I MIEI PENNELLI PARTICOLARI

La scatola degli acquerelli era nel cassetto di destra della scrivania, un po’ in fondo, nascosta e protetta, come si fa con le cose a cui si tiene di più. Non era un gioco come un altro, quello. Non era una bambola da vestire o un peluche da far parlare, non era un libro da sfogliare, nè un pentolino da mettere su un fornello finto. Era un gioco vivo, qualcosa che creavo io con le mie mani, che prendeva forma davanti ai miei occhi, con un finale a sorpresa.

Ricordo ancora la prima volta in cui vidi quei cerchi, con i colori nuovi tutti in fila, che non sapevo bene come usare e mi sembravano tanti semafori che mi fissavano. Non è stato immediato capire come dosare bene l’acqua, come intingere il pennello e bagnare solo la punta, come far pressione sul foglio bianco, come non avere un tratto troppo liquido.

Più sperimentavo, più conoscevo. Più sbagliavo, più imparavo. Più facevo, più sapevo. E senza rendermene conto, con mani e vestiti spesso macchiati, apprendevo una delle lezioni di vita più importanti, grazie ad ogni foglio sbaffato, ad ogni riga di cielo storta, ad ogni goccia caduta dove non doveva, che schizzava come quando si salta dentro una pozzanghera.

Non dipingo, nè disegno da tantissimo, a parte una bozza di gatto che mi immagino da parecchio come tatuaggio (così), ma chissà se lo farò mai… Paul Valery, però, mi incoraggerebbe, perchè sosteneva che “Il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà”.

Ed è per questo che ogni primavera ri-prendo la mia tela e torno ad impugnare dei pennelli particolari, lunghi e ben pettinati. Mi servono non solo per aggiornare dettagli, intensificare le sfumature, rafforzare o proseguire i contorni già esistenti. Ma anche e soprattutto per aggiungere tutto quello che ancora non c’è, che si vedrà, appunto, che freme per avere il suo posto, che vuole arrivare a completare-arricchire-dare quel di più. Così il quadro cresce, diventa sempre più personale e man mano si muove, insieme a me. Pienamente, liberamente, creativamente.

Questi pennelli particolari, per un tipo di opera così, sono perfetti. Assicurano un tratto preciso, ben definito, con uno spessore differente. E hanno una caratteristica unica: rendono migliore non solo il disegno, ma anche il pranzo…

 

FLAN DI ASPARAGI, MENTA E PINOLI (CON COTTURA AL VAPORE)

Un mazzetto di asparagi

2 uova

Yogurt bianco o panna o latte (q.b.)

Menta fresca (a piacere)

Pinoli (a piacere)

Olio extra vergine di oliva

Sale

Fiocchi di sale al limone (facoltativo)

 

Lavate gli asparagi, togliete l’estremità più dura e cuoceteli per 7-8 minuti a vapore o in acqua bollente. Scolateli bene, tagliateli a pezzi, tenendo qualche punta da parte per la decorazione finale.

Frullateli insieme alle uova, a 1-2 cucchiai di yogurt (o latte o panna), a qualche foglia di menta e ai pinoli. Per la quantità di menta e pinoli, regolatevi secondo i vostri gusti. Unite anche un filo d’olio e un pizzico di sale.

Dividete il composto in cocotte e cuocete a vapore per circa 25 minuti. Lasciate intiepidire e decorate i flan con le punte d’asparagi avanzate, qualche fogliolina di menta e qualche pinolo. Chi vuole, può aggiungere qualche fiocco di sale sbriciolato, come ho fatto io.

*L’idea dei flan d’asparagi cotti al vapore viene dal sito di Sale&Pepe

CI RIVEDIAMO DOMENICA 23 APRILE, dato che la prossima settimana è Pasqua!


