LA SIGNORA (ESTATE) IN GIALLO

8 luglio 2018Francesca P.
Blog post

Io e l’estate sappiamo dove trovarci. E ritrovarci. Abbiamo un nostro luogo: ci diamo appuntamento sui polsi, tra le strade segnate dalle vene che si incrociano come traverse. Dove il sangue pulsa più forte e l’acqua porta refrigerio, soprattutto in questa stagione. 

L’aspetto là, ogni anno. Divertendomi a vedere quale via imbocca, per arrivare. Mi piace scoprire se avanza a passo svelto, per non essere in ritardo, o lento, per godersi il tragitto con calma sapendo che, comunque, non me ne andrò.

Quando ci guardiamo, all’inizio, non (ci) diciamo nulla: ci parliamo così. Ci capiamo così. Come due persone che non si sentono nè s’incontrano da un po’, ma non hanno bisogno di parole. Perchè non si sono mai perse. Mai. Unite da un pensiero. Da un desiderio. Dalla voglia di stringersi. Sapendo che accadrà. Tutte le volte. Tutte.

Sa come prendermi, l’estate. Sa cosa far(mi). Mi tende la mano, invitandomi al centro della pista e al cuore dei suoi giorni. Non c’è un passo di danza da saltare. Non c’è una nota da non seguire. Non c’è una giravolta da non fare. Mi conosce bene, l’estate: sa quanto ami muovermi in questi tre mesi. Quanto mi lasci andare, più che in altri periodi. Quanto sia me stessa, al meglio. Quanto percepisca i sapori, al massimo.

Sotto al palato, sento già il sapore di alcune sfide vinte. Di alcune mete volute e toccate. Di coraggio che esce, quando ci si crede. Di determinazione, di cosefattepermestessa. Di soddisfazione, quando si agisce e poi si pensa è più facile di come pensavo.

Ho sentito la quiete della campagna brianzola, il rumore delle cicale, la voce della serenità. Ho respirato verde, ho raccolto gelsi, ho annusato tanta lavanda, ho visto farfalle posarsi sulla mia maglia. Ho riso con anime che parlano la mia lingua interiore, ho aperto splendide porte di legno, ho visto il sole tramontare sulle colline. Ho salutato la luna sopra la testa in un cortile milanese complice e appartato, ho rubato minuti alla notte e altri attimi ad un tempo senza tempo.

Questo è (solo) l’inizio, estate. Ne abbiamo, di nuovi traguardi da raggiungere. Ne abbiamo, di viaggi, di lanci, di tuffi e di passi da fare. Anche grandi. Ne abbiamo, di libri da iniziare. Ne abbiamo, di chilometri da macinare. Ne abbiamo, di frasi belle da sottolineare e portarsi appresso…

C’è un tempo che contiene tutti gli altri, anche negli abissi più profondi: è il tempo in cui siamo presenti a noi stessi. È lo sguardo dello stare, il momento che dobbiamo affrontare, comprende indifferentemente ciò che è accaduto o ciò che deve ancora venire. Rende tutto: qui. (…) Purchè alla fine, nel setaccio dello sguardo, rimanga un granello di verità.

Ho scoperto che quel granello, per me, brilla di più se lo scovo dietro il travestimento dell’ordinario: impigliato negli angoli d’un paio d’occhi, fra le pieghe di un cappotto fuori moda, nel ricordo di un bacio alla stazione, nel campanello di una bicicletta. Quando ci riconosciamo nelle vite degli altri, o ritroviamo noi stessi nella nostra. Nell’istante in cui intravedi la bellezza lì nel setaccio, che affiora. Mentre la vita che ti chiama è tutto l’amore da scrivere, ancora.

(da “La vita fino a te”, Matteo Bussola)

 

Ne abbiamo, di verdura colorata e carnosa da arrostire. Ne abbiamo, di punti-ni rossi da spargere.

Ne abbiamo, di vita(lità) da frullare. E da consumare, fresca e cremosa.

