FIOR DI MERAVIGLIA

18 novembre 2018Francesca P.
Blog post

A guardarlo bene, il cuore è come un forno: sempre pronto ad accendersi e a dare il suo meglio, quando è caldo. Caldissimo.

Ci vuole il tempo necessario per prepararlo, ma poi avviene la magia: tutto ciò che vi viene posato dentro, diventa dorato. Acquista colore e sapore. Si sviluppa. Si trasforma.

Troppo a lungo spento non resta, se crediamo in questa magia. Basta toccare il tasto (giusto), aspettare che le pareti si scaldino, pazientare fino a quel momento… e poi aprire la porta. E respirare calore. Come un vento di scirocco forte che si libera all’improvviso. Che veste e investe.

All’inizio, mettiamo quasi titubanti al suo interno ciò che abbiamo tra le mani, protetto dalle mura delle teglie. Non sappiamo bene cosa accadrà, se le nostre aspettative saranno soddisfatte, se tutto sarà come desideriamo. Sbirciamo dal vetro con speranza, controlliamo il cammino, vegliamo con curiosità e apprensione. E pian piano, troviamo le risposte che cerchiamo. Vediamo ciò che si compie. Scopriamo cosa deve essere. Ed è. Davanti ai nostri occhi.

Serve il forno, per cuocere. Serve il cuore, per gustare.

Senza forno, gli impasti rimangono crudi. Senza cuore, il piatto rimane vuoto.

Io, senza forno, non saprei stare. Io, senza cuore, non saprei vivere. E non vorrei (mai) vivere.

L’emozione di quando la temperatura sale, la gioia di quando tutto cresce, il piacere di quando finalmente si può mangiare. La voglia di provare che vince sulla paura di scottarsi. Per me, cucinare e amare ha senso (solo) così.

Dal forno nascono cose buone, dal cuore nascono cose belle.

Le cose che hanno (e danno) più profumo sono queste. E tutto parte da lì: da quel nucleo vivo, vibrante e rovente che può creare – sempre, di nuovo, ogni volta – fior di meraviglia.

 

“FIOR” DI GNOCCHI ALLA ROMANA CON FUNGHI, TALEGGIO E PEPE ROSA

 

250 di semolino di grano duro

1 l di latte

1 uovo

Funghi (a piacere)

Taleggio (a piacere)

Burro (a piacere)

Parmigiano grattugiato (a piacere)

Sale grosso

Pepe rosa (q.b.)

Sale nero di Cipro (facoltativo)

Pepe nero

Prezzemolo (facoltativo; per decorare)

 

Lavate bene e mondate i funghi, togliendo la parte terrosa (se usate gli champignon tagliateli a pezzetti, mentre i pioppini potete lasciarli interi).

In una pentola, mettete il latte e un cucchiaio di sale grosso. Portate a ebollizione e versate il semolino, a pioggia, mescolando energicamente con un mestolo di legno o con la frusta. Fate cuocere, continuando a mescolare, per circa 20 minuti. Spegnete il fuoco, unite l’uovo e amalgamate bene.

In un piatto largo da portata o in una teglia ampia, di cui avrete leggermente bagnato il fondo, versate il composto e stendetelo a uno spessore di 1 o 2 cm. Fate raffreddare e quando il composto è diventato compatto, ricavate gli gnocchi con l’aiuto di una formina per biscotti o di un coppapasta (potete fare gli gnocchi rotondi o a forma di fiore, come ho fatto io).

Imburrate una pirofila e sul fondo mettete il taleggio, tagliato sottilmente. Sbriciolate sopra qualche bacca di pepe rosa e coprite con gli gnocchi. Distribuite i funghi, nel modo che preferite. Cospargete la superficie con il parmigiano e dei fiocchetti di burro. Completate con un giro di pepe nero e/o sale di Cipro.

Cuocete in forno già caldo a 190° C, finchè gli gnocchi saranno ben dorati. Prima di servire, decorate con il pepe rosa e qualche foglia di prezzemolo.

*Potete usare una pirofila dai bordi più alti e fare anche più strati di di condimento e di gnocchi, per raddoppiare il piacere!