39 Responses to I MIEI PENNELLI PARTICOLARI

  1. Ed eccomi qui piena di sorrisi, con gli occhi che ridono e si commuovono di piacere. Io sono sempre stata una grande schiappa in disegno. Non mi è mai piaciuto e non mi ci sono mai voluta applicare. Tutt’ora faccio di quegli scarabocchi inguardabili … ma fa niente, ognuno ha i suoi talenti. Il mio non è certo il disegno, se non quello mentale. Nella mia mente faccio dei disegni bellissimi; di mici, di mare, di sole, di cielo, di boschi, di prati … nella mia mente sono disegni perfetti. Abbiamo entrambe una ricetta con gli asparagi … la mia veramente era di qualche giorno fa. Mi piacciono gli asparagi, così come tutte le verdure in realtà. Mi piace anche questa ricetta, questo flan così colorato e allegro. Bene, allora buona settimana e buona Pasqua a te, anche se ci “incroceremo” in giro, per il web. Dai una carezza a chi sai tu che io torno su con il mouse e me lo vado a rivedere. ♥

    • Francesca P. says:

      Terry, forse è la prima volta che arrivi per prima! Dillo che ti ha chiamato Tarallino e sei corsa a salutarlo subito… 😉
      Non sono brava neanch’io a disegnare… a 38 anni, ho ancora la mano di quella bambina e mi viene da ridere, perchè ho mantenuto i tratti “buffi” di allora, nessuna pretesa artistica, nè talento… però a dipingere con gli asparagi sono buona, ho fatto pratica ogni primavera, ehehe! Non trovi che siano pennelli elegantissimi? Quante volte mangiano senza renderci conto delle forme splendide che ha il cibo… la vera fonte di fantasia e creatività risiede là!
      Per la Pasqua ci risentiamo più avanti e magari il biglietto di auguri lo dipingo proprio con gli acquerelli… 😉

  2. Anna says:

    Io negatissima in disegno, e pure in pittura ;-)…
    I peggiori voti nella mia carriera scolastica? Arte, ovviamente… Mi salvava lo studio, perché la pratica lasciava alquant(issim)o a desiderare…

    Un po’ invidio chi è abile nel dipingere, dando vita a quel che si vedrà. Un’invidia buona, ovviamente!
    Credo che saper disegnare, esattamente come qualsiasi altra forma di espressione, sia un dono da coltivare e preservare… Magari tenendolo nascosto e protetto in un cassetto, a riposo fino al giorno in cui ritorna prorompente la necessità di riprenderlo in mano…
    È come conservare un ricordo… Sai che c’è​, che è con te, e quando ne avrai bisogno tornerà vivo. Riempiendo il tuo cuore, il tuo tempo.
    Così per chi sa scrivere, o cantare, o fotografare… Non si dimentica, l’arte di esprimersi! Ed è un privilegio.

    Guardo le tue fotografie, questa sera, e più di altre volte mi soffermo sui dettagli, dinnanzi ai tuoi “quadri”…
    E mi sorge spontaneo un pensiero: ogni domenica, in fondo, ti armi con i molteplici pennelli della tua creatività, e dipingi quel che verrà sulla tela bianca dei nostri schermi.
    La prima foto la mia preferita: c’è tutta la fierezza dello stare in piedi, insieme, uniti da un nastrino che trattiene delicatamente…
    Tu mi trattieni, delicatamente.
    Buona settimana, Francesca!
    Anna

    • Francesca P. says:

      Mi sarebbe piaciuto saper disegnare bene, ma non ci sono mai riuscita davvero… però non mi è mai importato più di tanto, anche solo disegnare onde del mare o forme astratte mi divertiva, perchè da sempre ho avuto l’attrazione per i colori, credo sia partito tutto da lì! Adoro anche il tratto sottile a china, ma per quello la bravura serve davvero, la mano deve essere sicura e decisa… così ho preferito impugnare la penna stilografica, lasciando parole sul foglio e non disegni! E non ho più smesso… 😉
      Sai, anche la mia foto preferita è la prima, è stata lei che ha ispirato l’idea del post e per questo ho voluto metterla in cima, a respirare più aria… e la tua lettura mi piace, la condivido e penso che sì, abbiamo davvero lo stesso modo di vedere e sentire le cose…
      Amo il verbo trat-tenere. Con quel trattino, che sembra una mano che (sor)regge delicatamente e unisce.

