COMEQUANDOECCO CHE SI STA BENE

2 ottobre 2016Francesca P.

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Ecco cosa hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare. (Josè Saramago)

Sabato.

Luce.

Ehi.

Anima.

Cucina.

Occhi.

Respiro.

Tempo.

Libertà.

Vogliadi.

Sorrisi.

Sintonia.

Mele.

Le parole semplici di una giornata le metto in fila come quelle mele, piccole e tonde, ruvide e sagge, verdi ma anche gialle, un po’ bottoni smarriti e un po’ cuori in ascolto, se spaccate a metà.

Sono parole semplici che hanno bisogno di poco, solo di uno spazio dove posarsi: un cestino che offre protezione, un tavolo che assicura stabilità, uno sguardo che sappia esaltarle, uno stampo che le trattenga tra i suoi bordi alti e un forno che non le bruci.

Mi piacciono le parole semplici che si scelgono come abiti comodi, che si infilano tra capelli spettinati e angoli di pelle liscia, che riempiono la stanza e la pancia e che si fotografano per farle restare. E durare.

Come è successo in questa mattina, in cui c’è stato un intenso scambio di dialogo tra frutta, zucchero, obiettivi macro, miao complici, sole, mani giocose e comequandoecco che si sta bene.

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CAKE D’ORZO CON CIOCCOLATO AL LATTE, FLEUR DE SEL E MELE

100 g di farina 00 o 0

80 g di farina d’orzo

3 uova

150 g di zucchero di canna

100 g di cioccolato al latte

100 g di burro

4-5 piccole mele

1 pizzico di fleur de sel

1 cucchiaino d’orzo solubile

1/2 bustina di lievito per dolci

1/2 cucchiaino di bicarbonato

Mandorle a lamelle

Zucchero a velo per decorare (facoltativo)

 

Preriscaldate il forno a 180°.

Sciogliete a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato, insieme al burro.

Tagliate a metà le piccole mele, privatele del torsolo e con un coltello affilato fate delle incisioni sul dorso, come a disegnare un ventaglio, facendo attenzione a non affondare troppo la lama, per non romperle.

Sbattete le uova con lo zucchero, finchè il composto sarà chiaro e spumoso. Aggiungete le farine (setacciate), il cioccolato con il burro fuso e il fleur de sel. Unite anche l’orzo solubile e mescolate. Incorporate il lievito e il bicarbonato. Mescolate.

Versate l’impasto in uno stampo imburrato e appoggiate in vari punti le meline, con il dorso a ventaglio rivolto verso l’alto. Premete leggermente per farle affondare un poco. Ricoprite la superficie – soprattutto i punti dove avete messo le mele – con le mandorle.

Cuocete per circa 40 minuti. Sfornate e fate raffreddare. Prima di servire, spolverate, se volete, con zucchero a velo.

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48 Comments

  • Anonimo

    2 ottobre 2016 at 21:37

    Francesca cara, hai proprio ragione: le parole semplici non hanno bisogno di spiegazioni. Sì prendono per mano e si posano nelle pieghe del cuore. Senza fronzoli, senza giri inutili… Sono parole sincere, che rotolano e non incontrano ostacoli; scivolano leggere e raggiungono gli angoli nascosti e bui.
    Cuori un po’ smarriti che ascoltano, e riconoscono il suono sincero di parole sagge… Che sono quelle che insegnano, senza avere la presunzione di insegnare.
    E sono quelle che riempiono gli spazi, annullano le distanze…
    Come qui, con te, che viaggi

    1. Anonimo

      2 ottobre 2016 at 21:40

      con noi…

      Che bella e buffa la foto di una fotografa i piedi sul tavolo!!! Semplice, e profumata di te!
      Buona settimana!
      Anna

