PLASMARE GUSCI DI FROLLA PROFUMATA

11 marzo 2018Francesca P.
Blog post

Plasmare [pla-smà-re, v. tr.] – 1. Lavorare una materia per farle assumere la forma voluta; 2. figurativo: formare con l’insegnamento e con l’esempio, educare”

Plasmare, inventare, giocare, ritagliare, disegnare: la frolla impasta con gioia i verbi creativi e ludici che finiscono in -are e noi, grazie a lei, maneggiamo desideri, sogni e aspirazioni. E ispirazioni. Comeciviene.

Comepreferiamo.

La forma dei pensieri, la forma delle nuvole, la forma dei biscotti, la forma del nostro essere.

Scontornare, aggiustare, arrotondare, sistemare. Toccare e ritoccare.

Con le mani calde, il cuore caldo, il forno caldo.

Lavorare gli ingredienti, lavorare di fantasia, lavorare il tempo. Lavorare e concentrarsi. Lavorare e cesellare. Lavorare ed esprimer(si).

La spianatoia come uno specchio, che va pulito dai residui di farina. E rimanda un’immagine, a volte anch’essa da plasmare. E il bello è questo: possiamo essere quello che vogliamo.

Apprezzare ogni momento e anche ogni sbaglio. Essere vigili e presenti, con la licenza di distrarsi. Di (s)vagare con la mente. Sapere cosa facciamo, anche se non sempre è chiaro il perchè. Seguire un’onda emotiva, come fossimo nel mare aperto che ci portiamo dentro.

Nasconderci nella cucina e sentirci protette, come in pochi altri posti. Sentirci libere di essere lì, in silenzio.

Rincorrere stagioni, uguali ma diverse. Qualcosa che lega, qualcosa che ir-rompe. E tanto altro da modellare. Materia viva, sotto le dita, come creta.

Rincorrere sapori, atmosfere e colori piacevoli, che si vogliono (gustare) ancora. Avere e riassaggiare.

Queste crostatine sono nate sulla scia di un ricordo sbocciato due primavere fa: galeotti furono questi cioccolatini, se il cioccolato bianco si innamorò della bellezza unica dei fiori secchi eduli, stringendoli per sè.

Alcune passioni sono pronte a tornare, come le gemme sui rami. Magari con qualche passo in più. Con qualche novità in più. Con qualche dettaglio in più, plasmato come guscio di frolla profumata.

 

CROSTATINE “ROVESCIATE” DI KAMUT E ARANCIA CON CIOCCOLATO BIANCO ALLA VANIGLIA E MIX DI FIORI SECCHI EDULI (CALENDULA, FIORDALISO, GIRASOLE)

 

Per circa 6 crostatine:

250 g di farina di kamut

100 g di zucchero di canna

120 g di burro (a temperatura ambiente)

1 uovo e 1 tuorlo

1 pizzico di sale

Scorza d’arancia grattata finemente (a piacere)

90/100 g di cioccolato bianco

Latte o panna (q.b.)

Semi di vaniglia (a piacere)

Mix di fiori secchi (calendula, fiordaliso, girasole; a piacere)

Mandorle o altra frutta secca, gocce di cioccolato, erbe aromatiche (per decorare; a piacere; facoltativo)

 

Sul piano di lavoro o nell’impastatrice, lavorate la farina con il burro, unendo poi lo zucchero, l’uovo, il tuorlo, la scorza d’arancia e il sale. Impastate velocemente, fino a ottenere una pasta liscia e omogenea. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e conservatela in frigo per 1 ora.

Trascorso questo tempo, stendete l’impasto col mattarello e rivestite gli stampini, precedentemente imburrati, ritagliando i bordi e sagomando le scalanature. Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e rivestitelo con un foglio di carta da forno, ritagliandolo della misura adeguata. Procedete con la “cottura in bianco”: versate dei legumi secchi – come lenticchie, piselli spezzati o fagioli – o con dei pesi di porcellana, appositi. Infornate nel forno caldo a 180° C per circa 15-20 minuti (controllate la cottura, dipende dai forni e dallo spessore della frolla), eliminate la carta (o i pesi) e cuocete ancora per altri 5-10 minuti, per far asciugare bene anche la base. Sfornate, fate raffreddare, sformate le crostatine e rovesciatele.

