TRA DUE STAGIONI DA ANNUSARE

25 febbraio 2018Francesca P.
Blog post

“annusare v. tr. [alteraz. di annasare, prob. per incrocio con muso]. – 1. Odorare, fiutare qualcosa chiudendo la bocca e aspirando forte l’aria col naso; 2. fig. Indovinare, intuire, capire quasi all’odore”

Annusare fa rima con sentire, anche se le desinenze dicono di no: ha ragione l’istinto, non la grammatica. 

È l’olfatto che guida, che consiglia, che fa muovere, che fa assaggiare. L’attrazione non scatta, senza il suo lasciapassare. La curiosità non si sveglia, senza il suo trillo.

Annusare per volere. Annusare e poi volere. Annusare e volerne ancora.

Annusare e immaginare. Annusare e desiderare. Annusare e sorridere. Annusare e sapere cosa fare.

Annusare e annuire. Annussare in silenzio, a occhi chiusi, prendendo le mani dell’altro, portandole sul viso. Non dire nulla ma dire tanto, così. Non parlare ma avere risposte, così.

Fidarsi del proprio naso. Credere nei profumi, quelli veri. Quelli che lasciano il segno, ancora prima della scia. Quelli che restano in mente, per un motivo preciso. Annusare e non sbagliare.

Annusare l’aria in questi giorni, dalle nostre cucine, al caldo, interrogando il cielo. Chiedendo dove abbia nascosto la primavera. Che fosse vicina e in parte presente, è certo: i segnali c’erano, li ho visti e già catturati. Per strada, nei prati, al mercato. La natura ha fornito le prove, le ha messe sul tavolo. E non le ho rac-colte solo io, ci sono altri testimoni…

 

Sospinta dal vento del cambiamento da un lato e da quello climatico dall’altro, mi tengo in equilibrio sul ciglio, salda al mestolo di legno. Girando la polenta e giocando con i fiori, tra verde e giallo, tra adesso e dopo, tra due stagioni da annusare. E un confine, che si fonde. Come in questo piatto.

 

MINESTRA DI POLENTA CON FONDUTA DI MONTASIO E BROCCOLETTI (E I LORO FIORI!)

200 g di farina di mais per polenta

800/900 ml di acqua (dipende dall’assorbimento e dalla consistenza che preferite)

100/150 g di formaggio Montasio (o un po’ di più o di meno, a vostra scelta)

100/150 ml di latte

Farina o maizena (q.b.)

Broccoletti (a piacere)

Sale

Sale nero di Cipro e/o pepe nero

Fiori di broccoletto (facoltativo)

 

In una casseruola dai bordi alti, mettete l’acqua, salatela e appena inizia a bollire versate a pioggia la farina di mais, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Continuate a mescolare finchè la polenta non avrà raggiunto la giusta consistenza: per la minestra deve essere abbastanza liquida (se necessario, aggiungete un po’ d’acqua), ma potete regolarvi secondo i vostri gusti e farla anche più solida.

Lavate e mondate i broccoletti, togliendo i gambi più duri. Sbollentateli in acqua salata per qualche minuto, giusto il tempo di ammorbidire le foglie che devono rimanere di un verde brillante.

Preparate la fonduta: in un pentolino, portate al bollore leggermente il latte, aggiungete la farina o la maizena e mescolate con una frustra per amalgamare. Unite anche il formaggio, tagliato a cubetti e continuate a mescolare, energicamente, per creare una crema liscia e senza grumi.

Frullate i broccoletti insieme a una parte di fonduta, lasciando da parte delle foglie per la decorazione finale. Mettete la salsa in una ciotolina.

Impiattate: mettete un po’ di fonduta sul fondo della scodella, facendola adagiare. Aggiungete la polenta, così da unire delicatamente le due creme. Mettete, se volete, altra fonduta, decorando la superficie come più vi piace. Completate con qualche foglia di broccoletto, un po’ di salsa frullata e un giro di sale nero e/o pepe… e i fiori dei broccoletti, se li avete!

*Servite la minestra calda, con la ciotolina della salsa a parte, da aggiungere al momento, man mano, in modo “espresso”.

