiungo qualche fiore e si va avanti, con qualche pausa per fotografare rose e il nostro passaporto da aliene in tasca… 🙂

  • Ile

    11 giugno 2018 at 11:38

    Tornerò su questo post e anche sugli altri, ma certe cose vanno dette subito. 🙂
    Ti sto leggendo ora e ho sorriso come non facevo da qualche giorno. Ieri sera – praticamente mentre tu pubblicavi questo post – mi sono seduta fuori per respirare un po’ e ho ripreso tra le mani il libro di Manuela che mi fa compagnia già da qualche settimana. E l’attenzione era caduta proprio su quella camomilla che quest’anno non riesco a trovare in grandi quantità, ma di cui ho così bisogno.. per la sua delicatezza, per le sensazioni che mi regala, per i ricordi…

    Tornerò presto, ma questi sorrisi che si intrecciano vanno condivisi immediatamente! :*

    1. Francesca P.

      11 giugno 2018 at 20:41

      Ile, mi piace sapere che ti leggerò ancora e questa è solo la prima puntata! 🙂 Hai ragione, i sorrisi non devono aspettare, sono la cosa più spontanea che c’è, da cogliere al volo… nascono anche a me per certi motivi, quando gli incastri appaiono tra le mani e sotto gli occhi! Te l’ho mai detto che non credo alle coincidenze nel 90% dei casi e penso che ogni evento sia (col)legato e ci sia una mappa tra tutte le cose che viviamo? 🙂 Anche per le intese funziona così, per me…
      Ho annusato parecchio i fiori di camomilla, prima di usarli… per rendermi conto che era vero, che li avevo davvero trovati e non era un miraggio! Anche la natura quest’anno sta sorridendo sotto i baffi, come Tarallino… 🙂

  • Sara

    11 giugno 2018 at 12:47

    Devo scriverlo, perché sei stata proprio tu ad esortarmi a farlo, qualche post indietro, devo scrivere che mi sento, come dire, esclusa… Mi sento orfana di questa magia meravigliosa che si chiama amicizia tra donne… Non sono certo un’eremita, ci sono molte donne con le quali ho un rapporto di amicizia bello e con alcune anche profondo, ma mi manca quella persona con la quale non c’è bisogno di parole, che basta guardarci e capire di cosa si ha bisogno.. una persona che sai che ci sarà sempre per te e tu per lei… Ecco perché questo post mi ha lasciato un velo di nostalgia… Non rileggo..altrimenti cancello tutto… Ma soprattutto scusami Francesca se uso il tuo bistrot come un confessionale, ma qui mi sento come se ci fosse qualcuno che mi legge l’anima….

    1. Francesca P.

      11 giugno 2018 at 20:49

      Sara, anche in base alla mia esperienza, credo che sia molto raro avere un’unica amica “speciale” nel corso e nell’arco di tutta una vita… un po’ come gli amori, solo in pochi casi ne esiste uno soltanto, mentre è più facile che persone diverse ci accompagnino in base ai periodi di vita, ai pezzi di viaggio fatti… l’importante, per me, è che ci sia qualcuno di fidato in ciascuno di questi pezzi, anche se a volte le mani si lasciano e le strade si dividono, per una serie di motivi… io poi sono sempre stata per la qualità e non la quantità, proprio come filosofia! Manuela l’ho incontrata qualche anno fa, grazie al blog, non siamo dunque cresciute insieme ma conta poco… perchè conta il presente, quello che abbiamo mentre lo viviamo… non mi stancherò mai di dirlo! 🙂

  • m4ry

    11 giugno 2018 at 14:40

    E’ che per certe persone, la parola “amica”, ha davvero un significato profondo.
    Bello, delicato e pieno di tantissime cose vere questo post… da mangiare con gli occhi e anche con il cuore.
    <3

