PIÙ HYGGE CHE MAI

6 maggio 2018Francesca P.
Blog post

Il bello del quotidiano, vissuto senza frenesia. La bellezza, che passa attraverso piccole – ma importanti – cose e buone abitudini, che diventano dei veri e propri rituali di bene(ssere). Personale, in primis. Ma anche da regalare, da offrire e da condividere. 

Lo stare insieme, inuncertomodo. Il calore, della fiamma ma soprattutto umano.

Concentrarsi sull’oggi, su quello che abbiamo e possiamo avere, in quest’istante. Non angosciarci per il futuro, ha peso quello che sappiamo e facciamo ora. Concretamente.

Nutrire l’anima. Ricordarci di lei. Accarezzarla, perchè ne ha (sempre) bisogno.

Il pensiero positivo. Il bicchiere pieno e non vuoto. La forza delle gambe, quando si rialzano. Il lancio e lo slancio.

I piaceri, intorno a noi. Cercarli e goder(se)li. Il tempo che prendiamo e spendiamo. Che scegliamo. Trovare il modo, inventarsi i modi. Quel poco che basta, che è tanto.

Il cibo, che accompagna e conforta. L’amore per il mangiare, che parte dalla base: il prepararlo con passione.

La nostra casa, la sicurezza. L’arredamento, che ci somiglia. L’odore unico del legno. I punti di luce, i giochi di luce e le strade di luce, disegnate dalle candele. La giusta atmosfera.

Respirare.

Respirare.

Respirare.

Più piano.

La serenità, che non è scontata nè facile da raggiungere: ma si può costruire, giorno per giorno. Stimolare. Plasmare. Creare.

Tutto questo – ma anche molto altro – è hygge: un termine danese che è diventato ormai una filosofia di vita e persino un “metodo”, espandendosi oltre i confini e conquistando sempre più persone. Me compresa: mi sento più hygge che mai.

In sintesi, significa “vita rilassata”. E fa rima con stare bene, nella valenza più pura. Suggerisce come valorizzare e apprezzare tanti aspetti del nostro presente, senza formule magiche o salti mortali: è tutto qui, a portata di mani, di occhi e di pancia. Tirare fuori il meglio da ogni situazione. Tutto possibile, tutto realizzabile.

Una volta abbracciato, l’hygge non si molla più. Anzi, non ci molla più: perchè entra a far parte di noi. Avviene un “click”, interno: scatta la voglia di volerci bene. Anche così.

Il vento del Nord continua a parlarmi e ha sempre una storia nuova da dirmi. Stavolta, però, ha voluto che fossi io a raccontare a voi questa breve storia nordica, magari per incuriosire chi la conosce appena (o non la conosce affatto) e per divulgare quelle che non sono regole e quelli che non sono precetti: sono soltanto consigli, suggerimenti e (s)punti di una lista preziosa, da tenere in tasca.

Sono mesi che cullo questo post, sul foglio. Adesso è arrivata l’ispirazione adatta, grazie ad un libro che è già tra i miei preferiti: “Scandikitchen, dolci hygge” di Bronte Aurell. Le sue pagine mi hanno incantato, si lasciano gustare a fondo e… profumano tanto, proprio come questo dolce che ho scelto come prima ricetta da provare.

O forse è lui ad aver scelto me… perchè le cose che ci ispirano ci trovano, quando sappiamo accoglierle.

 

BLONDIE CON LAVANDA E LIMONE

 

225 g di farina 0

150 g di burro

170 g di cioccolato bianco tritato

1 cucchiaino di lievito per dolci

Un pizzico di sale

Fiori secchi di lavanda per uso alimentare (q.b.)

170 g di zucchero di canna chiaro + 2 cucchiai

2 uova

Scorza di limone

Granella di mandorle (a piacere)

Zucchero a velo (per decorare)

Panna acida (facoltativo)

 

Preriscaldate il forno a 180° C.

Fondete il burro e poi fatelo raffreddare leggermente.

Setacciate la farina, il lievito e il sale in una ciotola. Aggiungete lo zucchero alla lavanda, che io ho preparato così: in un mortaio, pestate 2 cucchiai di zucchero e qualche fiore di lavanda. Potete usare anche un macinaspezie o il robot da cucina.

In un’altra ciotola, mescolate lo zucchero e il burro fuso. Unite le uova e la scorza di limone, mescolando fino a ottenere un composto liscio. Incorporate la farina e gli altri ingredienti secchi, poi il cioccolato bianco e le mandorle. Amalgamate (il composto risulterà piuttosto denso) e versate nella tortiera, oliata o imburrata. Livellate la superficie con una spatola.

Infornate per 20-25 minuti, facendo attenzione alla cottura: la superficie deve essere dorata, ma il centro del dolce deve restare un po’ morbido.

