CORRENDO CORRENDO…

19 Luglio 2015Francesca P.

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Qualche sera fa, al concerto di Francesco De Gregori sotto un cielo immobile di seta rosa, mentre ascoltavo “La leva calcistica della classe ’68” ho pensato che voglio fare come il dodicenne Nino, che mise il cuore dentro alle scarpe e corse più veloce del vento. 

Fare un lungo respiro, concentrarmi, raccogliere le energie, chiudere gli occhi per un istante… e via, correre non per scappare ma per scoprire, diventando quasi una saetta, facendomi toccare solo da chi sa farlo, nel modo giusto.

Correre verso un angolo di mondo dove la colazione dura tutta la mattina, dove le fabbriche di sogni non conoscono crisi e hanno sempre pronti pezzi di ricambio, dove i negozi biologici vendono la farina di ottimismo che non scade e le persone che spengono sorrisi hanno un microchip per essere riconosciute subito e quindi evitate.

Correre scegliendo sentieri meno battuti, perseverando in quella direzione ostinata e contraria che quasi mai è la più comoda, in cui raramente sul tragitto ci sono panchine e punti di ristoro per fermarsi all’ombra. Ma almeno so di poter incontrare chi l’ha presa come me e magari mi offre una borraccia di tè freddo, o un vasetto di marmellata di more di rovo o una ciambellina al succo di mirtillo.

Correre incontro al mare, come quei pesci che non nuotano restando vicini alla superficie ma preferiscono spingersi giù, nelle correnti profonde, perchè è lì che si nascondono le rocce più belle, le alghe più verdi e le stelle marine.

Correre senza stancarsi, con un occhio che si volta indietro per non dimenticare la strada fatta e uno che guarda in avanti, (am)mirando il punto di luce, in fondo, come meta.

E quando all’improvviso, correndo correndo, dopo curve, salite, dossi, buche e discese, arrivo stupita fino in Provenza, una pausa tra i campi di lavanda è d’obbligo… e anche il cuore si riposa.

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80 Comments

  • Manuela

    19 Luglio 2015 at 21:58

    Non so se davvero sono la prima,ma mi ero già persa una storia la scorsa settimana e volevo recuperare…e l’ho fatto correndo un po’ di più, tenendo un sorso di tè freddo e di marmellata per le colazioni lunghissime che meritano tempo, come noi 🙂
    Mi godo tutta la freschezza di questo gelato, che ne ho davvero bisogno. E non solo per il corpo, stanco di questo poco respirare,ma soprattutto per l’anima che, sarà l’estate, sarà il caldo, sente la mancanza di quella panchina.
    Ho una sorpresa rinfrescante anch’io domani, cerco di domare le emozioni troppo forti cntando qualche canzone di Francy (ci sei andata poi!) o pensando alla Provenza, che prima o poi diventerà realtà anche per me 😀
    Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      19 Luglio 2015 at 22:12

      Manu, sei la prima, eh sì! E non è un caso, no… è proprio un bel segno che sia arrivata subito, in questo post… non ti spiego il motivo, non ce n’è bisogno… e questo essere vicine e complici mi dà forza, sai? 😉
      Al concerto non potevo rinunciare, no… sono andata, me lo sono goduto, mi ha dato lo spunto per queste riflessioni e ovviamente ti ho pensata… “e la vita, Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo”… ha fatto anche questa canzone, che adoro… e tutto si ri-collega…
      Aspetto la tua sorpresa fresca, per avere refrigerio anche di spirito… 🙂

  • Ileana

    19 Luglio 2015 at 22:03

    Stasera rimango un po’ senza parole, forse perché qui ho ritrovato tante delle parole che ho scritto oggi, ritrovo le salite, le strade senza ombra, le more di rovo…abbraccio questa sintonia e prendo una coppetta di gelato! 🙂

    1. Francesca P.

      19 Luglio 2015 at 22:18

      E’ bello quando le parole passano di coppetta in coppetta, di sensazione in sensazione, di sintonia in sintonia… corro a leggerti, per ritrovare un altro po’ di me e scoprire un altro po’ di te! 🙂

  • Anna

    19 Luglio 2015 at 22:42

    …Correre, perché talvolta camminare non basta.
    A rinvigorire legami affievoliti dal tempo, o dalle distanze…
    Ad afferrare sogni e alimentare speranze.
    A colorare le attese.

    Correre incontro alla montagna, che ti rinfresca e ti abbraccia col suo verde… e ti basta alzare lo sguardo e il cielo ti accoglie e ti culla.

