PALLINO DOPO PALLINO… I MIEI PRIMI STRUFFOLI. E BUON NATALE!

21 dicembre 2017Francesca P.

Quando un anno intero sta tramontando, c’è un rito simbolico che amo fare: il “rito del setaccio”, così l’ho chiamato. Trovo sia più utile di bilanci e somme finali, oltre che più concreto: si vede davvero ciò che resta, dei mesi che ci stiamo lasciando alle spalle. Ciò che non scende giù, (com)preso dalle maglie. Ciò che non si con-fonde. Ciò che vuole un posto a sè, separato. Ma anche ciò che scivola, sottile come sabbia che non puoi fermare. Ciò che si deposita sul fondo e lì si adagia. Ciò che ha una consistenza finissima, quasi impalpabile. Ciò che viene filtrato e supera la prova del tempo. E della purezza.

Così, dunque, ogni fine dicembre preparo l’occorrente. Ma per il 2017 mi servono una ciotola più ampia del solito e un setaccio più grande, dalla struttura solida, uno di quelli con il bordo alto di legno. Una mano l’impugna bene, l’altra picchietta. Decisa, senza tentennare.

Il rito ha inizio. Mi siedo comoda, so già che durerà parecchio: c’è tanto da versare dentro al setaccio e da (far) passare. Un anno come questo, io, non penso di averlo mai vissuto.

Dirompente, denso, forte, impegnativo, tosto, imprevedibile, rivelatore, illuminante, risolutivo, diretto al punto: un anno ricco di aggettivi, insomma. E anche fondamentale, nel vero senso che indica il vocabolario: Necessario, indispensabile ai fini di una acquisizione logica o pratica; di notoria e indiscussa importanza”.

Lo guardo, adesso che è agli sgoccioli. Ripenso a quando – e come – ha bussato, ai 365 chilometri percorsi, ogni singolo giorno. Al prologo e all’epilogo. Al primo passo e all’ultimo. A chi è ormai lontano e a chi è vicino, a chi ho spinto via e a chi ho trovato, o ritrovato. A quanto nuovo è entrato, con prepotenza. A quanto cambiamento ha conquistato spazio, con consapevolezza. A quanti veli sono stati tolti e stesi al sole, insieme alle lenzuola. E sorrido… un bel po’. A me stessa. Sì, a me stessa. Proprio-a-me. Ecco la novità. Che mi appare, là sul setaccio, colpita da un raggio dritto di luce.

Tutto quello che ho setacciato, l’ho impiegato per questa ricetta. Doveva esserci un dolce al cucchiaio, ma poi ha vinto il cuore: il cuore delle origini, che pulsa nelle storie e nelle trame delle nostre famiglie, che sono probabilmente la dispensa più complessa e senza fondo che esiste. Ma anche un bacino prezioso da cui attingere. E a cui guardare, con serenità, da grandi.

Ho scoperto l’esistenza degli struffoli da bambina, grazie a mia nonna paterna, napoletana, che ogni Natale li preparava e scioglieva tanto miele in un pentolino, lo stesso miele che si appiccicava sulle dita, quando staccavo quelle lucide palline dorate e, senza saperlo, facevo già scorta di pois e puntini per il futuro.

Oggi, sulla tavola bianca e grigia, li servo io. Non sono perfetti come i suoi, ma sono i miei primi struffoli. Un’altra tappa. Un altro traguardo.

Un altro inizio, dentro una fine.

Con cui concludere e salutare, ma anche continuare e ri-cominciare.

Sempre. Pallino dopo pallino.

 

STRUFFOLI NAPOLETANI DI NATALE

600 g di farina 00

6 uova

Un cucchiaio di zucchero

40 g di burro (o 20 g di strutto)

Un pizzico di sale

Scorza di limone (a piacere)

Scorza d’arancia (a piacere)

Un bicchierino di liquore alle erbe tipo Strega (o rum)

Olio di semi per friggere

Miele (per decorare)

Zuccherini vari e/o canditi (per decorare)

 

Unire alla farina le uova, lo zucchero e il sale. Amalgamate e aggiungete anche la scorza degli agrumi e il liquore. Lavorate l’impasto, unendo il burro poco alla volta. Se impastate a mano, ci vorranno 15-20 minuti; con la planetaria, i tempi sono più rapidi: l’impasto deve raggiungere una consistenza morbida e lucida. Lasciatelo riposare per 30 minuti.

Dividete l’impasto in piccole parti e lavorate ogni parte in modo da formare dei serpentelli. Tagliate dei piccoli pezzettini, partendo da un’estremità (come si fa con gli gnocchi, per intenderci). Con le mani, date ad ogni pezzettino la forma di una pallina (di circa 1 cm e mezzo di diametro; se il coltello si appiccica all’impasto, intingetelo nella farina).

