ENJOY THE LITTLE THINGS – L’INIZIO DI (UNA) STAGIONE

Il calore dell’ottobrata romana sta splendendo e dall’estate ha ereditato le sfumature più dorate, come un passaggio di consegne che somiglia ad un regalo. Sta indossando il suo vestito migliore, sta mostrando il suo profilo buono. E ci sta dando il suo momento più magico: il vento ancora tiepido che arriva improvviso e risveglia le foglie. Le attraversa, le anima. Le ravviva. E il colore si intensifica, quando i raggi di luce colpiscono dritto. 

Si sta posando sulle parti rimaste in ombra e le sta accarezzando. Accarezza la città, le strade, i terrazzi, i parchi, i tavolini dei bar al sole. La pelle, il viso, i capelli. Gli occhi chiari, che diventano ancora più chiari.

Mi ha spinto fino al mare, la scorsa domenica, quel calore. La bellezza dell’improvvisazione. La bellezza del volerlo fare. La bellezza di un ma sì, andiamo. La bellezza che a volte è così: fino all’attimo prima non si palesa, ma poi irrompe. E vince.

Ecco perchè ho saltato l’appuntamento settimanale del blog. L’ho messo nella tasca del giubbetto e ha camminato con me sulla spiaggia quasi vuota, rilassandosi con la schiena su una barca celeste capovolta, per una pausa rubata checivolevaproprio.

Tutto ciò che avevo preparato, non è andato perduto. È stato conservato con cura, tenuto in caldo. Anzi… al fresco, in questo caso.

Quest’anno non ho pubblicato un gelato e no, non si fa! L’ottobrata romana mi ha giustamente fatto notare che dovevo rimediare alla mancanza… e così è nata questa coppetta arancione, che rotola nel bianco e si gode il tepore – e lo stupore – di queste giornate.

Rotola come una pallina su un piano inclinato, che sfrutta la discesa e aumenta la velocità. Rotola come la vita, quando si levano i freni e ci si lancia. Rotola come questi cachi mignon, che sono diventati miei al primo sguardo. Questione di (un) attimo.

Rotola come le piccole cose, che avvicini, tocchi e desideri.

“Quanti anni ci vogliono per raggiungere l’euforia
per le piccole cose che non hai ancora

perché a volte puoi spingerti oltre ogni confine, arricchire e svuotare un’esistenza intera

e sentirsi felice anche solo ad immaginare
quelle piccole cose che non hai ancora…”

“Enjoy the little things”. Come queste.

Ed è solo l’inizio. Di (una) stagione.

 

 

GELATO AI CACHI CON CANNELLA E NOCI

 

300 g di polpa di cachi

150 ml di latte intero

150 ml di panna

100 g di zucchero di canna

5 g di farina di carrube (facoltativa; serve ad addensare un po’)

Cannella in polvere (a piacere)

Noci (a piacere)

Rum (facoltativo; q.b.)

 

Lavate i cachi e sbucciateli delicatamente. Prelevate la polpa, togliendo i noccioli e facendo attenzione ad eliminare i filamenti biancastri. Tritate le noci, più o meno finemente, secondo i vostri gusti.

Mettete la polpa di cachi nel frullatore, insieme a tutti gli altri ingredienti. Mescolate bene.

Versate il composto nella gelatiera e azionatela. Lasciatela lavorare per circa 30 minuti: noterete che il volume cresce e la consistenza si addensa.

Mettete il cestello della gelatiera nel freezer per almeno due ore, prima di servire. Decorate il gelato, se volete, con pezzetti di noci.


