L’OCRA BUSSA E CI (AC)CAREZZA

20 ottobre 2018Francesca P.
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L’estate di agosto è grida all’aperto, voci che si (dis)perdono e vanno rincorse, come si rincorrono i palloni e gli ultimi raggi del sole, fino a tardi. Attraversano velocemente l’aria, quelle voci: le senti e l’attimo dopo già non le senti più, spinte un po’ più in là dal vento e dalla luce forte.

Non le stringi e le puoi solo cavalcare, come fossero delle onde. Sonore, fluide, rapide. Imprendibili.

L’autunno di ottobre è invece il cortile in cui si gioca o ci si ritrova, lo spazio più (ri)stretto che protegge, racchiude e unisce in un perimetro più appartato. È la voce più bassa, che in quel cortile si e-spande e rimbalza, che risuona meglio e non vuole scappare via. È l’abbraccio delle case, il rumore dei passi amplificato, la molletta che regge il bucato insieme a tutte le parole che salgono verso l’alto.

Salgono verso l’alto anche gli slanci di vita rubati a un mese che in alcune giornate romane permette di stare senza giacca e senza sciarpa, muovendosi a pelle libera. Con la voglia di assorbire un tepore piacevole nell’attimo in cui si aprono le finestre e si dice sì, ancora si può. E si pensa godiamocelo, finchè si può.

Salgono poi verso l’alto tutti gli odori che da quelle finestre vogliono uscire per raggiungere il cortile e chi lo anima, anche quando fa buio prima. Tutti gli odori che la cucina conosce bene. Tutti gli odori che sanno chiamare e richiamare ancora più di un nome. Tutti gli odori che parlano, senza bisogno di dire (altro).

Tutti gli odori che hanno il potere di far fare le scale di corsa, appena arriva quella frase così attesa e familiare, che si ripete quotidianamente senza stancare: quel “è pronto” che tutti noi ci portiamo dentro dal passato e dai ricordi. E che, in fondo, pronunciamo o ascoltiamo sempre, come un’abitudine irrinunciabile e senza tempo, che conforta e scalda.

Proprio come fa una vellutata, specialmente se è la prima di una lunga serie di questo periodo, quando l’ocra inizia a bussare… e ci lasciamo avvolgere. E (ac)carezzare.

 

VELLUTATA DI PATATE DOLCI ALLO ZAFFERANO, CASTAGNE ARROSTITE E PERE

* La ricetta è stata preparata con le castagne arrostite che bofrost* propone nell’ampia gamma di prodotti surgelati, che si possono trovare e acquistare online. Le castagne sono molto profumate e dolci, averle già arrostite accorcia di molto i tempi di preparazione e così è possibile utilizzarle con facilità e comodità, dopo averle sbucciate. La stessa comodità che si ha nell’ordinare i prodotti sul sito e nel farseli recapitare direttamente a casa, grazie alla spedizione (gratuita) che preserva bene il congelamento e avviene entro pochi giorni, una volta effettuato l’ordine. Molto utile, inoltre, è la possibilità di scegliere l’orario preferito per la consegna, in base ai personali impegni, con precisione e senza attese… avendolo sperimentato, posso garantire che è davvero così!

 

 

500 g di patate dolci

250 g di castagne già arrostite

2 pere

Zafferano in polvere (q.b.)

Brodo vegetale (q.b.)

Un porro

Una noce di burro

Panna liquida o yogurt (facoltativo)

Nocciole (facoltativo; per decorare)

Timo fresco (a piacere)

Olio extra vergine d’oliva

Sale

Pepe nero

 

Lavate bene e pelate le patate, tagliatele a pezzi e mettetele in una pentola dai bordi alti, dove avrete fatto appassire il porro tagliato a striscioline, con un filo d’olio. Coprite con il brodo vegetale ben caldo e aggiungete una punta di zafferano. Dopo 10/15 minuti di cottura, unite una pera, sbucciata e tagliata a pezzetti. Fate cuocere a fuoco medio per altri 10 minuti, o finchè le patate saranno tenere.

Frullate le patate e la pera con le castagne arrostite (tenetene da parte qualcuna per la decorazione), fino a raggiungere la consistenza di una crema. Se volete diluirla, unite un po’ di brodo vegetale. Chi vuole, può mettere della panna o dello yogurt. Assaggiate e regolate di sale.

In un padellino, fate sciogliere una noce di burro e rosolate l’altra pera tagliata a cubettini, insieme alle castagne tenute da parte, sbriciolate grossolanamente con le mani.