  3. silvia says:

    Eccomi qui da te! Quando ero più giovane (mi fa sorridere dirlo :D) dipingevo e disegnavo spesso, ho sempre avuto una vena creativa! ho un ricordo molto preciso legato agli acquarelli in particolare: terza media, la professoressa ci portò in un’aula da cui si poteva scorgere una bellissima vista di Milano dall’alto, ci chiese di dipingere quello che vedevamo! Chissà oggi, se prendessi in mano dei pennelli, che cosa dipingerei, forse come dici tu, si potrebbe tentare di rappresentare l’idea di quello che si vedrà o almeno quello che ci immaginiamo del futuro! per ora sono un po’ confusa quindi ne verrebbe fuori un quadro astratto ahahah, ne sono sicura! Anche io trovo che gli asparagi siano dei bellissimi pennelli, una volta ci dipinsi una torta salata! Qui trovo di nuovo il mio caro verde, non conosco bene la consistenza o il sapore che può avere un flan, però per istinto mi fido! Prendo un pennello dei tuoi e lo intingo di questo bel colore…forse quello che vorrei vedere ancora dipinto è la speranza! un abbraccio

    • Francesca P. says:

      Silvia, sai che andrebbe fatto? Riprendere in mano un pennello o anche solo una matita, provare a imprimere sul foglio quello che abbiamo davanti, oppure non aver nessun riferimento reale e dare libero sfogo alla mente… sarebbe un esercizio interessante, potremmo stupirci… e magari uscirebbe davvero un disegno di speranza, potrebbe spuntare un quadrifoglio, o una coccinella… 🙂 E se pure venisse un quadro astratto, beh, l’astrattismo è una bella forma artistica, ehehe!
      Non hai mai cucinato un flan? Devi provare! Di solito si mette in forno, ma questa versione mi ha colpito perchè la cottura è al vapore, ancora più leggera e sana… e beh, la consistenza è morbida e piacevole, sono certa che potrebbe piacerti! Cibi verdi da scegliere, oltre agli asparagi, in questa stagione, sono tanti… 🙂

  4. francesco says:

    dipingere come costruire
    e il quadro non termina mai, ma si arricchisce continuamente, anche con i suoi spazi bianchi, anche con le sue nuvole nere che provano ad oscurare questi bei colori
    (non ci riescono)

    l’immagine iniziale è potente, nella sua delicatezza

    la ricetta non riesco a immaginarla …. andrebbe provata!

    • Francesca P. says:

      Si costruisce dipingendo… la tua prima frase mi fa pensare (a) questo, Fra. Mentre si dipinge, si costruisce. Ecco. Deve essere così… dovrebbe essere così. Ed è così, quando hai mano sveglia e voglia di consumarli quei pennelli, per quanto vuoi riempirla e aggiustarla sempre, quella tela. E se le nuvole sono nere, ci si mette un po’ di acqua in più, così diventano più chiare e pure più leggere… vedi, una soluzione e una magia per tutto…
      Scambio un flan per una fetta di pastiera… ci stai? 😉