34 Responses to ENJOY THE LITTLE THINGS – L’INIZIO DI (UNA) STAGIONE

  1. Silvia says:

    L’ottobrata romana la stiamo respirando anche qui al nord, questo mese ci sta regalando un tepore inatteso, un sole ancora caldo, e le foglie, sugli alberi, resistono ancora. Si avverte il cambio di stagione, ma avviene lentamente, il vento soffia piano sulle cose destinate a scivolare via e così quelle che restano sono ancora più intense. Ho sorriso immaginandoti al mare, e questa pausa e cambio di programma possono soltanto fare bene! Ogni tanto è giusto seguire quello che capita, anche a costo di mettere in pausa un’abitudine. Penso che aerei molto questo gelato, mai provato fin’ora, però gli abbinamenti mi ispirano molto. La vita ha dei momenti che rotolano come questi cachi, sta a noi raccogliere anche quelli più piccoli, certi che le piccole cose fanno sempre la differenza. Ti abbraccio e allungo un cucchiaino per assaggiare…

    • Francesca P. says:

      Si avverte il cambio di stagione, sì… e un po’ in ogni senso, qui. Come una virata, come una pagina che si gira improvvisa e ti ritrovi con un foglio davanti e una penna in mano, senza quasi rendertene conto… se l’autunno voleva ri-conquistarmi, o forse conquistarmi per la prima volta, direi che quest’anno c’è ampiamente riuscito! Io credo nelle basi e nelle belle premesse e quindi… ascolterò spesso “La rivincita dei buoni” (!!!!) e continuerò a mangiare gelati, anche molto oltre l’estate! 🙂
      Un abbraccio a te e grazie anche per avermi donato questa frase: “il vento soffia piano sulle cose destinate a scivolare via e così quelle che restano sono ancora più intense”… la metto come decorazione finale, per avere ancora più gusto!

  2. Emanuela says:

    Ciao mia dolcissima pallina che rotola veloce come la vita….
    sai come avevo battezzato la mia risalita? “missione polpetta” .. che pure quella rotola… Brava stellina mia che te la sei goduta appieno quella domenica di sole al mare, brava che ce lo hai tenuto da parte questo gelatino arancione fresco per giorni strani come quelli che stiamo attraversando (a me poi serve una bottarella de dolcezza sti giorni che mi aspetta una settimana particolarmente complessa)..e brava perché riesci sempre a farmi rimanere come una semola a bocca aperta….
    io non ho la gelatiera, quindi verrò a gustarmelo nel tuo bistrot con un bel librozzo..
    grazie Franci… non sai quanto mi scaldi il cuore sempre..
    Manu

    • Francesca P. says:

      Manu, mi hai fatto ridere con quel “missione polpetta”! Sarà che le adoro, sarà che mi sembra un’espressione così tenera e un po’ da bambina, sarà che ci vedo incanto, sarà che rende l’idea… insomma, mi piace! Penso anche a come si assemblano le polpette, all’unione dei vari ingredienti, ai passaggi da fare, da come dal nulla nasce una pallina che plasmiamo e modelliamo con le nostre mani… a fare le palline del gelato sono meno brava, ahaha, vengono sempre un po’ irregolari, ma non importa, è il bello delle imperfezioni e delle cose “personalizzate”, che sono uniche, così come ci vengono… vieni pure a prenderti le dosi di arancione e di dolcezza che vuoi, libri non mancano, di letteratura o di cucina… anche se credo che più che leggere, se fossi qui, chiacchieremmo di tante cose… 🙂

  3. lorenza says:

    Ciao cara,che bello il tuo post!!!Anche qui al nord abbiamo un ottobre caldo come non mai ed i colori dolci che si spandono sulle colline!Unica nota negativa è la mancanza di pioggia così che molte piante stanno morendo,polvere e secco nei boschi…
    Grazie sei tu un vento fresco!

    • Francesca P. says:

      Quest’anno il cielo sembra sorridere veramente… e non vuole smettere! 16 giorni di ottobre di cielo nitido e temperature piacevoli, di luce intensa e di leggerezza… se si potesse avere anche una “novembrata” romana, ci metterei la firma subito, ahah!
      Grazie per il commento, Lorenza, mi piace essere vento… quello che fa indossare solo una sciarpina sottile, che si lega al collo dolcemente…

  4. Ileana says:

    Quella frase ho deciso di tatuarla sulla pelle e tu sai cosa significa per me…
    Non potevi scegliere parole già giuste per questa nuova stagione e me ne sono innamorata ancora e ancora.
    …e in quel ma sì, andiamo, si nasconde la bellezza della vita, di quella che ti travolge quando non te lo aspetti e che, quando arriva, va solo vissuta, con il sole sulla pelle e i sorrisi che fanno bene al cuore.
    La fine dell’estate e l’inizio di questa nuova stagione si incontrano proprio qui, nel tuo gelato ai cachi!