 

33 Comments

  • Anna

    18 novembre 2018 at 20:45

    Ben ritrovata, Francesca!
    Anche questa sera sono comodamente sprofondata sul divano eppure mi sento lì, con te, dinnanzi al tuo forno… A “sbignare” il cammino, a sperare nella magia. Come se si trattasse, appunto, di uno scrigno magico.
    E il cuore, in fondo, lo è. Uno scrigno in cui gli affetti si conservano, al di là del tempo e delle distanze. Sempre, lo so…

    Un nido caldo e luminoso, il tuo cuore.
    “Io, senza cuore, non saprei vivere. E non vorrei (mai) vivere”.
    Anche se, talvolta, è rischioso e faticoso, vero Francesca?
    L’eterna lotta tra il cuore e la ragione.
    Ne parlo con cognizione di causa, per quelle volte in cui ho dato tutto, ci ho messo il cuore, e qualcuno non se ne è nemmeno accorto…
    Nonostante ciò, non me ne pento: non ero sbagliata io, non il cuore che mi indicava il cammino. Forse, erano i tempi, i luoghi, le circostanze ad essere sbagliate…
    “Senza cuore, il piatto rimane vuoto”, ed è di una tristezza infinita la cosa… il vuoto di affetti, di sogni e obiettivi da raggiungere, di principi in cui credere, di rapporti veri, profondi e liberi.
    Un cuore vuoto, inconcepibile, come un forno spento…

    Buona settimana, Francesca, un abbraccio!
    P.S.: ogni volta, fior di meraviglia dal tuo cuore!
    Anna

    1. Francesca P.

      19 novembre 2018 at 12:31

      Volevo chiudere il post con questa citazione della Montalcini: “Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”… e tu devi averlo sentito, captato. Al solito, sei andata oltre e ti sei infilata in un pensiero, più nascosto… è vero, è una lotta eterna, quella tra cuore e ragione. Ho sempre fatto vincere il cuore e non smetto di ascoltarlo, ma sai la novità? Ora lo difendo… lo so difendere molto meglio. Lo so proteggere. E in questo, la ragione è un’alleata, perchè parla in modo meno istintivo. L’ultima parola, comunque, spetta al cuore… il verdetto è il suo. Ma con molta più consapevolezza e molto più amore. Per noi stesse. Prima quello, poi il resto. Dopo tante infornate, lo si comprende… 😉
      Pensiamo che il cuore sia fragile, pronto a rompersi… ma non è così. Non esiste, per me, cosa più resistente e dalle mille vite. Tutte quelle che vogliamo dargli. Qualcuno ci ha provato e ci proverà sempre a rubarlo, ad abusarne, a ferirlo… ma senza successo, mai del tutto. Perchè ce lo teniamo stretto. Il solo averlo fa la differenza, rispetto a chi non lo ha o non lo usa…
      Godiamoci battiti, fiori gialli gratinati, tocchi di rosso e di passione e ogni scintilla che tiene acceso il forno e la sua luce…
      ps: un abbraccio a te… e se dovesse nevicare a Milano pensami! Ci torno a inizio dicembre, chissà…

      1. Anna

        26 novembre 2018 at 18:55

        No, non è nevicato a Milano… ma io ti ho comunque pensata. Ho provato a immaginare la “tua” Milano di inizio dicembre, l’Artigiano in fiera, gli Obei Obei, la Prima alla Scala, e Piazza Duomo probabilmente già vestita a festa.
        E, in tutto ciò, una Gatta curiosa che si aggira stanca ma felice, pronta a catturare tutto ciò che il suo cuore le farà scoprire!
        Non è sola, la Gatta, a Milano c’è chi la aspetta… amiche care che lei ha saputo “catturare” con la magia che le appartiene, e che traspare dal suo bistrot.
        Sicuramente, farà scorta di esperienze ed affetti…
        P.S.: se mi decidessi ad andare in Fiera, mi guarderò in giro… Chissà…
        Anna

        1. Francesca P.

          26 novembre 2018 at 19:18

          Confido in dicembre, che è il primo vero mese della neve, che tinge tutto di bianco… è la terza volta che vengo nella tua città il weekend dell’8 dicembre, c’è ormai una specie di “appuntamento”, qualcosa che si rinnova e accade non solo (o non sempre) per mia scelta… evidentemente questa data nasconde o rappresenta dei significati! E qualcuno, in verità, credo anche di saperlo… 😉
          In Fiera non sono mai stata, ma il mio “quartier generale”, diciamo così, è Corso Garibaldi/Brera… se vedrò fiocchi scendere sulle e dalle finestre di quella zona che è la mia prediletta, sentirai un miagolo forte di gioia e sarà il mio 🙂
          Ma prima della partenza, ci vediamo qui domenica prossima, per il nuovo post!

