DI FIORI BIANCHI E (CAVOL)FIORI GIALLI


Quando arriva il giorno delle foto per la ricetta della settimana, qui siamo tutti sull’attenti: la Canon, che mi fissa ansiosa con il suo 60mm, gli ingredienti, felici sia giunto il loro turno, la luce, consapevole del fondamentale ruolo che (ri)veste… e i gatti, che subito fiutano odore di “click”, appena mi vedono armeggiare con lo sportello del frigo o della credenza e poi tirar fuori le assi di legno. Quando mi chino per prenderle da sotto il divano, facendone uscire una, due, tre o quattro per decidere la prescelta, ecco, quello è il momento che decreta l’inizio dei “lavori”. Siamo pronti!

Pronti e curiosi, di sapere come andrà. Perchè, prima, non si sa mai come andrà. Possono passare 15 minuti come 60. Posso scattare da 10 a 100 foto. Posso far tutto al primo colpo o cambiare qualcosa in corso d’opera. Posso passare da les jeux son faits al ma anche no. Questo (è) il bello: nulla è stabilito, nulla è programmato, nulla viene limitato. Il tempo, la calma, il piacere, la fantasia, l’improvvisazione, l’euforia, l’effetto sorpresa, un musetto rosa che spunta… solo questo importa.

Di solito allestisco in salotto, sul tavolo da pranzo. Ma dato che faresemprelestessecose non è proprio nella mia indole, ogni tanto si mescolano le carte, gli ambienti e gli oggetti. E così può succedere che un ortaggio passi dalla cucina al mobile della scarpiera, all’ingresso, per respirare una nuova aria. Può succedere che dei fiori bianchi finiscano dentro una caffettiera vintage che era di mia nonna.

Può succedere che l’ortaggio e i fiori si guardino e trovino, stupiti, delle affinità. Può succedere che li metta vicini, per facilitare la loro conoscenza. E che Ulisse voglia partecipare alla scena, conquistando pure un posto in prima fila.

E ancora, può succedere che anche Tarallino voglia metterci il suo zampino, perchè quel fiore tondo e giallo va annusato bene, per capire se rotola come una pallina e come mai ricorda un po’ il colore del suo pelo.

Può succedere, dunque, che il ripiano della scarpiera riceva tante visite inaspettate e sia molto affollato, come un vero set cinematografico. E c’è anche il pubblico intorno, a guardare, che apre bene le sue foglie verdi per vedere meglio.

Può succedere che una mattina qualunque si trasformi in una mattina serena, che la scheda si riempia di immagini e io senta sempre di più quanto-conta-fare-ciò-che-piace. Pronunciato ben scandito e con lentezza.

Può succedere che mi ritrovi a pensare che aveva davvero ragione Hans Christian Andersen, quando diceva che “Vivere non è abbastanza. Uno deve avere il sole, la libertà e un piccolo fiore”.

E anche un piccolo (cavol)fiore. Giallo.

 

CAVOLFIORE GRATINATO CON YOGURT, FETA E PANGRATTATO AROMATICO (AGLI AGRUMI E TIMO)

 

Un cavolfiore piccolo o di medie dimensioni

Un vasetto di yogurt bianco

Feta (a piacere)

Pangrattato (a piacere)

La scorza di un limone

La scorza di un arancio

Timo fresco (a piacere)

Qualche fiocchetto di burro (facoltativo)

Olio extra vergine di oliva

Sale

Sale nero di Cipro (facoltativo)

 

Preriscaldate il forno a 180°.

Lavate e mondate il cavolfiore, togliendo la parte centrale. Tagliate le cimette, levando la parte più dura del gambo.

Sbollentate in acqua leggermente salata le cimette, per 8-10 minuti, finchè si saranno ammorbidite. Nell’attesa, in una ciotolina, mettete il pangratto, la scorza degli agrumi e le foglioline di timo. Mescolate bene.

