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IL RUMORE DELL’AUTUNNO CHE INIZIA

“Ada sa che ci sono cose che, quando iniziano, fanno rumore. E quando sente quel rumore, si ferma e ascolta. Ascolta il rumore delle cose che iniziano. (…) … e, per distinguere le cose che finiscono da quelle che iniziano, aveva imparato a stare attenta. Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo”.  (Evita Greco, “Il rumore delle cose che iniziano”)

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RIEMPIRE COPPETTE ALL’INFINITO

.

Ho
fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non
dimenticare. Per non smettere di guardare.
(Daniel
Pennac)

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COME QUANDO

Come
quando si affretta il passo per raggiungersi, dopo non essersi visti per un
po’.
Come
quando si segna sul calendario quella
data che non vediamo l’ora che arrivi.
Come
quando si ride per le coincidenze.
Come
quando si finisce subito tutta la schiuma del cappuccino.

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OGNI TANTO MANGIO UN FIORE…

Alla
primavera piace la lettera “r”.
Ricominciare.
Risvegliarsi
Rinverdire.
Rinnovare.
Due
persone che si osservano da lontano, tra sguardi timidi, lui lo alza, lei
l’abbassa. Ma poi finalmente c’è un attimo preciso in cui accennano un sorriso.
Un film
che si sa a memoria ma ci fa ridere sempre, sempre nello stesso punto.
Il verde,
il rosa.
Un’amica che
ti dà una bella notizia.
La
lontananza che non è distanza.
Le prime
tre righe di una lettera.
Le mani
fuori dalle tasche.
Una
polaroid ritrovata nel cassetto.
Una
tovaglia a quadri bianchi e rossi.
Le scarpe
con la punta tonda.
Il rosso
della fragola che scivola nel bianco dello yogurt.
Un
viaggio non più rimandato.
La luce
che bussa alla finestra quando fai colazione.
La canzone
giusta al momento giusto che passa in radio.
La “mia”
panchina chestadovesoio.
Le
lenzuola a fiori.


E
soprattutto la voglia di correre incontro al nuovo e lasciarsi alle spalle
tutto quello che non funziona o ci va stretto. E non parlo solo di un paio di
pantaloni che faticano a chiudersi perché con l’inverno abbiamo cucinato un po’
troppo…

La
primavera mi ricorda-rappresenta-significa questo, per me.
Coraggio,
leggerezza, attesa, cambiamento.
Buoni
propositi, un po’ come il primo gennaio.
La ricetta
di oggi non può che essere un omaggio alla stagione appena iniziata. Lo
sapevate, vero, che i fiori si mangiano?  
BISCOTTI CON YOGURT, LIMONE E
VANIGLIA
Ingredienti
per due teglie di biscotti:
260 grammi di farina bianca (io ho fatto 200
bianca + 60 gr di farina integrale, per un gusto più rustico)
200 grammi di burro
120 grammi di zucchero
1 uovo
grande
Semi di
vaniglia
Un cucchiaino
di estratto di vaniglia
3-4
cucchiai di yogurt bianco o alla vaniglia
La scorza
di un limone
Zucchero
a velo
Prendete
il burro a temperatura ambiente e unitelo tagliato a dadini allo zucchero.
Mescolate
fino a rendere l’impasto omogeneo. Aggiungete i semi di vaniglia e
l’estratto di vaniglia, poi le uova. Unite lo yogurt e la scorza di limone. Setacciate
la farina e unitene metà all’impasto, mescolate e poi versate anche la seconda
metà. Compattate la frolla formando una palla e fatela riposare in
frigorifero per circa un’ora, avvolta in pellicola trasparente. 
Passato
il tempo necessario, toglietela dal frigo, reimpastatela velocemente e
stendetela su un piano velato con la farina. Prendete le formine e tagliate i
biscotti. Metteteli in una teglia ricoperta con carta da forno e infornate per
circa 15 minuti a 170-180°. Attenzione alla cottura, dovranno diventare appena dorati. Fateli
raffreddare e infine spolverate con lo zucchero a velo.