IL GIARDINO D’INVERNO

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In questo periodo, vado spesso nel mio giardino d’inverno a passeggiare. Mi piace il suo silenzio, mi piace il suo ordine e mi piace essere circondata da piante e fiori. Andare lì e vedere come affrontano le stagioni, come si difendono dal freddo, come passano il tempo, come ingannano l’attesa fino al 21 marzo. E come crescono, anche impercettibilmente, ma lo fanno.

Crescono, si rafforzano e i rami diventano più robusti, ogni volta che riescono a superare gelate improvvise e vento sferzante, quello che fa volare tutto in aria e spazza via ogni cosa.

Mi piace (r)assicurarmi che siano sopravvissute, le piante. Che abbiano vinto quei momenti più difficili, che siano al loro posto, magari un po’ piegate e con qualche foglia in meno, ma sempre lì. Scosse ma vive.

Mi piace coccolarle, mi piace sorridano grazie alle mie cure, mi piace fare loro del bene. Perchè se faccio del bene e (di)mostro che ci tengo, sanno ripagarmi: il verde è più brillante, le foglie sono più lucide, i boccioli più numerosi, i fiori più colorati. È bello fare del bene. È bello far sentire bene. È bello lo scambio di bene, quel dare/avere costante che non fa appassire, nè morire tutto quello che ha un’anima.

Il fiore all’occhiello del giardino d’inverno, che ha anche una serra con le fragole di domani e uno spazio di terreno vuoto da riempire con nuovi arrivi, è il roseto. Occupa un intero lato e si nota già quando si entra, catturando subito lo sguardo.

Ci sono rose rampicanti, rose grandi, rose mignon, rose rosse, rose bianche e rose gialle. Alcune rose si guardano, intrecciate. Altre sono rivolte verso l’esterno, come occhi che si schiudono sul mondo.

Sono il mio orgoglio, quelle rose. So la loro storia. So quanto sono delicate, con i loro petali di velluto che cadono se vengono toccati senza attenzione. So quanto profumo possono regalare, se solo ci si avvicina. So quanto bisogno hanno di acqua, luce e sole. So ogni spina che hanno, come va maneggiato il gambo per non pungersi e come quelle spine possono essere uno scudo, quando serve.

Le amo tutte, le mie rose. E vado fiera di aver creato un innesto particolare, che sboccia ad alte temperature, ha petali sottili come pagine di un libro, un odore di castagna e una base friabile che si scioglie in bocca…

 

ROSE DI MELE E SFOGLIA CON CREMA DI MARRONI

Ingredienti per 6 rose:

1 rotolo di pasta sfoglia

2 mele

1 cucchiaio di zucchero (facoltativo)

Acqua (q.b.)

Il succo di un limone

1-2 cucchiai di crema di marroni

Zucchero a velo (per decorare)

Cannella in polvere (facoltativo; a piacere)

 

Tagliate le mele a metà, levate il torsolo e le due estremità, poi tagliatele a fettine sottili, con l’aiuto di un coltello o con la mandolina. Man mano che le affettate, mettetele in una ciotola, con dell’acqua e il succo del limone.

Adagiate le fettine in una padella antiaderente, aggiungete lo zucchero, se volete, e cuocete per qualche minuto, giusto il tempo di ammorbidire la frutta.

In un pentolino, fate sciogliere la crema di marroni insieme a un dito d’acqua.

Prendete la pasta sfoglia e con un coltello affilato ricavate sei strisce. Con un pennello, spalmate la crema di marroni lungo tutto il bordo basso della striscia di sfoglia. Nel bordo alto, mettete le fettine di mela vicine, una accanto all’altra, mettendo la parte con la buccia un po’ fuori dal bordo. Piegate la sfoglia con la crema di marroni spalmata fino a toccare la linea delle mele, come fosse a metà striscia. Arrotolate su se stessa la striscia, partendo da un’estremità, fino ad arrivare all’altra estremità e richiudendo bene il punto di congiunzione.

Man mano che realizzate le rose, mettetete dentro uno stampo da muffin, usando dei pirottini o imburrando o ungendo con l’olio bene i bordi. Cuocete in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, o finchè la sfoglia sarà diventata leggermente dorata. Se i bordi delle mele dovessero bruciarsi, coprite le rose con un foglio d’alluminio.

Servite le rose di sfoglia con una spolverata di zucchero a velo (e/o di cannella).

* l’ispirazione delle rose di sfoglia viene da due blog: quello di Enrica e questo straniero. In entrambi trovate i video che spiegano la realizzazione!