      1. Francesca P.

        2 ottobre 2016 at 23:52

        Le parole semplici sono quelle più immediate, che riesci subito a capire, sentire e fare tue. Quelle che spesso si dicono a istinto e “a caldo”, su cui non devi ragionare troppo, cercando costruzioni complesse… sono spontanee, come le persone vere e sincere, che sanno andare al sodo perchè vogliono raggiungere il cuore, quel cuore che mi mostri sempre quando mi scrivi, ogni domenica… non posso fare a meno di te proprio come di parole semplici, di emozioni e di torte da colazione, lo sai, vero? 🙂
        La scena in piedi sul tavolo si compie ad ogni set, a volte mi metto persino sulle punte, ahah! Ho approfittato di questo sguardo speciale “dietro le quinte” per svelare un altro pezzo di me… e farci due risate insieme! 🙂

  • Chiara

    2 ottobre 2016 at 23:07

    fra tutte le tue foto scelgo l’ultima, chi è più gatto fra i due?Mentre ci penso prendo una fetta di dolce ,mi fai sgarrare la dieta ma tanto a quest’ora non mi vede nessuno…..Una grattatina affettuosa ad entrambi

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 0:01

      Bella domanda, questa! Credo che ormai i miei livelli di “felinità” siano alle stelle, il confine tra “miao” e “ciao” è molto sottile e la simbiosi tra me e Ulisse è sempre più forte! 🙂
      Sai che un po’ di questa torta è finita proprio dentro la tisana della buonanotte? A me piace chiudere la giornata con un dolce e ingolosire i sogni… 🙂

  • Simo

    3 ottobre 2016 at 7:07

    Che bello rileggerti cara….
    …chissà perché quando in qualche ricetta ci sono le mele di mezzo la felicità e serenità è assicurata!
    Questa è una torta che sento perfettamente nelle mie corde….la proverò! Un abbraccio, buon ottobre e buon lunedì

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 20:38

      Simo, le torte di mele scaldano il cuore di tante di noi, anche solo con il pensiero! Credo sia il dolce che per eccellenza ricordi Casa e quindi il cuore si scioglie un po’ come il cioccolato… 🙂
      Buon ottobre a te, avremo modo di commentarlo insieme, giorno per giorno, a suon di confort food!

  • Rebecka

    3 ottobre 2016 at 9:31

    Bella la mia amica. Sapevo che profumo aspettarmi quando ho visto quella foto così piena di luce, così irriverente verso i giorni bui che si nascondono gli occhi dietro il palmo delle mani, o delle foglie.
    Che avrei incontrato ancora la bellezza mi era chiaro, come lo sono queste foto che bucano lo schermo. Le parole semplici sono le più efficaci, hai ragione. Meraviglia! Suona bene ed esprime al meglio ciò che sento.
    Che un 100 possa portarci da 99 a 1000 io già lo sapevo, ma ne ho avuto riconferma in questi scatti di gatti e mele, di principesse e torri. Non di prigionìa, ma di libertà, quella di mettere a fuoco e immortalare il respiro sognante e profumato di un frutto che ci offre infinite possibilità.
    Bella Franci, in ogni scatto. Prendo una fettina di cake e corro a cercare l’autunno.

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 20:46

      Bella tu, che aggiungi luce alle luce con le tue parole… mi piace chi sa trasmettere in questo modo, sensazioni dolci come le torte che amiamo e rassicuranti come le pareti di casa in alcune giornate in cui non desideriamo che essere lì… protette, al sicuro. La semplicità è fatta di questo, per me: di cose che ci fanno sentire sicure, perchè possiamo rilassarci e soprattutto fidarci. E la fiducia fa rima con mele, il frutto che finisce di più negli impasti e non stanca mai… come noi non ci stanchiamo mai di fotografare, di cercare Bellezza, di voler godere ogni istante e di credere che ogni stagione sappia portarci briciole di gioia o novità…
      Grazie, Reb… o meglio, grazie per essere così Reb! 🙂

  • Emanuela

    3 ottobre 2016 at 10:22

    che dire se non buon giorno… che bellissimo buon giorno.. tra il cake di Ross vaniglia e questa cosa che non si descrive.. non saprei che scegliere… tu non lo sai che le mele sono il mio frutto preferito, che il “rambuscare” mele selvatiche è la mia attività preferita (tipo sabato pomeriggio ho fatto una cassetta piena di meline “rambusco”come le chiamo io e mi son graffiata tutta complice la presenza dei rovi che circondavano l’alberello..
    A me non piacciono le cose morbidose.. cioè. il mattino preferisco lo sgranocchio di un biscotto (che sia poi all’olio e non frollino frolloso!) perché amo lo scrock, ma cavolo quando vedo ste robe.. ecco tipo quelle mele io non avrei resistito a sgranocchiarle.. non so tu come hai fatto a fotografarle… ehehehe..
    anche io tra le foto scelgo l’ultima.. bellissima…
    Manu-Mela!