  • emanuela

    18 novembre 2018 at 20:46

    Franci… oggi hai detto tutto tu….

    ci vuole il tempo giusto, perchè arrivi a temperatura…
    Non sappiamo bene cosa accadrà, ma …la VOGLIA di provare VINCE sulla PAURA di scottarsi … e allora vai .. allunghi la mano ed apri la porta e il calore ti (in)veste, arrossa le guance, quasi ti manca il respiro..ma è quello che ti serve adesso..che ho VOGLIA di SENTIRE ADESSO…
    Non può stare troppo a lungo spento, il cuore, hai ragione… troppo a lungo fermo… è il muscolo più bello che abbiamo… e quando scalda è meraviglioso….

    Il mio cuore sta piano piano tornando a temperatura ed io sono così felice.. nonostante TUTTO..
    perchè VOGLIO PROVARE ANCHE SE HO PAURA…VOGLIO ALLUNGARE LA MANO, VOGLIO INCROCIARE ALTRI OCCHI CURIOSI ED EMOZIONATI, che scrutano dietro il vetro per vedere la magia…

    E’ bello Fra.. bellissimo … anche così …
    Grazie.. perchè oggi questo post è proprio mio.. non saprei meglio descrivere quello che sento ora…
    un bacio grande
    Manu

    1. Francesca P.

      19 novembre 2018 at 12:38

      Manu, se senti questo ora… stai sentendo una cosa bella e non hai freddo! Sei come avvolta nella tua coperta preferita, sei davanti al forno a vedere come cresce la tua torta, sei nella fase in cui si è pronti a scommettere, a puntare su ciò che sarà… senza indietreggiare.
      La paura si scioglie con il calore, sai? Più la metti vicino alla fiamma, più evapora, svanisce, scivola via dalle mani… tu allungale quelle mani, solo così possono afferrare le mani degli altri, di chi ricambia la presa o fa il gesto di (ri)sollevare… il vetro del forno è come quello di una finestra, da cui vedi la vita accadere… la tua!
      Tieni questo post, contenta di aver parlato anche per te 🙂

  • Ipasticciditerry

    19 novembre 2018 at 10:07

    Paragonare il cuore al forno mi piace molto. In effetti anche io non saprei stare senza; del cuore per ovvi motivi ma nemmeno del mio forno, con cui ho un rapporto davvero particolare. Dentro ci faccio il pane ma anche tanti dolci. Le mie amate verdure ma anche pasticci e timballo di pasta. Il mio cuore però si scalda molto più velocemente rispetto al mio forno che ormai ha i suoi negli anni. Certo non come il mio cuore ma quello è programmato per vivere molto più a lungo del mio forno, almeno spero. 😀 Questo piatto unisce il nord a Roma, me a te. Il Taleggio, tipico formaggio della Lombardia con gli gnocchi alla romana … golosa tentazione. Oggi mi accogli anche con il mio Tarallino e mentre qui cadono i primi fiocchi di neve della stagione, immagino di accarezzarlo e godere del suo pelo caldo e dei suoi rooon-roon

    1. Francesca P.

      19 novembre 2018 at 12:46

      Forno e cuore sono parti fondamentali di noi, a cui ci dedichiamo e a cui teniamo… paragonarli mi è venuto naturale, mentre vedevo gli gnocchi gratinarsi e mi godevo l’attesa 🙂 Vedi cosa può nascere da un pranzo o dal cibo? Chi mette cuore nelle cose, lo mette e lo vede ovunque! Ci affanniamo tanto a trovare la ricetta perfetta, quando basterebbe capire che c’è un ingrediente insostituibile e magico, l’unico capace di rendere davvero buona e dorata la nostra vita…
      Se il parmigiano ricorda una bella nevicata, spero di contribuire allo scendere dei fiocchi, come quelli di burro… senza saperlo, ho istigato il cielo, ahaha! Cattura un po’ di poesia anche per me… Tarallino alla finestra forse sta aspettando anche lui questo, sta monitorando la situazione 🙂