Con un pennello, distribuite dell’olio all’interno e sui bordi di una pirofila. Adagiate le cimette del cavolfiore, una vicina all’altra, fino a riempire tutto lo spazio (volendo, potete fare anche più strati). Mettete lo yogurt sulla verdura, distribuendolo in ogni punto. Unite anche la feta, sbriciolata grossolanamente con le mani. Completate con il pangrattato aromatico, coprendo bene la superficie del cavolfiore. Irrorate con l’olio, per bagnare il pangrattato. Chi vuole, può aggiungere qualche fiocchetto di burro e del sale di Cipro (o pepe).

Infornate e fate cuocere per 15-20 minuti, o finchè il pangrattato sarà dorato e formerà “la crosticina”. Se dovesse asciugarsi, durante la cottura, irrorate con altro olio o con un po’ d’acqua. Servite caldo, decorando al momento con qualche foglia di timo.


… giocare con fiori, (cavol)fiori e chiodi nel muro, stanca…


40 Responses to DI FIORI BIANCHI E (CAVOL)FIORI GIALLI

  1. Anna says:

    Questa sera mi hai fatto sorridere, davvero!
    Sì, perché deve essere buffo assistere allo spettacolo di te che pensi, progetti e costruisci i tuoi set…
    Divertente, sfilare assi da sotto il divano!
    E riesco ad immaginarti mentre ti aggiri armata di un ortaggio, che anch’esso merita un posto in prima fila… E, se la “prima fila” è una scarpiera, poco importa. Vi si (ri)posa.

    Non porre limiti al tempo, quando lo si dedica alle proprie passioni: è forse questa la libertà che, insieme al sole e a un piccolo fiore, dobbiamo regalarci. Perché “vivere non è abbastanza”…

    Bella la caffetteria vintage, profuma di ricordi…
    Belle foto, Francesca, tanto arancio che fa novembre.
    21, il “mio” numero…

    Carissima, buona settimana, e un abbraccio!
    Anna

    • Francesca P. says:

      Anna, tu mi immagini mentre allestisco il set e io ti immagino mentre ti diverti a leggermi… anche se non conosco il tuo volto, sento il rumore delicato del sorriso e della complicità e “vedo” la curva delle labbra salire! Mi piace raccontare il “dietro le quinte” dei set, i piccoli trucchi del mestiere o gli aneddoti buffi, tutte quelle scene che sono di contorno alla ricetta e spesso ne sono ingrediente importante! Per quanto posso (e più che posso), cerco di dedicarmi a cose e a mattine come queste, che portano leggerezza, insieme ad un buon piatto in tavola… ho lottato parecchio ultimamente per questa libertà e per dedicare maggior tempo alle passioni, sono solo all’inizio di un percorso e voglio godermi il profumo dei fiori e di questa novità!
      Il tuo compleanno è tra 2 giorni, ti faccio ora gli auguri con tanto affetto, ma ti manderò martedì un cavolfiore giallo con una candelina sopra, col pensiero! Soffia forte, mi raccomando, ci sono sempre desideri alle porte di un nuovo anno…

  2. Alice says:

    Conta tanto fare ciò che piace e prendersi il tempo per farlo con calma! Per il resto non sai quanto ti capisco fare le foto per i post è sempre un’impresa, tirare fuori le assi di legno, e poi i props ( a proposito quel bricco è bellissimo) io mi ritrovo sempre a fare mille scatti per tirarne fuori un paio da pubblicare, ma lo faccio con passione e con gioia … ed è questa la chiave di tutto! Meraviglioso il tuo cavolfiore sia crudo che cotto!
    baci e buona settimana
    Alice

    • Francesca P. says:

      Tempo e calma, due parole che associate sono impagabili! Ho sempre vissuto così il blog, con questo spirito… non so se amo più la fase del set o quella del cucinare, vanno a braccetto! Ma la parte fotografica a volte mi rapisce di più, lo ammetto… 🙂 Gioia e passione sono la chiave di tutto, è vero, ma anche la base… tutto parte da lì! Come quando usiamo le nostre assi, come base di partenza… 🙂
      Grazie, baci a te!

