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IL RUMORE DELL’AUTUNNO CHE INIZIA

“Ada sa che ci sono cose che, quando iniziano, fanno rumore. E quando sente quel rumore, si ferma e ascolta. Ascolta il rumore delle cose che iniziano. (…) … e, per distinguere le cose che finiscono da quelle che iniziano, aveva imparato a stare attenta. Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo”.  (Evita Greco, “Il rumore delle cose che iniziano”)

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COMEQUANDOECCO CHE SI STA BENE

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Ecco cosa hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare. (Josè Saramago)

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QUALCOSA DI BUONO (E NUOVO)

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Ogni giorno non può essere buono, ma c’è qualcosa di buono in tutti i giorni. (Anonimo)

È quel buono che (ri)cerco, in modo costante, testardo, meticoloso. Instancabile.

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VI SVELO UN SEGRETO, ANZI DUE

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Quel che di bello c’è nella vita è sempre un segreto. Per me è stato così. Le cose che si sanno sono le cose normali o le cose brutte, ma poi ci sono i segreti ed è lì che si va a nascondere la felicità. (Alessandro Baricco)  (altro…)


FIDATI DI CHI TI CORRE INCONTRO FELICE

IMG_8434Fidati delle cose chiare e non delle cose ovvie, di quelle luminose e non di quelle illuminate, di chi capisce poco e non ha visto tutto. Scoprire è meglio che capire e capire è meglio che spiegare. Fidati di chi non si vergogna di cantare come gli viene e non delle canzoni, di chi ha messo la testa a posto e non ricorda dove, di chi balla per la strada soprattutto quando piove. 
(Lo Stato Sociale)

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UN TOAST IN 4 MORSI

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La spesa al mercato del sabato mattina non è una spesa qualunque: è un appuntamento che si aspetta e si coccola con il pensiero già dal venerdì, una gita a cui mi preparo con una bella sacca a rete o di cotone capiente, di quelle coi manici robusti.  (altro…)


LA LINEA SOTTILE

Prendo un foglio e una matita ben
appuntita, appena temperata.
Parto dall’angolo a
sinistra, contemplando lo spazio bianco davanti a me.
E inizio a disegnarla, piano,
millimetro dopo millimetro. La vedo. La fisso. Forse la sfido.
E’
lì, la linea sottile tra…

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SE IO FOSSI LA NOTTE

“Quale
aggettivo si presta
a raccontare i tuoi
occhi e quello che resta
di questa magnifica
cena
Quale colore
annacquato
per fare il
ritratto di tutte le ore maldestre, le nostre…”
(“Se io fossi
la notte”, Dilaila)

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UN CLAFOUTIS A PUNTINI (DI SOSPENSIONE)

Penso
a tutte le maiuscole che ci circondano, quelle delle città in cui vogliamo
tornare o andare per la prima volta, quelle delle iniziali dei nomi che pronunciamo
più spesso, quelli delle parole a cui diamo più importanza, quelle dei titoli
di canzoni che strappano un sospiro, quelle delle sensazioni che crescono
d’intensità e meritano di salire su una scala rispetto alle minuscole.

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QUEL VERDE DIVERSO

Se penso a quello che può rendermi felice, non scomodo cose
impossibili o aspettative esagerate. Ho capito che bisogna mirare in alto
restando almeno con un piede per terra. Attingere da ciò che si ha, guardarsi
le mani, partire da lì. La serenità interiore indossa i jeans, non abiti
eleganti. Non sale su aerei che portano chissà dove, magari è accanto a noi, pronta, aspettando solo di essere
notata.

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