Fate raffreddare prima di servire, decorando, se volete, con zucchero a velo e/o panna acida, granella di mandorle, fiori di lavanda e zest di limone.

*Ho apportato qualche modifica, alla ricetta: nella versione originale, vengono usati 200 g di zucchero, 200 g di cioccolato bianco e 1 tuorlo in più.

** In sostituzione della tavoletta di cioccolato da tritare, potete usare anche le gocce di cioccolato.

 

38 Comments

  • zia Consu

    6 maggio 2018 at 20:16

    Non conoscevo il termine ma ti confesso che da quasi 9 mesi è diventata la mia filosofia di vita..godermi ogni piccolo istante, cercando sempre il lato positivo, respirando con lentezza..ti assicuro che è stata una vera rinascita e presto seguirà una nascita in tutti i sensi 😛
    Vado a curiosare questo libro che già so mi farà innamorare ma non prima di aver assaggiato un po’ del tuo dall’aspetto candido e goloso!
    Buona settimana <3

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 0:35

      Dopo aver scoperto questa parola e cosa significa, mi sono detta che io sono sempre stata “hygge inside” e già vivevo in questo solco! Col tempo è diventato sempre più naturale, qualcosa che neanche devo decidere o pilotare, viene tutto spontaneo… quando assapori sensazioni positive e cose che fanno bene, le tieni strette e le alimenti! Proprio come è accaduto anche a te in questi mesi ed è bello che la tua pancia abbia respirato calma e quiete… una vita che inizia col ritmo e gli esempi giusti! 🙂

  • emanuela

    6 maggio 2018 at 20:35

    Respira…. piano…. per prendere tutta l’aria.. riempi i polmoni,fatti attraversare dal respiro.. seguilo…segui il suo percorso, dalle narici fino la pancia e poi in tutte le parti del corpo…
    questo è il mio esercizio di yoga che faccio prima della lezione… l’ultima volta abbiamo fatto un lavoro bello sul respiro…abbiamo lavorato sul legame tra le mani ed il respiro, anzi sulle dita, sul come posizionando le dita in un certo modo il respiro si concentri di più nel petto o nell’addome ed è stato bellissimo.. come bellissimo è lasciar trascorrere il tempo ed assaporarlo.. “trovare il mo(n)do” “inventarsi i mo(n)di”….
    Credo che se ognuno di noi fosse un pochino più hygge sarebbe tutto molto molto molto migliore di così… (non credo sia corretto in italiano, ma “molto migliore” rende più l’idea…perchè migliore è un qualcosa di bello di vero, di vivo..è più di pancia rispetto a “molto meglio”.
    E’ quello che auguro a me stessa da un po’; anche nel periodo più nero, dove non vedevo la via d’uscita, nei miei sogni c’era un posto così, tranquillo, sereno dove poter essere quella che sono, respirare l’aria aprendo una finestra, ascoltare una pentola bollire piano sul fuoco, uscire per acquistare il pane dal fornaio… un po’ come Belle de “La Bella e la Bestia”.. Era romantico magari, sognante …. però mi ha tenuta VIVA….
    Forse è per questo che faccio cose inconsuete ed inusuali, tipo l’uncinetto o il ricamo, le confetture … forse è per questo che mi emoziono aprendo un barattolo di composta di mele, o tagliando del pane e portandolo istintivamente al naso ed inspirare forte per sentirlo in tutta la sua bontà e bellezza e pienezza di vita….o anche solo fondendo il cioccolato a bagnomaria e stare li sopra a mo’ di suffumigi…
    Forse è per questo che preferisco un campo di erbe selvatiche alle vetrine degli abiti…
    Forse è perchè dentro lo sono un pochino hygge..anche se non conosco nulla di questa “filosofia” di vita nordica..
    E credo anche che, piano piano, ce la possiamo fare anche senza trasferirci in Danimarca ad essere hygge, anche qui nella nostra frenesia quotidiana…
    Mi sa che sto libro lo piglio…
    grazie Fra..
    Ah..me sa che faccio pure la ricetta.. hihihi..
    ah.. credo anche che tu la tua mattonella te la sia scelta benissimo e bellissima… <3
    con affetto sincero e molto hygge.
    Manu