  3. m4ry says:

    Indubbiamente bisogna averlo anche quel (cavol)fiore giallo, sta tutto lì: rotondo, accogliente e con quelle foglie che sembrano quasi delle braccia che avvolgono. E’ vero sai che le nostre passioni, quel che ci piace fare, sono l’antidoto migliore, la cura, un punto di riferimento certo e costante. C’è il nostro saper fare e anche parte di quel che siamo. Una parte importante, direi.
    Ho immaginato tutto ciò che hai raccontato, per filo e per segno…ora mi viene ancora più facile 🙂
    La ricetta è top! Come tutto il resto. Buongiorno amica mia <3

    • Francesca P. says:

      Esistono persone speciali e cavolfiori speciali… che si distinguono, che fanno della diversità la loro forza, che non si uniformano, che sono come chicche o perle rare e che possono finire solo nelle mani (e nelle zampette!) giuste…
      Sorrido perchè so che un cavolfiore gratinato ha allietato anche il tuo pranzo in questi giorni, è solo la conferma della nostra sintonia… e di come siamo croccanti e tenere allo stesso tempo, di come cerchiamo il calore della pelle e del forno e di come ci fa bene la luce… siamo esseri luminosi, il buio lasciamolo a chi ci sguazza così bene… noi preferiamo sguazzare nell’olio buono e nei sughetti! 😀

  4. sandra says:

    parto dalla ricetta: appetitosa da urlo!
    anche io mi “annoio” con i solito sfondi, le solite foto, i soliti accessori, ma tu…. con quei 2 “accessori” speciali non puoi sbagliare mai. sono bellissimi i tuoi mici. a noi è appena morto un micio rosso, Junior, che aveva poco più di un anno….mi sembra di vederlo nelle tue foto bellissime e come sempre luminose e solari, portatrici di… come dire, una ventata di armonia e serenità: non mi pare poco Francesca, come sempre ti ringrazio per condividere con noi.

    • Francesca P. says:

      Sandra, mi dispiace tantissimo… quando leggo certe notizie, anche se non conosco i gatti coinvolti, mi si stringe sempre il cuore di mamma felino! Quando scatterò foto a Tarallino, ci metterò un doppio pensiero, anche per te… e puoi venire a trovarci quando vuoi, sapendo che una cocotte e quella serenità, qui, quando cucino, mi rilasso e fotografo, ci sono sempre!
      Ti abbraccio forte e grazie a te… :*

  5. Tu corri da me, e di questo ti ringrazio tantissimo, sei un vero tesoro. Io invece vengo da te con calma perchè mi piace potermi godere il tuo post, le tue parole, le tue foto, la tua luce, le tue ricette, e ovviamente i tuoi baldi cavalieri. Che fatica che è fare i fotomodelli 😉 questa volta poi si sono concessi senza remore.
    Quanto è bello quel cavolfiore giallo, qua ho trovato quello viola ma mai quello giallo. Mi viene proprio da dire “bello come il sole” 😉

    • Francesca P. says:

      Elena, io corro quando sento il profumo delle tue torte con l’uva fragola, è più forte di me, come quando agito la busta dei croccantini e i mici arrivano come un fulmine, ovunque siano… 😀 Mi piace che mi dedichi una pausa lenta, almeno nelle nostre “case” virtuali (ma così reali) devono regnare ritmi quieti… quando mi dedico al blog, è come se fermassi le lancette dell’orologio o le spostassi un po’ indietro… 🙂
      Era la prima volta anche per me con questo cavolfiore, appena l’ho visto in un banco del mercato, ho detto “è mioooo” e ho allungato la zampa! 🙂

  6. Chiara says:

    che fatica riuscire a trovare il tempo per dedicarsi alle proprie passioni e quando finalmente si riesce ad isolarsi dal resto del mondo e concentrarsi su quello che si vuole è un momento che vola via in un attimo !Bellissime foto francesca, l’atmosfera gattesca di casa tua è splendida !Buona settimana