    Correre senza stancarsi,
    ripensando alla strada percorsa
    come a un tappeto consumato da
    piedi (in)sicuri e veloci…
    Correre senza stancarsi, (am)mirando l’orizzonte con occhi attenti e fiduciosi…

    Correre col cuore dentro alle
    scarpe: perché se la vita è un percorso, è mettendoci il cuore
    che si illuminerà. E sarà profumato come lavanda…
    Anna

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:00

      Anna, ho ascoltato milioni di volte quella canzone ma l’altra sera quella singola frase è come se fosse arrivata alle mie orecchie ancora più nitida, più scandita… l’ho afferrata e fermata, sapevo che sarebbe tornata qui, nel mio/vostro appuntamento settimanale, perchè mi è rimasta tra le ciglia e i pensieri…
      Non basta andare, se non metti il cuore nelle scarpe, la differenza è tutta lì… gli occhi attenti e fiduciosi sono aperti, curiosi e affamati di vedere, osservare, catturare, brillare… vedremo cosa e chi saprà catturare la loro attenzione…

  • Ro

    19 Luglio 2015 at 22:50

    E se il senso fosse proprio la corsa e non la meta? E se si potesse scegliere ogni volta un sentiero nuovo da percorrere? E se guardare avanti non facesse così paura come si crede? Io dico che qui nel tuo Bistrot tutto è possibile. Mi dai la mano? Ho una sorpresa per te alla fine del tragitto! 😉
    Poi però felinamente ci stendiamo a pancia all’aria sotto un fresco albero, vero? I nostri amori sarebbero fieri di noi! 😀

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:05

      La meta secondo me serve per spronare a correre senza fermarsi, perchè ci spinge verso l’obiettivo e ci incoraggia a riprendere fiato… ma è durante il percorso che puoi incontrare cespugli di fragoline di bosco, quadrifogli, sassi a forma di muffin e sguardi che rapiscono…
      Qui, nel mio bistrot/regno, mi piace che tutto sia possibile e quindi non metto limiti al menù, si può ordinare quello che si desidera, anche la cosa più strana o irraggiungibile… e persino la paura non fa paura…
      Ti dò la mano e scelgo una quercia antica e grande per il nostro riposino… anche se ti avviso, non credo ti farò dormire perchè vorrò parlare, parlare, parlare… 🙂

  • Mary Vischetti

    19 Luglio 2015 at 22:57

    Mi associo al microchip per riconoscere la gente negativa…e alla voglia di correre per scoprire, non per scappare. Tutto meraviglioso qui Francesca, brava!! Bacioni, Mary

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:08

      Mary, contro la falsità il microchip diventa anche sonoro, così davvero siamo sicure e protette! 😉
      Grazie mille, se inizi a correre ti raggiungo!

  • Daniela

    19 Luglio 2015 at 22:59

    Sai che io a volte lo faccio per davvero mi metto a correre più veloce che posso per i campi, lascio che le mie gambe si muovano velocemente e corro fino a perdere il fiato, la salita subito è faticosa ma poi sai la soddisfazione di trovarsi in cima, si prova quel senso di libertà infinita spariscono le tristezze per quell’attimo ci si sente così leggeri.. senza pensieri…e se poi si ha la fortuna di incontrare qualcuno che ti accompagna nella corsa magari ti viene in aiuto con una coppa di gelato e un abbraccio tutto è ancora più bello. Mi fermo ancora un pochino e poi riparto, ho bisogno di dolcezza e parole amiche in questo periodo.. e qui si sta bene! un abbraccio Franci

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:11

      Dani, ho il tuo stesso bisogno… dolcezza e amicizia che non sia finta e illusoria! Quella voglia di lasciarsi andare perchè sai di poterti fidare e che la persona che hai davanti non ti volterà le spalle… sta diventando una cosa sempre più rara in questo mondo matto, ma noi corriamo vicine vicine e ci difendiamo a vicenda! 🙂
      Ci sentiamo in privato quando vuoi… e aspettami nel campo dove il grano è più dorato, arrivo!

  • Paola

    19 Luglio 2015 at 23:06

    Correre nella stessa direzione, con lo sguardo verso lo stesso orizzonte, sapendo di non essere sola in quella corsa controcorrente. Il rischio più grande è di doverci mettere il doppio del tempo, ma la ricompensa finale sarà il triplo più bella. Perché lo sai che io sono convinta che “per sognare qualche cosa arriverà” (per citare un altro di cantautore, più vicino alla mia terra 😉 e se le strade sono così difficili è solo perché il finale sarà più sorprendente che mai.
    Allora correre non sarà più un peso, non si avvertirà più la fatica delle gambe, perché saranno le ali che quella fabbrica di sogni produce a caricarsi del peso del nostro corpo e delle nostre paure. E correndo arriveremo al mare, dove immergerci e rinfrescarci, dove goderci, sedute a riva, un gelato che profuma di lavanda, ma anche di limoni di Sicilia. E se siamo stanche, abbiamo sempre una ciambellina color mirtillo a correre in soccorso 😉

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:18

      In questi giorni penso spesso alla tua teoria secondo la quale arriverà una cosa bella, ma bella davvero, in base a tutta l’attesa che c’è… se sarà davvero così – e voglio crederci – prepariamoci a un autunno/inverno pazzesco, ahaha! 😀 Ma un passo alla volta, siamo appena all’inizio della corsa e c’è ancora una metà estate da vivere… confido in lei e nell’agosto alle porte, nella parentesi blu che vivremo e nelle corse che possiamo fare in spiaggia o nell’acqua… 🙂
      La ciambellina può tornare utile anche durante il viaggio, quindi porta sacchettino!