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco, facendo attenzione a non far toccare l’acqua messa nel pentolino con il fondo del recipiente dove avete messo il cioccolato e i semi di vaniglia, estratti dalla bacca. Potete scegliere la consistenza desiderata: se volete una ganache più solida, potete anche non aggiungere il latte o la panna; se volete un composto più liquido, come ho fatto io, mettete 1 o 2 cucchiai di liquido (mai l’acqua, mi raccomando!) e regolatevi man mano, mescolando.

Versate lentamente il cioccolato fuso nella cavità delle crostatine, facendo attenzione a non farlo uscire fuori dai bordi. Decorate la superficie con i fiori secchi e tutto quello che il vostro estro creativo vi suggerisce!

*La ricetta di base della frolla al kamut è tratta dal libro “Crostate” di Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Perré (Guido Tommasi Editore). La versione originale prevede 130 g di zucchero, ho abbassato la dose perchè il cioccolato bianco è già dolce di suo

**Potete anche aromatizzare la frolla con la scorza di limone

*** Ci tengo anche in questa occasione a ringraziare chi mi ha regalato questi fiori secchi: Claudia, che di erbe e natura se ne intende!

 

 

36 Comments

  • Anna

    11 marzo 2018 at 20:01

    Sono così stanca, questa sera, che non riesco nemmeno a leggere le tue parole… Anzi, mi correggo: le leggo ma non connetto, e allora già lo so che tornerò ancora, con più calma e con più lucidità!
    Eppure, nonostante la stanchezza, le palpebre calanti si rianimano guardando queste crostatine che, comunque tu le inquadri, sembrano cammei. Medaglioni dal sapore vintage, da appendere al collo e andarne fieri.
    Una spolverata di colore, e mi torna il sorriso…
    Hai plasmato “gioielli”, e mi viene da pensare che questa fase creativa sia stata, per te, (la più) divertente…

    Buona settimana, cara la “mia” Francesca, troverò la porta di casa socchiusa ed entrerò di nuovo…
    Anna

    1. Francesca P.

      11 marzo 2018 at 23:54

      Anna, facciamo così: lascio in tavola il tagliere, per quanto tornerai… e potrai scegliere la crostatina con la tua decorazione preferita. Hai pensato bene, mi sono proprio divertita! Ho dedicato l’intera mattina a questa ricetta, seguendo ogni fase… quando “creare” fa bene, non solo alla pancia, per quello che si godrà dopo… ma si sa, che il viaggio merita per tutte le tappe che com-porta, prima di arrivare alla meta finale!
      Prendi una catenina e… ti passo il medaglione che vuoi. Oppure, facciamo una spilla? 🙂
      Ti ri-aspetto qui… ti passo la matita, perchè, se un po’ ho capito come sei, come credo, avrai varie frasi da sottolineare per il tuo/nostro libro…

      1. Anna

        12 marzo 2018 at 20:21

        Penso che la creatività, in qualunque modo la si voglia esprimere, debba avere un posto dedicato nelle nostre frenetiche giornate…
        Perché è vita che nasce e scorre tra le nostre mani.
        Con le mani calde, con il cuore caldo, e certamente con il (tuo) forno caldo… Con il mio, un po’ meno 😂!
        Mi diletto in altri modi, senza grossi risultati, se non il ritrovarmi con una quantità infinita di sciarpe, che non ci vuole nulla a sferruzzarle… O quasi. Progettare, provare, fare, disfare… e indossare 😄, e sempre di calore stiamo a parlare…

        Adesso, invece, allungo la mano e prendo in prestito la tua matita dalla punta morbida che non graffia.
        Ed è un attimo, corre subito lì:
        “Apprezzare ogni momento e anche ogni sbaglio”…
        Ci vuole tempo, per arrivare a questa meta.
        Ci vuole la consapevolezza che si conquista imparando a volersi bene, concedendosi la possibilità di sbagliare… Perché gli errori non sono “marchi” di un fallimento, sono solo cadute da cui potersi rialzare più forti…
        Ci vuole tanto lavoro su di sé, per guardarsi con benevolenza: è lo sguardo dei nostri occhi quello che, spesso, è il più severo…