La signora (estate) in giallo è servita!

 

 

GAZPACHO DI PEPERONI ARROSTITI ALLA CURCUMA CON PEPE ROSA E ERBA CIPOLLINA

 

2 peperoni grandi o 3-4 più piccoli (rossi o gialli)

Una decina di pomodorini (rossi o gialli)

2-3 fette di pancarrè (o la mollica di altrettante fette di pane casareccio)

Pepe rosa (a piacere)

Curcuma in polvere (a piacere)

Erba cipollina (a piacere)

40 ml di aceto di mele

Olio extra vergine d’oliva

Sale

 

Lavate e spaccate in due i peperoni, levando semi e filamenti. Adagiateli sulla griglia del forno e cuoceteli per 40-50 minuti, finchè saranno ben cotti, girandoli un paio di volte. Toglieteli dal forno e fateli raffreddare – potete metterli dentro un sacchetto di carta o in un piatto, coperti da pellicola trasparente – prima di togliere via la pelle.

In un piatto, mettete l’aceto di mele, con 2-3 cucchiai di acqua, e appoggiatevi sopra il pancarrè. Fate assorbire il liquido e poi spezzettate il pane bagnato con le mani. Se usate la mollica del pane casareccio, prelevatele dalla fette e lasciatela in ammollo per 30 minuti. Se avete tempo, per insaporire ancora meglio il pane, potete lasciarlo in ammollo per alcune ore prima di frullarlo.

Nel mixer o nel frullatore, mettete i peperoni senza pelle tagliati a pezzetti, il pane, la curcuma, i pomodorini tagliati in due, qualche filo di erba cipollina spezzettato e qualche grano di pepe rosa. Irrorate con un po’ d’olio e un pizzico di sale e frullate, fino a ridurre tutto in crema. Se necessario, aggiungete un po’ d’acqua, per ammorbidire il composto.

Regolate di sale e mettete il gazpacho in frigorifero per qualche ora. Prima di servirlo, decorate la superficie con il pepe rosa e l’erba cipollina… compresi i suoi fiori, se li avete!

* Se non volete accendere il forno, potete tranquillamente arrostire i peperoni sul fuoco, su una griglia di ghisa ben calda.

25 Comments

  • Anna

    8 luglio 2018 at 20:04

    …Quasi ci sei riuscita, a farmi amare l’estate.
    Io che disdegno il caldo, io che porto scritto in fronte “Autunno, vieni a me e sbrigati pure, se puoi!”, io che socchiudo le persiane perché il sole non mi baci nemmeno di striscio…
    Ho provato a guardarla con i tuoi occhi, e mi sono immaginata tutto.
    Le strade segnate dalle vene, la quiete della campagna brianzola, e il cielo nella notte milanese (ma qui gioco in casa 😉)…
    E te la vedo addosso, questa estate, con ciò che già ti ha portato, l’incontro speciale con una persona speciale… “Perché non si sono mai perse”, appunto.
    Le amicizie sono così preziose e delicate e, se vere, in grado di arricchire… Sono ali ai nostri sogni, sostegno per passi incerti, sorrisi che accarezzano…
    Poi che dire, bellissime le frasi che tu sottolinei. “Purché alla fine, nel setaccio dello sguardo, rimanga un granello di verità”.
    Gli occhi non mentono, e io i tuoi li vedo. Li vedo nei tuoi scatti, certo (a proposito, da quel sole che occhieggia nella tazza io mi farei baciare, sia chiaro…), e li vedo anche in tutto ciò che scrivi. Sono limpidi, sinceri, disincantati dinnanzi alla bellezza della vita… Nessuna tempesta li può spegnere.