  • Marta e Mimma

    19 Luglio 2015 at 23:56

    oggi ho fatto tardi. Domani tornerò con più calma, nel frattempo ci tenevo a lasciare una piccola traccia:-) l’anno scorso ho lavorato molto ad un gelato alla ricotta che però non riusciva mai a raggiungere e soddisfare le aspettative che avevo nei suoi confronti. Chissà se la prossima volta non lascerò cadere involontariamente qualche fiore di lavanda (preso rigorosamente a Marseille..)
    ti mando la buonanotte! Marta

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 1:24

      Marta, oggi ho tardato anche io la pubblicazione, anche se ero pronta già dalle 19 30, come sempre, a cliccare su “pubblica” aspettando il tuo arrivo! 🙂 Apprezzo che la domenica si sia conclusa comunque con la tua presenza e se torni sono solo che felice… 🙂
      Il gelato alla ricotta l’ho sperimentato due volte e mi piace moltissimo, se non esageri con la quantità viene delicato, leggero e cremoso al punto giusto! Dai dai, prova… poi con la lavanda francese doc sarà ancora più speciale!

  • Martina

    20 Luglio 2015 at 6:57

    Amo correre per scelta, e non per obbligo! E’ una velocità tutta diversa, che ti permette di osservare i particolari, sentire tutto quello che hai dentro come se stessi immobile con l’orecchio puntato sopra il cuore … ogni singolo battito corrisponde ad un sogno.
    E se ultimamente la mia schiena non mi consente tali movimenti … tu inizia ad avviarti … io metto gli scarponi e ti seguo nella scia di desideri e poesie che avrai lasciato al posto delle orme.
    Ci vediamo alla prossima panchina … che come nuovo angolo da colazione potrebbe regalare delle sorprese 🙂

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 11:53

      Per scelta o per necessità… quando si ha bisogno di scaricare energia e si vuole attraversare tutto velocemente, scegliendo poi il posto giusto per fermarsi… e noi sì che di angolini ne sappiamo trovare, all’aperto ma anche al chiuso! 😉
      Quanti sogni volano nell’aria, se davvero ognuno è un battito… provo a saltare, da brava gatta, e acchiapparne qualcuno…

  • m4ry

    20 Luglio 2015 at 8:23

    Solo una cosa…io voglio venire con te…perché è tutto ciò che vorrei anche io…ma sono certa che la cosa non ti sorprende…

    p.s. il gelato alla ricotta è il mio preferito, e mi ricorda quello buonissimo che preparava il mio papà, che in una fase della sua vita, stanco di fare il manager, ha anche fatto il gelatiere…:)

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 11:56

      Mary, non sono sorpresa e infatti ho tenuto da parte un paio di scarpe da ginnastica anche per te! 😀 Possiamo correre in campagna ma anche al mare, nel tuo mare, non uno a caso… la strada per la Provenza da lì è più lunga, ma vuoi mettere la gioia di attraversare tutto il paesaggio?!
      Tuo padre ha tutta la mia stima… cambiare vita e mestiere ad un certo punto, si può e si deve fare, quando si sente il desiderio, per ri-nascere! E chissà che meraviglia il suo gelato alla ricotta… 🙂

      1. m4ry

        22 Luglio 2015 at 15:11

        Mio padre è inquieto come me, o meglio, sono io inquieta come lui…eppure, siamo totalmente diversi…da allora, ne ha cambiati almeno altri 10 di lavori…ma il gelato, continua a farlo buonissimo, seppur con la gelatiera casalinga 😉

  • Simona – Biancavaniglia

    20 Luglio 2015 at 9:20

    E’ piacevole la lentezza, la calma ma a volte correre è necessario… Correre così da non avere il tempo di fermarsi a pensare, fare qualcosa che forse pensando prima, con calma, non avremmo mai avuto il coraggio di fare. Correre avanti, sempre! Bisogna (rin)correre il blu o un prato viola, la vita è fatta di colori e ogni periodo ne ha uno, sì un po’ come Picasso.
    La vita ci riserva tante sfumature colorate, quando avremo “collezionato” tutti i nostri periodi colorati, allora potremmo unirli e vivere a colori che equivale a vivere bene e sereni con noi stessi.
    La tua lavanda è bellissima, devo cercare questa varietà così bella viola e piena di fiori. Il gelato così candido mi da un senso ulteriore di freschezza, con la ricotta è da provare, ho in programma un gelato bianco anche io, bianco come una tela su cui dipingere mille colori. Un bacio Franci e quando vuoi scrivimi :*

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 12:04

      Quando si comincia a correre non si sa mai bene quanto il fiato reggerà e quanto i piedi andranno lontano… si parte senza avere certezze, ma non importa, perchè il cuore dentro alle scarpe capisce e sente quando è il caso di fermarsi…
      La tua visione cromatica delle fasi della vita, come immagini, la sposo in pieno! Disegnamo tantissimi arcobaleni, periodo dopo periodo… è un quadro cangiante, a volte non prevale solo un colore e altre invece ne spicca uno, forte, che vince su tutti… il viola mi accompagna sempre, con le sue sfumature… e per il lilla ho un debole, perchè rassicurante e delicato!
      Questi mazzetti di lavanda fresca sbucavano dal cestino delle erbe di un banco al mercato, li ho guardati e dopo neanche 10 minuti erano già nella brocchetta vintage a farsi annusare da tutti… 🙂
      Il gelato alla ricotta lo vedo nel tuo blog, sai? Aspetto il tuo bianco, allora!
      Grazie Simo, certo che ti scrivo… e presto ti vedrò anche, no? 😉