Scaldate l’olio, in una padella ampia. Immergete le palline e friggete finchè diventeranno dorate, adagiatele poi su un piatto, coperto di carta assorbente. In un’altra padella o in un pentolino, scaldate il miele fin quando sarà liquido. Immergete gli struffoli, girandoli per cospargerli bene. Metteteli su un piatto, o dentro ciotoline o su un’alzatina, decorando a vostro gusto con zuccherini e/o canditi.

*Ringrazio F. che mi ha dato in dono questa ricetta: era quella tradizionale, semplice e fidata di sua madre, scritta a mano su dei fogli con un inchiostro che non sbiadirà mai.

 

 

Tanti auguri di Buone Feste da tutti noi!

Ringrazio chi mi ha fatto compagnia in queste stanze anche in questi 12 mesi, chi non smarrisce mai la strada, chi so che legge anche se non lascia segni, chi c’è e ci sarà…

CI RIVEDIAMO DOMENICA 14 GENNAIO, il blog/bistrot ruba una settimana di pausa in più perchè tornerà, a proposito di cambiamenti, con una sorpresa!

44 Comments

  • Annalisa

    21 dicembre 2017 at 13:17

    Mi hai fatto venire voglia di prepararli anche se non lo volevo fare!!!
    Un caro abbraccio e buone feste/riposo e al nuovo anno con le tue novità!

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 10:32

      Istigatrice e tentatrice di struffoli… mi piace esserlo! 😀
      Un abbraccio e buone feste a te… e se avanza qualche biscotto della tua intensa produzione, ci ritroviamo anche prima di gennaio! 🙂

  • Daniela

    21 dicembre 2017 at 15:05

    …il cuore delle origini, che pulsa nelle storie e nelle trame delle nostre famiglie, che sono probabilmente la dispensa più complessa e senza fondo che esiste. Ma anche un bacino prezioso da cui attingere. E a cui guardare, con serenità, da grandi. Quanta bellezza e verità in queste parole, ti auguro pallino dopo pallino di portare avanti tutto ciò che desideri, i tuoi progetti e i tuoi sogni, spero che i prossimi 365 km che verranno siano colorati, tondi e luccicanti come i tuoi strufoli. Buon Natale Francesca ! 🙂

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 10:38

      Ciao Dani, sono contenta di risentire la tua voce! 🙂 Non mi stupisce che abbia notato quella frase, perchè tu hai un forte senso delle origini e le mani di tua nonna ti hanno insegnato e trasmesso tantissimo… sulle famiglie e quella dispensa senza fondo, in cui ci si perde anche, si potrebbero scrivere tanti post, ma mi piace che a parlare siano i ricordi più piacevoli e le ricette con cui siamo cresciute… cogliere il lato bello, dolce e buono, no? Che sia, sempre di più, non solo un proposito ma anche un approccio alle cose e alla vita…
      Grazie dell’augurio, che ricambio… stivali comodi e si prosegue a camminare, chi in città e in chi in terreni di campagna come te, ma l’importante è andare, andare, andare… verso ciò che ci fa stare bene.
      Un abbraccio forte!

  • Ro

    21 dicembre 2017 at 15:58

    Tanti auguri di buone feste anche da parte nostra.
    Una zampa in meno, ma tanta tanta tanta speranza per il futuro. E io che quest’anno gli struffoli non li farò (per la prima volta), sento che una buona contropartita l’ho avuta comunque, vedendo che ci hai pensato tu.
    Alle piccole sferette dei desideri non si dovrebbe mai rinunciare. Fai bene tu a goderne, una dopo l’altra, ricordando il tuo più dolce passato.
    Un abbraccio, Franci.

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 10:47

      Ro, incredibile come il sesto senso felino ci metta del suo, eh? Nell’unico anno in cui non farai quelle palline, io ho deciso di lanciarmi… e adesso che torno a leggere con tanto piacere le tue parole ogni settimana, questo mi sembra un bel modo di “festeggiare” non solo la fine di un anno tanto intenso emotivamente, ma anche quel filo di lana che forma il nostro gomitolo… anche con una zampa in meno ci si riesce a giocare… alcune gatte, la forza, non la perdono mai… e affrontano tutto…
      Un abbraccio a te, con quel miele che sa come tenere legate le cose piccole ma grandi… :*

  • Mile

    21 dicembre 2017 at 16:13

    Che belle emozioni leggendo il tuo racconto e bella la metafora del setaccio.
    Mi porto via un pallino dei tuoi struffoli che da in Abruzzo, da dove arrivo, chiamiamo “Cicirchiata”.
    Un sorriso luminoso a te!

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 11:27

      Il setaccio e i suoi svariati usi… è un prop molto prezioso, non solo in cucina! 😉
      Buffo il nome abruzzese di questo dolce, adesso che ho sperimentato e capito che farlo non è così complicato come credevo, queste palline andranno ad aggiungersi a quelle dell’albero anche nei prossimi anni!
      Ricambio il sorriso, luce + luce!