Servite la vellutata, decorandola con le pere e le castagne rosolate e, se volete, anche con delle nocciole tostate (o la frutta secca che preferite). Completate con una spolverata di pepe nero e qualche rametto di timo.

 

 

24 Comments

  • emanuela

    21 ottobre 2018 at 20:24

    “Siede con le vicine
    su la scala a filar la vecchiarella,
    Incontro là dove si perde il giorno.”…

    “Ma per le vie del borgo
    dal ribollir dei tini
    va l’ASPRO ODOR dei vini
    l’animo rallegrar…”

    E’ così… il mio agosto ed il mio ottobre….

    Io (at)tendo l’autunno con un forte emozione nel cuore…
    Inizio a fine settembre a cercare i caldi colori delle foglie.. il giallo, l’arancio, il rosso fino ad arrivare al marrone….
    Tiro fuori il plaid dall’armadio e lo tengo piegato in fondo al letto, perchè so che presto, di lì a breve mi scalderà dolcemente (av)volgendo le spalle…
    cammino e stringo gli occhi guardando in basso per scovare, tra prati di foglie, le noci cadute a terra, ma ancora protette dal loro mallo ormai nero…
    i banchi dei mercati iniziano a scurirsi di verde intenso con biete, erba di campo, cavolo nero, ed il rosso dei pomodori cede il passo all’arancio della zucca ….
    Arrivano le mie meline piccole e le meravigliose mele cotogne e già, ad occhi chiusi, sento già il profumo color corallo che solo questi meravigliosi frutti sono in grado di donare….

    E il mio cuore inizia a battere, le mie mani iniziano ad essere impazienti e smaniose, accendo il fuoco, apro la porta pronta ad accogliere e con(di)vivere….”tutti gli odori che parlano, senza bisogno di dire (altro) ” ….
    L’ocra inizia a bussare ed io non vedo l’ora di farmi av-volgere, ac-carezzare, coccolare….
    BENVENUTA dolcissima e morbidissima vellutata….

    ps: pure qui arriva Bofrost e sì, le cosine sono davvero buone..
    Un abbraccio caldo e avvolgente
    Manu

    1. Francesca P.

      21 ottobre 2018 at 20:52

      Amo il filo che lega le cose, ogni cosa, così come le stagioni… nessun (di)stacco drastico, un lento scivolare verso qualcosa di nuovo che però ha legami con ciò che ha preceduto, radici comuni… ecco come vedo e vivo questo periodo, questa melodia che ha ancora due voci. E me lo godo così, con i maglioni di cotone accanto a quelli più pesanti che un po’ scalpitano, ma un po’ sanno anche aspettare il momento giusto!
      Come sai, faccio sempre un po’ fatica a lasciare la “mia” estate, ma da alcuni anni prendo la mano all’autunno, gli vado incontro con un sorriso, con apertura… e il feeling scatta, si rafforza giorno dopo giorno, mela dopo mela, fetta di zucca dopo fetta di zucca, vellutata dopo vellutata, castagna dopo castagna, fungo dopo fungo… e se penso alla cucina, questa è una delle stagioni più pulsanti di idee e ispirazioni! Tu ti sei mossa in anticipo ad abbracciare il giallo, l’ocra e l’odore del bosco umido, seguo i tuoi passi, seguo le tue orme, seguo le briciole delle tue torte… e si procede, nel modo che più ci piace e sentiamo per noi, con le coppette preferite piene tra le mani, che stringono calore e lo assorbono… ed è l’inizio, solo l’inizio! 🙂

  • Alice

    22 ottobre 2018 at 8:03

    Oggi più che in autunno a Roma ci siamo svegliati in pieno inverno, dopo un forte temporale in serata, è arrivato questa mattina un venticello freddo che fa venire una gran voglia di caldarroste e zuppe calde. Le tue foto sono come sempre ipnotiche per me, adoro il tuo modo di “vedere” con l’obiettivo, le inquadrature, i set, le scelte dei colori tutto qui mi rilassa … la tua casa è sempre un bel posto dove venire e con questo freddo oggi non sai quanto volentieri dividerei con te questa solare vellutata.
    Baci
    Alice

    1. Francesca P.

      22 ottobre 2018 at 19:58

      … hai visto che tempismo? Il freddo arriva e la vellutata è in tavola! 🙂 In verità io la mangerei anche tiepida, pur di godere ancora un po’ del clima mite di ottobre, ehehe! Però è pur vero che dobbiamo prepararci al “salto” di stagione e le vellutate sanno come aiutarci a tale scopo…
      Grazie mille per le belle parole, Alice, non sai quanto mi fa piacere sapere che pensi questo e che (ti) trasmetto questo, il tempo passa e tante foto sono state fatte, così come tante ricette sono state cucinate o create, ma la passione manda avanti e alimenta la voglia o la spinta di inventare ogni volta un nuovo set, un nuovo appuntamento che non è mai solo mio o solo “per me”, ma è nostro… credo nel plurale e in chi vuole mangiare la stessa mia coppetta 🙂