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 0:53

      Il respiro è fondamentale, l’ho imparato da un po’ di tempo a questa parte! Non ho mai fatto yoga, ma pratico degli esercizi che mi sono stati insegnati e la respirazione addominale ha davvero un bel potere rilassante, per (s)caricarsi e soffiare via tante cose! Anche questo è molto hygge, perchè è sempre un prendersi cura di noi… un mettere al centro il nostro equilibrio psicofisico, un lavoro interiore che scava, scava, scava… e porta quel bene(ssere) che tanto desideriamo. Che è racchiuso in ogni piccola azione che ci allarga i polmoni, gli occhi e le vene… e tu hai fatto un elenco di cose semplici ma piene di valore, gesti quotidiani che confortano e “calmano”, che appagano e che riempiono… e che scaldano. La fiamma deve restare sempre viva, sempre accesa… e quei mo(n)di sono perfetti per alimentarla, mo(n)di che ognuno sceglie liberamente, ascoltandosi… e sentendo, quando qualcosa fa bene. E se fa bene, va fatto e rifatto, ancora e ancora…
      Dovresti farmi qualche lezione di uncinetto, ho solo un’infarinatura generale data da mia nonna, quando ero bambina e mi ero cimentata! 🙂 Se vuoi, ricambio con “sedute” di “hygge mood”, sto diventando sempre più esperta, ehehe! Questo libro cala bene nell’atmosfera, ha ricette interessanti e curiose, morbide e croccanti, innevate di bianco ma anche colorate… insomma, ce n’è per tutti i gusti! E le foto, ah, le foto… si lascia mangiare tutto già con lo sguardo! Se rifarai la ricetta come spero, lasciati avvolgere dal profumo della lavanda e da quello del limone… e anche l’aria che respirerai sarà più buona! 🙂

  • Silvia

    7 maggio 2018 at 7:59

    Ho conosciuto alcuni anni fa questa parola, me ne parló proprio una donna danese che conosco! Per loro è un tutt’uno con la loro cultura e le loro tradizioni, è qualcosa che è intrinseco nelle cose. Mi piacerebbe leggere un libro, li ho sempre visti sugli scaffali delle librerie, ma chissà perché li sfogliavo e li rimettevo al loro posto. Ma forse il perché lo conosco. Avevi ragione, il tuo post è il lato positivo di quel salto che si ha avuto il coraggio di fare, perché dall’altra parte potrebbe essere meglio! La serenità la reputo una conquista, è come partire dal basso e arrivare in cima, il modo in cui si affronta il percorso è fondamentale. La vedo anche se non riesco a toccarla…chissà magari è la volta buona che un libro sulla hygge lo leggo anche Io! Questa tortina è delicata, mi piace molto! Profuma come sempre di cose belle! Buona settimana Franci 😘

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 16:35

      Se conosci una donna danese, fatti fare un corso accelerato di “hyggetudine” e prendi appunti, così me li passi anche, ahaha! Ho ricevuto un primo libro in regalo a Natale, che è andato a soddisfare alcune curiosità che già mi erano nate, da amante delle atmosfere nordiche… poi ho deciso di acquistare anche questo secondo libro, che contiene solo ricette e ho preso a istinto, solo vedendo qualche foto… e devo dire che l’istinto, anche in questo caso, è stato un ottimo suggeritore! Vengono gli occhi a cuoricino, ad ogni pagina… quando ti sentirai pronta, io ti consiglio di avvicinarti a qualche lettura, perchè scoprirai quanto certe cose, pur se partono da lontano, possono essere molto vicine a noi… e a te! Come per quel lancio e per quel saltello, a volte basta solo un aiuto, una piccola spinta, un incoraggiamento, una mano tesa che ti sprona all’azione… secondo me, sei in questa fase tu! 😉 Il momento del toccare arriverà… come step successivo, naturale. Come canta Samuel, “sono cambiamenti solo se spaventano”… che sia benedetta anche la paura, dunque, perchè è il segnale che qualcosa di bello dopo accadrà… 🙂

  • Cristina

    7 maggio 2018 at 9:20

    Ieri, mentre scattavo una foto delle mie (libri, fiori e bianco) sentivo che mancava qualcosa alla composizione.. la guardavo, mi piaceva ma non del tutto: ho capito dopo un po’ che alla foto mancava l’atmosfera, ho preso una candelina e l’ho accesa, aggiungendola al piccolo set. È stato un gesto molto hygge, un atto che ha dato immediatamente un calore e un valore diverso al tutto! Conosco questa filosofia di vita che invita a godere dei piccoli piacere, del qui e ora e mi piace moltissimo; descritto dalle tue parole mi piace anche di più 🙂
    Buona settimana Fra!