**Per la fonduta, per non aumentare la dose di grassi presenti già nel formaggio, non ho messo il burro. Se volete, per fare il roux, potete aggiungerne 10 o 20 g, insieme alla farina.

 

 

VI ANTICIPO CHE LA PROSSIMA SETTIMANA SI FESTEGGIANO I 5 ANNI DEL BLOG!

 

30 Comments

  • Anonimo

    25 febbraio 2018 at 21:25

    Tu dici “polenta”, e io rispondo “presente”…
    Non lo sussurro, no, lo dico proprio con voce alta e piena. È scritto nel mio DNA milanese…
    E, a proposito, sento ancora il profumo caldo e avvolgente che si sprigionava dal paiolo, sempre tirato a lucido da mani abili e pazienti…
    Certo, un piatto che tu oggi hai rivisitato, e nella novità di questi abbinamenti mi si solletica il naso… Chissà, che non lo si provi anche qui!

    Confermo, annusare fa rima con sentire: non è una questione di desinenza, è che l’istinto ne è l’essenza in entrambi i casi…
    E c’è un’immagine, stasera, che “sento” tanto: prendere le mani dell’altro, per portarle sul viso.
    “Non dire nulla ma dire tanto, così”.
    Hai detto tanto di te, hai detto che nei gesti semplici tu senti e annusi la vita…

    Buona settimana Francesca, ci ritroveremo presto, per festeggiare insieme: contaci!
    Anna

    1. Francesca P.

      25 febbraio 2018 at 22:52

      Anna, quando preparo la polenta, allora, non c’è neanche bisogno che faccia l’appello… ci sei sicuramente, già seduta! 😀 Anche se dovrei io assaggiare la tua, di polenta… mi potresti insegnare qualche trucco e qualche tua mossa segreta, pescando dall’esperienza e dai ricordi… la parola “paiolo” ha un suono antico bellissimo, legato a storie di famiglia che ascolterei con molto piacere! Secondo me, anche le tue mani sono abili e pazienti…
      Io ho proposto una versione “mia”, che rispecchia il mio modo di cucinare e il mio “divertissement” nell’impiattare… ma ti assicuro che so mangiare scodelle intere di polenta con sugo, spuntature o salsiccia, come ho fatto proprio ieri sera! Anche questo è camminare sul confine, scavallare un po’ di qua e un po’ di là, senza farsi mancare nulla… 🙂
      Ero certa che notassi quella frase, quell’immagine… sei una garanzia di sensibilità. E sai leggermi: annusare la vita, da gatto e da donna, lo faccio (da) sempre e sempre di più…

  • Claudia

    26 febbraio 2018 at 8:52

    No vabbè, pare che ci siamo messe d’accordo! Ma tu hai soddisfatto l’occhio parecchio meglio di me, hai decorato il piatto in maniera splendida, non riesco a smettere di guardarlo. Sarà che il giallo e il verde stanno così bene insieme, il colore dei prati e quello del sole, che con la voglia di primavera che abbiamo tutti in questo momento ci chiamano più che mai. Cime di rapa ne ho pulite una montagna questo inverno, sono state decisamente tra le protagoniste della mia cucina…e viste le temperature, la piena fioritura è ancora lontana (mi sono svegliata con i campi coperti da una leggera neve stamattina!). Vedo che, come dicevo nel mio post, anche tu da brava romana le chiami broccoletti 😉
    Ci vediamo la settimana prossima, non mancherò all’appuntamento!
    P.S: Bel tema l’annusare, importantissimo in cucina come nelle relazioni.