        E le pagine del nostro libro, intanto, si arricchiscono sempre più.
        Si plasmano, ed è bellissimo guardare mentre prende vita…

        A presto, carissima Francesca!
        Anna

        1. Francesca P.

          13 marzo 2018 at 15:36

          La creatività libera tutte le nostre energie e le nostre potenzialità, secondo me… anche – e soprattutto – quelle un po’ nascoste o frenate, di cui a volte neanche ci rendiamo conto ma invece possono essere una nostra nuova – e vera – forza! Me ne sono accorta pian piano, lungo il cammino… prima mi esprimevo solo a parole, scrivendo, scrivendo, scrivendo… poi è arrivata la fotografia, che mi ha spalancato un mondo parallelo meraviglioso, poi ancora la cucina, che ha spinto sul tasto della fantasia! Lavorare a maglia mi manca, ma puoi insegnarmelo bene tu… 🙂 Mia nonna e mia madre, da bambina, ci avevano un po’ provato e ho indossato sciarpe e maglioni fatti con le loro mani, ma io ho sempre preferito srotolare i gomitoli di lana, giocandoci come i gatti, ehehe! Ma tutto è calore, certo… ogni cosa che amiamo, che facciamo con passione e con gioia, che riempie spazi, giornate e angoli di quel cuore pulsante… e se si sbaglia, pazienza… sul momento alcuni errori possono apparire “fatali” o possono far male, ma alla fine, con la cura del tempo, è tutta esperienza, tutta lezione… le spalle sono larghe apposta e per questo servono degli scialli ampi, no? Se poi ci attacchiamo una crostatina/medaglione, li abbelliamo anche… 🙂

  • Sara

    11 marzo 2018 at 20:13

    Non posso credere che questa sia solo una coincidenza: è da questo inverno ( da quando ho scoperto la magia della pasta frolla ) che aspetto la primavera per realizzare delle crostatine da decorare con i fiori… Mi piace molto questa particolare sintonia di pensieri che si è instaurata tra di noi… non ci conosciamo eppure sento una grande empatia nei tuoi confronti…
    Questa è la meraviglia che ha saputo creare internet… la connessione spirituale tra le persone…
    Ps. Ora che lo so, sarai il mio appuntamento serale 😉
    Sara

    1. Francesca P.

      12 marzo 2018 at 0:00

      Sara, sì, mi trovi qui ogni domenica sera, il mio giorno fisso da sempre, che mantengo volentieri! Amo la puntalità e la costanza… e gli appuntamenti sicuri, che si aspettano a vicenda: perchè anche io, a mia volta, aspetto voi, le presenze “fedeli” e affezionate! 🙂
      Adoro cucinare con i fiori… perchè adoro mangiarli! Lo trovo così poetico… gioco con fiori secchi come questi oppure con quelli freschi, le violette non mancano mai nel mio balcone! Prova anche tu, vedrai che buon vento di primavera tirerà… in erboristeria trovi tutto l’occorrente, oppure dal vivaio! 😉 E se guardi l’elenco delle ricette o fai una ricerca digitando nella colonna di destra, nell’apposito spazio con la lente, scopri tutti i vari piatti floreali che ho pubblicato, nel corso del tempo!
      A presto, con una margherita in mano… 🙂

  • Elena

    11 marzo 2018 at 21:13

    Plasmare è un verbo che collego subito alle mie mani, plasmare un pane, ma anche un sapone, quando ero scuola era plasmare con la creta, poi coni miei figli la pasta di sale, plasmare – dare forma, creare, inventare ma tutto con le mani, penso che se non potessi usarle sarebbe davvero drammatico… E queste crostatine sono di una bellezza infinita, delicate, quasi un opera d’arte con quei piccoli fiori colorati.. Quasi un peccato mangiarli… Un abbraccio e buona serata!