  • Silvia

    19 novembre 2018 at 17:51

    Certo il cuore non può restare a lungo infreddolito, lo so, per questo gli racconto storie, gli faccio ascoltare le note giuste di qualche bella canzone, lo coccolo affinché resti caldo, almeno perché sia pronto a quell’improvviso che potrebbe accadere. Di sicuro sa gustarsi i piatti succulenti e invitanti, che sono il carburante giusto per dargli energia! È un po’ che non palpita per le preparazioni…arriviamo…col passo lento lento ma ci siamo quasi…sarà contento di tornare a guardare il vetro del forno!! 😊 se ti dico che non ho mai assaggiato dei veri gnocchi alla romana? Mi sembrano super invitanti! Li devo provare!!! Un abbraccio

    1. Francesca P.

      19 novembre 2018 at 19:19

      Mi fa sorridere l’immagine di te che racconti storie al cuore… mi trasmette tenerezza, quella che ti appartiene e che ho letto nei tuoi occhi, che un giorno sarà indirizzata verso un altro cuore, caldo anche lui come il forno che ci fa compagnia in tanti momenti speciali… e unire le due fonti di calore sarà bellissimo, sarà valsa la pena aspettare! Intanto, stai scaldando i motori per il ritorno sul blog e avrai un bel modo di festeggiare la fine dell’anno e l’inizio di qualcosa di nuovo… le basi sono quelle, come le radici, ma la Silvia che scrive e cucina ne ha fatta di strada in più in questi mesi di silenzio… io sarò in prima fila, con i miei gnocchi in cocotte perchè non esiste proprio che tu non li abbia mai assaggiati… non puoi dire così a una romana, ahaha! 😀

  • Ely

    19 novembre 2018 at 18:20

    Senza forno non so stare, senza forno non è cucina e ora che ne ho due uno grande grande e l’altro nella stufa di ghisa a volte vanno entrambi, un dolce, un pane, dei biscotti…. Profumo e calore si mischiano per creare quella magia che conosciamo….
    Splendidi questi gnocchi di semolino, hai scelto un condimento davvero favoloso! Un bacione grande!

    1. Francesca P.

      19 novembre 2018 at 19:25

      “Senza forno non è cucina” è un slogan efficace, un po’ come “no forno, no party”, per citare l’amato Clooney! 😀 Concordo, una casa senza forno è come un corpo senza cuore… manca l’elemento più importante, la fiamma che tutto accende! In questa stagione fredda, poi, il consumo di elettricità aumenta, sia a livello di elettrodomestico, sia di pelle, perchè c’è ancora più bisogno di calore…
      Ciao Ely, bentrovata, da un po’ non sentivo la tua voce :*

  • zia Consu

    19 novembre 2018 at 21:29

    Queste parole sono magiche x me 🙂 il forno, mio fedele compagno di passione! Mai avresti potuto coinvolgermi in modo migliore!
    Non sai come vorrei sedermi al tuo bistrot e fare l’assaggio di una di queste cocottine ^_^

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:16

      Ci sono cose da cui non ci separiamo mai, per cui troviamo sempre e comunque il tempo, anche facendo lo slalom tra gli impegni e i doveri… e il forno è una di quelle! Tu lo sai bene perchè non hai mai smesso di usarlo per i tuoi lievitati, da un lato tieni in braccio il piccolo e dall’altro impasti… se non è amore e cuore pulsante, questo! 😉

  • sandra

    20 novembre 2018 at 9:13

    Io ci ho provato sai Francesca, ci ho provato a spengere il forno e a spengere il cuore. Ho provato ad anestetizzare i sentimenti, ho chiuso il cuore e l’ho lasciato là, da parte, dentro al forno spento. E sono “sparita”, mi sono persa, non trovavo più nessuna strada, questo non voler sentire niente per non sentire il dolore mi ha fatto perdere la strada giusta. Mi sono data tempo, mi sono lasciata “spengere” per riuscire a riaccendermi. Ho fatto fatica. E poi una mattina mi sono svegliata e avevo voglia di accendere il forno, ho fatto il mio pane e ho riacceso il cuore.
    E ho sentito di nuovo, tutto il dolore e tutta la gioia. Quella delle piccole cose, quella che riesce giorno per giorno a risarcire le ferite, anche quelle profonde.
    Ho provato a spengere il forno e a spengere il cuore ma non si puo’ vivere senza.
    Bellissime le foto, le parole, i mici, la ricetta, bellissima TE