  • Anna

    21 dicembre 2017 at 17:33

    Cara Francesca, eccoci vicine alla fine di questi 365 km percorsi insieme, seppur a distanza…
    Questa mattina, mentre ho letto tutto-d’un-fiato il tuo post, mi si sono inumiditi gli occhi…
    BELLISSIMO tutto… la degna cornice di questo viaggio.
    Quanta luce traspare, dalle tue parole… Quanta ne appare nelle fotografie!
    E tu, buffa assai nel riflesso lì, in quella pallina lucente e splendente… sospesa a mezz’aria come in una bolla di sapone!
    Pronta a salire in alto, portata dal vento…
    Ed è così che ti immagino, nell’attimo di spiccare il volo.
    Ad esempio, sai che un libro scritto così io lo leggerei
    tutt0-d’un-fiato… e oltre?!?

    “A chi è ormai lontano e a chi è vicino, a chi ho spinto via e a chi ho trovato, o ritrovato”…
    Non c’è bisogno di aggiungere altro, parole forti, profonde, toste, toccanti, commoventi, vere e veritiere: parole ricche di aggettivi, insomma!
    Non c’è bisogno di commentare, allungo solo la mano e le porto via con me, come fossero piccole perle da infilare…

    Buon Natale Francesca, un Natale sereno… perché così, appari tu!
    Anna

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 18:03

      In questi inizi dentro la fine, parto proprio da lì, dalla fine: sì, amica semprepresente, sono serena. O forse rasserenata, che non so se sia la stessa cosa, forse è una sfumatura, un angolo di luce diverso, nella composizione… ma è comunque un punto d’arrivo – e di partenza – importante, qualcosa di morbido da avvolgersi addosso, come una sciarpa calda, facendo più giri… tutti i giri che la nostra vita compie e noi con lei, a cercare di districar matasse e sciogliere nodi, come ho fatto in questa ricetta con il miele… l’ho fatto sciogliere e colare dolcemente, come una neve liscia e dorata che accarezza, formando un velo di spessore che protegge… le cose belle, le persone speciali e il cuore vanno protetti, lì sotto quello strato… tutto il resto può andar via o essere lasciato per strada, più passano gli anni e più si viaggia con il bagaglio leggero, no?
      Buone feste anche a te, tra stelle – e soprattutto Stelle – luminose e bianco puro… sarà bello ritrovarti, a gennaio, per tutto un nuovo capitolo da scrivere, leggere e condividere… tutto-d’un-fiato, sì… è bello, essere “rapiti” da ciò che piace…

  • saltandoinpadella

    21 dicembre 2017 at 17:46

    Sai che non li ho mai assaggiati? mi stavo immaginando di gustarmeli sul divano, un plaid caldo, una bella ciotola piena di queste piccole palline deliziose, una tisana fumante e un amico peloso da accarezzare lentamente. Ecco questo sarebbe davvero un Natale meraviglioso. Ti faccio tantissimi auguri tesoro, ora sono molto curiosa di vedere le novità che hai annunciato

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 18:08

      Elena, ma cosa mi dici mai! Come è possibile che ti sia fatta scappare in tutto questo tempo queste palline, con cui non solo gatti e bambini “giocano”? In effetti appartengono alla tradizione del Sud, ma è giusto che anche un’emiliana conosca quanto siano buone… 🙂 In attesa che ti venga voglia di provare, allestisco io proprio la scena che hai descritto… puoi anche scegliere tra diversi tipi di plaid e di ciotoline! 😀
      Tanti tanti tanti auguri a te e a presto!

  • Anonimo

    21 dicembre 2017 at 18:22

    ‘con un inchiostro che non sbiadirà mai’

    è quello semplice delle cose condivise.
    è quello dei segni che restano nell’anima.

    Grazie, F.
    F.

    p.s.: si può (sor)ridere mentre si piange? sì, si può

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 18:13

      E’ quello delle penne stilografiche e della grafia un po’ tremante. E’ quello che cambia colore, a seconda della luce e degli occhi di chi scrive, ma pure di chi legge. E’ quello che si illumina, anche di notte. E’ quello che ha spessore, se ci passi sopra il dito.

      Grazie a te.
      Le F. le sanno, certe cose.

      ps: sì, si può. Ed è un bel “si può”, che ha dentro l’arcobaleno, comequandosipiangecolsole.

  • Alice

    21 dicembre 2017 at 20:20

    I prossimi giorni saranno un turbinio di mille cose da fare, quindi eccomi qui a lasciarti, anche se in anticipo, i miei più affettuosi auguri di un sereno Natale colmo di amore e di tante leccornie!!!
    Buon Natale
    Alice

    PS meravigliosamente golosi i tuoi struffoli!