    Buona settimana, e ben tornata Francesca!
    Anna

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 21:58

      Cara Anna, lo so, lo so che tu indosseresti vestiti di foglie e castagne anche ora… 🙂 Sono quindi doppiamente contenta di averti passato questo punto di vista positivo e di averti regalato uno sguardo un po’ diverso sulla mia stagione… non posso raffreddare le temperature, ma il gazpacho sì, ehehe! Lo vedo bene mangiato anche su qualche balconcino delle case di ringhiera che nella tua città mi affascinano tanto… non credere che non ti abbia pensata, mentre ero lì per un tempo breve ma intenso! Il legame tra me e la Lombardia è stretto da sempre e aver scoperto ora la Brianza non ha fatto altro che rafforzarlo… diciamo che è stato un bel battesimo d’estate, un debutto che mi ricorderò! E sì, le persone speciali non si perdono mai e capisci che sono speciali proprio da – e per – questo… gli occhi lo sanno, gli occhi le riconoscono all’istante, gli occhi catturano tutto come fosse la prima volta… i miei sono come li descrivi, mai stanchi, mai sazi, mai chiusi per davvero… spegnerli? No, niente e nessuno ha questo potere… sia perchè non lo permetto, sia perchè so come difendermi, adesso più che mai… 🙂
      Buona settimana a te, che sia estiva e colorata nel modo che decidi tu…

  • emanuela

    8 luglio 2018 at 20:54

    “Sento il mare dentro una conchiglia… e vedo il sole dentro una tazza.”
    Oddio che meraviglia di post.. quanta ricchezza Franci … quanta vita..
    GRAZIE..
    che bello… è un fiume in piena.. SEI UN FIUME IN PIENA .. bello, sembri Spirit cavallo selvaggio e coraggioso…
    Anche io non la amo tanto l’estate…. il caldo troppo pesante,il sole che brucia la pelle.. però cerco di incontrare e di trovare la mia estate…
    nelle primissime ore del giorno quando ancora tutto dorme ed il cielo inizia a colorarsi appena,ma la temperatura è ancora mite
    in una strada ombreggiata,
    nella frescura di un boschetto accanto ad un fiume, mentre cerco qualche fruttino dei miei….

    grazie per avermi così travolta e trasportata…
    per avermi di nuovo presa per mano e trascinata nella tua estate..
    tuffiamoci assieme…eh?

    Sei meravigliosa…sono così contenta PER TE…che non ho le parole
    “TU, FATTIBELLAPERTE” …
    bella Franci,…bellissima….
    una stretta
    Manu

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 22:14

      Il sole non tramonta solo nel mare o tra i colli… si tuffa anche nelle tazze di Ikea, non lo sapevi? 😀
      Manu, Manu, mi ha fatto ridere la metamorfosi da gatta a cavallo, ahaha! Ma, in effetti, l’estate tira fuori la mia “selvaggità” e mi ha sempre fatto essere più intraprendente, aperta alle novità, alle emozioni, alle cose che solitamente non si vivono! L’ho sempre vista e vissuta come un’altra dimensione, come una pausa da tutto, anche da ciò che siamo… magari se provi a sposare quest’approccio e questa visione, ti apparirà più (sor)ridente e più leggera, nonostante il caldo! Prova a fare qualcosa di mai fatto, che possa stupire in primis te stessa… a tal proposito, ti suggerisco un libro che può andare bene come lettura estiva: “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale, segna il nome! Letto all’ombra, tra le cicale, su una coperta a quadri, ci può stare… 🙂
      Sali in sella, se sono un cavallo ti porto a spasso… e certo che ci si tuffa, che sia nel ruscello o nel mare, non vedo l’ora di avere acqua addosso… e l’album di Paola Turci te lo canto tutto, a tutto a memoria… 🙂