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:21

      Credo che in alcune fasi della vita tutti proviamo un po’ a spegnere il cuore… come difesa, o per stanchezza, o per esaurimento di scorte di energia. Ma alla fine cosa concludiamo? Che può essere solo una fase, breve e a volte necessaria, ma che ci sentiamo piene e calde dentro solo quando la luce è accesa… quando il cuore torna a battere, non per gli altri (o non solo) ma per noi stesse! E per tutta la vita che scorre nelle vene e che niente e nessuno può rubare o prosciugare interamente… è come mettere in stand by i comandi, solo questione di tempo… e quando si torna a panificare e ad aspettare gioiose la cottura di una torta, quanto è bello? Quanto mancava tutto ciò? Sono felice di sapere che forno e cuore sono di nuovo in attività… ma lo sapevo, sei donna forte e combattiva, so riconoscere chi è come me… 😉
      Grazie, un abbraccio!

  • Tatiana

    20 novembre 2018 at 12:54

    Verissimo! L’ho provato sulla mia pelle, sul mio cuore un po’ spento di fine estate, stramazzato sotto troppo caldo e stanchezza… non combinavo nulla, deprimente 🙁
    Invece ora si è magicamente aperto un mondo invernale, pieno di voglia di creare e di sfornare profumi e sapori, voglia di reinventarmi, di seguire le stagioni, di osservarne i colori e di vivere la natura con tutti i suoi cambiamenti: con il cuore caldo coccoli chi ti vuol bene e gli riempi la pancia di cose buone e sempre nuove, con il cuore caldo hai voglia di sperimentare nuovi abbinamenti e di lasciarti tentare dall’arancione, i marroncini e gli ocra di questo bellissimo autunno, l’autunno del cuore caldo, del camino, dei boschi incantati con le foglie scrocchiarelle sotto gli scarponcini, l’autunno ancora mite a mezzogiorno ma con il brividino del tramonto, il mio autunno bello e con il forno pieno!
    Qui vedo uscire dal tuo forno una squisitezza, arricchita da prodotti che quassù vanno parecchio, funghi e formaggi sono in nostro connubio tipico, vuoi che non mi inchini dinanzi a questa meraviglia? 🙂

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:31

      Si percepisce che l’autunno ti sta regalando nuovi stimoli e nuova forza… la stagione che molti associano alla malinconia può invece rappresentare un ri-inizio e un rivivere quello che più amiamo! I colori di questa stagione seducono anche me, assistere al viraggio cromatico delle foglie è una magia… quelle più rosse somigliano proprio a un cuore che passa varie fasi prima di raggiungere la sua tonalità più calda e più piena, no? Continue metafore, continui parallelismi…
      Il freddo lo temo un po’, ma so ormai come combatterlo… ora è il momento di tenere acceso il forno senza limiti, di cercare di avere calore quanto più possibile, nei nostri piatti, in pancia e nella parte sinistra del petto… in quell’angolo la doratura e la gratinatura viene ancora meglio, lo abbiamo sperimentato e lo sappiamo 😉
      La meraviglia è un po’ ovunque, nostro compito è trovarla e crearla con tutte le armi a forma di cocotte a disposizione… 🙂

  • Claudia

    20 novembre 2018 at 15:24

    Sono un po’ assente dal web ultimamente, anche dal mio blog, come forse avrai notato. Il cuore è caldo e colmo di cose da scrivere e da dare, ma il forno resta spento e la tastiera muta, il tempo tiranno me ne tiene lontana. Ma proprio perché il cuore è parte importante di una ricetta da condividere, non mi metto fretta, e lascio che il giusto tempo arrivi. Ma vengo qui a lasciarti un saluto, rapita da una di quelle che sono, da sempre, le mie ricette del cuore. Mio padre fa degli gnocchi alla romana divini, nella loro versione più classica, ché non è tipo da grandi sperimentazioni e abbinamenti originali. È una delle cose che in inverno mi prepara più spesso nelle mie troppo fugaci visite nella capitale, forse sottovalutando il piacere che mi fa.
    Ecco, mi hai fatto venire nostalgia. Nel cuore e nello stomaco 🙂 Grazie e un abbraccio!

