MANGIARSELA, LA VITA

24 giugno 2018Francesca P.
Blog post

Questa volta vi prendo per mano. Non solo metaforicamente. Vi porto proprio fisicamente in giro, a spasso… con il mio passo. Un piccolo e breve viaggio dentro un borgo toscano, Pietrasanta, dove ero stata due anni fa, ma anche dentro un paesaggio fotografico ed emotivo. 

Perchè è tutto, tutto legato. Perchè quando scatto non fermo solo ciò che mi circonda e ho davanti, ma colgo anche parti di me. Ciò che risuona, ciò che è in sintonia. Ciò che m’appartiene. Ciò che mi piace. Ciò che mi seduce. Ciò che mi parla. E me ne accorgo dopo, sempre, quando osservo le immagini e… mi vedo.

Mi vedo nelle tracce di passato che non perdo e non cancello, nel guardare indietro per guardare avanti, nella vintagetudine che mi fa sospirare davanti a vecchi portoni, a bici un po’ arruginite, a macchine d’epoca e a tutto quello che è vissuto, consumato, battuto dal tempo. Respirato a fondo.

La lezione di ieri, la forza dell’oggi.

 

Mi vedo nei colori, nella loro ricerca continua e nell’associarvi stati d’animo, sensazioni e momenti precisi. Non sono solo gli oggetti a possedere i colori: l’anima ne ha. E c’è una comunicazione interna, un passepartout che apre più stanze, un riverbero. Una connessione.

 

Mi vedo nelle cose che riempiono, non solo uno spazio. Che danno senso a una passione, che abbelliscono, che completano. Che sono (fatte) per noi. Loro, non altre. Quellochevogliamo. Come a prenderlo da una mensola, da uno scaffale, da una credenza… allungare la mano, trovare… e afferrare.

 

Mi vedo in ogni fessura da cui passano la fame, la luce e la gioia. A più strati e a più livelli. Apparecchiare piaceri, oltre che la tavola. Gustare quello che c’è da gustare. Deciderlo, con calma o subito con le idee chiare. Il nostro menù. La nostra scelta. Degli ingredienti, dei piatti. Sistemare le posate, andare al ritmo del loro tintinnare.

Mangiarsela, la vita.

 

Mi vedo negli occhi chiusi che però non sono addormentati: stanno immaginando. Stanno proteggendo, la visione. La stanno ricamando. Fino a quando si apriranno. E lei, la meraviglia, sarà lì.

Vicina, vicinissima.

 

CI RIVEDIAMO TRA 2 SETTIMANE, DOMENICA 8 LUGLIO!

27 Comments

  • Emanuela Lupi

    24 giugno 2018 at 20:13

    Ed io, TI CI VEDO gironzolare sulla bici arrugginita, col cestino pieno di fior suonando il campanello per salutare i passanti…
    TI CI VEDO bussare al vecchio portone ed entrare nell’atrio del palazzo annusando l’aria umida che sa di legno bagnato…
    TI CI VEDO seduta sui colori che sorridi mentre il vento ti accarezza il viso e fa volare i capelli…
    TI CI VEDO scegliere le TUE POSATE, i TUOI PIATTI ed apparecchiare la TUA TAVOLA/VITA….
    TI CI VEDO ad occhi chiusi,che riposi lo sguardo,fai filtrare la luce e con la mente viaggi……
    TI CI VEDO e ti aspetto qui… sulla bici, davanti al vecchio portone con gli occhi chiusi mentre il vento mi accarezza i capelli … con la mia tavola da completare con i colori che mi porterai..perchè più ce n’è e meglio è.. di colori, di posate, di piatti di passione,di mestieri..di vita….
    Buone settimane Fra…
    Manù

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 22:36

      Quando ho letto la tua prima frase, mi sono subito visualizzata su una bici verdeacqua o viola, con un pedalare lento e quel cestino profumato sul davanti, magari che contiene anche della frutta… sì, Manu, farei tutto quello che hai detto, sei riuscita a scrivere una piccola sceneggiatura credibile e reale, su misura! 🙂 Quanto è bello apparecchiare la tavola? Ho sempre amato farlo, sistemare le cose, abbinare i colori, metterci cura… è un gesto importante, perchè prima (av)viene questo, come base, poi si portano i piatti e si gusta ciò che si è cucinato o ci viene offerto… con la vita è esattamente lo stesso, se ci pensi! Apparecchiare bene e non dimenticarsi nulla, neanche l’olio e il sale perchè guai a restare senza condimento…
      Lasciati accarezzare dal vento in questi giorni e assapora i primi assaggi estivi… io vado a fare un tuffo nel verde, a proposito di colori, ma torno presto!

