LA PUREZZA DEI DESIDERI

17 giugno 2018Francesca P.
Blog post

Accarezzo la parola “ricominciare”. È piacevole, come una strada alberata. È lunga, si fa assaporare con calma. È piena, di polpa succosa. È musicale, la prima nota di una canzone che verrà. È il fermento, che (s)muove l’azione. È la presa di coscienza, quando diciamo si va. Quando sentiamo che ci va

È una partita costantemente aperta. Perchè, volendo(lo), si ricomincia sempre. Ogni giorno, ogni istante, ogni capitolo, ogni stagione. Ogni moto d’istinto, ogni pensiero più ragionato, ogni vento che cambia, ogni luce che s’accende. Non ci sono regole, nè limiti. Sta solo a noi. Sta-solo-a-noi.

Il ricominciare a desiderare, per me, è uno dei “ricominciare” più belli. Più frizzanti. Più stimolanti.

Senti l’effervescenza, senti il risveglio, senti l’euforia. Senti proprio il suono che la bocca fa quando indirizza il fiato sul soffione, spargendo i fiori nell’aria: è da lì, da quel momento, che inizia il viaggio. Dal volo alla speranza. Dal respiro al cielo. Dall’attesa al possibile.

I desideri che crescono piano, ma poi prendono la rincorsa

I desideri sottovoce, che vanno protetti

I desideri che esplodono improvvisi, senza dare retta a nessuno

I desideri che resistono e, se resistono, vanno per forza ascoltati

I desideri che urleresti al mondo intero, per quanto sono forti

I desideri che cullano noi e non il contrario

I desideri che si distinguono e non si estinguono

I desideri inseguiti e quelli che ci seguono

I desideri che ora, qui, subito

I desideri che finalmente

I desideri che chissà

I desideri che forse ci siamo

I desideri che il vorrei diventa lo voglio

I desideri puri, che ti ci specchi dentro. I desideri puri, che nascono e sgorgano così. Dalla fonte di montagna, senza filtri.

I desideri puri, che luccicano al sole. I desideri puri, che si coltivano come piante di limone e di gelsomino, liberi di crescere e di diffondere il loro intenso profumo.

I desideri puri, che accompagnano questo giugno e si lasciano bere, come le cose buone che dissetano e che si tengono in fresco. Per adesso ma anche per (un) domani.

 

 

SORBETTO AL LIMONE E GELSOMINO (senza albume)

500 ml di acqua

200 g di zucchero di canna

Il succo di 3/4 limoni biologi + la scorza

Fiori di gelsomino commestibile e non trattato (a piacere)

 

Raccogliete i fiori di gelsomino e metteteli in una ciotola, insieme all’acqua. Coprite e lasciate in infusione per almeno 1-2 ore, ma se avete tempo, anche per più ore o per tutta la notte.

Lavate i limoni e prelevate finemente la scorza, facendo attenzione a non raschiare la parte bianca, amara. Filtrate l’acqua dove erano in ammollo i fiori di gelsomino e trasferitela in una casseruola, insieme allo zucchero, al succo di limone e alla scorza. Portate il liquido lentamente all’ebollizione, mescolando, finchè si sarà formato uno sciroppo. Togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Trasferite il tutto nella gelatiera e fate mantecare, secondo i tempi della vostra gelatiera.

Se non possedete la gelatiera, mettete il composto in un contenitore adatto al freezer. Trasferite nel congelatore finchè il liquido si sarà solidificato, controllando lo stato e mescolando più volte. Frullate il composto (se necessario, rompetelo a pezzi) e riponete ancora in freezer, fino al momento di servire, decorando con scorzette di limone e/o fiori di gelsomino.

Se volete servire il sorbetto in versione “da bere”, estraetelo dal freezer con anticipo, per farlo sciogliere secondo i vostri gusti. Potete decidere voi la consistenza e se servirlo in bicchieri, in bicchierini (in stile finger food) o in coppette.

Chi gradisce una nota alcolica, può aggiungere un bicchierino di rum.

*La mia versione non è molto dolce, se volete potete aumentare la dose di zucchero a 250/300 g.

 

Questa volta ho allestito il set sul terrazzo della vicina, dove abita anche il gelsomino!