  5. Emanuela says:

    Buon giorno piccola artista …
    questa mattina, leggendoti sul far del giorno mi ha fatto ricordare un periodo bellissimo della mia vita: i tre anni di scuola materna. Sai, nel mio paese, fino ad una ventina di anni fa la scuola materna era gestita dalle suore; la proprietaria dello stabile lo aveva dato alle sue della Beata Elisabetta Renzi e loro ne avevano fatto una vera e propria isola felice per i bimbi…(pure il cibo era superlativo, perché la minuscola suor Eugenia se ne occupava personalmente e cucinava da Dio (che per una suora è già l’anticamera del paradiso!)..).
    Facevano fare un sacco di cose, tra le quali dipingere! mi ricordo che c’erano dei giorni stabiliti, perché i bimbi dovevano portare un grembiule in più (quello già macchiato e sporco delle opere precedenti), avevamo i barattoli di vetro con l’acqua e i vari colori messi a gruppetti sui tavoli, ognuno il proprio foglio bianco, i pennelli da condividere e via…. Mia nonna ha appeso le nostre opere in casa per tanto di quel tempo! Poi alla fine dell’anno creavamo una sorta di album con tutti i nostri disegni dipinti… e ce lo portavamo a casa… Una suora era particolarmente abile, creativa ed artista! faceva le maschere di carnevale con la carta pesta, chili e chili di giornale a mollo nell’acqua per creare quella roba collosa (una volta è riuscita a creare addirittura le facce dei tre porcellini) che poi dipingevamo ovviamente a mano…
    Che bello!
    Chiaramente è lì che ho imparato a ricamare, perché durante un’estate, erano venute delle consorelle africane e avevano creato una specie di asilo estivo (quando ero piccola la scuola materna terminava alla fine di giugno) mattutino dove pazientemente insegnavano a ricamare alle bimbe, ma anche ai bimbi, tutti INDISTINTAMENTE!
    L’abilità del ricamo mi è rimasta, quella del disegno/pittura mooooolto meno..
    “Più sperimentavo, più conoscevo. Più sbagliavo, più imparavo. Più facevo, più sapevo” … io questa frase me la tengo stretta tutta per me, così come fa tarallino con gli asparagi che li guarda attentissimo e li protegge… un po’ come faccio io…quando li vado a cercare e mi incastro tra i rovi, stringo gli occhi per vedere meglio, allungo il braccio e la mano e tac lo raccolgo, fiera anche quando ne trovo uno soltanto!
    Ogni espressione dell’arte ci insegna qualcosa e se abbiamo la fortuna di inciamparci possiamo raccogliere tante pietrine preziose da mettere nel nostro forziere…
    mi piace un sacco questa ricetta perché oltre agli asparagi che adoro, amo questa tonalità di verde, così … DOLCE e TENERA come sei tu…..
    Grazie…. Manu..

    • Francesca P. says:

      Manu, contenta di aver risvegliato quel ricordo! In effetti le prime scoperte, anche in ambito artistico, sono vivide nella memoria… ci hanno formato certe cose, perchè sono state le prime espressioni con cui abbiamo comunicato la nostra visione del mondo, la visione interiore, quella più preziosa… non fa nulla se non c’è il talento, credo che anche degli scarabocchi possano essere utili a liberare ciò che siamo… io ad esempio non so ricamare, anche se mia nonna mi aveva insegnato un po’ a fare l’uncinetto e mi divertivo con il punto croce! A pensarci ora, sembra una vita fa… ma mentre ti sto scrivendo, è tornata alla mente l’immagine di lei che mi spiegava come fare e io attenta, ad ascoltarla…
      Continua a ricamare, è anche una bella metafora di vita, come la pittura… ricama il tuo domani, punto per punto, decidi il filo da intrecciare e il suo colore, prenditi delle pause, se necessario, e poi prosegui… disegni, quadri, ricami, tutto è un percorso in divenire, c’è tempo per arrivare alla fine, la bellezza è durante la creazione, quando siamo all’opera! 🙂
      Mi piace anche l’immagine del forziere, io forse ci metto dentro anche qualche pinolo…

  6. Io invece adoravo i pastelli, ma anche solo ma matita. Invece adesso mi sono convertita agli acquerelli perchè le mie nipotine li adorano. Anzi, più che altro adorano pastrocchiare con l’acqua 🙂 Vedo che i tuoi nuovi pennelli hanno suscitato molta curiosità in famiglia, in effetti sono dei pennelli meravigliosi che regalano ai piatti un colore e un sapore unico. Carinissima l’idea del flan, non ho mai provato la cottura al vapore

    • Francesca P. says:

      Belli i pastelli, Elena! Li usavo anche io, ricordo bene anche il loro odore… così caratteristico! Pensa che il nome della font con cui ho scritto il nome della ricette dentro le cocotte, si chiama “pastel”… non è casuale, no! 😉
      Visto che ho dei felini con la vena pittorica? Ahaha! Non pensavo che apprezzassero così tanto, tutti e due poi… 🙂
      I flan li ho sempre cotti in forno, ma ora che ho scoperto che vengono bene e tanto morbidi all’interno in questo modo, il cestino di bambù lo userò più spesso!

