UN SORSO E UNA MADELEINE ALLA VOLTA

2 dicembre 2018Francesca P.
Blog post

Se l’anno è una tazza di tè, il mese di dicembre è quello dei sorsi più lenti. Molti lo vivono freneticamente, tendono ad accelerare tutto e corrono verso il Natale senza godersi lui, proprio lui: il sorso finale che lascia l’aroma in bocca. Che lo ferma, che lo trattiene per un po’. Solo chi si vive l’attimo e non pensa sempre al dopo, può assaporare dicembre e apprezzare il suo gusto. E retrogusto.

Andare avanti va bene, ma andare in avanti perdendosi ciò che si ha al momento è un peccato.

L’ultimo sorso esige calma. Merita quiete. Pretende ascolto. Perchè il tè sta finendo e la tazza sta per diventare vuota. E in attesa di riempirla nuovamente, bisogna (sof)fermarsi su quel che si è bevuto. Sulle note che hanno reso buono il tè. Che hanno prevalso, con una scia più intensa. Bisogna sentirle tutte, le note che hanno fatto speciale quel tè. Imprimerle e fissarle, per ritrovarle anche (un) domani.

Al termine della degustazione, dopo 12 mesi, è soltanto ora che si capisce cosa ci è piaciuto di più. Quale tè riprenderemo. Quale regaleremo. Quale entrerà nella lista dei preferiti. Quale metteremo nella scatola di latta più bella. Quale ci ha conquistato. Quale ci ha solleticato.

E oggi c’è tutto il tempo per fare questo.

C’è ancora tempo per fare questo.

Ci aspettano 31 sorsi, tutti interi. Tutti nostri.

Un sorso e una madeleine alla volta. Ricordando tutti i sorsi precedenti, insieme alle briciole cadute e raccolte. Sapendo che le cose finiscono solo per ricominciare. E non c’è da aver paura, perchè tutto ricomincia.

Perchè ci saranno sempre nuovi tè da scoprire, con infiniti abbinamenti.

Perchè il meglio deve ancora venire, come diceva qualcuno.

Anzi, le meilleur est à venir, chè alla francese suona in modo più… dolce. E (ben) caramellato.

 

MADELEINES AU CARAMEL AU BEURRE SALÉ

Ingredienti per circa 16 madeleines (io ho dimezzato le dosi)

3 uova

130 g di burro salato fuso

150 g di farina

130 g di zucchero

1 cucchiaino di lievito

8 cucchiaiate di caramello al burro salato

 

Sbattete le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Incorporate la farina e il lievito setacciati, il caramello e il burro salato fuso. Mescolate finchè l’impasto è omogeneo e liscio. Lasciate riposare in frigo per almeno 1 ora.

Scaldate il forno a 220° C. Mettete l’impasto negli stampini (in silicone o ben imburrati) e infornate per 4 minuti. Abbassate poi la temperatura a 170° C e cuocete per 4/6 minuti, finchè vedrete apparire le tipiche “gobbette” e le madeleines saranno dorate. Sfornate e fate raffreddare prima di mangiarle.

 

* La ricetta è tratta dal libro “Madeleines” di Lucia Pantaleoni (Guido Tommasi Editore)

 

** Vi lascio anche la ricetta per fare il caramello homemade (per le 8 cucchiaiate da mettere nell’impasto):

40 g di burro a pezzetti

1 pizzico di fleur de sel

2 cucchiaiate di panna da montare

50 g di zucchero

1/2 cucchiaino di miele

Mettete lo zucchero in una casseruola a fuoco medio. Unite il miele e mescolate finchè il composto diventa scuro. Aggiungete la panna poco per volta, facendo molta attenzione agli schizzi. Lasciate bollire per circa 3 minuti, mescolando in continuazione. Togliete la casseruola da fuoco, incorporate il burro a pezzetti e il sale. Rimettete sul fuoco e mescolate il caramello finchè non sarà liscio e omogeneo. Lasciate raffreddare.