      1. emanuela

        25 giugno 2018 at 22:07

        E’ quello che farei io…
        volevo scriverti che TI/MI CI VEDO…in questo bellissimo film… con la bici come Jessica Fletcher con il cestino con dentro il sacchetto marrone della spesa contadina, che busso al portone di una casa contadina curiosa come una scimmia per sapere,conoscere vedere,osservare, assaggiare…un morso di mozzarella con la goccia che scivola sul mento, un pomodoro rosso raccolto dal campo che colora di verde le mani,una fetta di pane con l’olio sopra….io MI/TI CI VEDO… CI VEDO…. ASSIEME…
        Oggi sono stata ad Arezzo e durante il tragitto,la natura mi ha devastata con i colori meravigliosi delle ginestre, della cicoria, che è meravigliosa di un azzurro violetto delicatissimo…quasi indaco…e poi il verde di tanti tipi dal bottiglia al militare all’erba-… e il lilla, il fuxia…. sarei scesa ed avrei apparecchiato lì… steso la mia coperta, aperto il mio cestino, tirato fuori il riso e sarei rimasta a RESPIRARE , RESPIRARE, RESPIRARE …VIVERE…. SENTIRE… E TI HO PENSATA TANTISSIMO FRA… ERI PROPRIO Lì CON ME…. CON TARALLINO E ULISSE SEMPRE VICINI….
        Mi appunterò le mie disavventure e quando tornerai ti prenderò per mano e ti porterò con me….
        grazie infinite…
        Manu

  • Silvia

    24 giugno 2018 at 20:26

    Mi piacciono queste interruzioni fatte di racconti fotografici! Sono pause in cui c’è posto per una narrazione che salta le righe di un ricettario tenuto sulla mensola in cucina, per andare a scovare la magia nelle pagine di un atlante dei viaggi, anche quelli di pochi giorni. Quello che magari teniamo sul comodino, accanto alle cose belle che nascondiamo nei cassetti del “vorrei” o del “prima-o-poi”. Nelle foto c’è così tanto di noi! Sono i dettagli che scegliamo a dare le parole a quelle immagini, sono i colori che inseguiamo a raccontare il nostro mondo. Chi ti legge, chi ci legge, sa ri-trovarci e ritrovarsi o riscoprirsi. Il bello di queste sequenze sta nel farti aumentare quella voglia di scrutare il mondo con i nostri occhi. La Toscana ancora mi manca, per ora ne colgo qualche suggerimento qui da te. Questa voglia di mangiarsela la vita è qualcosa di speciale!!

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 22:53

      Piacciono anche a me, Silvia… a volte si cucinano delle ricette e altre dei momenti, si servono pietanze oppure ricordi ma c’è poca differenza, quando lo spirito con cui si fa tutto è lo stesso! C’è la medesima curiosità nell’esplorare un piatto nuovo e un posto, sono esperienze che lasciano qualcosa… nella pancia e negli occhi! 🙂 La macchina fotografica sta già scaldando i motori per le prossime mete… e tu sei pronta per il tuo viaggio e per la tua ricetta dell’estate che avrà tanti sapori sconosciuti e da scoprire?! Il “vorrei” che diventa “voglio”, il “prima o poi” che diventa adesso… ci sarà tanto da vedere, fermare, vivere e immortalare e il bello è che ogni volta è diverso, perchè anche noi cresciamo e facciamo passi avanti, insieme al nostro sguardo… dai che manca poco, saremo presto altrove a meravigliarci e spalancare finestre sul mondo! 🙂

  • Alice

    24 giugno 2018 at 21:21

    Hai proprio ragione, sai? Anche io so che è così. Nelle nostre foto ci siamo noi. Le tue le riconoscerei tra mille. E anche io ho una passione per i dettagli, e per i tavoli apparecchiati lungo le strade in particolare. Non mi stancherei mai di fotografarli, così come non mi stanco di vedere quelli che hanno catturato la tua attenzione. E ora ho voglia anche io di partire di nuovo , a cassia di istanti e di particolari 🙂

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 23:02

      Alice, sapere che le mie foto si riconoscono tra mille è la cosa più gratificante per me… tengo tantissimo al timbro personale e unico, a una firma che sia mia-solo-mia, che mi rispecchi davvero! Anche di te apprezzo che non ti omologhi e non imiti nessuno, hai sempre fatto i tuoi set di food cambiando, sperimentando, ricercando…
      La voglia di partire, arrivati in questo periodo, sale tantissimo, è vero… e non dimenticare che c’è un weekend fiorentino da organizzare, che sia a luglio o dopo l’estate! Così magari fotograferemo insieme dei tavoli apparecchiati… 😉

  • Anna

    24 giugno 2018 at 22:37

    Bello, Francesca, esser prese per mano da te, e passeggiare insieme in questo tripudio di colori e dettagli…
    Io ben so quanto la fotografia ti appartenga, e sia una passione fatta per te (o tu per lei?), di quelle che abbelliscono e completano e arricchiscono…
    Eppure, non ti dico quasi mai quanto le tue fotografie siano belle. Ecco, questa sera sì, sappilo, sono veramente belle! E sono te… “parole” mute che parlano e sorridono…
    Sono te che cammini con gli occhi curiosi, attenti e insaziabili. Sono te che vedi, non solo guardi. Sono te che sogni.
    E “chissà” che non racchiudano i tuoi desideri…

    Io prenoto un giro sulla Cinquecento rossa, un foulard multicolore sul capo mentre il vento ci scompiglia i capelli.
    La libertà. La leggerezza dell’anima.