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 18:32

      Hai visto? Ecco perchè ho riso di gusto quando ho visto la tua polenta… abbiamo scorte per l’intera settimana, con le nostre rispettive produzioni! 🙂 Questa volta sono partita dall’ingrediente, poi è nata la ricetta: ho visto questi fiori dei broccoletti e non ho resistito, dovevo assolutamente prenderli, ero tutta gasata! Sai quanto ami mangiare i fiori… mangiare e giocare, due verbi che io e i miei felini conosciamo bene! Polenta e fonduta sono un binomio vincente, ho immaginato l’incontro dei colori, con l’aggiunta del verde… et voilà! L’inverno mi ha invitato a fare una minestra, ad attendere con pazienza l’arrivo di marzo per la primavera, senza accelerare i tempi… ma è inutile, io sono già corsa a fotografare i rami fioriti a Villa Ada giorni fa, scalpito! 😀 E il cielo di tutta risposta ha fatto nevicare, ahaha, mi pare giusto! Vuoi tornare qui, nella tua città, a tirarci le palle e pulire scodelle fino all’ultima briciola? 🙂

  • Manuela

    26 febbraio 2018 at 9:23

    Sorrido, perché l’ho vista e l’ho amata subito e subito dopo sono tornata con il pensiero a Claudia e alla sua polenta di qualche giorno fa e mi pare che ci siamo unite a fare coretto 😀
    Questo piatto è totale, o meglio, tu lo sei (per dirla come la direbbe Colapesce): perché nel suo essere povero l’hai saputo rendere bellissimo…ma quando una annusa e sente i risultati non possono essere che questi! La bellezza sta nei dettagli e questo piatto è carico di bellezza.

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 18:45

      E’ tutto un broccoletto, ‘sta fine di febbraio! 🙂 Pur amando questa verdura, stavolta l’ho presa quasi esclusivamente per i fiori, perchè ho subito immaginato le foto che avrei fatto, contenta di questo anticipo di primavera… ma il sesto senso felino mi ha guidato, facendomi preparare un piatto invernale, cremoso e caldo, che con il gelo e la neve di oggi è l’ideale… il caso che non è un caso? Ahaha, la nostra frase/slogan!
      Se lo dice Colapesce mi fido e se tu lo confermi, ancor di più… valorizzare ogni cosa, anche la più piccola e la più umile, con quel tocco personale e l’istinto del momento, è qualcosa che mi viene naturale, ma è anche un gioco… la parte bambina che si fonde con quella della donna, come si fondono le due stagioni e i due ingredienti… e tutto torna, anche il bis del piatto! 😀

  • Sara

    26 febbraio 2018 at 9:35

    Ho sempre avuto fiducia del mio olfatto… sarà perché ho un naso importante? Scherzi a parte, annusare mi piace tantissimo, scoprire il profumo ancor prima di assaggiare, farsi guidare da questo senso infallibile e decidere… E per la tua polenta so già che decisione prendere…
    Aspetto con curiosità la settimana prossima per festeggiare con te 😊
    Sara

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 18:51

      Non siamo feline senza un motivo, Sara… 😉 Annusiamo tutto, ci piace farlo, ci regoliamo molto con l’olfatto e il detto “provare per credere” per noi diventa “annusare per credere”! Anche le cose belle hanno un profumo particolare che non ci lasciamo sfuggire, siamo sempre all’erta… ci mancano i baffi da gatto, ma è solo un dettaglio, ehehe!
      Alla prossima settimana, ti anticipo che vedrai nevicare anche qui sul blog… 😉

  • Ipasticciditerry

    26 febbraio 2018 at 9:40

    Questa settimana arrivo in anticipo sul mio solito. Attratta da Tarallino e da queste splendide foto, in questa gelida giornata, per me piene di neve e -6 gradi a quest’ora. Annuso ma non sento odori nell’aria perché l’influenza mi ha tappato il naso ma il mio istinto annusa profumi buoni che salgono da questo piatto. Poi se c’è Tarallino a farmi compagnia è un po’ di coccole, guarisco prima e sento meno il freddo. Buon inizio di settimana dolce Fra

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 18:58

      Terry, la sa lunga Tarallino… ha capito che se si mostra e ti fa le fusa, corri subito ad accarezzarlo! Mi ha fatto troppo ridere con quei fiori… era veramente attratto, non so se calamitato più dal colore o dall’odore! Chissà cosa ci sentiva… anche Ulisse ha affondato bene il muso, una “sniffata” di gruppo! 🙂 Spero che riconquisterai presto il tuo olfatto, io non sopporto non sentire profumi nè sapori quando ho il raffreddore, è come se mancasse una parte importante… ma non ti preoccupare, non poso ancora il mestolo di legno e ti tengo in caldo il piatto, così hai tutto il tempo di guarire!