  • Anna

    22 ottobre 2018 at 9:29

    Quest’anno, anche Milano ha avuto la sua “ottobrata”: giornate dal cielo limpido e terso, aria frizzante al mattino e poi un sole caldo e piacevole. Un inizio di autunno davvero fantastico!
    Adesso ci aspetta altro… ma nel frattempo abbiamo fatto scorta di azzurro e tepore, e i nostri piatti sono pronti per colorarsi e riscaldarci.

    Associo il colore ocra a un dolce ricordo, un maglione che girava per casa…
    Un colore forse non facile da indossare, un poco “sbatte” sul viso…
    Nella tua ciotola, invece, appare caldo, solare, accogliente.
    Allungo il dito, lo intingo, assaggio ad occhi chiusi e i profumi mi arrivano dentro…
    Sorrido, ripensando a quel maglione, e a chi lo indossava…
    I ricordi, che nessuno ci può togliere, sono una ricchezza infinita.

    Cara Francesca, stamani sei il mio lunedì sul divano 😉!
    Un abbraccio, a presto.
    Anna

    1. Francesca P.

      22 ottobre 2018 at 20:17

      Cara Anna, anche se amo trovarti qui nella luce bassa e soffusa della domenica sera, devo dire che non è male anche essere una pausa quieta nel giorno meno “simpatico” della settimana, con la luce alta in cielo… e poi cambiare e variare fa bene… e la vellutata è ottima sia a cena, sia a pranzo! 🙂
      Non so se l’abbia mai detto in modo esplicito o se l’abbia colto e capito tra le righe, ma io e Milano abbiamo un rapporto particolare, un filo forte che si srotola nel tempo come un gomitolo (e il suo colore è rosso, non a caso) e gira che ti rigira la tua città torna sempre presente – e viva – nella mia vita, nel mio percorso… nel mio destino?! A volte, dunque, respiriamo la stessa aria ed è come sfiorarsi… prossima “incursione” sarà a inizio dicembre, chissà se l’autunno sarà nel suo momento magico o se l’inverno già premerà, non ho fretta di scoprirlo… noi siamo quelle che camminano piano con gli occhi alle finestre e il cuore al caldo, no? Lo stesso caldo che il tuo maglione sempre, sempre ti darà… quando il ricordo ri-affiora, intenso, lontano ma vicino, qualsiasi odore o sapore abbia, perchè comunque è parte di ciò che è stato vissuto… e che ha formato.

  • m4ry

    22 ottobre 2018 at 14:37

    Amica, in quella ciotolina ci sono i colori dell’autunno… la poesia dell’autunno. I pensieri belli che ci abbracciano e ci coccolano; che certe volte ci stuzzicano e ci tormentano, e che altre ancora ci fanno sentire in pace, felici per la strada che abbiamo fatto e curiose di scoprire quella che faremo. Adoro la tua vellutata <3

    1. Francesca P.

      22 ottobre 2018 at 20:28

      Questa ciotolina mi ha sorpreso più di quanto m’aspettassi… avevo voglia di calore cromatico, di una sensazione decisa agli occhi e al palato, di una vellutata con personalità, fatta con ingredienti tipici dell’autunno e ben noti, ma combinati in modo nuovo, senza dare nulla per scontato… con certe cose dò il meglio di me, mi conosci, ahaha! Ciò che è lineare, banale, troppo comune e già scritto mi trasmette meno gusto… e io il gusto lo voglio intenso e che sappia lasciare un segno o un bel ricordo! 😉 I nostri cibi ci somigliano e parlano per noi… ed ecco la mia voce di oggi…

  • Laura e Sara Pancetta Bistrot

    22 ottobre 2018 at 17:53

    Abbiamo seguito un sentiero di foglie gialle e il profumo delle castagne arrosto ed eccoti qui, giusto in tempo per sentirci dire “è pronto!”. E arriviamo giusto il primo giorno di questo ottobre che ci ha fatto tenere le finestre chiuse ed indossare il primo maglioncino di lana….ce lo siamo goduto a lungo quest’anno il sole dei tardi pomeriggi di agosto, ma dobbiamo ammettere che è altrettanto bello scaldarsi con una vellutata quando le punte dei piedi iniziano a infreddolirsi e sul divano poggiamo quel nuovo plaid che ci terrà compagnia insieme a libri e serie da divorare su netflix nelle giornate che verranno. E qui da te ci si sente talmente coccolate e a casa che quasi quasi ci fermiamo anche per il tè 🙂