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 18:19

      Alice, grazie mille! Quest’anno sono riuscita a lasciare fuori della porta la frenesia e il trambusto che precede il Natale e ho aperto solo ai dolci… 😀 Dai che lunedì sarà tutto finito e potrai rilassarti di più anche tu! E intanto, prendi qualche pallina per le pause volanti… 🙂

  • Cristina

    21 dicembre 2017 at 23:06

    Cara Francesca, che ricordi hai suscitato con questo post!
    Portai gli struffoli anni fa a una cena di Natale in famiglia, tutta contenta di un nuovo dolce da far conoscere a casa: non piacquero a nessuno a parte una mia cugina con cui condivisi la delusione e la dolcezza di quei piccoli pallini mangiati uno a uno mentre criticavamo i parenti “ottusi”. Quest’anno, dalla Sabina alla Brianza, ci riproverò con la famiglia acquisita, più aperta alle novità, e vedrò se riuscirò a far amare gli struffoli almeno a loro! Li comprerò perché non ho tempo di farli, ma so che l’anno prossimo avrò una ricetta “sicura” da provare 😉
    Che dire di più? Ti auguro un bellissimo inizio di anno e tanta fortuna per tutto, da parte mia continuerò a seguire questo blog/bistrot adorabile che sono contenta di aver scoperto (senza sentirmi troppo “di troppo”) 🙂
    A presto!! Buone Feste :*

    1. Francesca P.

      22 dicembre 2017 at 18:27

      Cristina, abbiamo scoperto un’altra cosa in comune… ricordi del passato a forma di struffoli! Peccato che tu abbia avuto un debutto con queste palline non proprio “accogliente”, ma può essere un motivo per ribaltare la percezione e creare da zero un nuovo approccio, più positivo! Fammi sapere se a Milano ti hanno dato più soddisfazione e vedrai che, quando li farai a mano, ti porteranno sorrisi nel presente e nel futuro… chi non apprezza o non capisce, va relegato nella parte di dispensa familiare in fondo in fondo, nell’angolo buio… a portata di mano, ci va ben altro! 😉
      Salutami Isola e Corso Garibaldi, se ci dovessi passare (è quella la “mia” zona) e buon Natale a te… ti dò appuntamento qui, tra queste pagine, a struffoli e feste finite, con molto piacere… 😉

  • Alice

    21 dicembre 2017 at 23:18

    A me invece sembrano proprio perfetti. Bellissimi, gialli e rotondeggianti come magnifici ceci. Quel setaccio dovrei usarlo anche io, invece di setacciare solo farina, per vedere cosa resta. Per me questo non è stato un grande anno, o meglio, è stato buono, ma non riesco a venirne a capo. Intanto, come tu fai struffoli perfetti, io faccio biscotti a on finire, come se questo potesse darmi una risposta. Ti abbraccio cara Francesca.

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 12:19

      Ecco, mi hai sgamata… ho preso dei ceci e li ho rotolati nel miele, ahaha! Di solito gli struffoli sono più piccini, ma non sapevo che le palline crescono in cottura… anche certe cose si scoprono solo vivendo e nel “mentre”, come ciò che avviene durante un anno… il 2018 è stato complesso per tante persone, da come sento… ma sta finendo, Alice! Prendiamo le sue lezioni e i suoi segni, ha lasciato lunghe scie di briciole lungo la strada, tocca solo raccoglierle, una per una… e forse qualche risposta è lì, nascosta sotto una foglia o sotto un sassolino che viene trat-tenuto dal setaccio… 🙂
      Un abbraccio a te!

  • Fede

    22 dicembre 2017 at 1:08

    Il tuo micio è stupendo, gli addobbi così chiari e luccicosi mi piacciono tantissimo…gli struffoli mi fanno una gran gola da sempre ma essendovi il miele non posso mangiarli poiché allergica 🙁

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 12:23

      Grazie, Fede! Quest’anno ho voluto che anche l’albero fosse intonato alla casa e al mood cromatico che sento più adatto, in questo periodo: coloro tutto di bianco e grigio, ahaha! Peccato che anche gli stuffoli non possano essere argentati, ma anche il dorato va bene, essendo Natale… 😛
      So che non è la stessa cosa, ma sai quante palline ho mangiato e rubato anche senza miele? Giusto per non privarti del loro sapore e della loro allegria…