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:38

      … certo che ho notato l’assenza dal blog! Sono venuta 3 volte a guardare se avevi impiattato qualcosa di nuovo, io torno sempre nei bistrot preferiti, tengo sotto controllo apertura e chiusura della serranda! 😉 Fai bene a rispettare tempi, esterni e interiori… il forno può pure restar spento per un po’, ma il bello è che fa presto a ri-scaldarsi, quando vogliamo riaccenderlo… non si dimenticano mai certe cose, come avviene con l’andare in bicicletta o il guidare! Cucinare e amare, se fanno parte di noi, restano lì, pronti per nuove avventure appena ce lo sentiamo!
      La nostalgia ha un sapore dolce, se associata a piatti di famiglia e ricordi così, che sanno scaldare appena tornano vivi… da romana, non mi stupisco che gli gnocchi siano un piccolo colpo al cuore e spero che potrai rimangiarli presto, alla tavola di tuo padre o qui! 😉

  • Sara

    20 novembre 2018 at 18:24

    Bentrovata! Ho saltato qualche appuntamento e mi è mancata l’atmosfera calda e familiare del bistrot… Mi vedo, sai? Accoccolata davanti al vetro a guardare con occhi stupefatti il miracolo che piano piano, quasi in modo impercettibile, avviene in quel piccolo cubo caldo … E accanto a me, come un ombra una delle mie gatte … insieme aspettiamo che la magia si compia♡

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:43

      In questi mesi pubblico ogni 15 giorni, ho rallentato il ritmo ma questo non significa che sia lontana dai fornelli, dai mestoli e dal forno… bistrot sempre attivo, scorte di cibo e parole in dispensa non mancano mai! 🙂 Questo perchè le cose che ci fanno stare bene sono la nostra costante, l’abitudine che diventa coccola, il rito a cui non si rinuncia!
      Lo so che non ami il freddo e l’inverno, ma davanti abbiamo mesi “rigidi” e la sfida è muovere (e smuovere) chili e chili di calore, di pari passo con le farine… approvi?

      1. sara

        21 novembre 2018 at 16:13

        Potrei non approvare?
        Esaspero, a volte per gioco, la mia repulsione per l’inverno, ma apprezzo le cose belle e buone (pochine 😉) che offre …e intanto conto i giorni che mancano alla primavera🌼

  • Mile

    21 novembre 2018 at 7:04

    Accogliente come una cucina in funzione, calda come un forno in funzione. Grembiuli per tutti ed è casa. 🤗

    1. Francesca P.

      21 novembre 2018 at 12:45

      Ci vorrebbe un grembiule per ogni giorno della settimana, come un abito da indossare quotidianamente… 🙂 Che tutto sia in funzione, non c’è dubbio… la cucina è la stanza dove batte più cuore e più vita!

  • Alice

    21 novembre 2018 at 20:49

    Come te non saprei vivere senza forno e neanche senza cuore! Sono un fiume in piena di emozioni e sentimenti. Le emozioni spesso sono fisiche e istintive, mentre i sentimenti giocano sempre fuori dalla testa. Le emozioni sono guidate dagli eventi, mentre i sentimenti spesso … sono innescati da un evento. Bauman diceva che le emozioni passano e i sentimenti vanno coltivati. Niente di più vero e di più saggio. Anche l’amore per la buona cucina va coltivato, e per quanto mi riguarda passa spesso dal forno, da questo amico fedele per cui provo grandi sentimenti e che mi procura forti emozioni ogni qualvolta sbricio al suo interno un impasto che si fa dolce o un lievitato che si fa soffice ! Adoro le tue coccottine, deliziosamente gustose!
    Baci
    Alice

    1. Francesca P.

      22 novembre 2018 at 19:53

      Mi ritrovo in ciò che dici, Alice… so bene l’impeto che può avere quel fiume in piena e non c’è il rischio della siccità in anime come noi! 😉 Bauman ha ragione, la differenza tra emozioni e sentimenti esiste, la durata e la profondità contano molto… le emozioni sono scintille e bagliori, i sentimenti sono il faro che guida e che si tiene come riferimento costante, ecco! La cosa più bella, per me, è vedere l’evoluzione di alcune emozioni, che si sedimentano sempre di più, si fortificano e si consolidano fino a diventare sentimento… e quando avviene quel salto, quel passaggio lì, è come mangiare la torta più buona che sia mai uscita dal forno 🙂