    1. Francesca P.

      22 ottobre 2018 at 20:37

      Da vostri biscotti alla mia vellutata il passo è breve… giusto il tempo di percorrere il corridoio e arrivare in cucina! 🙂 E se notate, le nocciole si sono tuffate sia nel vostro impasto, sia nella mia crema…
      Anche qui oggi l’autunno ha mostrato il suo viso per la prima volta… ma non mi sono fatta trovare impreparata! Sappiamo bene come avere tutto sottomano, la coperta è sul divano da giorni, i maglioni di lana sono in fila nella parte laterale e la frutta secca già gioca con le castagne… e fermarsi per il tè è d’obbligo, adesso che farà buio presto a maggior ragione… 🙂 La strada di certe abitudini e di certe case non si perde mai!

  • zia Consu

    22 ottobre 2018 at 20:48

    Finalmente riesco a passare. Sono settimane molto faticose, il pupo mi tiene molto impegnata e molto SVEGLIA! Mi mancano ore e ore di sonno che nemmeno immagini! Meno male che qui trovo una zuppa di conforto color del sole che mi regala già solo a guardarla un sorriso 🙂
    ps: che fighe le castagne già arrostite ^_*

    1. Francesca P.

      24 ottobre 2018 at 15:35

      Consu, avrei dovuto fare una vellutata al caffè doppio, allora! 🙂 Tieni duro, in alcuni periodi la stanchezza e il sonno si fanno sentire di più, i primi mesi è così… se hai bisogno del sole sai che qui c’è quando vuoi, anche se forse preferiresti il buio della notte quieta per riposare! 😀
      ps: sì, sono comode, buone, pratiche… ottimo prodotto!

  • ipasticciditerry

    23 ottobre 2018 at 13:14

    Che bei ricordi mi hai portato alla mente; me bambina che gioco insieme a decine di altri bambini, nel cortile della mia casa … e la mamma o la nonna che chiamavano all’ora di pranzo: E’ prontoooooo!! E tutti noi, un pò tristi ma affamati, ci salutavamo, con la promessa di ritrovarci nel pomeriggio. I profumi si mescolavano nel cortile, facendo borbottare la pancia, che fino a quel momento, non si era ancora accorta di avere fame. Insolita la tua zuppa, che mescola il dolce e il salato. Mi piace molto il colore, che ricorda proprio l’autunno che ci regala ancora dei colori sorprendenti, prima di arrendersi al bianco, nero e grigio dell’inverno. E allora accendiamo ancora le nostre tavole e spolveriamo i nostri ricordi che, quando sono così belli, ci regalano attimi di serenità.

    1. Francesca P.

      25 ottobre 2018 at 20:12

      Terry, quando si cucina alcuni ricordi si sentono forti, proprio come i profumi che emanano i nostri piatti, riaffiorano da soli, risvegliati da qualcosa che tocca la memoria e la ri-attiva… tutti noi abbiamo immagini ben scolpite che abitano dentro e sono felice di averti in qualche modo riportato in quel cortile, a quei momenti così spensierati, a un’epoca che ci ha segnato nel profondo e da cui forse non ci stacchiamo mai, mai veramente… 🙂
      Unire dolce e salato sai che mi piace, mi diverto proprio come fosse un gioco! Da bambine giocavamo con la palla o a nascondino, da adulte giochiamo con i sapori e gli ingredienti… il filo conduttore, per quanto mi riguarda, è il colore, che ho sempre amato e sempre amerò… e cercherò 🙂

  • saltandoinpadella

    23 ottobre 2018 at 15:20

    Mi hai fatto tornare in mente quando da piccola giocavo per la strada con gli amichetti delle case vicine. Passavano pomeriggi interi a fare le cose più disparate poi quando arrivava il tramonto mia nonna veniva a chiamarci e per convincerci a rientrare in casa ci faceva trovare un cestino pieno di castagne arrosto. Me lo ricordo ancora, un cestino un po’ agée con dentro un canovaccio richiuso che celava l’amato bottino e nel contempo lo teneva al calduccio. Questa vellutata ha un colore stupendo, caldo e confortante come un abbraccio