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 20:53

      Emanuela, non sai come mi hai fatto venire voglia di correre a fotografare le tue meline selvatiche, è il mio sogno portare la Canon per i campi e farle prendere un po’ d’aria! Sarei capace di fare un intero reportage sulla raccolta, dal primo all’ultimo momento… 🙂
      Io amo le torte morbide ed umide, così come i biscotti croccanti, diciamo che non mi faccio mancare niente, ehehe! Anche perchè mi piace alternare, variare… e rendere molto abbondante il pasto della mattina! E ti svelo una cosa: le ho sgranocchiate eccome le meline, ne ho fatte fuori almeno due durante quel set… sono o non sono una brava gatta che “ruba” e allunga la zampetta? 🙂
      Grazie del commento!

  • saltandoinpadella

    3 ottobre 2016 at 10:24

    Col tempo ho imparato ad amare le cose semplici della vita. Il musetto di un gatto che viene a cercare le coccole, il profumo di una torta fatta in casa, la colazione fatta in famiglia chiacchierando allegramente, la luce che riscalda la casa, un thè con le amiche.
    Questa torta deve essere una dolce coccola, semplice e deliziosa. Che profuma di casa, di cose buone fatte con amore. Non ho ancora provato la farina di orzo, oramai è venuto il momento. Però ti confesso che quello che mi ha davvero fatto innamorare sono quelle melette, non so perchè ma mi hanno fatto pensare ad una giornata di sole trascorsa passeggiando in mezzo ad alberelli carichi di frutti croccanti, succosi e un po’ aciduli. Non ho capito che razza siano, ma hanno l’aspetto di essere deliziose.
    La foto di te sul tavolo mi ha fatto sorridere. Tu riesci a fotografare senza il cavalletto? io non ci riesco.

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:01

      Elena, mi ritrovo in ogni immagine che hai elencato… è la semplicità possibile, quella a portata di mano, che rende la vita speciale e più ricca! Nessun colpo di scena o effetto speciale, basta l’amore con cui si fanno le cose, che sia da sole o in compagnia…
      Queste meline sono di qualità Golden, vengono dall’albero di una contadina del mio mercato! Se ricordi avevo assaggiato mesi fa le limoncelle, ma queste hanno un aspetto ancora più particolare, grazie alla loro buccia adorabilmente vintage e bicolore! Potevano forse non finire tra le mie assi di segno? 🙂
      La farina d’orzo a me piace tanto, ha un suo sapore… tu che ami quella di grano saraceno, beh, troverai che anche lei ha un bel carattere e sa connotare!

  • Marghe

    3 ottobre 2016 at 10:38

    Quando si sta bene, spesso non ce ne si accorge. Si danno per scontati quella luce, quel tempo per noi, perfino quei miao coccolosi.
    Quando invece quello stare bene viene sublimato dal sentirlo profondamente, fermarlo, frasene ricaricare: ecco, allora è comfort a 360 gradi, di quelli a cui nella sua semplicità non manca proprio nulla, di quelli in cui questa stessa semplicità diventa autentico lusso. Un abbraccio, amica cara

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:05

      Ho imparato che certe cose non solo non vanno date per scontato, ma hanno un grande valore… perchè non capitano sempre, sono piccoli attimi sospesi da assaporare, ci passano accanto e dobbiamo afferrarli… come fossero occasioni! E quando questo si capisce, non si dimentica più… ci sono consapevolezze che si sfornano come torte, con lo stesso piacere…
      Bello risentirti, Marghe, un abbraccio a te!