 

 

22 Comments

  • Anna

    2 dicembre 2018 at 19:44

    Fa freddo e non me ne dispiaccio, io che amo sciarpe e cappelli e tazze di tè.
    Arrivo, e con la mano guantata spingo la porta del bistrot. Mi avvolge il tepore della tua casa, e il mio cuore traballa felice nel petto. Mi siedo sempre al solito posto ( no, cioè… non sono più sul mio divano, sono proprio al Bistrot!), a quel tavolino posto in angolo. Ho bisogno di riscaldare le mie membra rattrappite e ordino, inevitabilmente, un tè. Con le tue Madeleines. Ne mangio anche le briciole che cadono ribelli sul piattino, le raccolgo sul palmo della mano e assaporo tutto…
    Il tempo scorre lento, e io mi prendo tutto il tempo che voglio. Per pensare, per ricordare, per sognare. Per decidere cosa (trat)tenere, dei mesi trascorsi, e cosa invece salutare, per sempre, senza rammarico.
    Sorseggio senza alcuna fretta, ad occhi chiusi, e spontaneo mi sorge un sorriso… Chissà, mi chiedo, se la Gatta lo sa, che un buon tè e le sue Madeleines scaldano anche il cuore?
    Sì, il meglio deve (anc)ora venire…

    Buona settimana Francesca, e buon soggiorno milanese!
    Anna

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 18:48

      Proprio così immagino le merende e le pause… devono dare calore, devono accogliere, devono rallentare il tempo, devono lasciar fluire i pensieri. Niccolo Fabi canta che “solo chi va senza fretta, l’amore sa come si fa”… ed è verissimo. “Fare” nel senso di costruirlo, di viverlo, di goderselo… di assaporarlo, in ogni fase. Vale per tutto, no? Forse è anche per questo che amo il tè, molto di più del caffè: serve calma per berlo. Serve fermarsi. Serve sentire ogni sorso, come si sente ogni mese… perchè ogni mese porta qualcosa, o riporta (a) qualcuno. E ci riporta anche dove il cuore batte, o è più vivo, o sorride, o si accende. O tutte queste cose insieme. Che sia un blog, una città, una persona, un affetto, un luogo… poco importa. Importa cosa proviamo. E quante altre briciole cadono sul cammino. E quante altre madeleines evocheranno nuovi ricordi. Io sono sempre pronta: a infornare, a partire, a emozionarmi, a stringere. Ad avere la tazza sempre piena.
      Ti penserò, nei prossimi giorni… da vicino. E qui ci rivediamo tra 2 settimane, quando il tè di dicembre sarà quasi alla fine!

  • emanuela

    2 dicembre 2018 at 20:37

    Io arrivo qui perchè questa sera ho proprio bisogno di una tazza calda … di te, caffè, tisana, orzo…. quello che è purchè sia calda e confortante.
    Domani sarà una giornata impegnativa, pesante, difficile…. un’altra ….ma queste zampette morbide, o ali di farfalla, sono quello di cui ho bisogno…
    Senza paura… Manu, perchè anche nella più brutta delle ipotesi…. Il meglio deve ancora venire e si troverà il modo per andare avanti, non in avanti…. ma avanti….piano piano… (sof)fermandosi di più, prendendosi maggior tempo, quello che ora, serve….con maggior delicatezza…
    C’è ancora tempo per fare tutto, per assaporare nuovi tè, scoprire nuovi abbinamenti…

    mi godo piano piano questo ultimo tè di Dicembre, un sorso alla volta, ad occhi chiusi….con calma…. senza fretta…prendendo tutto il buono che c’è…raccogliendo tutte le briciole cadute, perchè anche dalle briciole si costruisce un NUOVO biscotto….
    Piano piano….
    un abbraccio forte forte…
    grazie perchè avevo proprio bisogno di TE…
    Manu

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:02

      Le tazze calde fanno miracoli e magie… per questo le colleziono e non smetto di comprarle… e di riempirle di ciò che più mi piace! E così farai anche tu… deciderai cosa ti va di bere, come una pozione che assicura l’ottimismo e il coraggio quando mancano, perchè sai che sono come il sole: non va via del tutto, sono solo delle nuvole a coprire! A volte la vita ha le stesse gobbette delle madeleines… è un sali e scendi, su e giù, ma ormai sei abituata, no? Avanti piano, proprio così… le lumache e le formiche lo sanno, non c’è bisogno di correre…
      Sì, Manu, c’è ancora tempo… sai quanti tè, quanti biscotti, quanti pomeriggi da rendere profumati, quante voglie da soddisfare, quanto miele o caramello da far sciogliere… i piccoli riti che danno sicurezza, gli appigli certi…
      Un abbraccio, scricciolo che ce la fa!