    1. Francesca P.

      11 giugno 2018 at 20:54

      Noi lo sappiamo bene, quel significato. Lo abbiamo compreso, lo rispettiamo, lo proteggiamo… e non lo sprechiamo più, invano. Quella parola non ha neanche bisogno di essere pronunciata, a volte… è scritta negli sguardi, nei gesti concreti e negli abbracci che ci si dà… e sai di cosa sto parlando! 🙂

  • Silvia

    11 giugno 2018 at 21:09

    Sono davvero belle le donne così! Lo siamo tutte noi che dentro a questo mondo ci muoviamo gentili ma decise, piene come hai detto bene, di consapevolezza. È una parola che mi sta a cuore perché la sento vibrare dentro di me! Siamo belle quando ci brillano gli occhi, quando ci tagliamo i capelli e fiere ci guardiamo allo specchio, quando adesso ci sappiamo dire che siamo belle anche se qualcuna di noi non ha nessuno a ricordarglielo, siamo belle quando accettiamo di essere fragili senza per questo essere meno forti. Quando da sole facciamo un viaggio oppure tiriamo fuori la grinta che c’è in noi. Siamo belle perché oggi abbiamo la possibilità di guardare dietro ed essere soddisfatte dei passi che abbiamo fatto. Siamo belle quando ci amiamo davvero. Un complimento a Manuela, anche se non la conosco bene ho intuito che é una di queste donne!! Brava Franci, un post bello, ma anche un gelato delicato e profumato come piace a me!

    1. Francesca P.

      12 giugno 2018 at 15:02

      Falla vibrare ancora e ancora, Silvia, quella parola! E scandiscila, sillaba per sillaba… la consapevolezza è il sale di tutto, qualcosa di prezioso che quando arriva non va più via… come un dono perenne, ecco, che non perderemo mai! Se vuoi, può essere anche vista come un concime utilissimo per rendere sempre più fertile la terra da cui spunteranno i giorni e i fiori di domani… più forti, più rigogliosi, più colorati, più pronti ad affrontare il clima del momento, senza paura! Tutte noi siamo delle piccole donne che crescono un po’ alla volta, tante cose si scoprono man mano, il paesaggio si arricchisce senza sosta… siamo belle quando ci prendiamo rischi e responsabilità, quando ci sentiamo pronte per spiccare il volo, quando esploriamo, quando non mangiamo la polvere lasciata indietro ma solo gelati freschi, profumati, dissetanti, nuovi e curiosi… 🙂 Adesso, la merenda che faremmo insieme sarebbe questa, pausa dalla tisana e dal dolcetto al forno!

  • saltandoinpadella

    11 giugno 2018 at 23:45

    L’amicizia, quella vera, quella che sopravvive al tempo, alla distanza, è il dono più prezioso che la vita ci possa regalare. Una condivisione di pensieri, sentimenti, gusti, e risate complici. Sono belle le donne felici, le donne che si amano.
    Non ho ancora comprato il libro di Manuela, ma credo che diventerà un mio grande amico dell’estate. Come si fa a non innamorarsi di una ricetta come questa? leggera, profumata ma non invadente, delicata e accattivante.

    1. Francesca P.

      12 giugno 2018 at 15:09

      Sono delicati gli steli su cui crescono i rapporti, ma quando si trovano le persone e le anime giuste (per noi) e alla base c’è una sana intesa sincera, senza competizione, senza invidia e senza emulazione, la pianta è forte, con tanti rami e continui boccioli! L’amicizia si dimostra coi fatti, non con le parole… si diventa sempre più scaltri e svegli con il tempo e le esperienze, quindi quando si può scandire bene la parola a-mi-ca è una vera gioia! 🙂 Amarsi, per me, è anche questo… scegliere bene le persone fidate da avere accanto, nel cammino! E con cui condividere panchine e coppette cremose, ovviamente… 🙂