  • Giulia

    20 Luglio 2015 at 9:44

    Ecco dove sono finiti i fiori di lavanda ed il limoncello, in un candido gelato!
    Sono un tipo di poche parole e quindi non lascio quasi mai commenti qui da te, ma sappi che non mi perdo una sola puntata delle tue storie e delle tue ricette.
    Un abbraccio e buona settimana

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 12:06

      Giulia, mistero svelato!
      Sappi che tutte le volte che vorrei lasciarmi parole, io le accolgo contenta e le metto a profumare vicino alla lavanda… 🙂

  • Chiara

    20 Luglio 2015 at 10:25

    Pura poesia! Nel post e in questo gelato che vorrei tanto provare per cercare un po’ di sollievo da questo caldo insopportabile…un abbraccio

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 12:07

      Chiara, verrei subito con doppia – ma anche tripla – coppetta per portarti fresco e bianco! Immagino che questi ultimi giorni bollenti non siano facili, quindi la scorta di gelato deve essere formato famiglia davvero!
      😉 Un abbraccio a voi!

  • Vanessa

    20 Luglio 2015 at 10:54

    Che bella conquista, questa di correre non per scappare! 🙂
    Lo sai che amo la lavanda, e anche i candidi gelati! Sono in pura estasi di fronte alle tue foto, tanto per cambiare! Un meraviglioso lunedì a te, che hai appena riempito il mio di luce e profumo!

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 12:10

      Scappare non fa parte di me… anche a costo di andare contro un albero correndo, vado dritta per la mia strada e affronto tutto! 🙂
      Grazie, Vane, quando ho trovato la lavanda fresca sono tornata a casa felice come una bambina! E dovevo regalarvi il suo profumo, certe cose belle vanno condivise! 🙂

  • Tatiana

    20 Luglio 2015 at 11:34

    Posso farti compagnia e correre un po’ con te? Vorrei arrivare sino alla Provenza, a prendermi un po’ di quel relax che mi serve per sconfiggere le congiunture negative che cercano di acchiapparmi senza però riuscirci, a vivere un po’ nel violetto dei campi di lavanda, ad annusarlo a pieni polmoni perché solo il profumo mi rilassa fin nel profondo… e poi correre ancora un pochino, fino al mare, per raggiungere quel turchese che amo tanto, per incontrare i pesci che mi guizzano intorno, per salire su una barca e salpare verso un futuro di libertà.
    Ti abbraccio Francesca cara e corro ad appuntarmi la ricetta perché è splendida! (E stavolta ho pure i fiori di lavanda edibili… 🙂 ).

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 12:14

      Certo che puoi, non devi neanche chiedermelo… devi solo venire ad affiancarmi, anche in silenzio, giusto uno sguardo d’intesa che dice tutto, risparmiando il fiato per i chilometri a venire… perchè le cose positive e le sorprese sono un po’ lontane e ci vuole tempo per raggiungerle… ma noi non molliamo e basta annusare lavanda per ricaricarci, vero? 🙂
      Buon gelato, sarà come una sosta per togliere la stanchezza e ripartire presto, con più grinta…

  • Marghe

    20 Luglio 2015 at 12:47

    Correre incontro alle cose, con la leggerezza di chi ha tanto da scoprire, con passi leggeri perchè non è una fuga ma un inizio.
    Correre non solo con le gambe ma con il cuore, con la voglia di assaporare tutto ciò che incontrerai, di custodirlo per trasformarlo in qualcosa di magico, come hai fatto con questi fiori favolosi.
    Lavoro incantevole e pensieri che lo sono ancor di più <3

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 13:03

      Margherita, hai capito in pieno il senso delle mie parole… lo hai proprio centrato! 🙂
      Un inizio, c’è sempre un nuovo inizio davanti… una nuova corsa, un nuovo sentiero, una nuova direzione, una nuova parte di noi che vuole uscire fuori…
      Grazie per il bel commento!

  • silvia

    20 Luglio 2015 at 13:54

    Buondì Franci, sento questo post in maniera personale, magari non necessariamente per il tema del correre, ma almeno del (per)correre un tragitto sentendosi liberi, liberi per una volta tanto di non preoccuparsi di giudizi, andando anche in direzione opposta come un salmone (non sai quante volte lo faccio), perchè certe volte si sente questa esigenza di non sprecare energie per chi non lo merita, ma condividerle con chi dimostra di essersele guadagnate! Ecco allora che il senso di quel condividere qualcosa si fa più intenso e alleggerisce anche i passi, se qualche volta si fanno pesanti. Se ti serve il cuore nelle scarpe per volare più lontano ce la farai, perchè tu il cuore lo metti ovunque, in tutto quello che fai!! e per questo meriti di riuscirci! Senti, io però una pausa prima di ripartire la faccio volentieri nel tuo Bistrot, mi siedo un attimino e assaggio questo delizioso gelato, che adoro per il semplice fatto che profuma di lavanda!!! buona giornata e a presto!