  7. mia bella Francesca, da quanto non passavo da queste parti? ormai lo sai cosa mi ha tenuta impegnata in questi mesi e, devo confessarti, sono arrivata ad un punto tale in cui avevo così tanto a che fare con il cibo che, quando avevo un po’ di tempo per me stessa, l’ultima cosa che volevo era pensare ancora a questo. Perciò perdonami se non mi sono fatta più vedere… quando ero piccina dipingere e disegnare erano il mio passatempo preferito: ho album zeppi di disegni (i primi orribili, ovviamente…) che mia madre, ma in fondo anche io, si rifiuta categoricamente di buttare. Con il tempo, come è successo a te, mestoli e cucchiai sono diventati i miei pennelli preferiti e il verde il mio colore preferito con il quale dipingere. Ogni tanto, però, se mi trovo un foglio davanti, inevitabilmente mi ritrovo a scarabocchiare un musetto felino o un bouquet di fiori (o uno di carote, lo ammetto…). Ti lascio tante tante fusa, ci sentiamo presto!

    • Francesca P. says:

      Ciao Marta, bentrovata! Eh sì, ora so cosa stavi facendo in questo periodo, ero rimasta a viaggi all’estero e progetti di trasferimenti, ma in ballo c’era anche altro… e che altro! 😉 A giugno manca poco, immagino che sarai curiosissima, come me e come tante di noi, di toccare con mano tutto il lavoro svolto… queste sono le novità che quando si dipinge la tela non si immaginano, ma poi quando arrivano impugni subito il pennello e ti metti ad aggiungere… tra l’altro hai cucinato asparagi anche tu e quindi il kit artistico è sulla tavola di entrambe! 🙂
      A presto, un abbraccio primaverile, da vivere con il musetto in avanti, per le cose belle che verranno, oltre a quelle che già ci sono state!

  8. Chiara says:

    io non so tenere una matita in mano, a scuola pagavo la sorella di una mia compagna e lei mi faceva i disegni tecnici, il bel voto era assicurato e io non facevo nessuna fatica, il prof fingeva di non sapere.. in cucina me la cavo meglio, voglio provare i tuoi piccoli flan, promettono sapori deliziosi…Un bacione

    • Francesca P. says:

      Ahaha, Chiara, mi ha fatto ridere il tuo aneddoto… la pagavi con la merenda? 😀 Io ero negata nel disegno geometrico, come in tutte le materie scientifiche… fammi disegnare un paesaggio, anche in modo “infantile”, ma non un cerchio col compasso, ehehe! Anche se potrei usare la cocotte dei flan, per aiutarmi… 😉

  9. Claudia says:

    Sono stata un po’ latitante, da queste parti, la primavera ha preso un po’ possesso di me, della mia vita, del mio tempo…non posso che rallegrarmene, in realtà, perchè dopo essere stata tanto tempo chiusa davanti al pc, poter invece lavorare all’aria aperta è una gioia incredibile.
    Torno a farti un saluto, ad ammirare i tuoi bellissimi pennelli verdi, che sei così abile ad impugnare e usare nei migliori disegni commestibili (come anche la panna cotta della scorsa settimana, che meraviglia!!). E ad invidiarti ancora un po’quelle bestioline deliziose…cosa c’è di meglio, in una mattinata di primavera, che accarezzare un gatto caldo di sole? Ma non posso lamentarmi troppo, Urano si presta benissimo anche lui in questo periodo 🙂
    Un abbraccio!!