  • m4ry

    3 ottobre 2016 at 12:17

    Eravamo in sintonia, tanto per cambiare. Io ero alle prese con le mele cotogne, però; con ricordi e pure io con le parole. Anche se in realtà la mia è stata più una ricerca al contrario…quella delle parole da non dire, seppur sentite. Quella dei pensieri da tenere dentro di me e basta. E’ così delicato e rilassante questo post. Sai cosa mi piacerebbe? Potermi sedere accanto a te, ora. chiacchierare e godermi una fetta di questa torta che secondo me, dev’essere proprio buona:)
    Ciao Fra <3

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:08

      Insomma, Mary, oggi abbiamo scoperto che ci piacciono anche le stesse serie tv e che quando una taglia mele per una torta, l’altra pensa a fare una marmellata! 🙂 E quando una scrive e vuole esternare parole, l’altra le interiorizza… e poi ci si dà il cambio, mentre nuove tazze di caffè e tè si riempiono, davanti a finestre che irradiano luce o trattengono poetiche gocce di pioggia…
      Io so che ci sederemo vicine, proprio come hai detto, presto… e mangeremo ben più di un dolce, ahaha, anche di questo sono sicura! 🙂

      1. m4ry

        4 ottobre 2016 at 7:43

        ahahaha! Basta che poi possiamo camminare ancora, anziché rotolare 😀

  • Virginia

    3 ottobre 2016 at 14:10

    Le tue foto mi richiamano l’idea che ho del sabato mattina d’autunno ideale. Il sabato mattina è il momento della settimana che preferisco perchè convivono la lentezza, il corpo che inizia a riposarsi e la mente che fa progetti per le ore a venire. E se c’è una cosa che non manca mai, quella è proprio la semplicità: piccoli gesti in cui trovare conferme, parole delicate e leggere come quelle che hai elencato e che mi piace scandire una sillaba dopo l’altra, assaporandone il suono… Come quando ero piccola: mi fissavo su alcune parole e le ripetevo ad alta voce, scandendole piano piano, fino a trasformarle in un concetto astratto 🙂
    La torta che ci proponi questa settimana ha proprio l’aria autunnale, con le immancabili mele, il marroncino delle foglie secche e la ruvidezza che tanto amo nei dolci. Buona settimana e un abbraccio!

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:13

      Sto riscoprendo anche io quanto mi piace il sabato… quando so che la sveglia non suona, che posso spendere tutto il tempo che voglio per fare colazione, che mi aspetta la “gita” al mercato, o che posso fare foto senza fretta, anche passando più di un’ora a fotografare solo piccole mele… 🙂 Chi ama giocare con le parole, lo fa anche con questo… e la semplicità è racchiusa spesso in un click, inteso come attimo, come momento…
      Se l’autunno manterrà questa luce lo accoglierò a braccia aperte e chissà quante altre mele appariranno… possiamo anche scambiarcele! 🙂

  • Mari

    3 ottobre 2016 at 14:50

    semplicità adorabile! in tutto! luce, colori, immagini, ingredienti, parole… <3

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:16

      Grazie mille! Di questo tipo di semplicità ho sempre fame, cerco di mangiarne più che si può! 🙂

  • Alice

    3 ottobre 2016 at 16:12

    Ma quanto tempo era che non passavo da qui?!
    Come mi sono mancate le tue foto piene di luce, così, nitide, nette, taglienti…. E, come te, sono per le parole semplici, piene e rotonde, che non fanno male.
    La torta è strepitosa, vorrei tanto provare la farina d’orzo, che manda nella lista dei miei esperimenti. Quella fetta tagliata mi fa venire tanta voglia di addentarla! 😀
    Un abbraccio cara Francesca!