    1. Francesca P.

      12 marzo 2018 at 0:07

      Credo tanto, tantissimo, nel potere delle mani… di tutto ciò che possono plasmare, creare, forgiare e modellare! La forza, il profumo, l’energia… passa tutto da lì, da loro! Anche nelle decisioni, nelle scelte e nelle azioni… sono le mani che costruiscono, che si muovono e rendono le cose possibili! Quel dare la forma, poi, è un gioco bellissimo… da quando scopriamo le formine in spiaggia, da bambini, a quando usiamo quelle per i dolci! 🙂
      Ti dò il via libera per gustare e sbriciolare le crostatine… le ho fotografate con piacere, mi sono goduta assai quella fase e adesso… si mangiaaaaa! 😀

  • saltandoinpadella

    12 marzo 2018 at 17:36

    Hai ragione, la cucina è davvero il posto che amo di più, dove mi sento libera ma anche protetta, dove mi piace ripetere ricette rifatte mille volte ma anche dispiegare le ali e lanciarmi in avventure nuove ed emozionanti.
    Queste crostatine sono deliziose, mi fanno pensare alla primavera, al tocco delicato della brezza e alla morbidezza dei petali di fiori che stanno facendo capolino verso il sole. Non avevo mai pensato ad usare i gusci rovesciati. Sono proprio carine

    1. Francesca P.

      12 marzo 2018 at 21:09

      La cucina è la nostra stanza speciale, il rifugio per eccellenza… la nostra seconda pelle! Riflette tanto della vita: tutte le volte che sperimentiamo, che vinciamo, che falliamo, che ridiamo, che assaporiamo il piacere, che ci diamo da fare, che osiamo… mi piace l’immagine delle ali, brava Elena! 😉
      La voglia di primavera bussa forte… e dato che spesso a guidarmi sono le sensazioni, è venuto naturale decorare così le crostatine! Così come rovesciarle: non era previsto, ma quando le ho sformate mi sono sembrate così carine, girate al contrario… et voilà! 🙂

  • Silvia

    12 marzo 2018 at 18:47

    Me li ricordo molto bene i tuoi cioccolatini, perché ne feci una versione rivisitata! Oggi ritrovo quei colori così vivi che cadono sopra una distesa bianca, profumata e dolce! Gusci che racchiudono dolcezza, si fanno protettori di qualcosa di bello! E così il gesto di plasmare assume un significato che ci rispecchia anche interiormente! Plasmare è un bel verbo in effetti, non ha confini, sei tu a deciderli, ne decidi la forma, il colore, la sostanza e così crei qualcosa di unico! Quei fiorellini e quella piccola foglis verde che vedo spuntare, sentono è vogliono la primavera scommetto!! 😊 speriamo che almeno al suo arrivo anche io sia pronta! A presto Franci

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 15:43

      Silvia, alcuni sapori restano nell’aria… e sono pronti a riaffacciarsi, in un attimo! Avevo in mente un’altro ripieno per le crostatine inizialmente, ma poi ha vinto il ricordo improvviso di quei cioccolatini… ho aperto la dispensa, ho visto con piacere che avevo ancora parecchi petali e che non avevano perso il loro vivido colore… e tutto è venuto da sè, nel modo che preferisco: naturale, istintivo e improvvisato! Lo stesso vale per la forma rovesciata, è stata un’idea nata al momento, che ho subito accolto… alcune cose si plasmano da sole, sono più belle di come immaginiamo e come ci diciamo sempre, lo stupore è dietro l’angolo! Insieme alla primavera, che tra meno di 10 giorni farà il suo ingresso… al posto del tappeto rosso (quello puoi stenderlo tu, ahaha!), ho sparso fiori per darle il benvenuto! Sarai pronta a viverla, non ho dubbi… e anzi, secondo me ti risveglierà e ti avvolgerà! Scommettiamo qualche altro guscio da riempire? 🙂

  • m4ry

    12 marzo 2018 at 19:15

    E’ bella l’idea di plasmare, soprattutto quella di plasmare i pensieri! Ahahahah! Li farei a forma di tavolo. Piatti piatti piatti 😀
    Che accoglienza che mi riservi oggi Fra…mamma mia! Sono rimasta incantata da tanta bellezza e mi è venuta l’acquolina in bocca all’idea di quella farcitura. Sai da quanto tempo non mangio un pezzetto di cioccolato? Beh, saranno almeno 3 settimane 🙁 Quei fiorellini lì sono una gioia per gli occhi e per l’umore. Fanno sorridere con gli occhi, con il cuore e con la pancia. Ti abbraccio amica mia <3

