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QUEL “TOC TAC” INCONFONDIBILE

C’era un tavolo, tondo. Una luce soffusa. Una ciotola di plastica, gialla, un po’ rigata.

C’era un sacchetto, di carta stropicciata. C’erano mani pazienti, che non avevano fretta. C’erano pomeriggi silenziosi o sere lente. C’erano gesti, precisi, sicuri. Come un rito, qualcosa che si sa e si torna a fare, in modo ripetuto ma non stanco.  (altro…)


CERCARE SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE I COLORI

A volte la vedo di spalle, seduta alla scrivania, con i capelli sciolti e il maglione celeste, intenta a scrivere su uno dei tanti diari, immersa nel suo mondo di parole e prime scoperte, da raccontare a se stessa fermando tutto sulla pagina. (altro…)


LE STELLE DEL MIO CIELO HANNO IL GUSTO DI LIMONE

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Sono parole da sfogliare, i petali dei fiori. Attaccati da un filo sottile, delicatissimo. Se sai accarezzarli, non cadono. Restano lì, come vite sospese, fragili, ma che non vogliono perdersi. Non del tutto. Non ancora.  (altro…)


E SE FOSSI UN MACCHERONE?

.

Siamo tutti un po’ pastasciutta, ognuno con il suo formato,
le sue caratteristiche, il proprio taglio. State ridendo? Vi mostrerò quanto ancora una volta cibo e
vita siano vicini…

Quando i pensieri sono aggrovigliati come un nido di rondine,
diventiamo dei fusilli. Contorti, ripiegati su noi stessi, giriamo a vuoto come
viti da stringere o da togliere.

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UN FIOR DI SORPRESA

Le
giornate a volte mi sembrano una combinazione di incastri da trovare come
quando mi incaponivo con il cubo di Rubik e restava fuori sempre la casella
verde, oppure quando provavo a finire quei puzzle da 2000 pezzi con mia nonna che
mi diceva “Inizia dai bordi, che è più facile”. Mi piaceva farli seduta per
terra oppure sul tavolo tondo marrone dove si mangiava, che mia madre ha sempre
tenuto – e tiene ancora – in parte apparecchiato, con i bicchieri, l’oliera e
l’acqua (e i sottopentola sulla quarta sedia vuota, così all’occorrenza sono
subito pronti).

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FORSE MI TROVO

 

Tra le
scatole che contengono i vecchi giochi, come il trenino di legno con il
cordoncino un po’ consumato, la girandola dagli spicchi colorati, il labirinto
in cui la pallina d’acciaio cadeva in buca puntualmente alla seconda curva, il
piccolo videogioco in cui Snoopy giocava a tennis sull’albero.

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PER NON DIMENTICARE

La cucina
non è solo una delle stanze della casa, è la nostra stanza.
Ci passa
tanta vita dentro.
Ogni
gesto rappresenta qualcosa.
Ci rappresenta.

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AFFEZIONARSI

Ho un
rapporto sentimentale con ciò che mi
piace.
Non uso
mediazioni, non ho mezze misure.
Mi lascio
andare.
Mi
affeziono.

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BENVENUTO RAGGIO DI SOLE

Sono
cresciuta con la musica e soprattutto con le parole dei cantautori. De
Gregori, Guccini, Dalla, De Andrè, Conte, Vecchioni. I miei preferiti erano e
sono Guccini per la sua struggente malinconia (Sara, so che mi capisci) e De
Gregori per la leggerezza e la poesia. Le loro canzoni hanno fatto da colonna
sonora a tanti viaggi in macchina, quand’ero bambina. Alcune cassette (uno
degli oggetti vintage per eccellenza che mi mancano e la modernità ha
inghiottito) le abbiamo letteralmente consumate, le ascoltavamo in
continuazione e le sapevo tutte a memoria. Mi piaceva la pausa tra il lato A e
il lato B. Come prendere respiro.

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I MIEI PRIMI 30 GIORNI (DI BLOG)

Io sono una donna che fa bilanci (che sale meno sulla bilancia). Che ad
un certo punto si ferma, si guarda indietro, tira le somme e tiene i conti pur
avendo sempre avuto 4 in
matematica.