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 23:44

      Sentirsi liberi, esatto, Silvia… non sono mai stata una tipa da jogging – vince la pigrizia felina! – ma amo l’idea che contiene in sè la corsa, quel partire e andare, con il vento in faccia e il cielo sopra la testa… spingersi finchè le gambe vogliono e se c’è un sogno lontano, allora si fa uno sforzo in più, pur di afferrarlo… e il cuore è un compagno di viaggio, no? Non lo lascio mai a casa, mi segue ovunque… e so che vale anche per te! 🙂
      Posso anche organizzare un angolo di bistrot all’aperto, dietro una curva, sotto un albero con tante foglie… oppure direttamente accanto a un campo di lavanda… ti aspetto lì! 🙂

  • Beauty Follower

    20 Luglio 2015 at 15:01

    Wonderful ice cream photos!

    http://beautyfollower.blogspot.gr/

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 23:45

      Thank’s! 🙂

  • saltandoinpadella

    20 Luglio 2015 at 16:43

    Sono venuta per il regalino che mi ha promesso Ulisse, sono qui fremente in attesa di una ciotolina fresca e ristoratrice, bianca candida con qualche macchietta lilla. Oserei dire che il risultato è quasi romantico, come lo sono i campi di lavanda. Che belli, potrei stare ore ferma a guardarli senza stancarmi mai. Vedo che entrambi i principini di casa sono risultati molto interessati alla lavanda, vedi sono degli intenditori 🙂 c’è qui la Maggie che li saluta, Ulisse è proprio il suo tipo

    1. Francesca P.

      20 Luglio 2015 at 23:48

      Qui siamo tutti dei romanticoni… 😛 La lavanda ha destato molto successo, ho dovuto persino nasconderla, una volta fatte le foto, perchè se no rischiavo di vederla sparpagliata in tutta casa! Sottinteso che poi qualche leccatina alla coppetta (finita dalla sottoscritta in 2 minuti) è scappata! 🙂
      Dai, la prossima volta invitiamo anche Maggie per questa merenda provenzale…

  • Margherita

    21 Luglio 2015 at 1:30

    Ah il gelato di ricotta, alla fine lo hai fatto… e come lo hai reso speciale! Mio marito mi ha fatto ascoltare Guccini per diverse ore sabato scorso, ma nella testa mi sono rimaste impresse altre strofe… come siamo diversi, eh? Io non sono una che corre, da diversi anni a questa parte nuoto. Ma da quando “il cocomero” che mi porto dietro si é installato nella mia pancia guardo sempre con una certa invidia tutti quelli che corrono per le strade e per i parchi di Montreal e mi dico che avrei una gran voglia di farlo anch’io… forse perché inconsciamente so di non poterlo fare??? Chissà…

    1. Francesca P.

      21 Luglio 2015 at 10:31

      Marghe, ti aspettavo! In ritardo di un anno sulla tabella di marcia, ce l’ho fatta a pubblicare un gelato alla ricotta! E’ diventato a tutti gli effetti uno dei miei preferiti e tu hai contribuito molto ad accendere la scintilla iniziale… 🙂
      In realtà il mio correre è metaforico e non pratico… cioè non vado al parco a correre, se non raramente, mi stanco presto… però il senso di libertà che trasmette è l’aspetto che più mi piace! E vale anche – e soprattutto – con le corse mentali… ah, quanti chilometri macino con i pensieri!
      Adesso tu correrai ad abbracciare il tuo “cocomero” speciale… 🙂

  • Anna

    21 Luglio 2015 at 9:52

    Ho corso anche io leggendo le tue parole, e ho visto tanto viola e tutto profumava di lavanda!
    Ma quanto è bello correre con la mente? si possono visitare mille posti diversi in pochi minuti, e tutto è sempre bello, luminoso e gioioso 😀
    Adoro sempre le tue composizioni originali, il gelato alla ricotta non l’avevo mai visto ma so già che deve essere delizioso!!
    Buona settimana!

    1. Francesca P.

      21 Luglio 2015 at 10:35

      E’ bellissimo e anche comodo… non ci si affatica, non si suda e non fanno male i muscoli, ahaha! Battute a parte, sai che la mia mente è come un aereo, una nave, una macchina: ci salgo sopra e mi faccio portare lontano, senza pormi limiti di meta o di tempo… la Provenza mi è rimasta nel cuore e quindi lui, rannicchiato dentro alle scarpe, ci è tornato in maniera spontanea, da solo… 😉
      Prova a mettere la ricotta in un gelato, Anna, resterai conquistata! Il prossimo voglio farlo aggiungendo una composta di fichi… mi fai compagnia per l’assaggio di sperimentazione?!