    • Francesca P. says:

      A volte è veramente faticoso o complicato, è vero… come se la giornata fosse fatta di mille pezzi da incastrare o come se la settimana fosse sempre troppo corta e ad essere trascurate fossero proprio le cose a cui teniamo di più e che procurano svago! Ma proprio perchè è così, la battaglia è doppia… e alla fine, quando sono in casa tranquilla, guardando l’orologio solo per il girare della luce, mi sembra una conquista… come la gioia di un gatto che ha conquistato la sua preda! 🙂

  7. lorenza says:

    Ma che bella la tua ricetta e sicuramente molto buona…da provare anche se non troverò un cavolfiore così particolare…
    Un abbraccio

    • Francesca P. says:

      Raro è trovare il cavolfiore giallo, lo so… non l’avevo mai visto neanch’io, fino ad ora! Al di là del colore, però, la ricetta non cambia sapore e anche un bel cavolfiore vestito di luminoso e candido bianco è bellissimo… 🙂

  8. Oggi mi fai felice, lo sai vero? A parte il cavolfiore che amo, come tutte le verdure in generale ma loro? Che devo dirti … amo le tue foto, i tuoi set, i tuoi pelosi. Mi mettono il buonumore, mi aprono un sorriso sul viso, mi fanno pensare a coccole e fusa. E poi la luce delle tue foto l’adoro! Il cavolo giallo proprio da me non l’ho mai visto. Qua abbiamo quello bianco e quello viola. Questa varietà si capisce che ve la tenete voi, nella bella e assolata Roma. Ti lascio un abbraccio e tu dai una carezza a loro, veri protagonisti di questo articolo. Torno su a godermi le tue foto, un bacio

    • Francesca P. says:

      Terry, certo che lo so… e ti avevo già preannunciato che presto avresti rivisto quel pelosetto rosso! Mi fa troppo ridere, curioso e intonato spesso ai cibi… Ulisse è intonato alla casa e all’ambiente, lui agli ingredienti! 🙂 Sono felice di trasmetterti tutte quelle sensazioni serene… perchè sono io la prima a viverle, ecco perchè tengo tantissimo al blog: mi regala buonumore e leggerezza… e quanto ce n’è bisogno! Tutti ne abbiamo bisogno… e ognuno trova il modo per ritagliarsi momenti così, all’interno della propria vita, in base a ciò che fa stare bene… o almeno dovrebbe, perchè è un toccasana! Chi ha animali, la passione della cucina e sa godersi le cose belle (perchè mica è da tutti riuscirci…), ha trovato uno dei piccoli, grandi piaceri della quotidianità!
      Un abbraccio a te e alla prossima carezza piena di fusa! :*

  9. Paola says:

    Quel tempo per sé, per fare ciò che piace, è come quella luce, che arriva ad illuminare con tutta la sua forza anche gli angoli più bui. E’ uno dei tanti passi fatti (e da continuare a fare). Ulisse e Tarallino lo sentono e prendono parte a questo cambiamento, facendo da protagonisti-giullari. Vi immagino, tutti insieme, a creare (e disfare) i set a suon di miagolii, di palline e buffe posizioni yoga. Ed è buffo vedere Tarallino e Ulisse in due scatti diversi, in due posizioni uguali, ad acciuffare chissà cosa. Forse quel tempo che avrebbe voluto scappare, come suo solito, ma, invece, si ritrova ad assistere a questa scena in bianco luce e giallo sole. E sì, si ferma, ad osservare bene quella donna, che passa da una stanza all’altra alla ricerca del posto giusto, quello nel mondo, nel suo mondo, fatto di profumi e quello-che-vedono-gli-occhi.
    Quel gratin mi piace moltissimo, di quel colore giallo così bello e intenso, quasi fosse una fogliolina d’autunno caduta da un albero 🙂