    • Francesca P. says:

      Non parlarmi di tatuaggi, Ile, perchè qui il pensiero danza da mesi e mesi nella mia testa… e guarda, vedendo tutte le novità e i cambiamenti di questo 2017, non escludo che tra gli eventi “incredibili” potrebbe esserci davvero qualcosa di simile… vedremo… intanto si cammina, si prosegue il viaggio, aumentano i km, si scelgono nuove mete, si varcano nuovi confini… “ma sì, andiamo”, rotoliamoci e facciamoci travolgere un po’, mischiamo colori e godiamoci tutti i momenti che sentiamo di volere… e il cuore lo sa, quando si può…

      • Ileana says:

        Uh adesso io sono curiosissima! L’ultimo tatuaggio l’ho fatto a giugno, ma già da qualche mese sto pensando al quinto, forse quello che mi rappresenterebbe di più ( in realtà lo dico ogni volta! )…nel frattempo sì, lasciamo travolgere e fidiamoci delle emozioni, quelle che non ci tradiscono mai…

  5. Rebecka says:

    Non potrebbe essere più bello questo ottobre. Non fosse che sta letteralmente volando via e non riesco a trattenerlo, per quanto io corra forte, lui corre più veloce di me.
    Ma per essere sicura di trattenere il più possibile, prendo una ciotolina di questo gelato che sembra davvero fantastico.
    Un abbraccio grande

    • Francesca P. says:

      Reb, concordo con la tua primissima frase… quella che non finisce con i puntini ma con un punto, perchè è un’affermazione decisa, netta, non sospesa… è proprio così, in modo certo e consapevole: non potrebbe essere più bello questo ottobre. Dato di fatto! Vorrei fermarlo anch’io, farlo rallentare, “congelare” alcuni attimi e non farli finire… che dici, proviamo a metterli in una vaschetta e poi via nel freezer? Magari funziona… 🙂

  6. Se hai saltato l’appuntamento per questo motivo allora ti perdoniamo, la bellezza va colta all’istante. Adoro questo gelato! A presto. Eleonora

    • Francesca P. says:

      Ahaha, Eleonora, grazie per aver capito e compreso… 😀 La bellezza va presa prima che si sciolga come gelato… va quindi gustata in tempo, quando è lì, cremosa e pronta…
      A presto!

  7. m4ry says:

    E vabbè amica…non ho altro da aggiungere, hai detto tutto tu (e le altre cose che volevo dirti, te le ho già dette. Oh! Ma quante cose siamo capaci di dirci io e te? Ahahahahah!). Però, forse, una cosa vorrei dirtela…dai che venerdì, finalmente, ti abbraccio…

    *ammonizione per il mio uso smodato del verbo *dire, ma era voluto 😀

    • Francesca P. says:

      Mary, il bello è che pur parlando tantissimo non smetteremmo, ahaha! Flusso continuo, di coscienza, di parole, di sentire… (anche con audio da sentire, ahaha)
      Tra pochissimo la voce sarà reale e quindi rimando a quel momento ogni altro tipo di considerazione… 🙂

  8. Anna says:

    Un’ottobrata che quest’anno non è solo vostra. Confermo, anche al nord sole e luce e temperature che accarezzano la pelle…
    Ma, ahimè, sbalzi termici che espongono a malanni!
    Arrivo allora oggi, con calma, con lentezza, con più forza di ieri sera per salutarti.
    Non trovandoti, la scorsa settimana, ho sperato che fosse per un bel motivo: non so, un viaggio, una castagnata, un incontro tra food-blogger, una gita fuori porta ad immortalare colori, la stesura definitiva di un (tuo) libro…
    Sei andata al mare, a camminare su una spiaggia quasi vuota, riempiendoti di bellezza. Di quella che fa bene all’umore, che ricarica le pile.
    Piccole cose, come granelli di sabbia umida che non scivolano via dalle dita…
    Restano lì, come le foglie che ancora resistono a questo autunno lento e lieve.