      1. Anna

        22 Luglio 2015 at 11:56

        arrivo 😉

  • Claudia

    21 Luglio 2015 at 14:34

    Non so se mi va di correre…fa troppo caldo…è probabile che passeggerò lentamente, per godermi il paesaggio, per osservare le erbette che crescono sul ciglio della strada, per assecondare la pigrizia del mio corpo. Questo gelato al profumo di lavanda però, con o senza corsa, sarebbe un premio sublime arrivata a destinazione! E non so ancora se pedalando lentamente in bicicletta o se trasportata da uno dai miei vecchi amici-nemici autobus romani, ma tra un paio d’ore arrivo anche da te 😉

    1. Francesca P.

      21 Luglio 2015 at 14:41

      Dici che ho scelto il periodo sbagliato per correre e faticare?! Oggi pomeriggio, a voce, ti illustrerò la mia visione/teoria su cosa fare e non fare in estate, su diretta esperienza a pelle! 😀
      A sapere che ti avrei vista, avrei tenuto da parte un po’ di questo gelato… ma vallo a dire a Ulisse e Tarallino che, non contenti di aver sniffato tutto il mazzo, si sono anche ripuliti bene ogni coppetta!
      A prestissimo, se non ci sciogliamo prima durante la strada… 😛

  • Lorenza

    21 Luglio 2015 at 16:06

    Ciao,bellissime parole,ottime foto e il gelato…di sicuro buonissimo!
    mi piace seguirti!
    Un abbraccio

    1. Francesca P.

      21 Luglio 2015 at 20:18

      Grazie mille, Lorenza! 🙂 E’ stata una scoperta la bontà della ricotta nel gelato, già la uso per tanti piatti, adesso ho trovato un modo in più!

  • Alice

    21 Luglio 2015 at 19:31

    La Provenza! Ci ho lasciato il cuore…così come in quei meravigliosi campi di lavanda. Mi piacerebbe proprio assaggiare il tuo gelato, e poi correre anche io, o nuotare in un mare fresco e cristallino. E soprattutto imparare e neutralizzare le persone che spengono i sorrisi, ecco. Soprattutto quelle.
    Un abbraccio,
    Alice

    1. Francesca P.

      21 Luglio 2015 at 20:22

      Ecco, soprattutto quelle… ripeto, ribadisco e ri-sottolineo il concetto! Bisogna correre velocemente lontano da loro… è l’unico caso in cui scappo e non mi volto indietro!
      Ma parliamo di cose belle che meritano di più… decisa la ricetta per il rabarbaro? Come vedi l’aspetto con ansia, perchè so cosa vuol dire averlo tanto sognato e finalmente stringerlo tra le braccia! 😀
      Il conto alla rovescia per il mare per me è iniziato, le vacanze non sono dietro l’altro ma con la mente sono già corsa lì… 😉

  • Laura e Sara Pancetta Bistrot

    21 Luglio 2015 at 22:46

    Franci cara perdona le tue pancettine…ultimamente ci siamo perse pezzi preziosi, ci eravamo prese una piccola pausa dal blog, forse proprio perché nel nostro caso rischiava di diventare una corsa contro il tempo e non una bella corsa come quella con il vento in faccia e gli occhi da riempire frazione di secondo dopo frazione di secondo di belle persone, bei paesaggi…dal mare alla montagna passando per i campi di lavanda…I tuoi mici come sempre sono dei modelli fantastici, e che dire della coppetta?? Una magia di gusto e chicchi di colore come quelle che solo tu sai fare!!!

    1. Francesca P.

      22 Luglio 2015 at 11:00

      Ehi, avete fatto bene a staccare un attimo… può capitare e anzi, a volte è necessario! I nostri spazi sono nati per puro piacere e il piacere di essere qui non deve mai diventare imposizione, dovere, affanno o appunto corsa contro il tempo! Tanto, aimè, nella corsa contro di lui quasi sempre perdiamo noi… la prossima settimana mi fermerò anche io, sento che è arrivato il momento… se però vorrete una pausa tra colori e miao, il bistrot per le pancette riapre appositamente per darvi una coppetta e un abbraccio! 🙂

  • Monica

    22 Luglio 2015 at 17:15

    Amo questa tua reinterpretazione della corsa, così bella, immaginaria e incredibilmente affascinante.
    Correrei felice in quel mondo, limpido e pulito, chiaro e delicato, come questo gelato, fresco profumato ed elegante.
    Te ne subo un cucchiaio, chiudendo gli occhi e immaginandomi in quell’angolino fatato <3

    1. Francesca P.

      22 Luglio 2015 at 20:46

      E’ un correre in un mondo parallelo che ci ripaga da tutte le cose che non vanno in quello reale, di tutti i giorni… è il potere dell’immaginazione e della fantasia, mi piace correre incontro a questo! 🙂 Se poi nell’aria c’è profumo di lavanda, aspetto anche un bel po’ prima di tornare indietro…

  • Patalice

    22 Luglio 2015 at 20:43

    …e si ha la fortuna di incappare in parole meravigliose…
    che lasciano il profumo della lavanda tra le labbra, e fanno sorridere occhi e cuore

    1. Francesca P.

      22 Luglio 2015 at 20:48

      Grazie mille… anche commenti così aiutano i piedi a correre meglio e anzi, quasi a volare! 🙂

  • zia Consu

    22 Luglio 2015 at 21:03

    Da tempo voglio provare il gelato aromatizzato alla lavanda e tu mi hai letta nel pensiero..corro verso di te con il sorriso 🙂

    1. Francesca P.

      22 Luglio 2015 at 22:19

      Allora è un segno da seguire subito… è arrivato il momento di mettere dentro una coppetta colorata uno dei miei fiori preferiti! 🙂