  • m4ry

    22 dicembre 2017 at 16:25

    E che pallino dopo pallino sia, struffolo dopo struffolo…Ne abbiamo fatta di strada quest’anno tanta. Urca che anno…ma siamo ancora qui, amica! Cacchio se siamo ancora qui! E chi ci ferma! Non ho idea di quel che ci aspetta…di come finirà questo 2017, di cosa ci riserverà il nuovo anno, ma sono certa che sapremo giocarci bene le nostre carte. Spero che siano carte buone, di quelle che ci consentano di fare giochi interessanti, di sorprenderci e di sorprendere. Questa vita ce la dobbiamo bere, mangiare, spalmare addosso…ce la dobbiamo godere. Facciamo tesoro degli insegnamenti, delle mazzate, delle cose belle, delle cose inaspettate, di tutto ciò che ci è capitato, e andiamo avanti con la nostra forza e determinazione. Lasciamoci guidare dal nostro desiderio di stare bene, perché ce lo meritiamo. A me gli struffoli così cicciottini piacciono. Sarà che mi piacciono le cose rotonde, quelle che si possono toccare e che le senti davvero. E queste foto mi piacciono tantissimo. Ritrovo anche qui quei contrasti belli e quella luce che mi piace tanto. Auguri amica, con il mio cuore e con tutto l’affetto GRANDISSIMO che provo per te. Ti voglio bene. M.

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 12:32

      Amica mia, quasi non ci credo che siamo arrivate quasi alla fine dell’anno… o dovrei dire del tunnel? Perchè in effetti questo 2017 lo è stato… come una galleria dentro una montagna, da attraversare con le mani salde sul volante e i fari accesi, con gli occhi aperti e svegli anche nei tratti in cui la radio non prende… e siamo andate avanti, km dopo km, vedendo che la luce si avvicinava mese dopo mese, una crescita continua, era solo questione di tempo… ecco, ora ci siamo, si vedono l’uscita il paesaggio oltre l’arco, possiamo anche accelerare e andare incontro con la quarta a quello che verrà, da adesso in poi! Sempre vicinevicine, ovviamente… nel nostro modo, quello che sappiamo e che ci appartiene, con un bagaglio che si è alleggerito e ha nuovo spazio libero… ma pure un angolino fisso per taralli e struffoli, ahaha!
      “Questa vita ce la dobbiamo bere, mangiare, spalmare addosso… ce la dobbiamo godere”: la tua frase riassume benissimo il nostro approccio “carnale” alla vita… e allora dai, un altro anno è qui davanti e cose rotonde e piene non mancheranno, ne sono certa… e sai perchè? Perchè le andremo a cercare, volere e prendere, con la zampa da Leonesse… noi mica scappiamo o rinunciamo o indietreggiamo, noi lottiamo per ciò che ci piace! 😉
      Auguri a te… e mi raccomando il maglione natalizio!

  • silvia

    22 dicembre 2017 at 17:35

    Arrivo in un pomeriggio di tempo libero, e mi in(s)tru(f)folo qui da te :), non potevo mancare e leggere il post che precede il Natale! Si sente che questo è stato un anno pieno di energia e cose nuove con cui prendere confidenza e lasciarsi andare, te l’ho letto negli occhi, che tutta quella spinta alle cose da sperimentare era più viva che mai! Come un setaccio tu sai quali sono le cose da filtrare e non far passare, e quelle invece che devono essere rese più fini e scivolare dentro un impasto corposo, che ha tutta l’aria di diventare qualcosa di buono! Queste palline dolci le prepara anche mia madre, io ne sono particolarmente ghiotta, tanto che ne mangerei cucchiaiate…il miele che cola su tutta questa bontà spero possa essere sempre presente nei giorni che verranno, perchè è vero che non si fanno programmi, ma la dolcezza, quella, serve sempre. Questi struffoli sono belli perchè rimangono tutti uniti, insieme ad affrontare le cose belle e anche quelle difficili, condividere i momenti e farsi carico di esserci sempre. E io sai già che ci sarò.
    Io ti faccio i miei migliori auguri Franci, non vedo l’ora di vedere che sorpresa ci sarà al ritorno! Ti mando un abbraccio grande e mi raccomando fai per me due grattini anche a Tarallino e Ulisse. :***

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 15:37

      Silvia, che bello il gioco di parole e di parentesi che hai fatto nella prima frase! Ho subito visualizzato l’immagine di un gatto che si struscia facendo lo slalom tra tutte quelle lettere e curve tonde… 🙂
      Il 2017 è stato pieno di tante cose emotivamente forti e l’energia viene da tutto ciò che (si) brucia, come accade con il fuoco… più c’è combustione, più c’è calore e la fiamma è viva! Tu mi hai regalato una tisana che ha nel nome il camino e quel rimando al fuoco non è un caso… come non è un caso che io e te ci siamo incontrate proprio quest’anno, dopo tanta attesa e “falsi allarmi”… al momento giusto, tutto accade, ecco la prova… e con questa consapevolezza andiamo incontro al 2018, obiettivi, sogni e desideri premono e bussano, forti di ciò che abbiamo già seminato nei precedenti mesi… la strada non inizia di certo ora, anche per te… si tratta solo di prenderla sempre con più convinzione! Mi piace pensare che ci saranno altri crumble e altri tè a far da sfondo a nuove confidenze, tra noi, occhi negli occhi…
      Tantissimi auguri per queste feste ma non solo, il Natale per fortuna passa veloce (ahaha) e tutte le cose nella lista del “to do” ci aspettano! :*