    “Rotola come la vita, quando si levano i freni e ci si lancia”…
    A volte, ci vuole un pizzico di coraggio, per lanciarsi.
    Può essere rischioso, ma l’aver fatto scorta di piccole (grandi) cose aiuta a non aver paura.

    Buona settimana Francesca, a presto!
    Mi sei mancata… sempre bello ritrovarti!
    Anna

    • Francesca P. says:

      Anna, ho immaginato che la scorsa domenica saresti venuta qui e, non trovandomi, ti saresti chiesta come mai… sono felice che il pensiero sia stato in positivo, con una speranza lieta… beh, la ragione è stata buona e… felice. Felice. Fe-li-ce. Diciamola pure questa parola… quasi ci si disabitua a lei, quasi la teme, quasi si pensa possa svanire all’istante… eppure, se batte, lo sentiamo dentro quando le ali si muovono…
      Questo ottobre mi sta piacendo. Mi piace. Avvertivo già da un po’ una sottile sensazione di euforia, a pelle, quando è arrivato l’autunno… avevo voglia di viverlo e ho voglia di viverlo! Se poi regala pause rubate, luce, gelati arancioni, calore, sorrisi, stupore, occhi accesi… non solo lo voglio, ma ne voglio ancora e di più! 🙂
      Rotola con me, come fossimo su un prato, come si faceva da bambine, che ci si sporcava di erba e girava un po’ la testa…

  9. Chiara says:

    qui nel profondo nordest la gente continua ad andare al mare , il sole scalda il giusto e l’acqua attira molti….Come sai niente mare e vacanze per me quest’anno ma arriverà il momento che salperò anche io, prima però mi gusto il tuo gelato…..Buona settimana,
    Baci & Baci

    • Francesca P. says:

      Fosse per me, metterei la firma per avere questo clima anche per tutto novembre… 🙂 Non l’avrei mai detto… l’autunno che batte l’estate, sotto vari punti di vista, climatici ed emotivi! Succede, a volte… succede un ribaltamento, una sorpresa, un dono…
      Arriverà una pausa anche per te, sarà meritata e te la godrai il doppio… e mi raccomando, quando salperai, molla bene gli ormeggi e via, in libertà… è l’unico modo per tornare a respirare, pienamente…

  10. L’autunno romano, che dolci ricordi che ne conservo! E’ passato ormai quasi un anno da quando abbiamo fritto insieme quella tempura, ricordi? 🙂 Ricordo la bellezza dei viali dell’Aventino, con i muri ricoperti dall’edera e le foglie sotto ai piedi, il colore caldo della luce romana e i tetti arancioni dal giardino degli aranci. Il tuo sorriso e i tuoi occhi da gatta curiosa. A proposito di gelati, in quei due giorni romani ne assaggiai parecchi e se non sbaglio uno dei gusti che scelsi fu proprio cachi 🙂
    Adoro i gelati strambi, e questo qui, oltre che delizioso ha pure quel colore bellissimo dell’autunno romano!
    L.

    • Francesca P. says:

      Vero, Laura, un anno fa facevamo rotolare verdure e gamberi nella pastella e brindavamo all’autunno con la salsa di soia! 😀 L’Aventino in questa stagione è bellissimo e voglio tornarci presto, appena le foglie saranno più gialle… quei piccoli riti e appuntamenti con i luoghi speciali, che si rinnovano!
      Mi piace l’aggettivo “strambi”, ahaha! Questo gelato lo è, come lo sono le cose particolari, originali, che si distinguono, che non seguono canoni e strade battute… una gatta curiosa segue sempre – e sempre di più – questa direzione! 🙂

  11. Questo gelato è davvero l’unione perfetta tra estate e autunno. Il colore del sole che si unisce ai sapori morbidi e caldi dell’autunno, cannella, noci e cachi. Confesso di non aver mai assaggiato un gelato al cachi. Non so qualche connessione neurale è stata stimolata da queste meravigliose foto ma mi è venuto da pensare allo sciroppo d’acero. Sensazioni? istinto?
    Non so perchè, ma secondo me ci dovrebbe stare bene una goccina di sciroppo d’acero sopra.