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 15:49

      Plasmare i pensieri è più facile, rispetto al domarli o al cancellarli, ahaha! Ma già può essere utile modellarli, levigarli, orientarli, smussarli… se li consideriamo davvero come frolla, forse abbiamo trovato la svolta! 😀
      Vedrai che recupererai tutto il cioccolato non mangiato in queste settimane… e riaverlo in bocca, che si scioglie sul palato, sarà una doppia emozione!
      Contenta ti siano piaciute tanto queste crostatine, sai che ci ho messo mezza giornata a farle, ma ne è valsa la pena! Poi è da quando avevi pubblicato le tue col cioccolato che volevo usare gli stampini – li ho identici! – e mi era venuta voglia! 🙂

  • Serena

    12 marzo 2018 at 23:48

    Le trovo spettacolari, le ammiro e mi complimento per il risultato

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 15:51

      Grazie mille, Serena! La meraviglia di alcuni dolcetti è che sono facili da preparare e danno tanta soddisfazione… sia a mangiarli, sia a guardarli! 🙂

  • Mary Vischetti

    13 marzo 2018 at 8:17

    Francesca che meraviglie ci offri! Sono un inno alla bellezza e alla primavera… incantevoli! Hai ragione cara, la cucina è un luogo speciale, dove sentirsi libera ma a casa.
    Un abbraccio,
    Mary

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 15:52

      Ciao Mary, hai ragione… sono un inno! Mentirei se dicessi che non sto facendo da mesi il conto alla rovescia per la primavera… mi scuso con l’inverno, ma spero sempre che passi presto e arrivi lei, la stagione della rinascita e del tepore! 🙂
      Grazie mille, un abbraccio a te!

  • Cristina

    13 marzo 2018 at 12:16

    Mi piace sempre come introduci il delicato lavoro che sta dietro a una ricetta, come insisti sulla parola, la sottolinei e ne sottolinei il significato profondo, ci giochi e lo servi là sul piatto insieme alla crostatina, non meno importante 🙂
    Ti lascio questa frase che mi fa sempre riflettere: “Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere” (Ennio Flaiano).
    Un abbraccio Fra!

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 15:57

      Cri, a voce, quando ci vedremo, proverò a spiegarti cosa è per me la scrittura e che valore dò alle parole… da sempre, da quando sono bambina, è qualcosa che fa parte di me, è nella mia natura! Voglio esprimere questi concetti anche in un post futuro, la citazione di Flaiano (che amo!) cade a pennello e coglie perfettamente anche il mio, di pensiero… Nanni Moretti in una scena ormai diventata mitica, in “Palombella rossa”, urlava “Le parole sono importantiiiiii” ed ecco, sottoscrivo in pieno… è roba seria, serissima, anche quando si gioca e ci si diletta! 😉
      A presto… pronta? 🙂

  • Ipasticciditerry

    13 marzo 2018 at 14:22

    Oggi mi accogli con un quadro … Colori e sapori che hai saputo davvero ben plasmare. Del resto la cucina è il nostro “laboratorio” dove i pensieri viaggiano leggeri inseguendo nuvole di farina e profumi di cioccolato. I fiori completano il quadro perché anche gli occhi vogliono “saziarsi” e godere insieme al palato. E allora mi accoccolo sulla mia sedia, quella vicino alla finestra per godere anche della luce che c’è da te e che qui manca … Prendo un pezzettino di crostatina e faccio le coccole a Tarallino aspettando anche Ulisse. A te un bacio e buona settimana dolce Fra