    1. Francesca P.

      3 ottobre 2016 at 21:19

      Alice, troppo tempo, direi! 😉 Spero che avremo modo di risentirci più spesso come in passato, sai quanto amo conservare il filo con alcune persone… la telepatia di oggi è stata bella, la prenderei come un segno, ehehe! E forse l’essere tornata qui, su questo post, è un proprio segno che è giunto il momento per te di provare questa farina… ti piacerà! Sarà che io adoro l’Orzo Bimbo, ahaha, ma ci rivedo quel retrogusto lì… 🙂

  • Mary Vischetti

    3 ottobre 2016 at 22:17

    Francesca, quelle mele rugginose mi ispirano, ma proprio tanto. Quando ero più giovane, figlia di un’era “ricca” e rampante, sceglievo frutti belli, perfetti. Quando mio nonno riportava dalla campagna le mele selvatiche, piccoline e “bruttine” non le degnavo di uno sguardo. Per fortuna, sono rinsavita…meglio tardi che mai. Ora adoro quelle mele bruttine, dalla buccia rugginosa e ho capito che è proprio nell’imperfezione che risiede la bellezza. La tua torta è favolosa cara e con quel colore meraviglioso scalda l’anima!
    Un abbraccio grande,
    Mary

    1. Francesca P.

      4 ottobre 2016 at 21:10

      “Rugginose” mi piace, calza a pennello! E mi piace la consapevolezza raggiunta, perchè anche io come te mi lasciavo sedurre dalla frutta o dalla verdura senza difetti… lo facevamo per ignoranza, perchè non avevamo capito ancora il vero senso della bellezza… ah, la giovane età! Quando anche noi diventiamo mele mature, acquistiamo in saggezza, ahaha! 😀
      Volevo usare il cioccolato fondente, ma poi ha prevalso la voglia di sentire un pizzico di dolcezza e di calore in più… e quindi quella al latte ha vinto!
      Grazie delle belle parole, Mary!

  • Simona – Biancavaniglia

    4 ottobre 2016 at 8:16

    Arieccomi! 😀 Ho recuperato i tuoi post-post estate, sono passata da un tripudio di colori delle tue vacanze, all’atmosfera più autunnale delle barrette di patate dolci. Oggi con queste mele mi sento nel giusto mood e quindi rimango qui ad osservarti mentre le fotografi sul tavolo, che nella loro imperfezione sono tremendamente perfette e fotogeniche.
    E ti dirò, in questo periodo ho perso un po’ il ritmo, però le foto e la semplicità delle tue parole hanno messo voglia di fare una torta come questa, comfort food rustici e profumati. Baci

    1. Francesca P.

      4 ottobre 2016 at 21:16

      Ciao, Simo! Possiamo dire che hai fatto il cambio di stagione con me, passando dall’estate all’autunno! 😀 Porto ancora con me i segni e i sapori dell’estate, ma sto accarezzando ottobre con piacere, perchè so di ritrovare amiche a cui voglio bene come mele e zucche, o amici di vecchia data come i funghi! Sicuramente quello che non manca mai, in ogni periodo dell’anno, è la voglia di torte rustiche e soffici, che fanno iniziare meglio la giornata, il cui odore rasserena e che fotografare è un vero piacere…
      Serviti pure, è solo il primo cake del mese, troppi ne arriveranno! 🙂

  • ipasticciditerry

    4 ottobre 2016 at 18:07

    Avevo già letto l’articolo precedente con il muesli e le patate dolci ma non ero riuscita a commentare, perchè entrambe le volte ero con il cellulare. Oggi è il mio ultimo giorno di vacanza, domani torna il mio ometto e riprendo il servizio di nonna-sitter. Quindi mi sono presa il mio tempo e sono qui a godermi di nuovo il post precedente e questo. Le parole … semplici, complicate, con più significati. Le parole … noi italiani siamo quelli con il vocabolario più ricco di parole ma a volte ne bastano poche per dare felicità. In questo caso, qui da te, le metto in fila e sarebbero così: Fra, Ulisse, Mele, Cioccolato. Ma anche Foto, Tempo, Amica.
    Foto meravigliose. Tempo per guardare e leggere quello che mi piace. Amica da andare a trovare e salutare, presso il suo blog.
    Ecco; oggi sono così. Parole confuse ma dette con il cuore. Capelli spettinati, con dentro tanti pensieri, tra cui scelgo di conservare solo i più belli. Ciao Fra, mi sei mancata ma spero di tornare presto a trovarti. Intanto mi porto negli occhi questo buon dolce e l’ultima foto di questo articolo. Dai una carezza a Tarallino che vado a rivedermi nell’articolo precedente. Buona settimana.