    • Francesca P. says:

      Ulisse e Tarallino sono complici, testimoni e spettatori di quello che accade qui… sono la presenza costante, la zampa che c’è come una mano da stringere, gli occhi pieni d’amore che non ti lasciano mai e i sorrisi che rinforzano la luce naturale… quella che viene dal cielo e dal sole, ma anche quella interiore, che forse è la cosa di noi che più attira il mondo esterno e che niente e nessuno spegne… perchè vince lei, perchè è più forte, perchè o si ha o non si ha, non si può nè succhiare, nè imitare, nè rubare fino in fondo! La nostra bellezza è il nostro mondo interno, tra le pareti dove ci sentiamo al sicuro, tra le cose che spostiamo, aggiustiamo e cambiamo, per sentirci sempre più a nostro agio… in questo mondo, oggi più che mai faccio entrare – e restare… – solo chi dico io, quindi raccogli qualche foglia vera per decorare il set, porta un cavolfiore viola, così fa compagnia a questo giallo, attacchiamo altri chiodi sul muro e mettiamoci in piedi, in equilibrio anche noi, a raggiungere le cose in alto che vogliamo toccare e che incuriosiscono… 🙂

  10. Giuliana says:

    questa ricetta è da rifare subito amo tutti gli ingredienti 🙂

    • Francesca P. says:

      Mi fa piacere, Giuliana! Ho pensato ad una versione che ricordasse un po’ la Grecia, dopo il mio viaggio di quest’estate… ed ecco perchè lo yogurt e la feta sono finiti ad incontrare questo (cavol)fiore giallo! 🙂

  11. Mao says:

    Ma se rifaccio la ricetta, mi presti i gatti? 😉

  12. Rebecka says:

    Sono settimane che non ho davvero del tempo per me, per quello che mi piace. Questo è un periodo tosto, tosto dentro. Ma passerà, come tutte le cose che per destino passano.
    Intanto mi scaldo gli occhi dentro quel giallo cavolfiore, dentro la luce bianca dei tuoi mobili, dentro quei occhi verdi….
    Un abbraccio

    • Francesca P. says:

      Credo che questo sia stato un anno molto tosto per tante persone, da come sento… un anno che ha lasciato segni forti, che ha sconvolto, stupito, rotto e ricostruito, che ha messo a dura prova e che non ha fatto sconti… ma ha anche insegnato tanto e dietro ogni periodo così faticoso, si nasconde, vicina, una luce e una leggerezza ritrovata. Certo che passerà, fatina dei boschi… e noi saremo di nuovo sorridenti sull’altalena, a dondolarci, ancora più forti di prima… e lo sai che puoi venire nella mia casetta felina tutte le volte che vuoi un abbraccio… :*

  13. Elena says:

    Ma quanto bello è questo cavolfiore? E’ solare nel suo giallo e s’intona benissimo al gatto rosso 🙂
    Io rimango incantata sempre dai tuoi splendidi amici pelosi! Certo mi piace anche questa teglia colorata e saporita, la feta mi garba parecchio 🙂 Un bacione grande!

    • Francesca P. says:

      Io lo avrei messo in un vaso, come fosse un vero fiore! Spero di trovarlo ancora al mercato, dato che è piaciuto così tanto non solo me, ehehe! Secondo me, ci giocherebbe curiosa anche la tua bimba… 🙂
      Un abbraccio, Elena, grazie di essere passata e chissà che ricette spagnole si possono fare con questa verdura… 🙂

  14. Silvia says:

    Ogni volta è come entrare in un giardino di luce, ogni angolo della tua casa ha una storia tutta sua da raccontare, ma la luce, quella, è sempre la stessa. Bella, bianca, intensa. Un giardino in cui cogliere fiori e (cavol)fiori diventa un gioco di parole, uno strizzare l’occhio alle affinità e alle intese che si conquistano il loro posto, in un fazzolettino di terra in cui restare vuol dire anche condividere. E la memoria fotografica si riempie così di tutti questi istanti, facendo zoom sulle cose più importanti e guardando il quadro anche con un occhio che si allontana, per riprendere tutto…anche la cornice. Tarallino è Ulisse ne sono parte di questi piccoli quadretti e forse il segreto della felicità loro lo conoscono ancora prima di noi. Non amo i cavolfiori per il gusto, Ma che importa…tu rendi tutto così meravigliosamente bello!!