  • m4ry

    26 febbraio 2018 at 12:10

    Come si sono divertiti i due micioni a giocare con i colori e con l’aria di primavera 🙂 Bellissimi questi scatti Fra, e particolarmente invitante questa ricetta. Adoro le minestre cremose e piene di sorprese belle come questa 🙂
    Oggi la primavera si è fatta da parte, ma noi ce l’abbiamo dentro. E’ lì che cresce ogni giorno di più, anche se fuori fiocca come se non ci fosse un domani.
    Ti abbraccio :*

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:08

      … i tre micioni, metti anche me! 🙂 Tu sai cosa sono capace di combinare quando unisco più fattori: tempo, ingredienti ispiranti e veri raptus fotografici! Ogni volta mi sembra sempre di scattare più della volta precedente… ma com’è? 😀 Però mi piace, eccome se mi piace… è la parte bella, quella che coltivo come coltiverei broccoletti, se avessi l’orto! Sul tuo terrazzo, amica, dovresti mettere una serra con le cime di rapa, ahaha! Ti ho pensata subito quando ho preso questa verdura… tu, la tua terra, il tuo verde, la nostra primavera dentro, la neve che ci fa tornare bambine… mettiamo tutto nello stesso piatto!

  • Alice

    26 febbraio 2018 at 12:55

    Hai ragione si poteva cominciare ad annusare nell’aria la tanto desiderata primavera, si percepiva vicina e in parte presente, anch’io sono tra i testimoni dei suoi segnali, ho visto la mimosa fiorita, le margheritine sui prati e qualche timida primizia al mercato.… ma improvvisamente, anche se non inaspettatamente, oggi la nostra città si è svegliata nel gelido abbraccio di Burian sotto una leggera coltre di neve. Direi quindi che la minestra che ci proponi non poteva trovare ambientazione più perfetta.
    Baci
    Alice

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:15

      Alice, la primavera ci ha tirato uno scherzo … ha fatto apparire un miraggio, poi puf, al suo posto è spuntato il manto bianco! Ma ti confesso che sono contenta, svegliarmi oggi con la neve è stato magico, non me l’aspettavo, non ci speravo, pensavo fossero i soliti allarmismi… e invece, sorpresa! Meno male che non ho pubblicato un gelato, ma una bella minestra invernale, ahaha! La faccio annusare e assaggiare anche a Burian, vediamo se è di suo gradimento… 🙂

  • Anonimo

    26 febbraio 2018 at 14:53

    Se ti conosco un pochino oggi, sono certa tu ti sia munita di reflex per immortalare tutto il candore che oggi la tua Roma ti ha donato. (Non vedo l’ora di vedere qualco scatto, adoro la neve)
    Intanto, gli occhi si soffermano su questo piatto meraviglioso. Bellissimi i colori che ne hai catturato. Un po’ come l’inizio di queste due stagioni che non vedono l’ora di incontrarsi. L’una di cedere il posto all’altra.
    Non amo molto la polenta, forse dovrei rivisitarla come hai fatto tu, magari vestendola di nuovo.
    Però sa tanto di coccola che, oggi, non gusta per niente!
    Melania

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:22

      Melania, come si dice… mi hai “tanato”! Ebbene sì, è tutto il giorno che scatto fotografie, col cellulare e con la reflex, ho smesso soltanto perchè si è fatto buio! 😀 Sono in piedi dalle 6, non ricordavo un’euforia simile da tantissimo tempo, l’ultima nevicata romana risale a 6 anni fa, ma oggi lo stupore e la gioia sono stati più grandi… forse perchè non credevo potesse accadere e il destino, ancora una volta, ha (di)mostrato che l’inatteso e l’imprevisto sono lì, in agguato, pronti a farci sorridere! Come è accaduto a te, quando hai visto questa polenta… se anche io ti conosco un pochino, credo che un nuovo assaggio ora possa essere per te una riscoperta gradevole… scommettiamo una ciotolina in più? 😉