    • Francesca P. says:

      Sì, c’è un bell’incontro tra le due stagioni, una sintesi, una fusione… a guardare bene i cachi, somigliano ad un sole che tramonta, vero? E se la coppetta può essere il mare, dentro cui va a dormire… 😉
      Era la prima volta anche per me, con questo gusto… come sai, vado in cerca del nuovo (anche) in cucina e dopo l’esperimento riuscito con questo frutto, mi sta balenando l’idea di un gelato al melograno… più che altro immagino il colore e già sono gasata, ahaha! Istinto, hai detto bene… la parola che guida tante nostre scelte e tante nostre voglie… 🙂

  12. zia consu says:

    Che bellissimo incontro…il gelato estivo che assorbe i profumi e i colori dell’autunno..ma potrebbe essere anche l’autunno che sente la mancanza dell’estate e ne vuole ricordare i sapori gelati..insomma solo tu potevi riuscire in quest’impresa di incontri ^_^
    Buona settimana <3

    • Francesca P. says:

      Valorizzare le cose migliori e incontrarsi proprio lì, nei punti in comune… la cucina ci insegna tanto, quei piccoli segreti che valgono anche per la nostra vita! 🙂 Tu sei appassionata di gelati quanto me e se non smetto di mangiarli neanche in inverno, figurati se “non ci dò dentro” con queste miti temperature… ti confesso che ho gustato una coppetta persino in balcone, più piacevole di così… 🙂

  13. Devo dire che dopo un inizio freddo, in settembre, ora anche da noi il tempo è bellissimo. Non ricordo mai un ottobre così caldo. I colori fuori sono un regalo per gli occhi e il cuore. Gli alberi con i rossi e i gialli e i marroncino. Il cielo azzurro, sgombro di nuvole. I boschi che intravedo dalle mie finestre, un tripudio di verde. Davvero un regalo per me. Certo, voi lì siete fortunati, avete il mare vicino, facilmente raggiungibile ma mi accontento. Questo gelato ora ci starebbe proprio bene, per esempio, fuori le temperature sono ottime e immaginare il sapore dei cachi, con noci , nocciole e la cannella che tanto adoro. Peccato io non abbia la gelatiera, altrimenti lo provavo volentieri. Buona settimana amica mia, un bacio a te e una carezza a chi sai tu.

    • Francesca P. says:

      Sì, un ottobre del genere non si vedeva da un po’… soprattutto perchè qui sono 18 giorni consecutivi di luce e tepore, un record! Nel weekend pare che il cielo cambierà, come è anche giusto, ma intanto le scorte sono state fatte e tengo tutto con me, come gli scoiattoli fanno con le ghiande, messe nelle guance, ahaha! 😀
      La gelatiera è stata un acquisto prezioso, anni fa… ormai vive stabilmente nel freezer, ha il suo posto, il suo cassetto che è diventato la sua casa… e lì la lascio, niente sfratto! 😀
      Buona settimana a te… come vedi Tarallino “abita” spesso nei colori delle cose che cucino…