Sul blog, trovate altre due ricette in cui è protagonista questo fiore che adoro: la crème brulée al gelsomino e la confettura di fragole e gelsomino

30 Comments

  • emanuela

    17 giugno 2018 at 20:25

    “Ricominciare è come rinascere …
    dall’alba di un passato,che oramai non conta più…
    ricominciare è come dire ANCORA SI alla vita per poi (ri)trovarsi e volare…
    voli leggeri senza confini..dove il pensiero non ha paura..
    è credere che la vita si rianima davanti agli occhi senza oscurità ..
    è costruire ogni attimo il TUO DOMANI…”

    Desideri che “forse,ma forse..MA SI….”
    SI Franci.. SI..SI…SI.. VO-LA ….
    Quando hai la gioia nel cuor tu ti senti sollevar..e allora puoi volar, puoi volar puoi volar….oltre i confini dell’immaginazione, oltre il limite della ragione…basta chiudere gli occhi e LASCIAR(SI) ANDARE ED ALLORA SI’..SI PUO’ VOLARE verso le cose più belle perchè desiderate tanto, con forza e tenacia, solo per noi, per il nostro cuore, per la nostra pancia.. perchè sono quelle GIUSTE CHE CI FANNO STARE BENE e tutto il resto non conta…

    Tu Franci hai il potere di far tornare il desiderio, anche quello più nascosto che magari vorremmo zittire perchè pensiamo che ..”non si possa fare”
    Tu Franci hai il potere di FARMI DESIDERARE ME…
    ME MIGLIORE
    ME BELLA
    ME CAPACE
    ME IMPAVIDA
    ME FORTE
    ME DONNA
    ME (RO)TONDA
    ME (IN) PIENA COME UN FIUME
    MI CI FAI CREDERE E QUESTO….come diceva Pantani sulle curve del Monte Carpegna .. Mi BASTA per credere che questi desideri si possano realizzare….
    Grazie infinite
    e grazie per averci apparecchiato un altra volta con una luce meravigliosa..
    e grazie pure alla vicina…
    POSSIAMO VOLARE…DESIDERARE E VOLARE…
    SI…
    Manu

    1. Francesca P.

      17 giugno 2018 at 22:07

      Per un attimo, immagino Sally che ti guarda, che ci guarda… e sorride con noi! 🙂 Hai citato una delle mie canzoni di Vasco preferite, quella che ascolto di più di lui da qualche anno a questa parte, bellissima anche nella versione della Mannoia… “forse qualcosa si è salvato”, certo che sì, nel setaccio restano le cose più importanti, ricordatelo sempre! Quello che si è salvato sorregge tutti i “ricominciamo” che scegliamo e tutti i voli, compresi i preparativi e i timori iniziali… desiderare, volare, volerci essere, crederci, andare a prendere ciò che vogliamo… vedi il filo che unisce tutto questo, come anelli di una catena, come margherite intrecciate a formare una collana? Sono i piedi che si muovono, in sequenza… sono i passi che portano verso il punto in cui, quei piedi, si staccano da terra… e a proposito della Mannoia, ti consiglio di sentire “I pensieri di Zo” che mi ha fatto compagnia un anno fa, scritta da Moro… non ti svelo perchè, lascio a te la scoperta! 😉
      Sono contenta di fare e farti questo (effetto)… se può significare dare coraggio e aiutare nello slancio vitale, ecco una delle conferme di quanto le parole siano preziose e di come lo scambio (umano) possa servire a unire!
      Desidera a più non posso, Manu… “forse era giusto così”… è giusto così…

      1. emanuela

        19 giugno 2018 at 20:29

        “….trattiene un grido DI VITA tra il mondo e la gola
        beato chi sa cosa lascia e non sa cosa trova
        beato chi sa che poi troverà!
        Ma che belle le sere d’estate un po’prima di uscire
        quando senti che ESISTI DAVVERO E NON TI SAI PIU’ GESTIRE”

        1. Francesca P.

          19 giugno 2018 at 21:57

          … fai fatto tombola! Hai beccato sia la mia frase preferita, che volevo mettere sotto una foto in questi giorni su Instagram, sia una che avevo usato l’anno scorso… 🙂 Bella, vero? Tutto quell’album di Fiorella dà forza e incoraggia, ascoltalo, ascoltalo, ascoltalo! Da donna a donne…

          1. emanuela

            19 giugno 2018 at 22:03

            Si..Franci…
            E’ MERAVIGLIOSA…. ho la pelle d’oca…

            Grazie.. <3 ..