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 16:03

      Terry, di solito associo la cucina al nostro regno, o al nostro rifugio, al nostro nido… ma sai che anche il termine “laboratorio” rende molto? Qui facciamo tanti esperimenti, siamo un po’ maghette e un po’ streghette… e non ci ferma nessuno! Persino il tempo, ad un certo punto, si arrende… perchè vede che riusciamo comunque a trovarlo e a strapparlo, a ritagliarlo! Quando le passioni sono vere, vinciamo noi… a volte con fatica, ma vinciamo noi! 🙂
      Spero che la bella stagione faccia capolino anche dalle tue parti, si sta facendo desiderare anche qui ma appena c’è una giornata di luce mi fiondo a fare la ricetta della settimana! E un paio di crostatine sono avanzate, la merenda oggi l’abbiamo assicurata… 🙂

  • zia Consu

    13 marzo 2018 at 17:59

    Ricordo bene come il cioccolato bianco si innamorò dei fiori eduli..ed io adesso sono innamorata di queste crostatine 🙂
    Buon inizio settimana Franci <3

    1. Francesca P.

      13 marzo 2018 at 23:41

      Mi viene in mente una canzone bella di Ligabue, cantata anche dalla Mannoia: “Metti in circolo il tuo amore”… alcuni ricordi speciali, legati a cibi e ricette, consentono esattamente questo! Gli ingredienti si innamorano, noi ci innamoriamo di loro… e il sentimento si irradia! 🙂

  • Manuela

    14 marzo 2018 at 9:30

    “Apprezzare ogni momento e anche ogni sbaglio. Essere vigili e presenti, con la licenza di distrarsi.”
    Questa me la sono appuntata, perché credo che sia tua quanto mia.
    Di sbagli ne abbiamo fatti e subiti, ma siamo rimaste vigili (e qui le antenne aiutano 😉 ) e presenti, con noi e per noi.
    Quando ho visto che preparavi una frolla giuro che non avrei mai potuto immaginare qualcosa di così elegante e sì che il libro ce l’ho e da molto, ma come vedi in cucina quello che conta sono gli occhi e il loro modo di immaginare le cose!

    1. Francesca P.

      16 marzo 2018 at 17:54

      Non mi stupisce che abbia notato proprio quella frase… diciamo che ormai ci conosciamo abbastanza bene, per sapere cosa le rispettive matite sottolineano! 😉 Senza quegli sbagli non saremmo noi… e non saremmo come siamo. C’è un prezzo, certo, ma anche una grande lezione. E un bel riscatto, poi. Le antenne servono sia come bussola e radar, per non perdersi, sia come “alert”, per captare pericoli, sia come onde sonore per sintonizzarci sulla musica giusta… e quella non ci manca affatto, ehehe!
      Gli occhi sono apertissimi, qui, lo sai… come sai che amo personalizzare tutto, prendere le cose e farle mie, re-inventarle e ri-plasmarle… è anche questo un gioco e un parlare… 🙂

  • Chiara

    14 marzo 2018 at 23:34

    sembrano piccoli gioielli quasi dei medaglioni da appendere al collo, troppo carini e certamente golosi. Plasmare è una parola che ultimamente sento molto mia, sto plasmando un progetto, giorno dopo giorno e presto verrà alla luce, non vedo l’ora di poterne parlare….Un abbraccio

    1. Francesca P.

      16 marzo 2018 at 17:57

      Sei la seconda persona che associa queste crostatine a dei gioielli e a dei medaglioni… allora significa davvero che possono spostarli dal tagliere, allo scrigno della camera da letto! 😀 Mi piace che possano ricordare qualcosa di prezioso e di antico… penso subito alle donne di un tempo, all’atmosfera vintage, a quell’eleganza di una volta che resta unica!
      Sono cusiosa del progetto… chissà cosa bolle in pentola, Chiara! Aspetto e intanto gioisco per te… in bocca al lupo! 🙂

  • Rebecka

    15 marzo 2018 at 18:49

    Il Tempo, ecco quale è l’unica cosa che non so riuscita a plasmare. Mi ha plasmata lui, secondo i suoi ritmi, secondo il suo andare, non sempre in linea con il mio.
    Ma poi tra un impedimento e piacevoli deviazioni, io seguo la luce e le briciole dei tuoi gusci e so che arriverò al tagliere. E mi fermo, mi fermo per un po’, stanca, felice e in vena di festa. Che ho tanto da recuperare, qui, al Cottage e un po’ ne mondo.
    Luce, colore e un senso di Primavera, che mi ricorda quanto al Nord poco voglia manifestarsi e rallegrarci. E piove sulla pioggia già scesa.
    Un abbraccio Gatta…una abbraccio grande