  14. Tatiana says:

    Oh ma quanto tempo è che non riesco ad avere un minuto di tranquillità per passare dalle mie amiche virtuali, perché per una visita serve la calma, non si passa così per passare, le frasi bisogna godersele, leggerle in pace, coccolarsi con le foto e lasciare una traccia di sé solo se si ha qualcosa (di sensato) da dire. Invece da settimane io corro come una matta, di tempo non ne ho nemmeno per prendermi mezza giornata di respiro, sono stanca, ma tanto, quindi mi sono fermata un attimo ed eccomi qui da te, con un post bello accogliente sull’ottobrata, quella che c’è pure da noi perché un caldo così quassù a nord non lo vedevo da anni, nonostante rammenti un ottobre della mia infanzia, quando dopo la scuola andavo a nuotare, e allora la scuola iniziava il primo di ottobre! Ce la stiamo godendo anche noi, ogni domenica è una passeggiata diversa, una volta nei boschi e l’altra in riva al mare, domeniche di recupero degli affetti, quando ho il marito tutto per me e si possono godere gli istanti di pace, inviolabili momenti in cui nessuno può entrare senza permesso.
    E ora, tra l’arancione di questi scatti, mi accomodo perché è un colore che adoro e che pure tra queste sfumature marroncine mi regala ancora un raggio di sole estivo, inoltre lo so che una coppetta nel freezer me l’hai conservata poiché lo sai che alla fine passo sempre per un bacio!

    • Francesca P. says:

      Tatiana, oggi dopo 22 giorni il cielo è grigio e ha iniziato a piovere… ma in dispensa ci sono le scorte di sole e di luce fatte in questo mese, a cui attingere… e i cachi si trovano ancora al mercato, quindi niente paura! 🙂 Contenta che anche al Nord il tempo sia stato buono, l’umore ne resta condizionato e scappare al mare fuori stagione è così bello! Per me poi, essendo una cosa insolita, ha doppiamente valore!
      Hai usato un’espressione che mi è piaciuta molto: “domeniche di recupero degli affetti”… ecco, andrebbero fatte periodicamente, a cadenza fissa, come un appuntamento che guai, a saltarlo! Come a metterlo sempre nella lista della spesa, come un piacere e anche un diritto… recuperare affetti, spazio per noi e momenti sereni… per le provviste per l’inverno, è essenziale! 🙂

  15. Anna says:

    Ho rivalutato i cachi da poco, per anni li ho guardati con sospetto, con quella polpa melmosa 😀 Invece piano piano ho cominciato ad apprezzarne il gusto! Il mio bambino ne va matto, e se ha preso un po’ dei miei gusti, sono sicura che adorerebbe questo tuo gelato con la cannella 😉

    • Francesca P. says:

      Anche io per anni li ho evitati o guardati con sospetto… poi ho voluto dar loro una seconda possibilità e… è scattata una simpatia! Ha contribuito anche la fotografia, perchè essendo esteticamente belli e anche un po’ buffi, la percezione mi è cambiata in automatico… 😀 Fanno benissimo, tra l’altro, quindi il tuo bimbo è molto più avanti di noi, ahaha!

  16. Laura says:

    Che post magnifico! Pieno di poesia e… di dolcezza, anche quella della tua favolosa ricetta. I miei due alberi di cachi stanno dando i loro bei frutti arancioni, e quindi magari potrei provare a seguire la tua ricetta autunnale. Grazie e complimenti anche per le foto, che sono stupende!

    • Francesca P. says:

      Hai alberi di cachi? Wow, che bello deve essere veder crescere i frutti e poi staccarli, decidendo come mangiarli e anche come re-inventarli! Tutto a chilometro zerissimo… 🙂
      Grazie per i complimenti e il commento, Laura… la dolcezza non me la faccio mai mancare… 🙂

  17. Melania says:

    Forse è una delle cose che amo di più di Ottobre. La poesia che mi regala ad ogni passo, l’incanto di occhi pronti sempre a stupirsi. L’aria che si concende pian piano. Il vento che arriva improvviso ma senza metter paura, senza portarsi via le cose.
    Ottobre sa essere romantico. Sa scaldare proprio quando fuori è freddo, sa (r)accogliere pezzi di una stagione e mescolarli, impastarli fino ad ottenere qualcosa di nuovo. Di inaspettato. Di voluto.
    Come un gelato che ha il colore del sole mentre fuori il cielo si inizia a vestire di nuvole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.