  • ipasticciditerry

    22 dicembre 2017 at 18:07

    Ah ecco mi stavate aspettando. 🙂 Tu usi addirittura il setaccio? No, io lascio andare man mano … trattengo le cose belle e quelle meno belle, le lascio andare subito, cercando di non lasciarmi trascinare nelle arrabbiature, nelle polemiche, nelle cose spiacevoli. Ho imparato a portare con me le persone che lo meritano, le cose gioiose, le azioni belle … Per me è stato l’ennesimo anno pesante ma l’ho affrontato sempre con il sorriso e le spalle dritte, con la testa alta, così prendo meglio il sole e la luce, che amo tanto. La serenità che ho acquisito con gli anni, non me la toglie nessuno. La fiducia nel domani, nonostante tutto, non mi abbandona e anche se so che sarà un altro anno complicato, quello che sta arrivando, lo aspetto giorno per giorno, affrontandolo sempre con la tenacia e la forza che mi contraddistingue. Sei stata bravissima a preparare questi struffoli. Mi hai fatto venire in mente che lo scorso anno, una nostra cara amica comune, me ne aveva mandato una ciotola fatta da lei e sono stati gli strufoli più buoni che io abbia mai mangiato nella mia vita. Perchè? Perchè tra gli ingredienti c’era l’amore. Io sono fortunata perchè intorno a me ho tanto amore e io me lo coltivo e lo curo, come una piantina … Tanti auguri amica bella, ti auguro di passare delle feste serene, insieme alle persone che tu ami. Io ti abbraccio, mi prendo virtualmente un pò di struffoli e ti mando un abbraccio grande grande. Arrivederci al prossimo anno. Tante carezze a chi sai tu ♥

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 15:55

      Terry, spero di raggiungere tutti i tuoi step saggi e di maturazione, quando avrò la tua età… 🙂 Si vede che col tempo hai fatto un bel lavoro sul modo di vivere situazioni e sensazioni, che hai capito verità importanti e anche carpito qualche segreto per stare meglio… sempre un po’ meglio! A me già sembra di aver corso molto, quest’anno, in tal senso… e per quello (mi) sorrido, perchè sono contenta di tutto ciò che sono riuscita a fare, a raccogliere, a comprendere, a mettere a fuoco… a prendere e lasciare, a seconda dei casi! Diciamo che il setaccio va usato anche “in diretta”, non solo alla fine dell’anno… l’ho impugnato spesso in questi mesi, adesso è solo la scrematura finale, la setacciata tra tutte le setacciate, ahah! 🙂 Donne come noi hanno l’anima da combattente, quando attraversi e vinci più battaglie sai che potrai farcela ancora e hai ogni volta delle armi/risorse in più… non credo che possano esistere anni non complicati, “da grandi” ci sono sfide su sfide, ma è proprio l’amore a dare la forza necessaria… ad iniziare da quello per se stessi, il primo seme che va piantato nel vaso…
      Ti abbraccio anche io e ricambio l’augurio, sapendo che avremo ancora tante riflessioni da scambiarci nel 2018, sotto lo sguardo vigile di Tarallino… 🙂

  • Chiara

    22 dicembre 2017 at 22:18

    gli struffoli sono nel mio dna per metà campano, eppure non li ho mai mangiati !! sono tante cose che vorrei fare nel 2018, tante ne ho cominciate già adesso e vedremo come cresceranno….Infiniti auguri che il Natale per te e i tuoi cari sia dolce e goloso, rilassante e pieno di gioia! Un grande abbraccio

    1. Francesca P.

      23 dicembre 2017 at 16:04

      Anche nelle mie vene scorre parecchio sangue campano e ora, a “solo” 39 anni, posso dire finalmente di aver fatto una ricetta tradizionale di quella regione… meglio tardi che mai! Vale anche per te, per tutte le palline che devi recuperare… 🙂 Ci sarà tutto il tempo, per questo e anche per altro… abbiamo seminato, Chiara, la fase più delicata è passata… dobbiamo solo aspettare i primi steli verdi che bucano la terra! Tieni sempre pieno d’acqua l’innaffiatoio…
      Tanti auguri a te, riposanti e sereni come meriti dopo la frenesia degli ultimi mesi!