  • zia Consu

    12 giugno 2018 at 20:28

    ..e oserei aggiungere che sono strepitose le donne quando sono amiche con la “a” maiuscola e condividono gioie e piaceri del palato ^_^
    Felice che anche tu abbia tirato fuori la gelatiera e questo gusto così profumato incontra subito il mio palato ^_^
    Buona settimana Franci <3

    1. Francesca P.

      14 giugno 2018 at 19:24

      Quando si alleano e sono complici, anzichè nemiche e in competizione, le donne sono una forza della natura… e crescono ancora più spontanee della camomilla selvatica! 🙂
      So la passione che hai per i gelati, per caso ti è spuntata anche qualche voglia sul corpo, in questi mesi? 😀 Per questa ricetta non ho usato la gelatiera ma lei è lì, prontissima e sull’attenti!

  • ipasticciditerry

    13 giugno 2018 at 19:37

    Lo so questa settimana ci ho messo un pò ad arrivare ma sono giorni difficili qui. Il tempo non mi da’ pace, troppo umido, poco caldo, grigio costante e io soffro un pò. Però il sorriso non lo perdo mai lo stesso. il problema è che sono impegnata coi bimbi tutto il giorno e a sera sono davvero stanca, oltre che senza voce, perciò preferisco riposare e non accendo nemmeno il pc. Stasera invece avevo proprio voglia di passare a trovare le amiche e trovo queste tue belle parole; fortunate per la vostra amicizia. Conosco Manuela, la seguo anch’io, silenziosamente. Non sono riuscita ad andare alla manifestazione a cui ha partecipato il mese scorso, per problemi di salute ma ci sarà sicuramente occasione in cui ci conosceremo di persona. Abitiamo a pochi chilometri di distanza e abbiamo le stesse passioni, difficile non trovarci. Veniamo invece alla ricetta, deve essere buonissimo questo gelato e tu hai fatto delle foto meravigliose. Scendo, scendo godendomi le foto e … trovo lui! E lì il sorriso si è stampato sul mio viso, luminoso come il sole e le mie labbra hanno detto: amore! Che ti devo dire, a volte la sua somiglianza col mio Arturo è imbarazzante, sembra proprio il suo gemello. Ti abbraccio stretta amica mia, buona continuazione di settimana e una carezza a chi sai tu.

    1. Francesca P.

      14 giugno 2018 at 19:33

      Terry, tieni duro! Il clima dalle tue parti fa sempre bizze, abiti sotto un cielo particolarmente dispettoso… per fortuna hai risorse tue personali e luce interiore a compensare e fronteggiare dei periodi non proprio brillanti. Non avere voce immagino sia fastidioso, ma le voci dei tuoi nipoti riempiono comunque l’aria e la stanza… 🙂
      Non mi stupisce che segui Manuela, è “una come noi”, o meglio, “una di noi”, come anche Mary… seleziono moltissimo le mie amicizie e i miei giri, ogni giorno di più… ma quando scelgo, se scelgo, significa che ne vale davvero la pena! Mi piace pensare che siamo legate dal filo dei blog, che i rapporti siano nati così, che pian piano una passione comune abbia costruito una strada in cui incontrarsi e passeggiare… anche qui, negli anni, è avvenuta una corposa scrematura e solo i rami più veri hanno retto! Meno male, resta la parte migliore, più forte e più sana… 😉
      Sai che quando fotografo Tarallino penso a te e alla tua gioia nel trovarlo… probabilmente non è un caso questa somiglianza con Arturo, è un suo modo di esserti vicino e di rivivere attraverso il mio gatto, un segno bello di presenza e affetto che supera ogni fine terrena…
      Un abbraccio a te e dai dai dai, non dimentichiamoci che l’estate è a un passo, il sole e il caldo ci saranno presto anche da te!

  • sandra

    23 giugno 2018 at 22:33

    sono belle le donne…..

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 23:17

      Belle e bellissime, specialmente quando sono loro (stesse), al naturale come questa camomilla…

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