  • Anna

    17 giugno 2018 at 20:49

    Ecco, appunto.
    C’eravamo lasciate, una settimana fa, parlando di te libera, serena, consapevole. Ed è così, esattamente così, che appari questa sera… anzi, tutto ciò esplode!

    Ricominciare.
    Ogni giorno, ogni volta che si rotola per terra, ogni volta che sul cuore sbatte il dolore, ogni volta che il sorriso si nasconde, ogni volta che sembra impossibile e invece…
    Ricominciare a desiderare, e mantenere in vita i sogni, perché senza sogni chiniamo il capo come fiori sotto al solleone, arsi, spenti, tristi… Quanto siamo tristi, senza desideri?

    I desideri che fanno capolino… e se fanno capolino hanno il loro perché. Vanno ascoltati, difesi, protetti.
    I desideri che restano, come puntelli su cui appoggiarsi e che, a loro volta, si fidano di noi, scegliendoci.
    I desideri che “chissà, magari un giorno”…
    Qui le opzioni pullulano, e servono tanti puntini di sospensione: non può mancare lo spazio per scrivere quel che potrebbe essere…
    Nel frattempo, sorrido. Penso a un mio “chissà”, e siccome non voglio ripetermi, non mi ripeto 😉…

    Buona settimana, Francesca.
    Ah, dimenticavo: questa sera le foto ti “calzano” a pennello, così fresche e piene di luce!
    Anna

    1. Emanuela Lupi

      17 giugno 2018 at 21:44

      E invece ..si può…Annina mia.. si può fare..
      “I desideri che restano, come puntelli su cui appoggiarsi e che, a loro volta, si fidano di noi, scegliendoci.”

      quando restano che ci fanno pensare e RI-pensare..come una pulcina in un orecchio..come una vocina che ogni tanto si sente lontana… ma che non ci abbandona mai.. a volte ci fanno anche soffrire quando sono lì che vedono che non li ascoltiamo…i desideri quelli veri…che sono NOSTRI NOSTRI…sono lì ad un passo da noi, ma noi non riusciamo a prenderli per mano, ad accogliergli davvero.. per paura, per “ma se poi…”,per “ma forse non è ancora il momento” … ed invece dovremmo rotolare come le biglie sulla sabbia.. alle volte …dovremmo lasciar(ci) andare e accogliere quello che ci viene incontro a braccia aperte e senza paura, perchè forse ci può rendere felici… forse è proprio questo che ci trattiene… la paura che se decidessimo di (R)accogliere quei desideri forse staremmo bene e saremmo felici… ma CE LO MERITIAMO ANNINA… ANCHE, e soprattutto, dopo il DOLORE…

      UN BACIO GRANDE ANNINA MIA–
      Manù

    2. Francesca P.

      17 giugno 2018 at 22:55

      … Anna, se ti dicessi che anche qui c’è un bel “chissà” che (sor)vola sopra la testa? 😉 Controlliamo insieme dove finiscono i fiori del soffione e quanto lontano arriveranno…

      Non ho mai pensato di restare senza desideri, nè ho avuto paura potesse accadere… l’autoproduzione è continua, la fabbrica interiore non chiude mai! Adesso l’attività è nel pieno, l’esplosione magari è quella di un sorriso che si apre, come un fiore di limone…

      Ricominciare. Avere voglia di farlo. Sentirla scorrere attraverso i giorni, quella voglia. Penso di non aver mai smesso! Il desiderio non lo comandi e per questo lo amo: ribelle e indomabile, ascolta solo la pelle… e ti dò ragione, anche i desideri ci scelgono: quelli che bussano alla nostra porta mica hanno sbagliato indirizzo, la lettera con la “chiamata” è per noi… e un perchè c’è, ne sono convinta. Le tessere di un mosaico…
      Brindiamo con un sorbetto a questa luce e a ogni puntino che disegna un percorso e man mano scopriamo quale…

  • Sara

    18 giugno 2018 at 11:26

    Io credo che sia stato il destino a metterti sulla mia strada.. altrimenti non si spiega questo tuo scavarmi dentro… Per il momento i miei desideri sono arenati sul
    “che chissà” ma sto lavorando, grazie a te, sul “lo vorrei diventa lo voglio” che mi auguro diventi un “finalmente ci siamo!”
    E quando sarà verrò a bussare alla tua porta per ringraziarti personalmente della mia ri(nascita) ♡