  • Ile

    23 dicembre 2017 at 17:48

    Ho deciso di aspettare, di arrivare qui solo ora.
    Ora che restano solo le cose che contano. La bellezza, il calore, quello a cui ci aggrappiamo per rimanere a galla, tutto ciò che è qui ora, ma anche domani.
    Ho adorato l’immagine del setaccio, ma anche il tuo modo di sentirla, la vita, di affrontarla, di stringerla di nuovo tra le mani fino a sorridere, sì, perché è questo il bello.
    ” Un altro inizio, dentro una fine. ”
    Questo è uno di quei casi in cui rimarrei ore seduta al tuo bistrot, chiacchierando, dicendo frasi sconnesse ma che seguono la logica della pancia e del cuore, questo è uno di quei casi in cui l’unica cosa che vorrei fare è continuare ad esserci e dirti che sì, questi 365 km sono stati duri, intensi, hai incontrato pioggia, vento, ma ora sei qui, tra queste palline dolcissime e un po’ appiccicose che hanno tanto da dirci.
    Raccontano di storie che si intrecciano davanti ad una tazza di tè, di ricette tramandate che lasciano qualcosa di profondo, di persone che vanno via e altre che restano, di quelle che lasciano un segno che non sbiadirà mai.

    Buon Natale Francy, a te, a Ulisse e a Tarallino :*

    1. Francesca P.

      28 dicembre 2017 at 11:44

      “Solo le cose che contano”… ecco il nostro bagaglio, cosa ci porteremo dietro nel 2018, tra quello che già c’è e quello che stringeremo, perchè nuove farine da setacciare le troviamo sempre, no? Con il tempo diventiamo sempre più brave a usare il setaccio e a selezionare solo le farine migliori…
      “Domani” è una parola che adoro, indica tutto ciò che oggi ancora non si sa, mi fa pensare al voltare pagina, ogni giorno, sempre… ma significa anche il futuro, qualcosa di più grande che non fa rima tanto con il destino, quanto con le nostre scelte… perchè, alla fine, sono le nostre scelte che determinano tutto e noi siamo parti attive di ciò che viviamo… sia quando diciamo “sì”, sia quando diciamo “no”… i “no” aumentano con l’età, quando ci si rafforza, ma il suono dei “sì”, quando li pronunciamo, è ancora più pieno… l’hai vista la pubblicità del profumo “Sì” di Armani? 🙂
      Questi 365 km si sentono tutti, ma è bello avere la strada che scivola sotto i piedi, adesso… come avessimo dei pattini, come fossimo sulla pista di ghiaccio e si va… pensavamo di cadere o ci fosse bisogno della balaustra per reggersi… e invece… 😉
      Noi restiamo, cara Ile… e questa è una di quelle certezze che mi piace sorseggiare!
      Tanti auguri a te, ben oltre le feste :*

  • Giulia

    27 dicembre 2017 at 10:25

    Che meraviglia questi pallini incantati, devono essere buonissimi… Oggi è una giornata fredda, grigia, ventosa e arruffata: non posso non prendermelo, quel po’ di tempo che mi serve così tanto per scrivere le mie, di parole, dopo tanto “traghettare di qua” quelle degli altri. Sempre un po’ di corsa, inseguendo questo tempo che fugge veloce, si sfronda quello che può aspettare, che non è così urgente, ma il tempo per sé poi in qualche modo va trovato. E così eccomi qui, alla scrivania, nel mio bovindo, file di perline-gocce di pioggia sulle finestre ma no, non le chiudo perché a me piace così tanto la sensazione di essere “dentro e fuori-casa” allo stesso tempo… Mi prendo il tempo che mi serve per dirti che l’idea del setaccio è bellissima e perfettamente calzante, ci sono esperienze che devono passare giù per prime perché più leggere, ma alla fine tutto si raccoglie sul fondo, tutto serve per l’impasto delle nostre vite. Il 2017 per me è stato un anno ricchissimo e pieno, mi sono riscoperta felice e appagata come non lo ero da tempo… E che il tempo a venire sia delicato e gioioso, come le atmosfere delle tue splendide foto, per te e per tutte le persone a te care. Un abbraccio.

    1. Francesca P.

      28 dicembre 2017 at 11:58

      Giulia, ci risentiamo alla fine dell’anno… come se avessi lasciato una scia di struffoli e tu l’avessi seguita, mangiando una pallina dopo l’altra e… eccoti qui, ancora alla mia tavola! Nei giorni di festa tutto rallenta e si placa, o così dovrebbe… a volte anche la pioggia aiuta a stare in casa, una pausa forzata ma anche necessaria… e anche i pensieri sono all’asciutto…
      Sai che ieri ho fotografato le gocce sul vetro, delle perle bellissime, quasi magiche? Le guardavo incantata… e forse il segreto è tutto lì, nel vedere il lato bello e magico delle cose che vince su tutto il resto… questo è il senso del setaccio, no? Resta il meglio, resta la purezza, resta l’essenza, resta quello che renderà più soffici le nostre torte…
      Sono contenta che ti senta appagata, stai già raccogliendo dei frutti e nel 2018 il tuo cestino sarà ancora più pieno… hai imboccato la strada giusta! 🙂
      Spero di rileggerti presto e grazie del bel commento, di essere passata a salutarmi e di avermi aggiornata… un abbraccio a te!