    1. Francesca P.

      4 ottobre 2016 at 21:23

      Che bello il tuo elenco di parole semplici, Terry! Felice di avertelo ispirato, perchè c’è tutto quello che amo: gattità, dolcezza, passioni e valori in cui credo fortemente! Sappi che il cuore arriva, so quando guida la mano che scrive e lo riconosco quando batte sincero… e tu dal primo giorno che mi hai scoperta lo metti tra queste pagine e per questo ti ringrazio davvero! E ti farei farei volentieri la cat sitter, nei momenti di tempo in cui non sei nonna-sitter, ehehe!
      Buona ripresa della quotidianità, ci faremo compagnia con i nostri commenti e i nostri dolci, sapendo che condividere rende tutto più piacevole!
      Un abbraccio e a presto!

  • zia consu

    4 ottobre 2016 at 18:29

    Sei semplicemente fantastica…la tua semplicità, la tua luce, il profumo che esce dal tuo bistrot mi fa innamorare ogni volta come se fosse la prima 🙂
    Buona settimana tesoro e felici colazioni!

    1. Francesca P.

      4 ottobre 2016 at 21:27

      Consu, grazie mille… mi hai detto una frase bellissima, accidenti! Conservare semplicità e genuinità, anche nel mio amato blog, è così importante per me… mi hai dato una grande pacca sulla spalla d’incoraggiamento, sappilo! 😉

  • Miky

    5 ottobre 2016 at 12:02

    Le parole semplici arrivano dritte al cuore, e le tue lo fanno sempre.
    Le foto, la luce, le mele, la ricetta, la pace e la serenità… mi piace tutto di questo post.
    Un bacio.
    Miky

    1. Francesca P.

      5 ottobre 2016 at 23:11

      Se i cuori sono aperti e sensibili come il tuo, arrivano di sicuro… e trovano dove (ri)posarsi, come se si stendessero su soffici fette di torta!
      Grazie mille per il commento, Miky, sono contenta di risentirti! Tu la mela più bella la hai all’altezza dell’ombelico… 🙂

  • Peanut

    5 ottobre 2016 at 13:33

    Ma poi, quanto sanno diventare speciali le parole semplici dette dalle personechecontano?:)
    E un semplice guardarsi negli occhi, a cui segue un sorriso a spontaneo, dopo che hai abbassato lo sguardo..vivo per queste piccole cose che mi riempiono il cuore di felicità.
    E come al solito, anche tu riesci a trasformare una “banale” torta di mele in qualcosa di particolare e originale..cioccolato al latte e fleur de sel, che insieme interessante! E ho mancato di commentare lo scorso post ma quelle barrette di muesli con le patate dolci, cosa non erano?
    Mi sei mancata sorellona! Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      5 ottobre 2016 at 23:19

      Sister, eccoti! Eri mancata anche tu, sai? Aspettando che arrivassi, ho tenuto da parte qualche barretta perchè sapevo che avresti gradito, così non hai solo la torta di mele per fare merenda… 🙂
      Lepersonechecontano sono come il fleur de sel nei dolci, ne basta un pizzico ma lascia il segno, si fa sentire, scegliere e amare. Amare è un’altra parola semplice, tra le più belle e delicate, da trattare con cura come le piccole mele, che ispirano protezione e si possono stringere in una mano…
      Un abbraccio a te, passo prestissimo a trovarti anche io!

  • silvia

    5 ottobre 2016 at 19:36

    Posso partire dall’ultima foto? quanta tenerezza che c’è dietro questo scatto! è qui che si capisce comequandoecco che si sta proprio bene tra chi amiamo e chi ci ama! e tenerezza potrebbe essere un’altra parola da aggiungere alla tua lista delle cose semplici, perchè sa di buono e potrebbe avere, perchè no, il profumo del tuo cake d’orzo e mele! Quelle meline lì hanno scelto la veste meno appariscente, ma si sono mostrate per quello che sono, buone e genuine! si sono sentite a casa mentre si lasciavano andare dentro all’impasto e chissà che particolare incontro tra questi ingredienti! Amo davvero tanto le cose semplici, sono convinta che la chiave per la felicità sia proprio lì!! Rubo una fettina di torta per l’ora di cena 😀 sembra così’ confortante!! a presto e un abbraccio