    “La lezione di ieri, la forza dell’oggi.”
    Sai che non manca mai la matita, quando passo a trovarti. E sottolinea oggi, sottolinea domani, c’è tanto di te a tenermi compagnia…
    Buona pausa, a presto!
    Anna

    1. Francesca P.

      24 giugno 2018 at 23:14

      Sai che mi piace portarvi (e portarti!) nel mio mondo, in forme diverse, alternando linguaggi e compiendo viaggi di più generi… la penna e la Canon sono fedelissime alleate, le porto sempre con me, come le matite per sottolineare! 😉 Quando c’è tanto dentro, da esternare, si tratta soltanto di scegliere il modo in cui parlare e comunicare, a seconda del momento… importante è tirar fuori cosa sentiamo e chi siamo, al di là di come venga recepito… certo, se viene capito, colto, assimilato e apprezzato, è doppiamente bello… è il vero piacere della condivisione! E con te c’è… c’è sempre stato (tutto) questo. E si rafforza. Anche quando non dico… perchè un “chissà” è dietro le persiane dell’ultima foto, al riparo ma con la voglia di vedere la luce, a un passo da quella parola splendida da scandire bene: me-ra-vi-glia. La diciamo insieme, piano e lentamente?

      1. Anna

        25 giugno 2018 at 18:22

        Sussurriamo insieme, sì, piano e sottovoce: me-ra-vi-glia.
        Lasciamo chiuse le persiane, fino a quando non sarà il momento opportuno… lì, al riparo dalla luce. Trattenere, in questo caso, è custodire…
        “In principio era la Meraviglia”, e continuerà ad esserlo.
        Ne sono certa!
        Anna

        1. Francesca P.

          25 giugno 2018 at 21:14

          Soffiamo sopra a quella parola, non come si fa per spegnere la fiamma della candela ma come serve per alimentare e ravvivare il fuoco… trattenere è custodire, è proteggere, è vegliare… è sperare.

  • ipasticciditerry

    25 giugno 2018 at 18:59

    E ti ho immaginata … tra quelle strade, quei colori, seduta su quelle seggiole tutte di colore diverso o a mettere a fuoco il portone e poi la bici e poi la cinquecento rossa . Sai cosa mi colpisce di queste foto? Il colore, i molti colori! Io amo i colori, amo la luce, mi rendono allegra, felice. Ho fatto volentieri questo giretto con te. A presto ♥

    1. Francesca P.

      25 giugno 2018 at 21:17

      Io ti associo al rosso, lo sai… 🙂 Ognuno ha un colore predominante dentro di sè o che coglie più spesso, ma è vero anche che siamo un arcobaleno per tutte le sfaccettature che abbiamo… non saprei scattare, nè cucinare, nè vivere in altro modo… colore, colore, colore! Andrò sempre a caccia di questo e preparati per prossimi giri!

  • Alice

    25 giugno 2018 at 19:12

    Non sono mai stata a Pietrasanta e le tue bellissime foto mi hanno fatto venire una gran curiosità. Goditi la vacanza, il buon cibo, i meravigliosi colori e rilassati !
    Baci
    Alice

    1. Francesca P.

      25 giugno 2018 at 21:20

      Non c’ero stata mai neanch’io e onestamente non immaginavo che fosse un posto così bello… se capiterai vicino Viareggio, non fartelo sfuggire! Ho una vera passione per i borghi, li visiterei tutti mettendoci il triplo del tempo per fare le foto… 🙂
      In questa settimana andrò a fare proprio quello che mi dici, ti seguirò alla lettera, Alice!

  • saltandoinpadella

    26 giugno 2018 at 11:59

    Ma questo posticino è una vera chicca!!! sembra un posticino che vive in un tempo tutto suo, quasi sospeso nel tempo. Quella cinquecento rossa….mi ha davvero rubato il cuore.

    1. Francesca P.

      3 luglio 2018 at 15:19

      La sensazione che si respira nei borghi è spesso questa… il passato (r)esiste, lo scorrere del tempo è rallentato e c’è una bella fusione tra ieri e oggi! Io terrei la 500 come macchina ufficiale… 🙂

  • Anna

    27 giugno 2018 at 8:58

    Che meraviglia Francesca, sai quanto io adori i tuoi reportage! purtroppo non riesco più a visitare il tuo blog con frequenza, ma ti seguo sempre nei vari social e mi piace tantissimo quello che fai!