    1. Francesca P.

      18 giugno 2018 at 20:36

      Rinascere è come ricominciare, sono parenti… 🙂 Quante rinascite in una vita e quante rinascite nella rinascita… le infinite possibilità della vita, in fondo siamo come piante che ciclicamente mettono le foglie nuove e i boccioli, al momento giusto! Questo “sto lavorando per me” fa un rumore piacevole, come fossimo davvero artigiani all’opera… il destino aiuta e disegna, certo, ma tutto il resto tocca a noi… e questo è il bello! 🙂

  • Silvia

    18 giugno 2018 at 21:19

    Parto da quei piccoli fiori di gelsomino che ancora a pensarci, a quelli che raccolsi io, mi viene da ridere! Te lo ricordi vero? Ma questi tuoi sono quelli buoni, lo so. È bello questo bianco da cui ricominciare, questi petali pieni di profumo che accarezzano i desideri, quelli accennati e quelli tenuti nascosti. Quelli di limone li adoro particolarmente! Io ricomincio tante volte, l’ho fatto e rifatto e ne ho ancora di passi su cui inciampare e ripartire! Ma i desideri quelli mi tocca accudirli più del dovuto, perché ho come l’impressione di averli lasciati troppo al sole ad inaridirsi. E invece serve cura, acqua, amore, un po’ del tuo sorbetto per dissetare meglio, pazienza e fiducia. Questi desideri miei si sono nascosti un po’, si che devo lavorarci su per farli tornare a credere. Ricominciare a credere …Questo sarebbe bello! Bella questa terrazza di oggi, accogliente ed amichevole!

    1. Francesca P.

      19 giugno 2018 at 23:45

      Silvia, come dimenticare che ti ho salvato da un avvelenamento, ahaha! Se hai ancora dubbi quando vedi una pianta, mandami la foto e ti dico se puoi rubare quel gelsomino per una ricetta! 🙂 Da 3 anni a questa parte è diventato un appuntamento fisso assaporarne non solo il profumo, ma anche il gusto… l’idea del sorbetto è venuta pensando alle granite e ai gelati siciliani, ricordo ancora lo stupore quando li provai e mi ero ripromessa di fare esperimenti homemade… vedi, un altro desiderio avverato! Se metti qualche goccia di sorbetto fresco sui desideri, vedrai come si rianimano… non lasciarli assetati, hanno voglia di ri-farti compagnia! Un viaggio senza desideri è un po’ come un viaggio senza stelle… servono le fonti di luce, di guida e di speranza, quando si alzano gli occhi al cielo! Il ricominciare a credere va scritto nella lista dell’estate che sta arrivando, in cima… promesso? 🙂

  • zia Consu

    19 giugno 2018 at 18:28

    Che delicato abbinamento proprio come i desideri che si riaccendono..lentamente per poi esplodere in tutta la loro bellezza!
    Non ho mai provato a far entrare in cucina il gelsomino..ma so già che andremmo molto d’accordo ^_*
    Buona settimana Franci <3

    1. Francesca P.

      20 giugno 2018 at 15:56

      Sì, il sapore in bocca si sprigiona gradualmente… prima l’assaggio, la sensazione di freschezza, il limone che predomina e poi l’intensità, il gelsomino che lascia il segno e fa la differenza! Con alcuni desideri capita proprio lo stesso… si parte piano, dopo si vola alto! 🙂
      Buona settimana a voi, sappi che attendo il momento del “grande salto” con te!

  • m4ry

    19 giugno 2018 at 19:15

    Amica, come ti ho detto nel mio “vocale di 10 minuti” di stamattina, sono a corto di parole, però sappi che la parola “RICOMINCIARE” mi piace tantissimo. Avevi dubbi? 🙂 Come mi piace tantissimo l’atmosfera che si respira in queste foto e il colore candido di quel sorbetto. Chissà che profumo… <3

    1. Francesca P.

      20 giugno 2018 at 16:03

      Con tutti i nostri vocali, potremmo scrivere 1.350 canzoni e 50 libri, ahaha! E ricominciamo a farlo ogni giorno, questo il bello… instancabili e lì mai a corto di parole! 🙂
      So che ami questo verbo quanto me… perchè equivale al ripartire ma senza annullare i passi precedenti, anzi, è proprio la strada fatta fino a quel momento a rendere possibile ogni nuovo (s)lancio!