  • silvia

    8 luglio 2018 at 21:42

    Che spettacolo la prima foto! Quell’accostamento di giallo è strepitoso! che occhio Franci! …Non amo il caldo estivo, lo ammetto, spesso mi toglie un bel po’ di energie e mi porta quasi sempre a cercare zone d’ombra, come cercassi acqua nel deserto! Ma questa estate, complice questo viaggio che mi sta già elettrizzando, sento che la mia pelle si sta già abituando all’idea di tendere la mano al sole, che spero mi regalerà un bel colorito! è tanti anni che non mi abbronzo! Il giallo-oro sarà il colore che prevalrà sulla mia estate, senza trascurare il rosso che mi seguirà sempre, so che lo troverò nella pietra con cui è costruita l’isola, così come in alcune spiagge particolarmente dorate, lo respirerò a pieni polmoni! Forse sarà la prima vera estate in cui mi lascerò completamente andare alla novità, accogliendola tra le braccia come un’amica che non vedo da tempo. Mi piacciono quelle righe che hai “sottolineato” nel libro, e quel setaccio che lascia affiorare la bellezza??? Restiamo a vedere…
    Che bella questa tazza di gazpacho giallo, è una cosa che non ho mai assaggiato, ma i sapori mi piacciono tutti!

    1. Francesca P.

      8 luglio 2018 at 22:21

      Ho risposto prima al tuo commento, nel post dell’isola galleggiante, parlando di viaggi fuori dalla comfort zone… e del tuo, di viaggio, che è sempre più vicino! Immagino l’adrenalina che sale giorno per giorno e la gioia di sapere che ti aspetta una cosa così tanto nuova… già adesso assapori i primi benefici del coraggio e della spinta, vero? Aver deciso, pianificato e prenotato rappresentano la tappa iniziale, quella del buongiorno che si vede dal mattino! 🙂 Sai quanto sole e quanto giallo troverai tu a Malta, sarai circondata… e non ho dubbi che in valigia finiranno vari vestiti rossi, sono certa che questo colore ti porterà fortuna perchè lo hai accolto da parecchio! Io penso che le mie tinte d’agosto saranno blu e rosa, alternando mare italiano e città estera… entrambe, comunque, non lasceremo a casa il setaccio, ne porteremo con noi uno dal diametro ampio… e sarà bellissimo scoprire quello che sarà trattenuto dalle maglie, oltre che dagli occhi e dai ricordi! 🙂

  • Mile

    9 luglio 2018 at 14:04

    E sì sapete (ri)trovarvi. Altrimenti questi colori non li avresti colti ed ascoltati. Anima e cuore pronti all’ascolto.
    Un abbraccio
    Mile

    1. Francesca P.

      9 luglio 2018 at 20:42

      Sempre… anima e cuore, vicini e insieme, fanno muovere la mente che pensa, il dito che frulla e la bocca che assaggia e gusta tutto! 🙂
      Un abbraccio a te!

  • Elena Levati

    11 luglio 2018 at 7:04

    Meravigliosa!
    Tu, la ricetta, l’idea che mi fa impazzire di felicità al solo nominarla, le foto, la tua vita (lità), i tuoi punti-ni
    Sei tu l’estate: ce l’hai dentro e durante tutto l’anno la metti nei tuoi piatti e nelle tue immagini facendo passare sempre tutto dai tuoi occhioni azzurro cielo che sono l’estate più pura che io abbia mai visto!

    1. Francesca P.

      11 luglio 2018 at 19:27

      … meraviglioso è ciò che (mi) dici, Elena! Portare dentro e negli occhi l’estate, personificare questa stagione… per una nata il 4 agosto è un ballo sfrenato allegro e di gioia! 🙂 Noi poi ci siamo incontrate proprio in agosto, nel suo apice… l’estate ci strizza l’occhiolino! E se io la ho nello sguardo, tu ce l’hai nel sorriso… siamo una bella coppia, no? 🙂
      Un abbraccio forte e rotondo come questa tazza, anche al tuo tesoro biondo come il sole!