  • zia consu

    28 dicembre 2017 at 16:17

    Grazie x essere passata a salutarmi durante la mia assenza, ricambio con affetto i tuoi auguri e ti rubo una pallina del mio dolce preferito…non sai che darei x poterlo fare davvero!!!
    Buon proseguimento e a presto <3

    1. Francesca P.

      28 dicembre 2017 at 16:20

      Consu, hai fatto il pieno di relax e aria anche per me, vero? Adesso è il tuo turno, di mangiare gli struffoli… ne lo lasciata una coppetta da parte, sapendo che saresti arrivata e che queste palline non devono essere portate via! 😉

  • Simo

    29 dicembre 2017 at 7:35

    Ecco, come sempre io arrivo in ritardo e me ne scuso…ma ultimamente proprio non ce l’ho fatta, so che mi potrai capire.
    Ti abbraccio forte amica bella e ti auguro un anno nuovo ricco di serenità e salute, positività e cose belle!
    Rubo uno struffolo (che adoro e che, da buona pigrona quale sono non ho mai fato, ehm…) e riprendo le mie corse quotidiane…
    Bacio grande!

    1. Francesca P.

      9 gennaio 2018 at 15:53

      Arrivo 10 giorni dopo le tue parole, Simo… ho fatto più tardi di te, ahaha! Feste finite, struffoli mangiati, albero di Natale tolto… ma l’idea di vivere ogni giorno del nuovo anno come fosse una pallina dolce da gustare lo possiamo mettere tra gli obiettivi del 2018, che dici? 🙂

  • Mimma e Marta

    31 dicembre 2017 at 2:10

    Ne possiamo ribare uno? Anzi due 😉
    Auguri per il nuovo anno <3

    1. Francesca P.

      9 gennaio 2018 at 15:53

      Per certi furti non ci sono dosi o quantità, ma libera scelta… 🙂
      Auguri a voi! :*

  • Claudia

    2 gennaio 2018 at 11:53

    Cara Francesca, con questo post mi rubi un po’ il cuore…anche per me gli struffoli sono un piatto legatissimo al natale, lo preparavano entrambe le mie nonne, la romana e la molisana, la prima con pallini più grossi, la seconda invece piccolissimi (lei la chiamava “cicerchiata”), un vero esercizio di pazienza e una vera delizia al momento dell’assaggio. Nessuna delle due lo prepara più, una è andata via tanti anni fa, l’altra è ormai troppo anziana per dedicarsi ad una preparazione così elaborata. Mi manca, quella tradizione, e sono anni che mi ripeto che vorrei riportarla io in famiglia, friggendo per tutti prima della vigilia. Ma la vita mi porta ad essere inconcludente rispetto a questi desideri, a non riuscire mai a rispettare i programmi, da diversi anni il natale è diventato un periodo delicato ed imprevedibile. E come sai lo è stato anche quest’anno 🙂
    Ci sentiremo con calma più avanti, per ora ti ringrazio di questo assaggio virtuale, che magari mi stimolerà a rifarli almeno per me, gli struffoli, che ho sempre adorato. Felice del tuo 2017, sono certa che il 2018 non sarà da meno…e sono curiosissima della sorpresa!! Tanti auguri e a presto.

    1. Francesca P.

      9 gennaio 2018 at 16:07

      Claudia, dopo tanto tempo ho sentito la voglia e la spinta per mettere io le mani in pasta e formare tante palline con le mie dita, ripercorrendo una strada di famiglia lontana… ed è stata una bella soddisfazione, quindi il mio consiglio è di trovare spazio per questa ricetta il prossimo anno! So bene quanto a volte impegni e imprevisti complichino tutto o rendano impossibili alcuni programmi, ma sai che come debutto puoi fare anche una piccola quantità, giusto per te o per due, dimezzando i tempi? Anche solo per dire “l’ho fatto”, come primo passo… in attesa di padellate e fritture più ampie e più calme! 🙂
      Le feste ormai ce le siamo lasciate alle spalle e con loro vanno via anche gli eventi del 2017 e gli ultimi suoi scampoli… il 2018, qui, è iniziato a gamba tesa e subito “a bomba”, ma finchè ho scorte di miele e di zucchero so come affrontare ogni cosa… 😀
      A presto, un abbraccio!

  • ANNA

    12 gennaio 2018 at 18:20

    Bellissima questa nuova veste…
    Il modo migliore per accoglierci in questo nuovo anno, per percorrere insieme questi 365 km che ci aspettano!
    A presto, un abbraccio!
    Anna

    1. Francesca P.

      12 gennaio 2018 at 19:23

      Anna, sei incredibile… sei arrivata per prima anche in questa occasione, ancora prima del nuovo post e dell’annuncio ufficiale, come se “mi tenessi guardata”… sorrido, perchè certi legami sono speciali ed è una conferma, anno dopo anno. E quindi benvenuta, hai ri-aperto il bistrot insieme a me!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Post Next Post