  • saltandoinpadella

    19 giugno 2018 at 21:58

    wow che vicina simpatica, la mia mi guarda malissimo quando vede che appoggio fuori le assi di legno.
    Ti confesso che ricominciare mi fa sempre pensare a qualcosa che si è interrotta, è ripartenza ma con una nota velata di tristezza legata alla sospensione, voluta o subita. Trovo più eccitante l’inizio, il cominciare. Lanciarsi verso l’ignoto con il cuore fremente. Un po’ come il fremito di freschezza che deve regalare questo sorbetto.

    1. Francesca P.

      20 giugno 2018 at 16:08

      Questo è il terrazzo in cui abita la sorella di Tarallino, dove avevo scattato in autunno alcune foto, a lei e alle tortine con le pere! Vado spesso a trovare la gattina e ogni tanto non resisto alla tentazione di fermarmi più del dovuto… 🙂 Io non vedo tristezza legata al ricominciare, perchè anche quando lo si fa per lasciare indietro una delusione o un dolore è comunque nuova vita che arriva, che possiamo stringere… e spesso anche migliore, come poi dimostrano il tempo e i fatti! Se ci pensi, il concetto di prima volta e di inizio si mantiene, anche se con altri sapori e sfumature… ad esempio, avevo già usato il gelsomino per ricette dolci, ma non per questo me lo sono goduto di meno ora… anzi, avevo così voglia di ri-cominciare e di ri-abbracciarlo! 🙂

      1. saltandoinpadella

        22 giugno 2018 at 12:31

        Mi ricordo della sorella di Tarallino, una gattina bellissima. Purtroppo da me non c’è una grande interazione/amicizia tra vicini. E’ una cosa che mi manca rispetto a casa dei miei, dove tutti i vicini si conoscono da decine di anni. Bologna è più “anonimizzante”

        1. Francesca P.

          23 giugno 2018 at 12:13

          Sì, è una birmana, la regina di quel terrazzo! Devo dire che anch’io interagisco poco con altri vicini, solo con lei ho questo rapporto e questo filo, floreale e felino… 🙂

  • Ipasticciditerry

    20 giugno 2018 at 15:16

    Ricominciare, che bella parola. A volte prendi una strada e ti accorgi, magari dopo tanta fatica, che non era la strada giusta e allora cambi strada e ripercorri il cammino. Ma ogni cammino è diverso, nuovi paesaggi, nuove emozioni, nuovi incontri. E anche se è un ricominciare, ci seguono comunque i nostri affetti più cari, gli amici di sempre a cui se ne aggiungono magari di nuovi. La vita è bella anche per questo, perché ogni giorno è diverso dall’altro. I desideri? Guai se non ci fossero; sono il sale delle nostre giornate, sono l’emozione di raggiungere qualcosa che desideriamo … In maniera consapevole ma anche inconsapevole. Anche chi dice di non avere desideri, in fondo in fondo li ha, non credi? Sul balcone ho due piante di gelsomino e mi lascio sempre inebriare dal loro profumo ma non credo mi piacerebbe usarlo in un sorbetto ma non so … Mai dire mai. Foto come sempre stupende dolce Fra

    1. Francesca P.

      20 giugno 2018 at 16:17

      Siamo sempre in tempo, per come la vedo io, a cambiare strada, ad aggiustare il tiro, ad invertire la rotta, a darci nuove opportunità… a parte dei casi di vero impedimento, il ricominciare è un gesto che dipende da noi, dalla nostra volontà, dalla nostra forza… e dai nostri desideri! Secondo me, chi desidera – e non smette di farlo – può ricominciare tutte le volte che vuole, concedendosi questa possibilità ancora e ancora… inseguendo una luce, una scintilla, un fiore che si stacca e chissà dove finirà… 🙂 I punti fermi, in noi e intorno, come dici tu, ci accompagnano… ed è bello questo incontro tra certezze e cose che si sanno e scenari inaspettati!
      Non sono convinta che non possa piacerti il gelsomino nei dolci, sai? Ti lancio la sfida e ti invito a provare, basta anche solo qualche petalo… in Sicilia sono maestri con granite, gelati e sorbetti, io mi sono lanciata dopo i miei viaggi in quella terra!

  • sandra

    23 giugno 2018 at 22:25

    lo sai Francesca che i desideri si avverano? e allora bisogna stare bene attente a quello che si desidera, che si pensa, perchè …… i desideri puri, quelli che luccicano, ecco, quelli bisogna pensare!