    1. Francesca P.

      25 ottobre 2018 at 20:15

      Elena, che bello ciò che mi hai raccontato! Ho immaginato quel cestino pieno di castagne e gli occhi di voi bambini accesi, vispi e curiosi… li avrei anch’io, oggi, a 40 anni, se mi trovassi davanti una simile scena che è davvero d’altri tempi e trovo poeticissima! Dovrebbero esistere ancora certe cose, i ragazzi crescerebbero meglio, secondo me… meno cellulari e più cestini pieni che “volano” dalla finestra, meno tecnologia e più incanto! 🙂

  • Alice

    23 ottobre 2018 at 21:38

    Sarà forse per questo che ottobre mi piace così tanto. Per quei cortili racchiusi, i toni soffusi, la quiete domestica. E l’ocra. E quelle parole “è pronto”, che belle che sono. C’è dentro tutta la nostra storia di famiglia. Questa zuppa deve essere fenomenale, la vorrei provare. Un abbraccio, Francesca 🙂

    1. Francesca P.

      25 ottobre 2018 at 20:20

      Ottobre piace anche a me, è un mese gentile, che scalda lentamente il motore e ci lascia tutto il tempo di abituarci a quello che vivremo dopo… a novembre l’ocra diventerà arancione e rosso, quindi godiamoci questo giallo e questo oro finchè si può! Lo zafferano ci è complice, teniamolo vicino…
      Grazie, Alice, se vuoi scambio una coppetta per metà del tuo lievitato con le “strade” di more… ti va? 🙂

  • Mile

    24 ottobre 2018 at 7:05

    “é pronto” adoro sentirlo pronunciare ancora da mamma : arriviamo e mangiamo tutti insieme. Un concentrato di amore attorno e nel piatto. Come questa vellutata 🤗

    1. Francesca P.

      25 ottobre 2018 at 20:24

      Vedi, Mile, che certe frasi hanno il potere di compiere un’impresa impossibile, ossia fermare il tempo o non far passare mai certe belle abitudini? 😉 E amore sia, l’ingrediente che rende speciale tutto ciò che cuciniamo, mangiamo, facciamo assaggiare, doniamo e ci gustiamo!

  • Melania

    28 ottobre 2018 at 13:59

    Forse, per la prima volta non so descriverlo il mio autunno. È ben lontano da quel che immagino e assolutamente insolito quel che sto vivendo. C’è ancora caldo, nonostante le temperature siano scese un po’. L’aria è tiepida solo a tratti e il desiderio di focolare, di colori caldi, di sapori accesi e decisi si fa sempre più forte.
    Il tuo autunno, invece, esplode in tutto il suo splendore. In quel colore che amo tanto e che sa tanto di calore.
    Non potevi raccontarlo in nessun modo se non così, con una tazza piena e il sole dentro.

    1. Francesca P.

      28 ottobre 2018 at 21:02

      Autunno un po’ strano, questo, è vero… sembra non voler entrare davvero, o forse ci sta solo dando il tempo di abituarci all’idea del cambiamento, senza un passaggio troppo brusco? A me non dispiacciono le temperature miti e lo scirocco che soffia, le foglie danzano comunque e il giallo sta conquistando il suo spazio… io ho solo dato una piccola spinta, con questa ricetta! 🙂 L’importante è che non manchi il sole, sì… anche se devo ammettere che queste foto le ho scattate in una giornata in cui era nascosto, quindi inizio a pensare davvero che ciò che conta davvero sia la luce e quello che vediamo/sentiamo a prescindere dal cielo 🙂

  • Claudia

    1 novembre 2018 at 11:04

    Tutto si racchiude alla perfezione nel penultimo capoverso. Quell’ “è pronto”, ascoltato e pronunciato così tante volte. È il simbolo perfetto del calore domestico, quel momento in cui, non importa cosa si sia fatto per il resto della giornata, se si sia stati insieme o ognuno per i fatti propri, ci si riunisce tutti intorno a un pasto. E questo piatto aggiunge calore al calore, col suo arancio, con la sua consistenza vellutata che immagino, col croccante delle nocciole e la sua dolcezza. Mi viene voglia di sedermi, è pronto?

    1. Francesca P.

      4 novembre 2018 at 15:44

      Ci sono zuppe e persone che secondo me sono nate pronte… più di altre! 😛 Se ci pensiamo, cosa vuol dire “pronto”? Che qualcosa è lì, che è giunto il momento giusto, che l’attimo è in tavola anche metaforicamente, che possiamo allungare la mano e stringere, che il tempo ha fatto il suo corso, che finalmente possiamo goderci ciò che c’è e che il “qui e ora” è compiuto… tanti bei significati, no? 🙂
      Siediti pure, sai che per te la cucina è aperta a tutte le ore… anche perchè la voglia di vellutata quando arriva, arriva 😀

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