    1. Francesca P.

      6 ottobre 2016 at 12:31

      Quell’ultima foto l’adoro, Silvia. Ci vedo tutta la semplicità di un Amore vero, che si può provare anche per un animale. La purezza di un legame, di un affetto. E mi piace anche la mia espressione: c’è la dolcezza che viene fuori solo con chi merita. E sa suscitarmela. Dolcezza e tenerezza, come due mele simili, vicine, una accanto all’altra!
      La chiave della felicità è una ricetta provata tante, tante volte… e tu lo sai. Cambiamo le dosi, alterniamo ingredienti, sperimentiamo tempi di cottura diversi, ci mettiamo alla prova… tutto con quello scopo: trovarla. Arrivarci. La strada sembra lunga, ma per fortuna le mele non mancano mai… e vedrai, quelle spaccate si uniranno alla loro metà, prima o poi ce la faranno a combaciare…

  • Manuela

    5 ottobre 2016 at 22:01

    Ci mettiamo le stelle e poi le mele, non lucide e perfette, ma rustiche e un po’ selvatiche, ci mettiamo la luce di un sabato mattina, morbido come i vestiti che si scelgono nei giorni di pausa da tutto, come la mollica del pane ed eccoci qui, a casa.
    Perchè casa è il nostro tempo speso per le cose e le persone che amiamo, sono quelle parole messe in fila, che si allungano e possono persino aiutarti a volare più in là. Mi pare un ottimo inizio d’autunno, ti mando un abbraccio

    1. Francesca P.

      6 ottobre 2016 at 12:37

      Le stelle, in questo caso, ce le hai messe tu! 😉 O meglio, me le hai passate… e io le ho raccolte, come ho fatto con le mele e con i momenti di perfetto equilibrio tra tutto – parole semplici, emozioni, incastri – che vanno vissuti, finchè ci sono. E finchè durano. E anche se passano, sai che ci sono stati. E le foto servono a questo: a fermarli, a ricordar(ce)lo.
      Forse è impossibile sperare che ci sarà sempre questa luce in autunno, ma anche si affacciasse solo qualche volta, beh, già non sarebbe male… 🙂

  • Tatiana

    7 ottobre 2016 at 13:00

    Libertà. La mia parola preferita perché è piena d’aria, di respiro, è fresca e liberatoria, perché vale più di mille altre parole e racchiude in sé tutte le altre parole semplici che possiamo amare e che non traggono in inganno.. perché per la libertà potrei fare qualsiasi cosa, per averla sempre con me stessa farei i salti mortali ed è ciò che metto in pratica quotidianamente, perché se puoi pronunciarla ne conosci il valore imprescindibile, perché sai che essere se stessi senza alcun ricatto di qualsiasi tipo è la sensazione più bella che c’è. E’ una parola che mi piace in quanto mi concede la facoltà di scegliere come e con chi vivere, mi permette il libero arbitrio e soprattutto di non farmi comandare da nessuno… perché si nasce liberi e io ci credo 🙂
    E ora ci mettiamo a sfornare dei dolcetti insieme? Perché anche scegliere con chi condividere la cucina per me è una priorità assoluta, è il mio regno e ci entra solo chi mi piace… le gattine per prime!
    Un abbraccio 🙂

    1. Francesca P.

      8 ottobre 2016 at 15:05

      Sì, Tatiana, la libertà è una parola semplice profumatissima… ed è immensa, come il mare, abbraccia tutte le sfere della nostra vita e fa rima con aria… ossia con respirare. Hai scritto dei concetti che approvo in pieno e c’è una frase, in particolare, che sento e faccio mia: “essere se stessi senza alcun ricatto di qualsiasi tipo è la sensazione più bella che c’è”… quanto è vero, quanto! Nel viaggio personale che sto compiendo ormai da più di un anno, alla base c’è proprio questo: l’essere me stessa, il potermi esprimere, lasciare andare, mostrarmi per come sono. Senza freni e senza paura, in totale libertà. Ed ecco che questa parola torna! La paragono ad un buon dolce: non deve mancare mai, mai, mai! 🙂
      La pensiamo allo stesso modo anche sulla selettività di chi entra in cucina, nelle nostre case e nei nostri cuori… ma tra noi non abbiamo bisogno neanche delle chiavi, se torno e ti trovo seduta al tavolo a parlare con Ulisse sono solo che contenta… 🙂