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 23:19

      Sandra, magari si avverasse un desiderio in particolare che qui è sbocciato come il gelsomino… 🙂 Lo sto cullando, accarezzando, nutrendo… spero davvero di metterlo in una coppetta e di gustarmelo, in modo concreto! Vediamo se le tue parole mi portano fortuna… 🙂

  • Chiara

    24 giugno 2018 at 22:47

    presa come sono dai miei impegni di padrona di casa mi ritrovo la sera a pensare a quanto ho desiderato questo B&B e adesso, stremata ma felice,penso già al prossimo desiderio da esaudire…Una vacanza !Buona settimana, per me sarà sold out !Un bacione

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 23:21

      Chiara, tu hai realizzato un sogno grande e impegnativo, che ci ha messo del tempo per diventare realtà… e adesso lo stringi, lo hai… e sta andando anche bene, mi fa piacere! Traguardo raggiunto, sfida vinta… la vacanza per ora la fanno i tuoi clienti, ma dopo vedrai che te la concederai! 🙂

  • Elena Levati

    29 giugno 2018 at 4:28

    Intanto lasciami dire che la tua vicina è fortunatissima! io pagherei oro per avere una food blogger della tua fattura come vicina di casa!!!
    Poi lasciami anche dire che hai una vicina di stile: che balcone bellissimo ha???
    Lasciami inoltre dire che io adoro il gelsomino, ho amato le tue ricette passate che lo vedevano spuntare tra gli ingredienti e oggi lo adoro ancora di più in questo sorbetto che definire delizioso è poco!
    Devi anche lasciarmi dire che in quanto a desideri io mi siedo vicino a te, accoccolata accanto alla tua spalla, a leggere il tuo desiderio, raccontarti il mio e capire se e cosa arriverà ad essere reale…
    Infine lasciamo dire che per vivere un momento così insieme a te, venderei anche un mio desiderio. <3

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 19:58

      Se fossimo vicine, Elena, saremmo quasi sempre una alla tavola dell’altra, ma non solo per mangiare… 🙂
      Come sta il tuo desiderio? Lo coccoli, lo innaffi, lo poti se serve, gli parli? Secondo me, sì… perchè sai prenderti cura delle cose che ami! Al di là di come andrà, se sboccerà come un fiore di gelsomino o resterà sottoterra, il solo nutrirlo e averlo dentro è importante…
      Grazie per il bellissimo commento… chiudi gli occhi e il sorbetto apparirà, insieme alla terrazza! 😀

  • Tatiana

    6 luglio 2018 at 20:13

    Il ricominciare a desiderare è stimolante… non sai quanto mi ritrovi in questa tua affermazione!
    Mi sono trovata improvvisamente con delle porte sbattute in faccia, libera da una situazione pesante che non sopportavo più, situazione volutamente creata dal mio essere sfiltrata e dire quello che mi esce senza infiocchettamenti, perchè quando non si vogliono avere risposte sgradevoli è meglio evitare di pormi domande scomode! E finalmente sto bene, benissimo, mi si sono aperti dei portoni, ho ripreso a desiderare ed è una sensazione bellissima di libertà, di possibilità, di crescita e di soddisfazione.
    Questa sera ho desiderato venirti a trovare, un po’ come quando sei finalmente in vena di fare quattro chiacchiere, mi mancava il tuo bistrot sempre raffinato ed accogliente, ed eccomi qua con il mio solito carico di parole, parole che ultimamente faticavano ad uscire perchè quando sei stanca la creatività è la prima a risentirne, parole che si erano bloccate in un silenzio che non mi appartiene.
    E ora è bello desiderare…

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 20:02

      Sono “sfiltrata” quanto te… e sempre di più! E sai che c’è? Continuerò a esserlo, non mi farò problemi ad affermare me stessa, a dire di no quando si deve, a esternare il mio pensiero oppure a tacere, quando anche le parole sono inutili… ci si salva e ci si difende così da tante situazioni o persone che non fanno per noi! E quando si capisce, ah, che liberazione! Comprendo, dunque, il tuo benessere…
      Sappi che il bistrot è come una macchina del tempo, puoi saltarellare avanti e indietro come se fossimo sempre nel presente, come se fosse tutto appena messo in tavola… 🙂
      Desidera, parla, comunica, scrivi… senza dosi, sai che mi piace così!

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