    • Francesca P. says:

      Claudia, vedo le belle passeggiate all’aria aperta che fai, è giusto dedicarsi a certe cose, finalmente si può! La primavera invita ad uscire, a passare tempo in mezzo al verde… io, quando non posso, sublimo cucinandolo questo verde, come in questo caso! E magari avessi un campo vicino dove raccogliere asparagi selvatici ed erbe, ma mi devo arrangiare con ciò che ho… 🙂
      Chissà cosa accadrebbe se Urano vedesse i miei gatti in un prato libero, forse Ulisse scapperebbe, ma Tarallo magari ci giocherebbe, mentre noi ci concediamo un pic nic a base di erbazzone e panne cotte colorate… 🙂

  10. zia consu says:

    Ma sai che io adoravo i pastelli? mia mamma mi racconta sempre che li custodivo gelosamente e rigorosamente ordinati per sfumature di colori in una valigetta di tela che mi aveva regalato la nonna. Ha detto che sono arrivati a misurare poco più di un centimetro ma io non me ne separavo mai!
    Certo dipingere in cucina è una forma d’arte che nessun pastello o acquarello potrà mai sostituire e questi flan così verdi mi fanno sognare prati verdi dove fare un bel picnic insieme alla mia piccola Amelia ^_^
    Buona settimana <3

    • Francesca P. says:

      Eri ordinata, Consu… e ti sai prendere cura di ciò che ami! Certi oggetti erano piccoli tesori per delle bambine, che poi, anche crescendo, da adulte, hanno mantenuto stesso atteggiamento di protezione verso ciò che conta…
      Anch’io in questi giorni sto pensando spesso ai pic nic, il clima invoglia proprio a prendere coperta, cestini, torte rustiche, libri… magari a Pasquetta si farà davvero! 🙂

  11. Margherita says:

    Ultimamente gli asparagi non mancano mai nel mio frigo. Mai come quest’anno mi ero a ritrovata a comprarli settimana dopo settimana, mazzo dopo mazzo. Mi sono “scervellata” a cucinarli in ogni modo, ma ammetto non mi ero mai soffermata a paragonarli a dei pennelli… con tutto questo andare di fretta, quante cose mi perdo e quanti dettagli mi sfuggono!

    • Francesca P. says:

      Adesso che sai di avere scorte quotidiane di pennelli, puoi dipingere tutti i piatti e i quadri che vuoi, Marghe! Sai che rilassa anche? E’ un bel modo di rallentare e prendersi del tempo… chissà, magari può essere un buon proposito per le brevi vacanze di Pasqua… e se vuoi dipingere a quattro mani, sai dove trovarmi! 🙂

  12. Melania says:

    Ho un cassetto dove custodisco colori e fogli. C’è un po’ di tutto. Tempere, matite, pennelli di ogni genere… alcuni fogli sono già stati usati e li tengo lì per conservarne il ricordo. Altri sono bianchi in attesa di esser riempiti di ciò che sarà.
    Ho adorato da sempre disegnare, in particolare mi piaceva delineare dei tratti appena accennati dei fiori che più mi piacevano. Mi piaceva disegnare i contorni di fiorellini di cui non conoscevo neppure il nome, ma non mi importava.
    I tuoi pennelli sono meravigliosi, hanno colori sgargianti in tavola e sembravo fieri di mostrarsi.

    • Francesca P. says:

      E’ un cassetto importante, quello. Contiene gli strumenti (creativi) per costruire nuove storie future, è un po’ nicchia, un po’ cantiere di emozioni in evoluzione…
      Anche io amo disegnare fiori, anche se mi limito soprattutto a due tipi: margherite e tulipani! Come mai? Perchè sono più facili e la mano di bambina che ha imparato a farli è rimasta a quel ricordo… 🙂
      Se avessi bisogno di qualche pennello, o se ne avessi bisogno io, possiamo bussare alla porta delle nostre rispettive cucine…

  13. Manuela says:

    Giuro che se non si trattasse di te quasi quasi mi stupirei!
    Arrivo adesso, a post finito-il mio- con la mia bella dose di asparagi anche dalla mia parte e come detto non potevo che passare da te per vedere che cosa avevi deciso di farci con quei pennelli…beh, domani sorriderai 🙂
    Gli ingredienti come i colori raccontano tanto di una storia o di una tela, bello lasciarsi andare alla magia del non avere obblighi e farsi ispirare dal vento!