  • saltandoinpadella

    26 febbraio 2018 at 15:44

    Che forti i tuoi prodi cavalieri alle prese con i broccoletti. Tra la neve e i broccoletti in questi giorni sono stati davvero molto impegnati in nuove scoperte. Io adoro la polente, per me è davvero il confort food per eccellenza quando è freddo come in questi giorni. In casa mia è di tradizione, mi fa tornare in mente vecchi ricordi d’infanzia. Non avevo mai visto dei broccoletti così, sono tipo le cime di rapa?

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:29

      Hai ragione, Elena, sono stati giorni di orecchie dritte, clima frizzante in ogni senso e novità! L’immagine di stamani di Tarallino che miagolava ai fiocchi di neve come fa con le mosche e gli uccellini, mi ha riempito di tenerezza e resterà tra i ricordi belli di questo lunedì bianco e “movimentato” a livello di emozioni… 🙂 Stasera, ovviamente, non può mancare una minestra calda, anzi, bollente… per il dessert ci sono i tuoi cantucci, come sappiamo, ehehe!
      (sì, i broccoletti romani sono le cime di rapa pugliesi!)

  • Cristina

    26 febbraio 2018 at 16:19

    Stamattina ci siamo svegliati con la neve: lo sapevamo in realtà, la stavamo “sentendo” da giorni ed ecco che oggi, silenziosa e pacifica come solo lei può, ho aperto la finestra e ho trovato i platani imbiancati 🙂
    Tu, che sei una specie di indovina, devi averlo saputo anche prima di noi perché hai realizzato la ricetta perfetta per questi giorni ghiacciati e, non volendo, perfetta per me che in questi giorni non posso mangiare altro che liquidi :((
    Mi consolo con le tue belle foto, con i fiori dei broccoletti, con i gattoni e con la nostra Roma che posso vedere solo dalla finestra ma che oggi è un po’ più quieta. Un abbraccio Fra!

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:35

      Cri, oggi è stato proprio un lunedì speciale… memorabile, direi! Adoro la neve, da bambina andavo spesso fuori a Natale o in settimana bianca, poi ho smesso e non vado in montagna in inverno da 10 anni… quando la vedo e soprattutto la tocco, dunque, è pura emozione! A Roma, poi, ancor di più… è un evento più unico che raro, qualcosa che va festeggiato, una sorta di magia/miracolo, o almeno, a me piace vederla così! 🙂 Peccato che sia malata, ti sei goduta lo spettacolo dal vetro, come fossi al cinema, ehehe! Ho scattato tante foto anche per te, le vedrai la prossima settimana! Non sono andata in giro o in centro, ma tra casa e parchi del quartiere ho lasciato parecchie impronte… 🙂
      Un abbraccio a te, pieno di vitamina C e di polenta liquida!

  • Ile

    26 febbraio 2018 at 16:46

    Arrivo qui in questa giornata piena di bianco, luce e magia e non è un caso.
    Arrivo qui dopo essere rimasta in silenzio davanti alla spiaggia ricoperta di neve, dopo aver visto e annusato il momento in cui due stagioni si sfiorano, si intrecciano e si confondono. La primavera era già qui, poi è arrivata la neve a ricoprire i primi fiori e il confine tra le due stagioni è diventato meno netto, una fusione che ci ha regalato gli occhi lucidi e incollati alle finestre, una giornata più lenta e quelle emozioni così difficili da spiegare, ma che si sentono.