    1. Francesca P.

      16 marzo 2018 at 18:02

      Eccoti di nuovo, Reb… vedi che è tutto come l’hai lasciato? Il vento del Nord non ha spostato nulla… quel che c’era da conservare, per le persone speciali, è rimasto lì. Al suo posto. Il tagliere aspetta paziente, come me! Il tempo complica, ma non separa… 😉 L’inverno è fatto per il letargo, le pareti calde, la tana… la primavera invita ad uscire fuori dal guscio, a rimettere il naso fuori, a riprendersi la porzione di Tempo libero che fa rifiorire tutto… il giardino, le idee e lo spirito! Dopo la festa del tuo cottage, tocca alla festa della natura… e l’altalena è pronta, non vuole più (re)stare ferma! 🙂

  • Claudia

    18 marzo 2018 at 11:32

    Eccomi! Arrivo per ultima ma non potevo non passare a lasciarti un saluto, su questo post!
    Quanto sono belli questi fiori? Anche io ne ho ancora un pochino, che uso in occasioni speciali, come qualcosa di prezioso. Li ho regalati proprio alla persona giusta, una che con i colori sa giocare davvero bene, come con le parole e con le frolle, che non mi sarebbe mai venuto in mente di rigirare e riempire di cioccolato fuso! Le mangerei ora per colazione, in questa domenica piovosa, ma finalmente onorata da un lungo sonno.
    Un abbraccio!

    1. Francesca P.

      18 marzo 2018 at 19:37

      Claudia, si sono conservati benissimo, in dispensa, al buio, ben chiusi! Sono come quando me li hai portati, non hanno accusato affatto il tempo! Ne ho ancora da parte, può essere un bel rito quello di festeggiare in loro compagnia l’arrivo di ogni primavera! 🙂
      Mio padre ripete una frase come uno slogan: “nella vita, bisogna avere sempre un’idea”… credo di aver assorbito queste parole e di averle fatte mie, perchè rovesciare le crostatine non era previsto, ma al momento ho improvvisato e l’idea è arrivata come un lampo, tipo illuminazione divina, ahaha!
      Piove anche a Roma, ecco perchè il cibo è straordinariamente utile anche per questo…
      Un abbraccio a te, riposato e rilassato!

  • Melania

    18 marzo 2018 at 19:07

    Ma sai che guardandole io ero convinta fossero crostatine morbide?? Invece, arrivo qui, e scopro con mio stupore che si tratta di un guscio croccante e con una farina che amo molto! Sono davvero bellissime!
    Guardando le ultime foto di queste settimane percepisco il desiderio di luce e colore. Quella spiccata sensazione di lasciarsi trasportare dalla leggerezza pur restando ferme. Io non trovo nessun luogo migliore per essere me stessa se non in cucina, certo anche in giro con la macchina fotografica. Ahah

    1. Francesca P.

      18 marzo 2018 at 19:42

      Il cibo e le sue magie… la fotografia e la magia nella magia! 🙂 Sai che potrei provare a rovesciare anche un impasto di torta, magari tipo pan di spagna, realizzando la versione morbida? Esperimenti su esperimenti, sono certa che lo stupore non mancherebbe anche in quel caso… è sempre in agguato, quando ci sono uova e farina!
      Il desiderio di luce è perenne, costante… come una sete che non si calma mai. Il colore credo invece sia uno status mentale, qualcosa che mi scorre direttamente nelle vene, nel sangue… 🙂 E la leggerezza, beh, lei è una meta, l’obiettivo, l’ultimo morso a lungo desiderato a cui si approda con gioia…

  • Elisabetta

    19 marzo 2018 at 21:22

    Mmmm, sembra delizioso!! Da provare 🙂

    1. Francesca P.

      19 marzo 2018 at 21:53

      Grazie! 🙂 Sì, la frolla di kamut è rustica al punto giusto e contrasta bene con il dolce del cioccolato bianco!

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