    • Francesca P. says:

      Lo stupore e la sintonia… ecco come sorridere con poco, ecco uno dei poteri del verde, ecco da cosa si capisce che due persone sono strettamente connesse! 🙂 Bello dipingere le stesse cose… un po’ come avere la stessa visione della vita, o dei singoli momenti che attraversiamo… storie nelle storie, fotografie che fermano tutto, attimi dal buon sapore…

  14. La prima volta che ho preso un pennello ho iniziato a disegnare avevo 2 anni ed ero guidata dalle mani esperte della mia prozia Marcella. Lei era una donna speciale, magica, dolce e attenta, amorevole e dotata di una dote creativa unica e di mani magiche, delicate che sapevano con maestria suonare il pianoforte, passare alla creazione di ricami finissimi e dipingere con acquerelli quadri meravigliosi. Ero legatissima a lei e oggi, nel vedere qst tuoi pennelli speciali e le magie che hai creato, mi è tornato alla mente qst quadro di felicità e gioia pura e naturale che solo lei sapeva donarmi. Lei che per ogni dentino che mi cadeva, mi regalava un pastello e un album dicendomi: cosa vedono oggi gli occhietti della mia Elena? Disegnalo!

    • Francesca P. says:

      Elena, grazie per questo ricordo! Ci sono persone che hanno mani speciali, sì… come un dono, sanno usarle e grazie ad esse donare qualcosa di prezioso agli altri, insegnamenti e piccoli segreti, un patrimonio che si porta dentro e più passa il tempo, più se ne comprende il valore…
      Il regalo che ti faceva per ogni dentino mi ha fatto emozionare… e tu già da allora vedevi tanto, in modo originale e personale! Sono certa che anche per Ludovica sarà così… 🙂

  15. m4ry says:

    Serve coraggio tutti i santi giorni. è questa la verità. Serve coraggio per prendere quei fogli bianchi e “sporcarli”…ma alla fine, sporcarli significa riempirli di vita. Vita che è fatta di tanti colori…e poi quando i colori si mescolano, beh, è quello il momento in cui accadono le cose più belle…
    Amica, amo questo post. Mi piace tutto…le tue parole, le tue immagini, le metafore, la ricetta e tutto quel verde, che è il mio colore preferito <3

    • Francesca P. says:

      Serve coraggio per un sacco di cose, quante… ma chi sa sporcarsi le mani ama le sfide, forse perchè non molla mai, non si arrende e lotta tenacemente per avere ciò che desidera! Ogni creazione comporta fatica, dedizione, impegno, tempo… la stessa vita è un’opera d’arte, è il nostro capolavoro! Lessi questa frase in una citazione e mi colpì… quindi, amica, kit di pennelli, ciotoline con acqua, fogli infiniti e via a dipingere, liberando tutto il nostro cuore, la nostra dose di follia e la fame di verde! 🙂

  16. Alice says:

    Giorni incasinati e pieni di impegni mi hanno tenuto lontano dalla tua cucina, ma non potevo non passare per augurare a te e ai tuoi cari una Pasqua piena di gioia e serenità!
    un abbraccio
    Alice

    • Francesca P. says:

      Alice, grazie del pensiero! Spero che questi giorni di festa portino un po’ di calma in più… e magari anche del tempo per dipingere come più ci piace! 🙂
      Auguri e un abbraccio a te!

  17. I colori, di qualunque genere, sono sempre stati la mia passione fin da piccola. Per farmi felice bastava regalarmi una matita, niente bambole, solo una matita. Entrare in una cartoleria significava rischiare di restarci dentro per ore, come anche adesso. Bambina non lo sono più da tanto ma la passione è rimasta la stessa, anche se non sono mai stata brava con il disegno, non con quello “libero” di fantasia. Ma scarabocchiare su un foglio bianco è così liberatorio in certi momenti, quasi quanto mettere le mani in pasta in cucina.
    Mi piacciono i tuoi pennelli alternativi e mi piace il colore verde brillante di quelle cocottine. Profumano di primavera, aria fresca, libertà e sogni. Ogni volta che passo di qua mi torna la voglia di aprire il cassetto dei sogni, come se tu riuscissi a fare una magia 🙂 Un abbraccio forte tesorina e una coccola speciale a quei tenerissimi pelosetti, anche loro innamorati dei tuoi pennelli speciali a quanto pare 😀 Buona Pasqua