  • Sara

    2 dicembre 2018 at 23:38

    Stasera avevo proprio bisogno di una serata di terapia al bistrot.. È dal pomeriggio che aspetto l’apertura… Ed ero certa che avrei trovato quello di cui avevo bisogno… Oltre alle madeleines, che tra l’altro adoro, e una tazza di tè al profumo di gelsomino, mi sono innamorata di “Le meilleur est à venir”… Diventerà il mio mantra e ho già in mente un piatto su cui lo scriverò… Buona notte Francesca ..gli altri lasciamoli correre..non la vita ce la assaporiamo lentamente…
    Sara

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:06

      Rido… pensavo di essere una paroliera/cuciniera, non una psicologa, ahaha! Ma ti dirò, ormai mi sento un po’ anche quello… e mi piace tanto! 😀 Sono tutti percorsi… anche quelli per capire le cose che davvero contano, come viverle, come sentirle più nostre, come modellarle secondo la nostra natura… è come quando si fa un dolce, ognuno ci mette del suo, sceglie cosa lo rende più personale e come può (as)somigliargli di più… io in queste madeleines mi riconosco, nella loro solarità e nel loro oro deciso… e il tè al gelsomino è tra i miei preferiti 😉

  • Ile

    3 dicembre 2018 at 9:14

    Alla fine dell’anno – e non solo – io sento il bisogno di trattenere le emozioni, di soffermarmi su quello che ho sentito, senza fretta.
    Mi capita alla fine dell’anno, ma anche tra una stagione e l’altra. E’ per questo che mi brillano gli occhi davanti alle foglie rosse e gialle che incontro ogni mattina mentre esco con Nala, perché non ho fretta, non solo per quella malinconia che porta con sé il Natale.
    Prima di ricominciare ho bisogno di assaporare, di rimettere in ordine le sensazioni, di vivere e godermi il piacere di stare fuori a respirare guardando le stelle, fino all’ultimo sorso, fino a quando il cuore ne ha bisogno.

    Io mi fermo ancora un po’ ad assaporare l’ultimo sorso di tè questa mattina e ti sorrido, perché so già che qui tornerò ancora e ancora. Oggi, domani, nei mesi più freddi e quelli più luminosi…

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:14

      Dicembre è sempre stato un mese delicato… l’ho sempre visto e vissuto così. Porta via tutto un anno, chiude un ciclo, annuncia bilanci, brilla di luci ma ha anche le sue ombre, proprio perchè rappresenta una fine… un anno fa scrivevo che può, però, essere anche considerato da un’altra angolazione: e se fosse un inizio? Se tutto comincia a muoversi da ora e proprio ora, perchè ciò che termina apre spazio al nuovo? Fidiamoci di lui, Ile, sa cosa far sparire e cosa lasciare, cosa farci ritrovare anche dopo… e io mi fido di chi torna, perchè significa che vuole restare… 🙂

  • ipasticciditerry

    3 dicembre 2018 at 14:09

    Ormai ci conosciamo e lo sai che anche io sono una che “assapora” giorno per giorno, momento per momento. Perciò non faccio fatica a seguire il tuo consiglio e finire di godermi questi giorni che portano inesorabilmente a un nuovo anno. Il tempo per me è assolutamente prezioso, è un dono inestimabile che molti non si rendono nemmeno conto di avere. Lasciano passare le giornate aspettando che arrivi sera e poi ancora mattina … Forse non sai che una delle mie grandi passioni sono i biscotti e i dolcetti mignon che evito accuratamente di fare, a meno che non debba prepararli da regalare a qualcuno. Sono talmente golosa che se, appena pronti, non li impacchetto subito, sono capace di gustarmeli (si perchè poi me li godo, quasi a occhi chiusi) uno dopo l’altro, fin che non vedo la fine. Queste Madeleines però mi piacerebbe provarle. Primo perchè mi fido di te. Secondo perchè adoro il caramello salato. Queste le gusterei con un buon tea nero, con giusto due gocce di limone.
    ps guarda come si mette in posa quasi indifferente Ulisse, una vera star! Dai una carazza a chi sai tu? Grazie ♥