    E non c’è niente di più bello dell’incontro e dell’innamoramento. Io sono convinta che in questa minestra ogni ingrediente si sia innamorato dell’altro fino a stringersi in un abbraccio…

    1. Francesca P.

      26 febbraio 2018 at 19:48

      Ile, oggi abbiamo entrambe collezionato delle immagini bellissime e poetiche, che ci resteranno in mente… e dentro. La neve al mare è la magia nella magia, per me… non l’ho mai vista, sai? Sono emozionata al solo pensiero e sono contenta di aver immaginato per un attimo di essere in spiaggia, grazie alle tue foto e ai tuoi occhi! Scenari diversi ma simili… e soprattutto abbiamo annusato lo stesso odore: odore di stupore, di cose belle, di ricordi legati all’infanzia, di emozioni che non si spiegano, è vero, ma a parlare è il cuore che ride, più leggero! Un odore che non si dimentica, insomma, che custodiamo in un angolo prezioso, un posto accessibile a pochi, dove il vento non soffia e il gelo non arriva…
      Sai leggere bene non solo le mie parole, ma anche la mia minestra di polenta… la tua convinzione è esatta, che lo voglia o no, che ci faccia caso o no, l’amore e gli abbracci li (dis)semino un po’ ovunque! 🙂

  • zia Consu

    26 febbraio 2018 at 20:51

    Che esplosione di colori! Nella giornata fredda di oggi c’è proprio voglia di questo brio!
    Il senso dell’olfatto è quello che più mi si è sviluppato in gravidanza e pensa che riesco a percepire quello del tuo piatto da qui ^_^
    Buona settimana Franci e una carezza ai tuoi miciotti <<3

    1. Francesca P.

      28 febbraio 2018 at 11:04

      Vero, Consu, adesso tu senti tutto, forse persino più di un gatto! 🙂 Potresti anche fare il gioco di riconoscere bendata i cibi che hai davanti… vinceresti, ahaha!
      Buona settimana a te, che di colori te ne intendi… non mancano mai sulla nostra tavola, nessun clima ci ferma!

  • Chiara

    27 febbraio 2018 at 22:21

    leggendo il tuo post ho ripensato ad uno dei miei libri preferiti : ” Il profumo” di Patrick Süskind, te lo consiglio…Parla di un annusatore di professione, ricordo che mi aveva molto colpito, è un libro forte, invernale, da leggere sotto un plaid e con accanto una tazza di te fumante.Il montasio è un formaggio della mia regione, il Friuli Venezia Giulia,mi fa piacere che tu l’abbia usato, un abbraccio

    1. Francesca P.

      28 febbraio 2018 at 11:10

      Conosco quel libro, ha avuto successo anni fa… non l’ho letto. ma confesso che mi ha sempre ispirata! Avevo visto il film, ma credo sia inferiore… e le pagine di carta hanno tutto un loro odore! In questi giorni di neve romana, sto sfidando il gelo per godermi questa magia così insolita per noi, ma appena fa buio la casa si trasforma ancora di più in una tana… e la scena che hai descritto è perfetta, coronata dalla polenta calda e dal formaggio della tua regione che amo e prendo spesso! 🙂

  • Elena

    1 marzo 2018 at 13:42

    Annusare, quanto mi piace. Adoro tutti i profumi, gli odori che l’orto e la cucina mi regalano, il profumo dell’asfalto bagnato di pioggia, il profumo delle pagine di un libro…. Con queste immagini mi hai regalato serenità, che bel tono di giallo! E che piatto delizioso, morbido e caldo, perfetto per questi giorni che speriamo chiudano un inverno davvero freddo! Un bacione

    1. Francesca P.

      1 marzo 2018 at 21:04

      Piace molto anche a me… mi diverto proprio a cogliere ogni sfumatura, come se le cose – e anche le persone… – parlassero attraverso gli odori e le sfumature! Tutto un mondo dentro a un altro mondo, parallelo!
      Sono felice di aver trasmesso serenità, d’altronde è questo l’obiettivo che abbiamo: stare bene e cucinare-fare-cercare ciò che lo rende possibile… 🙂 Anche la neve e il gelo di questi giorni hanno il loro odore, che ben si fonde a zuppe calde… anzi, bollenti! Aiutami a mescolare e girare, girare, girare la polenta…

  • Paola

    1 marzo 2018 at 15:46

    Che piatto meraviglioso, colorato e gustoso, perfetto per questi giorni di gelo. Baci

    1. Francesca P.

      1 marzo 2018 at 21:07

      Ciao Paola, ti ringrazio! Inverno e colori, confini di stagioni sfumati… e fumanti! 🙂

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