    • Francesca P. says:

      Sai che questo è in assoluto uno dei tuoi commenti più belli, da quando ci conosciamo? Lo incornicio mentalmente, a proposito di quadretto… l’ho riletto più volte, credo tu abbia colto tanto di me, di come sono fatta, del valore che dò alle cose e ai momenti… c’è una frase, in particolare, che amo: “restare vuol dire anche condividere”… ecco, il Senso (profondo) di tanti miei pensieri, idee, convinzioni! Adoro sia il verbo “restare”, sia il verbo “condividere”… vanno a braccetto, si prendono per mano, sono compagni di viaggio e di quotidianità, un po’ come Ulisse e Tarallino, no? Verbi e gatti che stanno bene insieme! Lo zoom su ciò che è importante lo uso (da) sempre e sempre di più… so cosa trat-tenere e cosa ignorare o tagliare fuori… il tempo, la conoscenza, l’esperienza e il fiuto felino sono preziosi alleati! E così, su quella mensola, sulla mia tavola e nella mia vita, ci (ap)poggio solo il meglio per me… e quello va fatto, Silvietta, scegliere e curare bene le piantine che vanno in quel fazzoletto di terra… ma avremo modo di parlarne meglio a voce, presto! 😉

  15. Ileana says:

    Sono passata per leggerti stasera, ma dovrò aspettarti ancora un po’ 🙂
    Nel frattempo mi siedo, ti leggo di nuovo e la reazione è la stessa di qualche giorno fa. Sorrido mentre entro in punta di piedi e osservo la luce, i movimenti…i tuoi e quelli di Ulisse e Tarallino e trovo che tutto questo sia bello, molto.
    Sarà che amo osservare quello che c’è dietro, che sia un set o uno sguardo, andare oltre regala quel qualcosa in più, perché dietro si nasconde l’anima.
    E qui mi piace molto quello che c’è dietro, perché è esattamente come lo immagino guardando quello che ho di fronte: dietro c’è purezza, luce, sincerità.

    Ti stringo e porto con me la tua luce e i tuoi colori…:*

    • Francesca P. says:

      Ile, facciamo durare a lungo questo pranzo dorato e croccantino… teniamoci stretta la luce di novembre ancora per un po’, prima di usare dei (cavol)fiori viola per la tavola di dicembre… 😉
      Amo anche io il “dietro le quinte”, tutto quello che non si conosce ma è a un passo, basta solo spostare lo sguardo… quello che c’è intorno, che si muove accanto, che non ruba la scena ma ha persino più importanza… e parla spesso di noi… e per noi. Ciò che (di bello) mi scrivi, sai che lo ricambio… alcuni blog emanano profumo, luce e sincerità, niente trucchi nè inganni… e tra le righe si capisce!
      Alla prossima settimana, intanto un abbraccio!

  16. Tatiana says:

    Innanzitutto mi son fatta una risata di soddisfazione: anche la precisissima Francesca ha le assi sotto il divano! Io ho props ovunque, quindi mi consoli…
    Seconda cosa: ma come fanno quei mici ad essere sempre così maledettamente professionali? La mia Bubu fa un casino immenso, zompetta ovunque e se mi vedo con la Canon in mano mi mostra il sedere, poi se capita di mollare un po’ di peli bianchi su un magnifico sfondo nero è al top della felicità e sarebbe capace di diventare nera apposta se avessi uno sfondo bianco 🙁
    Guarda, la manderei da Ulisse e Tarallino a farsi un corso di portamento…
    Un bacio di cuore!