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 16:43

      L’atmosfera conta tanto… è qualcosa di impalpabile ma si percepisce, come un aroma leggero, avvolgente. E’ quello che cattura e affascina, quello che ci fa sentire a nostro agio in un preciso contesto, quel “quid” in più che un posto emana, che sia una stanza, un locale, o un paese… o persino una persona e un abbraccio! 🙂 Le candele le ho sempre amate e comprate, ma le accendevo meno spesso, tenendole più come parte integrante dell’arredamento, per la loro bellezza… beh, da quando invece una o più fiammelle illuminano delicatamente il salotto, è come se insieme al fumo salisse nell’aria qualcosa che fa calmare e rilassare… la magia dell’hygge e del calore! Ora che so di questa passione comune, ho un’idea su cosa regalarti… 🙂

  • Anna

    7 maggio 2018 at 10:42

    In effetti, a ben pensarci, ogni cosa è hygge qui…
    Tutto rispecchia questa filosofia di vita.
    Le foto trasmettono luce e calma e pacatezza, mentre le parole scivolano leggere e morbide, ad avvolgere e riscaldare.
    Si respira un’aria di pulito, di carezze per l’anima, di pensieri positivi che si propagano… da lì a qui, a noi che torniamo ogni volta a tuffarci in un angolo sereno.
    Si percepisce davvero questo tuo essere hygge, un vestito che ti calza a pennello…
    Io, invece, ci devo ancora lavorare, talvolta (spesso…) mi perdo per strada lasciando che i “casini” abbiano il sopravvento…

    Buona settimana, Francesca, allungo la mano e afferro un morbido quadrotto… no, facciamo due o tre, che tu sei generosa dentro 😊
    Anna

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 16:51

      Sì, lo è, è vero… il bello è che non sapevo, tempo fa, che esistesse una parola che racchiudesse quelle che sono mie naturali e istintive inclinazioni! Sai che non credo alla casualità degli incontri, di qualsiasi natura… ogni cosa e persona viene (d)a noi per un motivo, che sia per rivelare, insegnare o mostrare qualcosa… ecco, il vento del Nord e la filosofia hygge era nel mio destino, era tutto già scritto… dovevo aspettare solo il momento della stretta di mano, del contatto, dell’aggancio… 🙂
      Amo vivere immersa in queste cose… e amo trasmetterle. Qui, posso. Qui, questa parte di me si esprime al meglio, liberaMente. Qui, possiamo fermarci e rallentare. E mettere in un angolo quelli che tu chiami “casini”, che non possiamo evitare o saltare, ma possiamo contrastare con l’arma più efficace: ricordarci di noi (stesse).
      Prendi tutti i quadrotti che vuoi… sono generosa con chi lo merita, quindi con te sì! 🙂

  • Sara

    7 maggio 2018 at 17:29

    Questo post, Francesca, arriva proprio in una giornata in cui gli eventi mi stanno sopraffacendo e sto lottando per tenere la testa fuori dall’acqua… ma credo che sia più appropriato dire che mi sto facendo sopraffare… Ho davvero bisogno di cambiare rotta o la mia integrità mentale sarà compromessa! Ho letto che esistono numerose pubblicazioni riguardo questo modo di vivere che mi affascina molto. Pensi che leggere qualche libro possa aiutarmi ad intraprendere questa strada? Hai qualche titolo da consigliarmi? Un abbraccio

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 18:25

      Sara, allora oggi serve doppio tagliere di blondie… e servono anche tante candele accese, la sera, per salutare la giornata faticosa! A volte è impossibile combattere contro impegni e ritmi serrati, ma se si riesce poi a stemperare, a controbilanciare con piccoli ma concreti gesti efficaci… questo “metodo” ne propone vari, nulla di straordinario o che non conosciamo già, si tratta solo di metterlo in pratica, di farci caso! Uno dei libri più noti è “La via danese alla felicità”, che da un certo momento in poi ha spopolato anche nelle foto di Instagram! Io invece ho “La felicità con il metodo hygge”, oltre al libro di ricette citato nel post… se vai su Amazon trovi tutto! Essendoti lanciata nei dolci, sai quante idee puoi trovare anche in tal senso… 😉

  • ipasticciditerry

    7 maggio 2018 at 17:59

    Ecco, sono Hygge e non lo sapevo nemmeno! A parte in questi ultimi giorni (e comunque ne ho buone motivazioni per esserlo un po’ meno) devo dire che questa, da qualche anno a questa parte, è la mia filosofia di vita. Vivi. Vivi intensamente. Guardati intorno. Sorridi. Sorridi e il mondo ti sorriderà. C’è sempre qualcosa intorno a noi che ci fa sorridere e godere … un senso di benessere si impadronisce di te e ti spinge a fare solo cose che vuoi fare. Ecco, appunto domani, devo fare una cosa che non vorrei fare ma non ho scelta. Sul dolce lo assaggerei volentieri ma non sono certa mi piacerebbe. Qualche anno fa ho assaggiato una panna cotta alla lavanda che mi ha talmente nauseata che fatico anche solo a sentire l’odore da allora. Bevo solo una tazza di buon tea, me lo prepari? Io aspetto le coccole di Tarallino e Ulisse intanto.