  • Melania

    22 Luglio 2015 at 21:50

    “Lo vedi tu com’è…
    Bisogna fare e disfare.
    Continuamente e malamente con amore, battere e levare.
    Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare”
    Ad Aprile al metropolitan sono andata a vederlo. E dopo ” viva L’Italia” ha cantato questa.
    Io lo ascolto da sempre, insieme a Guccini e De Andrè, la vivo, la sento e le suono la musica perché è la mia valvola di sfogo.
    E stasera scopro ancora qualcosa che ci lega. Stasera mi siedo in silenzio vicina a te e ti ascolto ma senza dir nulla, perché a volte non serve, perché a volte ci si capisce.
    Mi siedo accanto a te e sorridendo e gustando pezzi del tuo gelato canticchiamo vecchie canzoni.
    Buonanotte Francesca, ti mando un abbraccio

    1. Francesca P.

      22 Luglio 2015 at 22:23

      Le affinità si nutrono anche di note… le stesse note ascoltate milioni di volte e fatte proprie, che reggono parole di canzoni così “giuste”, così belle… peccato che al mio concerto non abbia suonato “Battere e levare” (ma lo perdono perchè ha fatto “Caterina” che adoro!) e grazie a te per avermela ricordata attraverso quella strofa! Sappiamo dunque quale colonna sonora accompagnerà il pezzo di strada di corsa che faremo insieme… 😉 E ovviamente, cresciuta con i cantautori, non posso che considerare dei punti fermi anche Guccini e De Andrè… se cerchi tra le ricette quella del plumcake con limone e semi di papavero, scoprirai qualcosa in più su questo perchè ne avevo parlato…
      Un abbraccio a te, che sai sempre arrivare.

  • Chiara

    22 Luglio 2015 at 23:39

    ho voglia di sedermi con una ciotola di gelato in mano e in silenzio assaporarne ogni cucchiaiata,ad occhi chiusi, non mi va di correre, fa troppo caldo….Ti abbraccio

    1. Francesca P.

      23 Luglio 2015 at 0:03

      Io voglio correre per raggiungere le cose che voglio, ma porto con me una borsa termica con vaschette ghiacciate così almeno ho il gelato a portata di mano… 😀
      Un abbraccio a te, Chiara, fa caldissimo anche qui e quasi quasi infilo la testa nel freezer…

  • Ely

    23 Luglio 2015 at 0:33

    Ho corso un po’ anche io, sulle ali di sogni e speranze che dipingi in queste parole.. fino a là, dove il viola si respira e nel quale mi piacerebbe perdermi.. <3 Correre per vivere un istante immobile.. e non è un paradosso, visto che io correrei sempre verso quegli istanti che vorrei vivere e rivivere sempre.. dato che si vive solo poche volte davvero, solo quando si sente il cuore felice di battere, libero e sereno. Ti abbraccio e mi gusto questa delizia tesoro… <3

    1. Francesca P.

      23 Luglio 2015 at 0:43

      Ely, vedi perchè sono felice di risentirti? Perchè sai cogliere il senso delle cose e hai detto frasi verissime… istanti da fermare, quasi da congelare nel tempo… attimi fugaci, che valgono oro… i momenti di felicità sono rari e fragili, la serenità sembra giocare a nascondino troppo spesso e il cuore corre se non riesce ad avere le ali… ma sono sicura che dietro un albero o una roccia, o a ridosso di una curva, un paio di ali ci siano ad aspettarci in ogni stagione della vita… il tuo amato bosco riserva sempre sorprese…

  • Francesca

    23 Luglio 2015 at 16:30

    I sentieri meno battuti sono i più interessanti, è facile che nascondano qualcosa che ci sorprende perchè nessuno l’aveva notato prima. Per ora mi limito a camminare, fa un po’ troppo caldo per correre (e sono un po’ una scansafatiche al momento 😉 ), però se ci incrociamo, io ho con me un barattolo di marmellata di more fresca fresca. Ci possiamo fermare un attimo e fare merenda, dare un’occhiata alla strada percorsa e a quella luce là in fondo, far congetture sul numero di buche che ancora ci aspettano lungo il percorso, decidere di superarle con un salto o inventare chissà quali fantastici ponti ce ne dovesse essere bisogno. Qualche sera fa il cielo azzurro era solcato da stiracchiati nembi e tra essi, all’improvviso, maestoso un drago bianco ha fatto la sua comparsa. L’ho seguito per un po’, finché non si è nascosto dietro una nuvola più grande … magari si potrebbe fare un po’ di strada sulle sue ali 😉
    Continuo a camminare, forse prima o poi ce la faccio a correre, chissà che altro si può vedere lungo il percorso … magari qualcosa di straordinario o di semplice ma meraviglioso, magari parole interessanti, un paio di gatti curiosi, un ciotola di gelato per ristorarsi dalla fatica …
    Buon we Franci!!!