    1. Francesca P.

      3 luglio 2018 at 15:21

      Anna, l’importante è viaggiare insieme… su qualsiasi mezzo si vada! 😉 Fare foto quando sono fuori è tappa obbligata e vale lo stesso per il condividerlo…
      Grazie mille, un abbraccio!

  • Ile

    3 luglio 2018 at 8:03

    Quando ci prendi per mano e ci porti con te, io ti vedo. Proprio lì, in ogni angolo che ci mostri, tra sedie colorate e portoni che nascondono i respiri, tra la vita che si insinua in una credenza, nei fiori o a bordo di una cinquecento.
    A me piace guardare attraverso i tuoi occhi e non mi stancherò mai di ripetertelo, perché ogni volta mi sorprendi, ogni volta mi perdo in ogni sfumatura..

    Grazie, semplicemente. :*

    1. Francesca P.

      3 luglio 2018 at 15:24

      So che mi vedi, perchè ormai hai capito cosa mi colpisce, cosa mi fa (sof)fermare, cosa cattura la mia attenzione, cosa noto, cosa estrapolo… è vero che tendiamo a fotografare quello che più amiamo, soggetti e angoli ricorrenti, ma credo che ogni volta lo sguardo sia nuovo… perchè siamo nuove noi, ad ogni passo e viaggio in più! E me ne accorgo specialmente quando rivedo reportage di anni fa… bello crescere, bello evolversi… 🙂

  • zia Consu

    3 luglio 2018 at 14:24

    Ma dai Franci, eri vicinissima a me!!! Peccato non essere riuscite a vederci nemmeno questa volta..anche se credo che in quei giorni ero un po’ impegnata a far venire al mondo il mio piccolo Vasco 😛 Vabbè sarà per la prossima e faremo un incontro a 3 💙

    1. Francesca P.

      3 luglio 2018 at 15:25

      Consu, sono stata qui 2 anni fa come ti ricordavi, non adesso! Se dovessi tornare, una merenda a 3 si organizzerà… a base di latte e altre cose buone! 😀

  • Tatiana

    6 luglio 2018 at 20:04

    In queste ultime settimane non ho acceso il pc, sommersa da un vortice di corse da lasciarmi senza fiato sino a sera, eppure appena aprivo Instagram i tuoi scatti li riconoscevo prima ancora di leggerne l’autrice; ci sei tutta te stessa nelle immagini che fermi con l’obiettivo, sia che mi trovi dinanzi ad una di quelle bellissime porte che solo tu riesci a (scovare) vedere, sia in ogni altro scatto intriso di delicatezza, di poesia e di sfumature vintage.
    Della Versilia purtroppo non conosco quasi nulla, anche se sono figlia di un toscano, e un po’ me ne dispiace, ma a vedere questo post posso solo dirti che vorrei poter rimediare quanto prima 🙂
    Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 20:12

      Tatiana, mi fai felice! Avere un’identità precisa e riconoscibile con la fotografia è importantissimo, è la cosa a cui tengo di più! Per fortuna mi viene naturale, ringrazio la mia personalità ben definita per questo! 🙂 Finestre, porte, cassette della posta, scorci, dettagli, colori… vedo certe cose da sempre, prima c’erano la Polaroid e le macchine analogiche, oggi ci sono la Canon e il Samsung ma se fosse per me andrei ancora in giro in 500 e userei mezzi vintage per tutto, ehehe!
      Devi assolutamente visitare questo paesino e la Toscana, instillare la curiosità è utile per fare la lista dei posti da recuperare!

  • Melania

    14 luglio 2018 at 15:11

    Capita di farsi un’idea di qualcuno. Di immaginarlo in una maniera piuttosto che un’altra. Di vederlo pur non avendolo mai visto. Ecco, io ti vedo esattamente così: in giro con la tua vecchia bici a raccogliere fiori e pensieri. Li vedi i colori perché li senti (fai) tuoi, perché li sfiori, li tuteli portandoli con te avendone sempre cura. Come qualcosa che t’appartiene da sempre.

    1. Francesca P.

      15 luglio 2018 at 15:56

      Mi fa piacere ispirare questa idea e farlo attraverso il modo in cui mi pongo, in cui mostro il mondo comelovedoio… non possiedo una bici ma se l’avessi (e non abitassi a Roma!) sarebbe arruginita e vintage, femminile e vissuta, con un cestino davanti in cui posare tutti i fiori e i pensieri che dici, insieme ai desideri e agli anni che mi accompagnano, come pezzi di strada… e senza colori, non esisterei… 🙂

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Post Next Post