    1. Francesca P.

      7 maggio 2018 at 18:54

      Terry, tu mi sembri proprio così: una donna che sa l’importanza del vivere e del vivere bene, pienamente, senza farsi vincere dalle ansie, dallo stress e dalle paure… una che ha sofferto, lottato, capito tante cose sulla sua pelle e col tempo ha trovato i suoi personali modi per sorridere, per “tener botta”, per vedere il lato positivo, per darsi agli altri e alla famiglia ma senza rinunciare a sè… quanto è importante questo! Ci siamo dette già altre volte come il tempo e le esperienze sappiano insegnare tanto, se sappiamo farne tesoro… e che il crescere e il maturare hanno questo di bello: si godono meglio i giorni che abbiamo, con meno paturnie, più leggerezza e con quella saggezza in più che fa la differenza! In bocca al lupo per ciò che devi fare domani… ti aspetterò qui, a giornata conclusa, con una torta che incontri il tuo gusto anche se ti inviterei lo stesso ad assaggiare un quadrotto, perchè potresti ricrederti o stupirti! Con la lavanda è tutta questione di dose… io la uso spesso e ho imparato a usare quel “q.b.” che non disturba e anzi, fa sognare di essere subito in Provenza! 🙂

  • m4ry

    7 maggio 2018 at 19:42

    Stiamo lavorando tanto su noi stesse, sul nostro benessere, sul volerci bene, sul rispettarci, sul cullarci, sul dedicarci tempo e attenzioni, e direi che i risultati cominciano a farsi sentire. Con la forza della mente possiamo fare tanto, eccome. Il pensiero positivo è importantissimo. Io mi sento orgogliosa di me e di te. Si sente che c’è energia nuova che scorre, che fluisce e anche se sappiamo che il lavoro da fare è ancora tanto, cavoli, abbiamo fatto un bel pezzo di strada, forse la più importante e difficile. Io mi sento molto così ultimamente…proiettata su me stessa in modo costruttivo, sereno, hygge appunto 🙂 E questi blondie? Sono un incanto… Sono pieni di vita, ecco :*

    1. Francesca P.

      8 maggio 2018 at 15:02

      Le uniche armi che usiamo in questa ricerca di bene(ssere) sono la forza delle nostre mani e quella del cuore, che in fondo ci ha sempre, sempre guidate… anche sbagliando, ma se no come avremmo imparato cose importantissime, come avremmo tolto la maschera a chi l’indossa e come saremmo quelle che siamo oggi? 🙂 Dobbiamo essere orgogliose, hai ragione… “ogni buongiorno che mi devo”, canta la mia Paola Turci, ogni sorriso che ci dobbiamo, aggiungo io… ogni pezzo di strada in più, ogni consapevolezza in più, ogni conquista in più! Si sommano le esperienze e i momenti, così come i quadrotti di questo blondie che mi ha stupito al primo assaggio e che ho cercato di conservare, per assaporarlo più a lungo, ma non ho resistito… siamo fatte così, adoriamo e ci godiamo quello che ci piace assai! 🙂

  • Alice

    7 maggio 2018 at 21:53

    Di questo libro ho sentito molto parlare, ed ho pure assaggiato i Loki’s brownie, che sono da denuncia. Un po’ come questi blondies qui, ad occhio e croce 😉 Le tue parole fanno sempre riflettere, e mi fanno pensare che dovremmo dedicare più attenzione alle cose che ci fanno stare bene, ancora di più, perché non è mai abbastanza. E poi mi sono innamorata di quei vasini con i fiori viola! Un abbraccio Francesca, è sempre bello venire qui 🙂

    1. Francesca P.

      8 maggio 2018 at 15:14

      Ahaha, rido per i dolci da denuncia, perchè l’espressione rende molto l’idea! E in effetti, questi blondie lo sono… e sono anche un po’ una droga, perchè ho notato che mangiavo un paio di quadrotti e ne volevo ancora, non riuscivo a smettere, ero come calamitata o ipnotizzata o totalmente dipendente dal loro gusto, ahaha! Ma d’altronde i dolci sono dolci anche per questo… devono fare insomma il loro ruolo di dolci, fino in fondo! 🙂
      Contenta di farti riflettere, su certe questioni… sai quante riflessioni faccio, mentre pitturo le mie assi di legno! 😀 Questo tipo di riflettere non è farsi pippe mentali, ma per me è tenere la mente sveglia e attiva, in fermento, su cose importanti…
      Torna più spesso a trovarmi sul blog, perchè qui le parole sono più belle, rispetto ad Instagram! 🙂

  • Mile

    7 maggio 2018 at 22:54

    L’hygge a me fa pensare all “hic et nunc” esistenzialista e al buddismo… Ma non conosco così bene nessuno dei tre da spingermi oltre. Sì nell’affermare l’importanza del respiro, come dico spesso io “ascolta il tuo respiro” il ché è spesso arduo. Ma la consapevolezza è presupposto fondamentale.
    E indovina? Ho fatto recentemente dei biscotti alla lavanda☺️
    Afferro un tuo blondie e mi preparo x la notte 😉