    1. Francesca P.

      24 Luglio 2015 at 0:00

      I sentieri meno battuti sono quelli popolati da gnomi, folletti, fate, coccinelle parlanti, funghi a pois, Stregatti… nelle favole è sempre così, no? 🙂 Se poi ci sei tu accanto a me, il drago viene di sicuro a darci un passaggio sul suo dorso perchè sa che poi tu gli regalerai una tua creazione di stoffa per ringraziarlo…
      Dove ci porterà il percorso non si sa, ma come diceva la famosa canzone di Battisti “lo scopriremo solo vivendo”… possiamo anche procedere senza correre, solo a passo svelto, prendendoci sottobraccio per appoggiarci l’una all’altra… 🙂

  • Fabrizia

    24 Luglio 2015 at 13:14

    Mia cara, io che ho fatto della corsa verso la lentezza, i propri tempi ed i propri spazi la mia personale regola di vita, leggo le tue parole che volano alte verso l’azzurro e sorrido.. Di Provenza sai far sognare con profumi, sapori e luce che riversi ovunque qui..
    Ti abbraccio!
    Fabrizia

    1. Francesca P.

      24 Luglio 2015 at 15:06

      Fabrizia, vorrei essere circondata dalla natura come te, rallentare il passo e godermi profumi e colori della tua terra che come sai sento anche un po’ mia… e dove devo tornare, assolutamente sì! 😉
      Un abbraccio forte, bellissimo vederti apparire quando meno me l’aspetto… ecco le sorprese durante la corsa che mi fanno fermare per prendere fiato… 🙂

  • conunpocodizucchero

    25 Luglio 2015 at 8:46

    Solo tu potevi presentare un gelato in questo modo così delicato, leggero e gentile. Sei la mia Francesca preferita! 🙂

    1. Francesca P.

      25 Luglio 2015 at 10:26

      Ahaha, Elena, troppo bella l’ultima frase! Contenta di avere questo onore! 😀 Sperimentare accoppiamenti curiosi e nuovi ci accomuna… e la gentilezza deve esserci sempre, anche quando si mangia… 🙂
      Un abbraccio grande, per due!

  • Ketty Valenti

    25 Luglio 2015 at 12:26

    Arrivo sempre nel tuo blog aspettandomi qualcosa di bello….ed infatti non mi sbaglio mai,è sempre una gradita sorpresa,le parole che metti nei post,le ricette che adoro (e non è una sviolinata giuro)e le fot che raccontano meraviglie,complimenti sinceri!

    1. Francesca P.

      25 Luglio 2015 at 19:23

      Ketty, le tue parole sono come una piacevolissima musica di sottofondo mentre corro… 🙂 Grazie mille, tutte le volte che vorrai tornare, ti accolgo con un ciuffetto di lavanda in mano! 😀

  • The Daydreamer

    25 Luglio 2015 at 19:04

    Cara Francesca, che bello essere di nuovo qui con te! La fabbrica dei sogni la sto cercando anch’io ed un posticino dove fermarmi ad ammirare e riprendere fiato penso di averlo trovato – anche per me si trova a sud di un paese 😉 Ancora una piccola settimana e dovrei reggiungerlo… Ti auguro un’estate bellissima, piena di corse, rincorse e anche tante soste salutari. (Bello vedere due musetti curiosi nelle tue foto ;-))

    1. Francesca P.

      25 Luglio 2015 at 23:25

      Che bello sapere che la strada che ti manca per arrivare in questo posto è così breve… potresti anche rallentare la corsa e arrivarci camminando, dato che ci sei quasi! 😉 Buona vacanza e buona estate a te, Donatella, è sempre un piacere quando passi a trovarmi… anzi, a trovarci! 😉

  • Mari Z.

    25 Luglio 2015 at 19:29

    Hai mai pensato quanto sarebbe bello poter munirsi di ali e volare rapidamente in cielo per spostarsi da una parte all’altra del mondo! Fantastico!
    Originalissimo questo gelato! Sapor di lavanda per profumare la giornata! 🙂

    1. Francesca P.

      25 Luglio 2015 at 23:28

      Certo che ci ho pensato, Mari… e mi piacerebbe al punto che pur di avere le ali vincerei anche la paura di volare che mi assale quando prendo un aereo! 😀
      Grazie… questo è uno dei gelati della nuova collezione estate 2015 del bistrot! 😀

  • acky

    29 Luglio 2015 at 19:58

    In questi giorni come sai per me il tempo corre, corre veloce come una saetta. Ma trascorrere anche solo una manciata di minuti tra i tuoi pensieri e i tuoi racconti mi rilassa e muove in me sentimenti piacevoli. Condividendo la tua corsa…ti abbraccio forte

    1. Francesca P.

      29 Luglio 2015 at 20:22

      Che bello sentirtelo dire… e sapere che vieni a cercarmi, nonostante abbia pochissimo tempo per te e una cucciola dolcissima da coccolare! 🙂 Ti abbraccio anche io e magari dopo l’estate, senza corse, riusciremo a organizzare un incontro, che dici?

  • Agnese

    7 Agosto 2015 at 8:52

    Amo De Gregori.
    E la ricotta.
    E le parole intense, come quelle che – sempre – punteggiano i tuoi post.
    E’ bello passare a leggerti. :*

    1. Francesca P.

      7 Agosto 2015 at 10:36

      Amo che ami queste cose.
      E che passi, camminando lentamente, facendo lo slalom tra le parole.
      Buona estate, Agnese. Che sia morbida e pura come la ricotta…

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