  • saltandoinpadella

    23 novembre 2018 at 16:29

    Che belle parole, mi hanno scaldato il cuore, un po’ rattristato da queste giornate grigie ed uggiose. Molto bello il parallelo forno-cuore, in effetti è molto azzeccato. Impossibile resistere al fascino dello sportello del forno, una tentazione irresistibile, come è impossibile resistere al calore che cresce nel proprio cuore. La prima foto è luce, energia, allegria, positività, forza, coraggio…il giallo è il mio colore preferito 😉
    Come sono dolcezza, coccole, leggerezza i tuoi principi pelosi. Che forte Ulisse con la pancia all’aria. Mi fa sorridere solo guardando le foto. Starei tutto il giorno a coccolarlo

    1. Francesca P.

      23 novembre 2018 at 19:40

      La nostra cucina porta sempre sole e conforto… e io cerco di portarlo, a mia volta, qui 🙂 Un cuore caldo (e al caldo) può cuocere tutto quello che desideriamo e che plasmiamo noi con amore, pazienza, tenacia, slancio… e non è un caso che a tutto ciò sia associato il rosso, come colore, ma anche il giallo, che tanto ami! Le mie ultime tre ricette sono gialle… quando l’ho notato, ho pensato che il mio inconscio parla per me! Ulisse invece parla alla parte più tenera, è disarmante per cosa sa trasmettere quel gatto con gli occhi e anche con le sue buffe mosse… sa come ottenere quelle coccole tutto il giorno, come farlo accadere… e adesso ha conquistato anche le tue! 🙂

  • m4ry

    28 novembre 2018 at 19:53

    Amica mia, tralascio i commenti sul cuore, perché ti ho appena inviato un vocale su WhatsApp, ma vorrei soffermarmi su questa ricetta invece, e strapparti una promessa. La prossima volta che vengo a Roma, se mi fermo un po’ di più, me li prepari? Posiamo anche farlo insieme. Sai che gli gnocchi alla romana non li ho mai mangiati? Okay, lo so che è un’eresia… ma tant’è. E questi tuoi, hanno un aspetto che mi fa venire l’acquolina, porca miseria! Poi, mi piace proprio l’estetica. Il modo in cui li hai composti in quelle pirofile. Secondo me, stanotte me li sogno 😀 Bacini <3

    1. Francesca P.

      30 novembre 2018 at 18:42

      Tutte le parole dei nostri vocali forse raggiungono la quantità di quelle dei post nei nostri blog, sommate insieme, ahaha! Tommaso Paradise sarebbe fiero di noi… così come io sono fiera di te. E di me. E delle persone come noi, che quel cuore non smettono mai di curarlo e coccolarlo, che adesso lo proteggono e lo difendono ma non lo chiudono, quando qualcuno di meritevole bussa… e magari serve in tavola un piatto così, pieno di calore, di giallo, di positività…
      Consideralo già fatto, gli gnocchi li assaggerai… ma sarebbe bello anche se li preparassi tu, hai mani d’oro e so che li faresti con lo stesso mio sentimento… ho detto sentimento, sì, perchè noi ne mettiamo sempre tanto, come il parmigiano 😀

  • Monica Giustina

    29 novembre 2018 at 9:01

    Arrivo in punta di piedi, la mattina, sperando di non svegliare nessuno e guardo questo panorama bellissimo, giallo, colorato e pieno di piccoli pelosi teneri.
    Questa settimana volevo fare gli gnocchi alla romana, ma non ce l’ho fatta, li riprogrammo per la prossima e a guardare i tuoi mi sa che ho fatto bene ad aspettare, perché così sono stupendamente buoni!
    Non ho più i ritmi di una volta, fatico ad arrivare da queste parti, ma quando posso ci sono!
    Buona giornata Fra!

    1. Francesca P.

      30 novembre 2018 at 18:46

      Vedo bene questo giallo spiccare nel legno della tua baita, magari immerso tra le prime lucine natalizie e gli addobbi che rendono dicembre ancora più magico, in montagna… mi mancano le festività passate lì, quindi sappi che verrò a sbirciare e respirare l’aria almeno nel blog e tra le tue foto 🙂
      So che sono lontani i tempi in cui questi nostri spazi erano vissuti in altro modo, ma l’importante è non smarrire le strade che portano nei bistrot e nelle stanze preferite, che si mantengono calde, vive e accese e non c’è stagione o cambiamento che tenga…
      Grazie della visita, Monica :*

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