    1. Francesca P.

      8 maggio 2018 at 15:19

      Sì, Mile, il concetto del “qui e adesso” è centrale ed è parente di quel “carpe diem” che tra letteratura e cinema ha scavato tanto, dentro di noi… concentrarci solo sul presente è difficile, la mente tende a tornare indietro o a correre in avanti, ma con piccoli esercizi quotidiani, se ci impegnamo, possiamo controbilanciare e goderci di più l’attimo… come se contasse solo il dolce o il piatto che prepariamo in questo istante, che abbiamo davanti agli occhi e che vuole solo essere goduto, ora! 🙂
      Allestiamo una merenda tutta a base di lavanda, ti va? Preparo anche un infuso, non ci facciamo mancare nulla!

  • Marghe

    8 maggio 2018 at 10:53

    Cos’è poi vivere se non gustare l’attimo, assaporarlo nella totalità delle sue sfumature, anche di quelle ormai talmente intrinsiche nella quotidianità da sentirle naturalemnte parte di noi e percepirle appena.
    Sottopelle non è un posto bellissimo? <3

    1. Francesca P.

      8 maggio 2018 at 15:22

      Sottopelle è un posto bellissimo, eh sì! Confortevole (e confortante), accogliente, caldo, delicato e anche sensuale… ci abita lo strato più profondo di noi, quello speciale. E connesso c’è il sottovoce, che crea proprio l’atmosfera che suggerisce il vivere hygge: tutto è soffuso e rischiarato da piccole fiamme che tremano ma non si spengono…
      Ciao Marghe, un abbraccio!

  • saltandoinpadella

    8 maggio 2018 at 21:12

    In questo periodo sono davvero tanto lontano dall’essere hugge…purtroppo! proprio ieri mi chiedevo se è veramente colpa della vita che ci condiziona, o siamo noi a crearci i condizionamenti di cui poi tanto ci lamentiamo. E’ fuori che non trovo pace o in verità è dentro?

    1. Francesca P.

      9 maggio 2018 at 15:00

      Elena, una domandina da nulla hai sollevato, ahaha! Ci sarebbe molto da dire e mi divertirei anche a parlarne, perchè potrei argomentare bene… 😀 In sintesi, penso che molto, moltissimo dipenda da noi… da come ci sentiamo, da schemi comportamentali ricorrenti, da cose – anche inconsapevoli – che ci fanno agire o muovere in un certo modo… poi, ovvio, il mondo esterno impatta su quello interno e può influire, quindi un legame tra due questi due fronti c’è! Ma se siamo centrate, se teniamo le redini e siamo presenti a noi stesse, siamo meno fili d’erba al vento e più pilotesse di sensazioni, pensieri, umori e scelte… e l’hygge può penetrare nel quotidiano e dare una mano! 🙂

      1. saltandoinpadella

        9 maggio 2018 at 21:29

        Se ci penso razionalmente credo anche io che dipenda tanto da noi. Ma devo ammettere che se ci si pensa seriamente la cosa è un tantino preoccupante. Cos’è che ci spinge a crearci dei condizionamenti?

        1. Francesca P.

          11 maggio 2018 at 14:29

          Hai alzato il tiro, con i domandoni, ahaha! La risposta, anche qui, è complessa e ci possono essere varie ragioni, non sempre e non tutte conscie… a volte la paura gioca brutti scherzi, vorremmo lanciarci e fare ma non ce la sentiamo, oppure il senso del dovere è bloccante e castrante, come se impedisse alle ali di aprirsi… mettiamo molto spesso il benessere altrui prima del nostro, hai notato? Un po’ è l’istinto materno che è tipicamente femminile, un po’ è la tendenza del “voglio aiutare tutti”, un po’ è il darsi che le anime empatiche hanno nel dna… trovare equilibrio non è facile, ma è una lotta stimolante, specialmente quando te ne rendi conto… e quando senti che qualcosa non va, come uno stridore… ascoltarsi, ecco, è fondamentale! Non far tacere le voci interiori e ricordarci che abbiamo tutto il diritto di avere spazi, tempi e abitudini hygge, senza sentirci in colpa e senza rimandare!