Sono una fan dei “mesiversari”. Vivere il “mesiversario” mi piace perché c’è
il gusto dell’attesa. Si fa il conto alla rovescia. Come quando si avvicina un
viaggio e fai la valigia quasi una settimana prima (per me è un
classico…), o quando prenoti in anticipo un treno con lo sconto che sai ti farà
riabbracciare qualcuno con cui ti piace addormentarti, svegliarti e fare
pure colazione. Come quando aspetti il giorno delle ferie e scalpiti, o quando
ti stai per togliere il peso dell’esame della patente o della laurea. 


Oggi, con voi, festeggio il primo mese del blog. E’ poco, lo so, ma a me
già sembra tantissimo. Ripenso a quando mi balenò l’idea di aprirlo. A quando
la scacciai, credendo di non farcela. A quando un sabato piovoso casalingo
invece mi feci coraggio e decisi il nome, iscrivendomi a Blogger. A quando contattai
Cristina per disegnare il template, alle indecisioni praticamente su tutto. E
immagina-monta-rismonta-cambia-valuta-non essere la solita precisina
esigente-chiedi pareri alle amiche-che casino adesso che ho più pareri, non so
a chi dare retta.

Poi…
tutto ha preso forma e il colore giusto e sono qui, a quota 8 ricette (con
questa 9) e più di 100 persone che mi seguono. 
Già, le persone. Per me sono il
sale grosso sulla tagliata di manzo, la spolverata di cacao finale sul
tiramisù, l’aglio che sfrigola nell’olio caldo, i pinoli nello strudel, il
curry con il riso basmati, i pachini sulla bruschetta appena fatta.
Indispensabili. Irrinunciabili.
Senza lo
scambio di parole un blog sarebbe come una stanza vuota e fredda. I commenti
sono guida, stimolo, piacere. Perché ti fanno capire se stai andando nella
giusta direzione, perché ti gratificano, perché a volte permettono di fare il
salto dal monitor alla-vita-vera, se scattano intese e sintonie. E quindi
grazie ad ognuno di voi che è passato di qui, che si è soffermato a leggere,
che mi ha mostrato il suo entusiasmo, che si è incuriosito, che mi ha
incoraggiato, che mi ha strappato un sorriso. Apprezzo e assorbo tutto, come il
pan di spagna.
Avrei voluto postare una ricetta pasquale, magari una super
pastiera o una colomba pronta a spiccare il volo, ma non mi sono sentita
all’altezza e ho ripiegato per una crema fresca (e leggera, senza burro o
panna) in cui il cucchiaino affonda senza resistenza e con le more che sembrano
delle piccole barche che navigano nel mare giallo. E mescolando e frullando, tra chiare
montate, farina setacciata e nocciole tritate, un mese di cammino è già
passato…
CREMA AL LIMONE CON COCCO E MORE
Ingredienti
per 4 persone:
500 ml di
latte
100 gr di
cocco grattugiato
4 tuorli
30 gr di fecola di patate o maizena o farina
100 gr di zucchero semolato
Scorza di
limone
more (per decorare)
Scaldate in
un pentolino il latte con il cocco grattugiato. Quando
sarà caldo, togliete dal fuoco e fate intiepidire. In un altro pentolino, con
una frusta elettrica lavorate i tuorli con lo zucchero, poi aggiungete la
fecola di patate (o la maizena o la farina), la scorza del limone e infine il
latte, poco alla volta, mescolando. Mettete il pentolino sul fuoco e cuocete a
fiamma dolce mescolando in continuazione, fino a raggiungere la densità
desiderata. Chi preferisce, può anche usare la cottura a bagnomaria. 
Togliete dal fuoco e, continuando a mescolare, lasciate raffreddare.
Versate la crema in coppette o tazze, spolverate con il cocco a scaglie e
decorate con le more.   

E già che ci sono, BUONA PASQUA A TUTTI! 

Con questa ricetta partecipo al contest “Color food” del blog Fior di rosmarino