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:25

      Sì, so quanto sai stare nel presente e come valorizzi ogni mese e ogni giorno… chi sa farlo, si gode il doppio ciò che ha, senza scappare altrove a cercare ciò di cui ha bisogno, senza affannarsi, senza essere perennemente insoddisfatto, in attesa di qualcosa che tanto poi non si godrà neanche dopo, perchè sarà sempre proiettato in avanti… secondo me, cara Terry, noi siamo “gatte inside”, come loro amiamo la calma, osservare tutto e agire poi lentamente, scattando al momento giusto, dormire rilassate quando è giusto farlo, volere le coccole e le pause sul divano… 🙂
      Io adoro ogni cosa in formato mignon e come sai ogni cosa che parla francese… e sa di burro! Ho provato madeleines di tanti tipi e gusti, questa volta ho rafforzato il dolce e il concetto con il caramello al burro salato, che mi fa sognare anche solo per l’odore che ha! E ha il colore di Tarallo, che non appare in foto ma è comunque evocato così 😀

  • Manuela Conti

    3 dicembre 2018 at 15:13

    A proposito di té e di quello che abbiamo bevuto ce ne sarebbero tante di cose da elencare, ma, come dici tu, non di tutte è necessario tenere memoria.
    Mancavo da un po’ e forse è proprio giusto tornare su questo primo sorso di dicembre, sui té e le scatole di latta- che a breve sceglieremo insieme ;)- ora non abbiamo altro da fare che sederci e elencare i profumi che chiudendo gli occhi ci tornano alla mente ( e al cuore!).
    Buon dicembre Fra!

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:28

      Buon dicembre a te, Manu… sapendo che dalle parole scritte passeremo a quelle occhi negli occhi, vivendo insieme una parte di mese che ci attende già da un po’ e che ora sta per uscire dal forno, ben pronto! 😉 Ho saputo attendere e adesso ci siamo… questo dicembre ci porterà in altri posti belli, li sapremo fare nostri, lasceremo le nostre impronte (e la nostra voce da Brondi!) e faremo scorta di tutti i tè che vogliamo, sapendoli ben scegliere… 😉

  • Serena

    3 dicembre 2018 at 15:22

    Prendo spunto dalla tua riflessione io che sono una che corre sempre per cercare di tenere le redini delle molteplici cose che faccio, il mio motto è “chi si ferma è perduto” ma forse dovrei elaborare che a volte un fermo ci vuole. Ecco mi fermerei per esempio per gustare queste madaleines con una tazza di te caldo e fare due chiacchiere con te sono certa che ci godremmo l’attimo parlando della passione che ci unisce e di alcune visioni della vita in cui mi sento perfettamente affine a te. Viviamo nella stessa città dovremo pensare a farlo veramente un giorno. Buon inizio settimana

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:35

      Serena, conosci la canzone “La bellezza” di Niccolò Fabi? “Sai che chi si ferma è perduto, ma si perde tutto chi non si ferma mai”… questa frase fu una sorta di folgorazione quando l’ascoltai, tanti anni fa! Te la regalo, insieme a quel brano bellissimo, perchè alimenta ancor di più la fiamma della riflessione 🙂 A volte anche mettere le virgole, tra le parole, serve a prendere fiato… se vuoi te ne metto qualcuna sul piatto, accanto alle madeleines… intinte nel caramello, poi, sia le virgole, sia le pause, sono ancora più buone 😀