    • Francesca P. says:

      Tatiana, ma io sono meno precisa di quel che sembra… o almeno, lo divento dopo essere stata caotica, ahaha! E ormai ho imparato a giocare anche con gli spazi… divano, letto e tende sono ottimi nascondigli! Quanto ai gatti, lì alzo le mani… sono stata semplicemente fortunata e giuro che non li ipnotizzo nè li ho addomesticati! 🙂 Sarebbe bello far incontrare i nostri pelosi, mentre noi sorseggiamo un tè o puliamo cavolfiori… sarebbe un bel dialogo, tra miao e parole! (comunque i peli bianchi su sfondo nero non sono male, dai, danno quel tocco di sale e pepe affascinante…) 😛

  17. Claudia says:

    Ci sono periodi in cui il tempo per fare ciò che piace si riduce un bel po’. O meglio, ci sono alcune delle cose che piacciono (grazieaddio sono tra le fortunate che amano il proprio lavoro!) che in certi momenti richiedono tanto spazio per sé e prendono il sopravvento su tante altre. Tipo scrivere, fotografare, e girovagare nei bistrot delle altre 🙂 Mi rimetterò in pari con la lettura, ma intanto ti lascio un saluto qui, che sai quanto ami queste due meraviglie di gatti. E per coincidenza, qualche tarallino è entrato anche nella mia cucina, senza tutti quei peli però 🙂
    Un abbraccio!

    • Francesca P. says:

      Claudia, in effetti sentivamo tutti un po’ la tua mancanza… io e i gatti! Siamo felici di risentirti e forse non è un caso che sei tornata con il richiamo dei (cavol)fiori, in qualche modo legati al tuo amore per la natura e per le erbe! Capisco la lotta contro il tempo, ma sentirti dire che ami il tuo lavoro è bellissimo… è così raro! Io stessa sono quasi del tutto “scappata” dal mio, altra novità del 2017… dobbiamo parlarci e aggiornarci su tutto quanto prima, le feste natalizie incombono e forse un incontro può essere più vicino del previsto!

      • Claudia says:

        Ho notato qualche tua assenza anche qui, mi chiedevo se ci fossero altri nuovi impegni e cambiamenti, infatti! Sono molto curiosa, l’incontro s’ha da fare ormai, è passato tanto tempo. Sono scesa anche a metà novembre, ma sono riuscita a vedere solo un’amica per un’ora e niente di più! Natale sarà più clemente spero, anche se sto ancora aspettando il temibile orario di dicembre della bottega 😉 A presto!

  18. zia consu says:

    Ciao Franci, mi piace molto questo tuo muoverti nella casa alla ricerca dell’ispirazione..senza fretta, senza schemi, seguendo solo le proprie emozioni ^_^ emozioni che hai trasferito anche in questa teglia gratinata dall’aspetto succulento e vivace 🙂
    Buona settimana e a presto <3

    • Francesca P. says:

      Senza fretta e senza schemi… esatto, Consu, hai riassunto bene il concetto! Quando si padroneggiano il tempo e la calma, tutto viene meglio… ma non devo di certo dirlo a te, che ami tanto fare i lievitati e hai appreso la loro lezione… per questo, infatti, ti immagino rilassata e paziente, mentre ti diverti quanto me a preparare tutti i set… 🙂
      Grazie, un abbraccio!

  19. Mile says:

    Quante cose possono succedere e nel bene e nel male è bello che succedano: la vita si svolge, si srotola come un rullino. E mi piace esserne spettatrice e attrice. E qui da te mi godo gatto-fotomodelli e i tuoi colori. A presto Francesca!

    • Francesca P. says:

      … come un rullino, eh sì, che bel paragone! Mi fai pensare a tutti quelli che cambiavo, in passato, quando ancora non c’era stato l’avvento delle macchine digitali… che nostalgia! Immagina, però, quanti rullini avrei dovuto usare per servizi simili… 😀
      Ai prossimi click, Milena!

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