  • saltandoinpadella

    11 luglio 2018 at 15:57

    Confesso di non essere una profonda e intima liaison con l’estate. Probabilmente perchè non riesco a viverla come e dove vorrei. In mezzo a prati, boschi, cieli azzurri, profumi che ti invadono. Ne vivo sempre il lato peggiore, il caldo, il torrido, l’afa. Invece adoro la primavera, lo sbocciare, il risveglio, amo anche il suo lato pazzerello e mutevole, mi piace quando fa la capricciosa. Ma c’è una cosa che amo alla follia dell’estate e sono le cicale. Mi ricordano quando ero piccolina e andavo in campagna a trovare mia nonna. lei aveva un grande albero di tiglio che ci riparava amorevolmente dal sole. Era stupendo trascorrere il pomeriggio all’ombra di quel grande albero. E il canto delle cicale era così intenso eppure dolce e amorevole.
    Il giallo però è sempre stato il mio colore preferito e questo gazpacho è davvero un inno ai colori, alla natura, all’energia. Con questi puntini verdi e rossi che salutano maliziosamente.

    1. Francesca P.

      11 luglio 2018 at 19:35

      Anche qui riesco a sentire le cicale, sai? Perchè abito vicino ad un parco grande (quello dove ho trovato i fiori d’acacia, per intenderci!) e si vede che vi abitano insieme a scoiattoli, pappagalli verdi e gabbiani… sì, dico davvero, qui abbiamo di tutto un po’, ahaha!
      Le cicale sono l’estate… quando si zittiscono, le farei ricominciare! Il tuo ricordo mi ha intenerito, perchè sono sempre certi dettagli affettivi che si incollano alla mente, ai ricordi e alla pelle, facendoci amare le cose… io credo di amare l’estate perchè l’ho sempre vissuta con piacere, fin da bambina, la lego ad eventi belli, all’euforia della partenza, alle vacanze tanto sognate, al mare finalmente da ritrovare, ai batticuori tipici di questa stagione…
      Sai quanto ami frullare, le vellutate invernali si trasformano adesso in gazpachi di ogni tipo, giocare coi colori resta uno dei divertimenti per me più grandi, quando cucino! 🙂

  • Tatiana

    11 luglio 2018 at 16:05

    Dopo qualche tentativo timido e goffo ho iniziato anch’io a ritrovarmi nella mia estate, un po’ fatica perché è diversa dalle altre, instabile e pazzerella, ma alla fine ho iniziato a comprenderla prendendo ciò che mi dà e approfittando del sole quando posso, della pioggia per riposare e nuotando senza sosta anche con il mare che riflette il nero del cielo e tutto sommato mi piace anche così… perché che ne facciamo di un’estate come le altre? Troppo semplice, meglio lasciarsi trasportare dalle follie del tempo che cambia ogni mezza giornata 🙂
    Ora abbandono il mare per un po’ e scaldo i motori verso nuove avventure alsaziane e provenzali, chissà quale estate mi attenderà…
    Ci vediamo tra le spighe di lavanda!

    1. Francesca P.

      11 luglio 2018 at 19:53

      Anche le estati si devono diversificare, è giusto che ognuna abbia le sue peculiarità e i suoi tocchi originali… 🙂 Il cielo in tempesta sul mare di Trieste deve avere un fascino pazzesco… l’importante è che dopo vinca il sole, come vale anche nella vita! E mi pare che sia così, no?! In Provenza poi sarai baciata dal sole sempre e quello sì che è un sole speciale… ah, sospiro solo a ricordare la meraviglia e la poesia dei posti in cui andrai! Vedrò le foto su IG, mi raccomando impegnati, ahaha! 😀 Fai il pieno di lavanda, di crepes, di croissant, di respiri profondi, di aria pura, di attimi sereni… fai ampie scorte che serviranno al ritorno e un’estate trascorsa lì non può che lasciare un segno bello e positivo… mi darai conferma! 😉
      Buon viaggio!