    • Francesca P. says:

      Adoro anche io andare nelle cartolerie, sai, Fede? E da sempre sono attratta da tutta la gamma dei colori, che sia di penne, pastelli o fogli! La gradazione, l’intensità crescente della tonalità, passare dal più scuro al più chiaro…
      Quando vedo le tue foto, penso che siano quadri… hai un occhio pittorico, tu! La composizione, l’uso della luce, la profondità… sono tutte cose che mi affascinano e per questo ogni tanto lascio il mio amato bianco per prendere sfondi scuri e giocare un po’! Il verde ovviamente torna spesso sulla tela, sa spiccare bene, si fa notare… forse perchè vuol mandare questo messaggio: la speranza deve essere così, deve stagliarsi e imporsi! 🙂
      Ricambio l’abbraccio e grazie mille, sempre bello vederti passeggiare di qui… e se mi vuoi prestare qualche pennello… 😉

  18. sandra says:

    ho una stanzina, nel soppalco di camera mia, con il cavalletto montato e una tela 30×120 circa, pronta per essere “imbrattata”, con gli acrilici. è lì da un bel po’, qualche mese. ogni tanto mi riprende l’idea, allora tiro fuori i colori a olio o gli acquerelli o le tempere acriliche e cerco di rimbrottolare qualcosa. da ragazza, senza figli e senza impegni, dipingevo, la notte spesso e volentieri, con le cuffie sulle orecchie con Beethoven sparato a palla o gli U2 o chissà chi altro e disegnavo, dipingevo, immaginavo.
    poi il tempo mancava, la stanchezza incalzava ed ho cominciato con la macchina fotografica. adesso disegno con quella, ma non il cibo e basta, ho tante di quelle fotografie di fiori, alberi, animali e persone che mi piace guardare. ed imparo. sempre cose nuove, come con i pennelli in mano. che bello il tuo flan, che bello il tuo micio rosso, che bella tu! quando passo da te ritrovo sempre un pezzettino di me, grazie!

    • Francesca P. says:

      Sandra, bello ciò che mi racconti, mi hai svelato una parte di te! Fai bene a tenere quella tela pronta, a non abbandonare la passione, a darti anche solo la possibilità di dipingere ancora e dare libero sfogo all’estro… certe inclinazioni non muoiono nel tempo e non andrebbero mai represse, perchè attraverso certe cose ci esprimiamo sempre, a ogni età…
      La macchina fotografica ha rapito anche me e ha accentrato tutto, è che quando dentro batte qualcosa di forte… deve uscire!
      Grazie a te per questo racconto un po’ personale… e ti confesso una cosa: anch’io sentivo sempre gli U2, sono un pezzo del mio passato! 🙂

  19. Monica says:

    Che bellezza questi pennelli Fra, e ancor di più quelli che scorrono con i tuoi gesti delicati. Certo, qui è una semplice tastiera a dar sfogo alla tua creatività, ma ti ci vedo con penna e calamaio, ed i piccoletti che giocano con la piuma in sommità. L’arte non è da tutti, e se i tuoi acquerelli sono fermi da tempo, la tua penna virtuale è sempre prolifica e così accogliente…
    Vorrei passare più tempo qui, ma è sempre tiranno.
    Ma davvero queste meraviglie le hai fatte a vapore? Cioè potrei mettere le cocotte nella vaporiera? Mi hai aperto un mondo!!
    Un bacione

    • Francesca P. says:

      Abbiamo tanti modi per esprimerci… scrittura, fotografia, cucina, disegno, musica… ogni passione è preziosa e quando si sommano, beh, è come se trovassimo un canale dove mettere ogni slancio creativo! E farlo divertendosi, senza badare solo al talento ma perchè fa bene a noi stessi, è il segreto… quindi userò ancora questi pennelli, così come non faccio quasi mai riposare la tastiera e mette sempre la batteria della Canon in carica! 😉
      Sì, come vedi dalla foto, ho messo le cocotte nel cestello… vai tranquilla, ho fatto da cavia io, vengono benissimo! 🙂
      Grazie mille, un bacio a te!

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