  • Melania

    9 maggio 2018 at 0:10

    Proprio oggi, tra una cosa e l’altra sbirciavo un appartamentino in Danimarca! E non puoi capire il mio entusiasmo di fronte a quelle casette piene di luce. Le guardavo e dicevo tra me e me: “ecco, questo angolino sarebbe perfetto per le foto” quest’altro per leggere alla sera quando arrivo da lavoro. Quei mobili essenziali, quella luce accecante, quel bianco che sembra donare pace e calma, non solo con nostro io interiore. Io, faccio il possibile per essere hyggee, ma ho imparato che è molto più sano lasciarsi condurre dalle cose, accarezzarle, accoglierle, viverle per quel che sono e non per quel che potrebbero essere.
    Tu, invece, hyggee forse lo sei da sempre. Almeno, qui, in questo tuo spazio trapela tanto questa parte di te. Ci voleva solo il termine giusto che abbracciasse tutto questo filosofia di vita.
    Parliamo invece, di questa sintonia di usare la lavanda nel dolce? Il libro c’è lho! Mi manca solo provare la ricetta:)

    1. Francesca P.

      9 maggio 2018 at 15:17

      Uno dei miei sogni, in ambito dei viaggi, è andare nei paesi nordici, quelli con le casette basse e colorate, gialle e rosse, che si affacciano sul mare… in estate, col cielo limpido, ho visto foto che mi hanno fatto letteralmente impazzire! Sono certa che amerei tutto, di certi luoghi… essendo stata a Copenaghen, so che aria si respira ma sarebbe un’esperienza ancora diversa, perchè non si tratta di stare in una grande città e c’è la dimensione più piccola e più naturale… ma certo, un appartamento anche nella metropoli mica lo disdegnerei, ahaha, passami quel sito che consultavi! 😀
      Sì, io sono hygge inside da tanto… e senza sforzi, mi viene proprio naturale. E col passare del tempo, ancor di più… sarà che quando provi sensazioni positive e capisci che alcune cose, prese in un certo modo, fanno stare bene, ti tieni stretto ogni segreto imparato e alimenti il fuoco! E pure l’uso di lavanda, perchè il suo profumo rasserena, come hai sperimentato anche tu! 🙂

  • Eli

    10 maggio 2018 at 15:08

    Dovrei ricordarmi di leggere queste parole in quelle mattine in cui mi sveglio con la testa pesante, le gambe stanche e il cuore addormentato, per ricordarmi di tutte le cose belle che ho e che sono disseminate nella giornata. Vorrei riuscire a portare sempre con me questo modo di vivere hygge, che sei riuscita a rendere così bene sotto forma di dolcetto ;-))

    1. Francesca P.

      11 maggio 2018 at 14:32

      Eli, va bene se te le faccio trovare sul tagliere, insieme a qualche quadrotto e un bel tè o caffè aromatizzato? 🙂 Abbiamo tanto per cui val la pena sorridere, bisogna solo fermarsi un attimo, rifletterci e notarlo… una presa di consapevolezza che spalanca nuove porte! Non si cancellano o evitano giornate pesanti o dure, ma vedere il bicchiere pieno e non vuoto non fa avere sete… si può bere, è tutto lì… 🙂
      Grazie del commento!

  • Claudia

    11 maggio 2018 at 9:18

    Devo dire che sono più i momenti in cui sono da tutt’altra parte, rispetto al presente, e lontana anni luce dalla vita rilassata…soprattutto in primavera! Diciamo che vado a momenti 🙂
    Con le torte però sono tutt’altro che discontinua, non mi stancano mai! Se poi mi ci metti la lavanda…
    Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      11 maggio 2018 at 14:35

      La primavera invita a zompettare fuori all’aria aperta, a essere attive, sveglie… immagino la vita in campagna che puoi avere, sarei molto operativa anch’io! Ma so che troverei anche momenti per buttarmi nel prato e nascondermi nel verde, o dietro il tronco di un albero… gambe stese, braccia sulla nuca, occhi chiusi e via… 🙂
      Che meraviglia sarebbe preparare una torta con la lavanda appena raccolta, come fossimo in Provenza… sogno, sospiro, mi incanto al solo pensiero!

  • Virginia

    11 maggio 2018 at 17:55

    Aspiro ad una vita in stile hygge ma ho ancora tanti – troppi – spigoli da limare. Non riesco a respirare profondamente nella maggior parte del tempo e tante volte sono più concentrata sul domani invece che sul qui ed ora. La filosofia hygge mi sembra un metodo che insegna a soffiare sull’ansia come se fosse la fiamma di una candela e questo sarebbe la pace dei sensi per chi, come me, alimenta quella fiamma invece di spegnerla 🙂 Ho ancora tanto da imparare ma penso che inizierò da questie blondies che, in un colpo solo, nascondono alcune delle mie cose preferite (il viola della lavanda, il sapore del limone e il cioccolato bianco, che mi fa sempre tornare bambina…) 🙂