  • zia Consu

    11 luglio 2018 at 17:43

    Ciao Franci, passo veloce veloce per gustarmi il sole che hai messo in quella tazza e lasciarti un bacino da parte del mio piccolo Vasco ❤️

    1. Francesca P.

      11 luglio 2018 at 19:55

      La tua prima estate con lui, il sole lo stringi tra le braccia… 🙂 E io volentieri ti fornisco anche una versione da mangiare, così ci sono energia e giallo ovunque!

  • Sara

    11 luglio 2018 at 18:41

    Se dovessi scegliere tra primavera ed estate mi troverei in seria difficoltà! Amo entrambe per diverse ragioni e non riuscirei ad escludere l’una per l’altra. Le aspetto ogni anno con trepidante attesa e vorrei non finissero mai.. Ma oggi si parla dell’estate e quindi l’ode è tutta per lei… Per i suoi pomeriggi lenti e sonnolenti, per le serate lunghe e luminose… Per i suoi sapori e i suoi colori e per i temporali improvvisi che profumano l’aria di terra bagnata! (Quanto amo questo profumo!). Per le notti passate a contemplare le stelle, magari in riva al mare, ma anche sul balcone, ad ascoltare i rumori ovattati che il vento, finalmente fresco, ci porta all’orecchio…
    Buona serata cara Francesca e grazie per le sensazioni che mi risvegli.

    1. Francesca P.

      11 luglio 2018 at 20:00

      L’estate risveglia queste sensazioni e guida le mie mani quando scrivo… 🙂 Ogni anno l’aspetto con lo stesso entusiasmo, al di là di cosa poi accada, sono felice del solo fatto di ritrovarla e di viverla… qualcosa mi insegna sempre e sempre qualcosa mi lascia, tra le mani, come sabbia… la trovo preziosa perchè abbiamo più tempo per noi stesse e tutto si rallenta, non conta tanto se si parte o meno o dove si vada, secondo me è uno status mentale ed è importante come la “sentiamo” dentro… certo, muoversi e cambiare aria permette uno svago in più, non lo nego… il mio conto alla rovescia per le ferie è iniziato e cosa farò lo vedrai su IG! 🙂 Una parte del bistrot, in fondo, viene via con me e ci sono sempre sedie per le persone più affezionate!
      Grazie a te, Sara!

  • ipasticciditerry

    13 luglio 2018 at 18:28

    Pensa che io, se dovessi associarti a una stagione, sarebbe proprio l’estate … solare, gioiosa, piena di colori, con il bianco che abbaglia. Così ti vedo io. E immaginarti tra le mie colline mi ha emozionato. La Brianza è bellissima e la zona di Montevecchia con il suo parco del Curone io la porto nel cuore, fa parte di me. Anche adesso, mentre ti scrivo, basta alzare lo sguardo e il Santuario di Montevecchia è qui, di fronte a me. Spero la prossima volta che verrai, riuscirai ad avvisarmi per tempo, in modo che ti raggiungo anche solo per un abbraccio. So già che sarà bellissimo. Io adoro l’estate, come avrai già capito, forse è la mia stagione preferita. Forse anche perchè qui, sulle mie colline, non è mai troppo intenso e sono rare le sere che si rimane con le finestre aperte per il troppo caldo. A una certa ora si chiudono le finestre e si riaprono al mattino, per lasciar entrare il fresco e con le finestre di casa si insegue l’ombra, per godere questo fresco per tutta la giornata. Questa ricetta la proverò di sicuro, adoro i peperoni, così come tutta la verdura e la frutta estiva e ne immagino anche tutto il sapore. Buon fine settimana dolce Fra, una carezza a chi sai tu.