  • m4ry

    3 dicembre 2018 at 18:46

    E allora godiamoceli piano questi ultimi sorsi… mettiamoci la dose giusta di zucchero, il latte o il limone e beviamo piano. Mi sento serena, nonostante tutto. Questo 2018 devo ammettere che mi ha saputa stupire e sorprendere, sia nel bene che nel male. Ma siamo sempre qui, amanti della vita e desiderose di fare sempre nuove esperienze. Desiderose di prendere e di dare. Fedeli a noi stesse, a quel che siamo, ma disposte al cambiamento, se risulta importante per il nostro star bene. Sono felice di trascorrere anche quest’ultimo mese dell’anno con te, con la mia amica… Continueremo a tenerci per mano, a ridere, scherzare, piangere, sfogarci, confidarci e fare tutto ciò che ci passa per la testa. Ti voglio bene amica, ma già lo sai 🙂 Ti rubo un paio di queste delicatissime e buonissime Madeleines e le intingo in quel caramello… secondo me porta bene 😉

    1. Francesca P.

      3 dicembre 2018 at 19:46

      Amica mia, noi più parliamo, più abbiamo cose da dirci… forse essere “tante” e piene è questo, avere una fonte inesauribile di pensieri, di slanci, di riflessioni, di sensazioni, di stimoli e di suggestioni! Nel precedente post avevo detto che il cuore è come il forno, ma forse il forno siamo noi stesse… se no come lo spieghi tutto ‘sto calore che non passa, che diamo e che ci anima? 🙂 Inutile, il fuoco o lo hai dentro o non lo hai… come il sentimento, come l’amore, come l’empatia…
      Continueremo per mano, sì… e adesso sto ridendo, pensando all’emoticon che sai, ahaha! Tvb anche io, per come sei e per “quanto” sei… e io voglio bene solo a persone così 😉

  • Mile

    5 dicembre 2018 at 6:56

    Elogio della lentezza, come mi piace. Quel fermarsi per trattenere e lasciare o rilasciare.
    Assaporare e gustare. Sentire.
    Buongiorno Francesca, un sorriso a te

    1. Francesca P.

      5 dicembre 2018 at 15:09

      Amo tutti i verbi che hai scritto e dò loro una grande importanza… la vita si vive al massimo, ma senza corse… o se si corre, dopo deve esserci assolutamente il tempo di una pausa… e forse la merenda è stata inventata anche per questo 😀
      Ricambio il sorriso, Mile :*

  • saltandoinpadella

    6 dicembre 2018 at 2:41

    Voglio assolutamente quel piattino, il meglio deve ancora venire. In francese è ancora più dolce e ammiccante. Mi piace!!! meraviglia gustarsi questo mese partendo ogni mattina con una di queste delizie intinta nella ciotolina del caramello salato, insieme a una tazza di tisana speziata bollente. E poi una serie di coccole ai nostri amici pelosi. Che bello.

  • zia Consu

    6 dicembre 2018 at 18:51

    Non a caso si dice che il piacere sta nell’attesa e non nel momento stesso dell’evento. Adoro il periodo che precede la festa, i preparartivi, le luci, le aspettative..e questo sarà per me un Natale davvero speciale che voglio godermi fino all’ultimo istante, magari davanti ad una tazza di tè e seduta nel tuo luminoso bistrot allungando una mano verso quel vassoio di cicciotte madeleine! Buona settimana Fra <3

  • Alice

    6 dicembre 2018 at 21:09

    Adoro le madeleine eppure è tantissimo che non le faccio, in questo periodo sinceramente proprio per godermi appieno questo momento prenatalizio, ho rallentato moltissimo i ritmi su tutto … Ho voglia di assaporare l’aria, inebriarmi di profumi e musica, accocolarmi sul divano e ammirare la mia collezione di Babbi Natali…ora mi va così, ma poi la frenesia arriverà!
    Buon dicembre!
    Alice

  • Anna

    9 dicembre 2018 at 19:44

    Passo, questa sera, pur sapendo di non trovare un nuovo piatto. Entro, ed è sempre un piacere accomodarmi qui.
    Niente neve, a Milano, questa volta… ma hai visto che cielo meraviglioso?
    Anche a noi capita, talvolta, di alzare lo sguardo e riempirci gli occhi di azzurro, e sorriderne…
    Ora chiudo pian piano la porta e mi allontano serena, come quando te ne vai da un luogo sapendo che vi tornerai. Non subito magari… ma vi tornerai, e questa certezza ti sbatte allegra nel petto, lì dove il cuore conserva gli affetti più cari…
    A presto, cara Francesca!
    Anna

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