    1. Francesca P.

      13 maggio 2018 at 18:28

      Se uno dei punti focali di questa filosofia è il non avere fretta, prenditi tutto il tempo necessario per limare quegli spigoli… un poco alla volta, come avessi una limetta sempre in tasca, da usare un giorno dopo l’altro! 🙂 Concentrarsi sul presente è una sfida non facile, chissà perchè tendiamo sempre a spostarci con la mente in avanti o indietro, come se non sapessimo star ferme con le gambe, dentro l’oggi… credo sia un esercizio, un allenamento, sai? Più si fa, più ci si esercita, più possiamo ottenere dei risultati… in fondo vale come per il cucinare e il fotografare, ricordiamoci le prime volte e i primi periodi, come eravamo insicure… poi man mano abbiamo acquisito scioltezza e tutto viene più da sè, no? 🙂 L’hygge è lì, con le sue candele che si consumano lentamente… non mette ansia, non fa pressioni e vuole solo essere abbracciato… 🙂 E il mio modo, per abbracciarti, è darti qualche quadrotto in più, dato che ami tutto!

  • Damiana

    12 maggio 2018 at 21:35

    Ma quanto mi piace questa parola,grazie per avermela fatta conoscere…ora saprò dare un altro nome alla “felicità”!Esagerata?Si forse,ma per me la vera felicità è riuscire a vedere sempre il bicchiere pieno,a non farsi travolgere dagli eventi,a tenere la speranza viva in ogni momento,a non correre dietro a ciò che mette ansia,a guardare meravigliata ogni volta gli occhi belli della mia Kira,ad contentarsi”delle piccole cose,Sembra retorica,ma è semplicemente la serenità e per me equivale a felicità.Dopo un po’ di eventi purtroppo tristi,credo di aver fatto un corso accelerato di higgetitudine,inconsapevolmente 😄…ma le cose essenziali mi si sono mostrate all’improvviso.Quindi con calma senza frenesia mi riguardo il quadrotti che mi spetta,lo assaporo e senza ansia mi riprometto di rifare questa delizia😘Francesca sei sempre meravigliosa occhi di gatto!

    1. Francesca P.

      13 maggio 2018 at 18:36

      Damiana, che bello risentirti! E con questa carica rinnovata, soprattutto… 🙂 So bene la sensazione di rinascita che arriva dopo eventi o periodi duri, riprendiamo in mano la nostra vita e tutti quei piccoli grandi piaceri che ci danno svago, leggerezza e buonumore, come fosse una ri-conquista, qualcosa che finalmente ritroviamo! Penso che in anime passionali e forti come le nostre, il sole non si spenga mai… come la fiamma delle candele tanto care al mood hygge, può abbassarsi ed essere più lieve, ma il fuoco brucia, eccome se brucia… e resiste! Apprezzare ciò che abbiamo, a portata di mano, accanto, è ancora più bello quando il cielo è sereno e vediamo le nuvole andar via, una dopo l’altra… la primavera è qui, noi aspettavamo lei o forse era lei che ci aspettava! 😉
      Allestiamo un bel pic nic in stile provenzale, ma “contaminiamolo” con qualche tua dolcezza campana… viva gli incontri, le fusioni e i sorrisi che si incrociano!

  • Ile

    13 maggio 2018 at 12:07

    Quanto mi piace tutto questo…e quanto sento mie le tue parole, anche – e soprattutto – oggi.

    E’ guardare tutto da una prospettiva diversa, quella che ci aiuta a vedere la bellezza anche quando si nasconde, è l’intimità di un abbraccio, è quella lentezza necessaria che ci fa sentire e osservare, che non ci fa fermare in superficie. E’ qualcosa che dobbiamo solo afferrare, perché è qui, sempre. In una fragola appena raccolta, nei fiori che riempiono l’aria di buono, nei musetti dei nostri amici a quattro zampe, nel calore di uno sguardo.

    Ripasserò stasera, ma non potevo mancare oggi… 🙂

    :*

    1. Francesca P.

      13 maggio 2018 at 18:43

      La parola “afferrare” mi fa venire in mente un retino, come quello che si usa per la farfalle… 🙂 Noi ovviamente le farfalle le lasciamo volare libere e seguiamo anche il loro esempio, ma simbolicamente siamo lì a catturare tutto quello che di bello e piacevole si presenta, che ci viene incontro, che ci tende la mano, che arriva sul nostro cammino… lo so che tu hai gli occhi aperti quanto me, pronta a vedere tutto, a meravigliarti, a sognare, a ridere! E non bisogna andare chissà dove o fare chissà cosa, tanto stupore è vicino e arriva dal nuovo ma anche da ciò che conosciamo, di cui non ci stanchiamo mai e che rappresenta un punto fermo…
      Non ti anticipo uno dei ingredienti che vedrai nel prossimo post, ma è qualcosa di familiare per te e di tanto desiderato per me… 🙂

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