  • Claudia

    7 ottobre 2016 at 15:42

    Se tra tutte le parole semplici che hai elencato, “luce” è decisamente la mia preferita, tra tutte le mele che ho visto ultimamente, e nell’esposizione di mele antiche sotto le mura di Lucca ne ho viste molte, queste sono in assoluto le più belle! Sarà perchè sanno di autunno, con quelle foglie secche sul picciolo, perchè non sono perfette, perchè sono così piccole da stare così comode nel palmo di una mano…oppure semplicemente perchè c’è caduto sopra il tuo occhio e la tua lente 🙂
    Bella la torta e bella tu!

    1. Francesca P.

      8 ottobre 2016 at 15:10

      La luce è una mia fedele amica, lo sai… e tra noi c’è un patto: anche se ci nascondiamo, a volte, ci diciamo dove andare a ri-trovarci, per non stare separate troppo a lungo! Guai se resto senza, mi basta anche un piccolo raggio, ma deve esserci… nelle foto e sul viso! 😉
      Queste meline sembravano aspettarmi, al mercato, quel giorno… erano in una cassetta laterale, nessuno le degnava di uno sguardo, le mani della persone afferravano mele più grandi, lisce e lucide… ma meglio così, le cose “diverse” che meritano di più sono fatte per quei pochi che sanno apprezzarle! Tu secondo me le avresti comprate tutte… 😉
      Grazie, Claudia, un abbraccio pieno di fusa!

  • Margherita

    8 ottobre 2016 at 17:44

    Le parole, quelle in generale sono state protagoniste di una mia foto scattata davanti alla biblioteca di Vancouver dove sono in vacanza. Le parole, quelle semplici, che a volte faticano ad uscire o che ci dimentichiamo di pronunciare. Ho come la sensazione che in tutto questo progredire, si stia correndo il rischio di tornare indietro sulle cose ci hanno reso uomini fin dal primo istante in cui ci siamo definiti tali. Mi prendo una fetta di torta e me la porto qui in Canada dove sarebbe perfettamente intonata ai colori dell’autunno. ps mai provata la farina d’orzo…. mi incuriosisce tantissimo!

    1. Francesca P.

      9 ottobre 2016 at 10:42

      Nelle biblioteche riposano milioni di parole, semplici e complicate… è il posto più bello dove trovarle e cercarle, mi hai fatto tornare alla mente i ricordi delle giornate universitarie… 🙂
      Lo so, le nostre vite corrono, anzi, sfrecciano… ma per me trovare calma e tempo per rallentare è essenziale, che sia cucinando, leggendo, scrivendo, passeggiando… in fondo, ci vuole poco per recuperare quella semplicità di cui abbiamo bisogno, in tutti i campi…
      La farina d’orzo ha un buon profumo, ti può piacere sicuramente!

  • Anna

    8 ottobre 2016 at 19:02

    Le parole semplici sono protagoniste di ogni mia giornata, bisogna pur raccontare qualcosa al frugolino, no? 🙂
    Chissà che profumo queste meravigliose mele, sanno di autunno inoltrato, di bosco, di profumi inebrianti! e quel dolce, beh è da divorare!
    Bellissima l’ultima foto *.*

    1. Francesca P.

      9 ottobre 2016 at 10:46

      Bello lo scambio tra te e il tuo bimbo! Immagino quanti bei discorsi fate e quante lezioni di semplicità vi date a vicenda… 🙂
      Di queste meline mi sono innamorata all’istante… frugoline e dolcissime anche loro, ehehe!
      Grazie Anna, un abbraccio! Quella foto credo che la stamperò… 🙂

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