    1. Francesca P.

      15 luglio 2018 at 16:04

      Credo ci sia una correlazione tra la nostra data di nascita e l’amore per una stagione preferita… ci scorre un po’ dentro, la portiamo in noi in modo inconscio, è l’origine! Una nata il 4 agosto alle 13 15 non può che amare il sole, il mangiare, il mese più bollente e i colori caldi, declinati in tutte le sfumature, dalle più delicate alle più tenui… sono contenta che l’idea che hai di me rispecchi tutto ciò e aspetterò la conferma quando ci vedremo, magari sedute al tavolino della cascina Galbusera nera, in cui ho lasciato gli occhi… 🙂 Abiti in una zona splendida, in una campagna che ricorda tantissimo quella provenzale, in cui batte un pezzo del mio cuore… ero curiosa di vedere la Brianza per l’amicizia che ho con Manuela, ora inquadro tutto meglio e ho scoperto una parte d’Italia nordica che è proprio nelle mie corde! Te l’ho mai detto che io e la Lombardia abbiamo da sempre un filo rosso particolare, che questa regione torna spesso nella mia vita e che, gira che ti rigira, finisco alla fine ogni volta lì? 🙂

      1. Ipasticciditerry

        16 luglio 2018 at 15:39

        No, non lo sapevo che avevi questo legame con la Lombardia. La prossima volta ci conto che tu mi avvisi. Si, anche io adoro le mie colline e i miei campi. Mi piacerebbe solo avere un periodo di caldo un po’ più lungo, rispetto agli ultimi anni.

  • Claudia

    14 luglio 2018 at 9:44

    Ti ho letta già da qualche giorno, rapita dal giallo sole di questo gazpacho…invitante davvero, lo proverò quando troverò i primi peperoni gialli! Mi fa sorridere che parli di Manuela e poi ci siano fiori di erba cipollina nella ricetta: dopo aver iniziato a leggere il suo libro, seduta al tavolino di un bar, sono uscita e ne ho comprata una piantina dal vivaio di fronte. Sono passati un paio di mesi, l’ho travasata e si è espansa un bel po’, aspetto i fiori…ma non arrivano mai!! Vediamo se mi porti fortuna 🙂 Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      15 luglio 2018 at 16:08

      Tutte le volte che cucino qualcosa di giallo e mi faccio sedurre – e rapire – da questo colore, mi domando come mai adori metterlo in tavola, guardarlo e fotografarlo ma non indossarlo… forse perchè, se lo facessi, mi sentirei proprio un peperone, ahaha! Con il verde però è diverso e lo sai… mi trasformo volentieri in erba cipollina e mi vesto anche a fiori! 🙂 Per farli arrivare alla tua piantina, proviamo a fare la danza dei boccioli, come si fa con la pioggia?!

  • Melania

    14 luglio 2018 at 15:03

    Negli ultimi anni l’apprezzo di più, l’estate. Ne amo i contorni, i colori accesi e decisi, le sfumature di un giorno che volge al termine lasciando spazio al nuovo.
    Mi piace perché è come se, tutto rallentasse e noi con essa seguiamo quella scia fatta di lentezza e leggerezza. È un po’ come ritrovarsi (per me), riscoprire tempo per se stessi, donarsi e concedersi la possibilità che il nuovo entri nella nostra vita. È un turbinio di sensazioni fresche, di sapori intensi che aspettiamo tutto l’anno, di scorte che custodiamo gelosamente. Del sole che scalda la pelle, del vento che la sera l’accarezza, della pioggia improvvisa, degli occhi che hanno costantemente voglia di riempirsi di cose belle. Non potevi scegliere colore (e piatto) più buono per accoglierla.

    1. Francesca P.

      15 luglio 2018 at 16:14

      Sono di parte, io posso solo parlare bene dell’estate e fare una lunga lista di tutte le cose che amo e che aspetto ogni anno con ansia, senza cambiare idea… 🙂 Come non amare una stagione che porta tempo, lentezza e pause dalla solita routine? Come non lasciarsi travolgere dall’euforia per un viaggio, una partenza, una meta sognata? Come non apprezzare la luce che dura tanto, gli aperitivi al tramonto e la bellezza di stare la sera all’aperto? Come non sentire addosso la leggerezza tipica che provavamo anche da ragazzine, con la fine della scuola? Potrei continuare l’elenco, ma altri punti li hai (de)scritti tu… 🙂

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