 

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55 Responses to IL GIARDINO D’INVERNO

  1. Dany says:

    Amo le piante, perchè sono resilienti. Hanno quella capacità di autoripararsi dopo un danno, di far fronte alle intemperie annunciate e inaspettate, di resistere, ma anche di costruire e superare ostacoli impensabili e impossibili. Imparo sempre, da loro, le osservo nella loro calma bellezza per comprenderne i segreti e per riuscire a riorganizzare positivamente la vita nonostante tutto quello che ti fa urlare: “Perchè?”.
    Le rose, poi, mi ammaliano. Potrei stare ore a guardarle incantata, cercando di sondare la loro fragile forza profumata.
    Sai cosa mi hai fatto tornare in mente con l’immagine invernale che hai evocato? Il “Giardino segreto”. Libro e film che ho amato entrambi. Aspettiamo il pettirosso, che dici?!
    Magari con qualche bocciolo in mano di questo tuo nuovo innesto, che faccio spesso anche io! Sono un dolce delicato, semplice e d’effetto immediato… Per me rigorosamente con tanta cannella! 😀
    Ti abbraccio, Fra, in nome di quello scambio di bene, quel dare/avere costante che non fa appassire, nè morire tutto quello che ha un’anima.

    • Francesca P. says:

      A me ha sempre affascinato la forza dentro la loro delicatezza, anche le piante più fragili hanno un cuore tenace che le fa resistere e combattere… cosa chiedono a noi? Solo attenzioni, qualcuno che le sappia nutrire e fare bere, che non le lasci troppo esposte e troppo da sole, che le poti, che lucidi le foglie per farle respirare meglio… sono questi i gesti che fanno la differenza, quel prendersi cura che non è fatica, non è dovere e non è un peso, ma solo un atto spontaneo e naturale, come un moto d’affetto… e se i rami sono forti, il pettirosso, quando arriverà, potrà appoggiarsi sicuro e guardarci da lì, dicendoci “mi stavate aspettando, eh? Eccomi”…
      Ti abbraccio anche io, tu che un’anima bella e profonda la possiedi e io sono contentissima di averla incrociata, incastrandoci la mia…

  2. Anna says:

    Non te lo dico mai, cara Francesca, anche se so che dovrei alle fotografie la stessa attenzione che ho per le tue parole… Ma questa sera il mio sguardo è attratto, inevitabilmente, dalla loro bellezza!

    Rose che sembrano opere d’arte, petali che si avvolgono a proteggere il cuore, il centro, il fulcro… Come mani che racchiudono il bene. Come abbracci che contengono il bene. Come sguardi che trattengono il bene.
    Mi piace pensare a piccoli scrigni, morbidi ma sicuri, profumati e preziosi; e mi piace pensare che, nella loro semplicità, rappresentano lo scambio del bene… Per come lo vedono i miei occhi attraverso i tuoi…
    Proteggono l’anima, che non muore quando si vive il bene, per se stessi e per gli altri. Uno scambio costante, se ne vale la pena, quando anche gli altri ne hanno cura, in quel meraviglioso giardino d’inverno che è la vita…
    E, qui, sento e vedo tanto bene. Perché senza non saresti tu, non sarebbe così profumato il tuo bistrot, non sarebbe così lieto il ritornare e il ritrovarsi…

    Buona settimana cara Francesca, amica mia… Mi hai reso orgogliosa e felice, la scorsa settimana, perché so che le tue parole nascono dal cuore. Vedi, si è creato un innesto, tra noi…
    Anna

    • Francesca P. says:

      Vero, non commentiamo mai le foto o le ricette, ma so che guardi tutto… 🙂 Perchè una persona è l’insieme delle cose che fa, il suo essere si esprime attraverso ogni canale, quello che siamo lo riversiamo ovunque… anche nell’amore verso animali e piante, verso tutto ciò che si alimenta con quel bene… perchè quel bene è l’acqua, il cibo, il nutrimento, l’energia, il motore… chiamiamolo bene oppure amore, è la parte più calda che possiamo offrire, l’unica capace veramente di mantenere in vita qualcosa… senza rovinarla, senza trascurarla, senza abbandonarla…
      Vorrei saper indirizzare il mio bene, sapendo scegliere a chi donarlo e non sbagliando mai, non sprecandolo mai… ma se è vero che ogni esperienza insegna, anche quella più negativa, io non mollo e continuo a coltivare il mio giardino con fiducia, dando me stessa e facendomi coccolare da chi a sua volta cura me e la piantina che sono… e tu, da qui, ti assicuro che lo fai…

  3. m4ry says:

    Il tuo innesto particolare piace molto anche a me, perché è unico e speciale. Croccante, dolce e morbido allo stesso tempo. Si vede che è stato creato con tanta cura e amore…
    Prendersi cura di qualcuno o qualcosa, farlo davvero, non è cosa da tutti…sono pochi e speciali quelli che lo sanno fare bene. Quelli che non demordono e che hanno coraggio di continuare, ancora e ancora…Quelli che sanno nutrire, coccolare, amare e tenere.
    Un abbraccio stretto amica mia <3

    • Francesca P. says:

      Le ultime tre ricette pubblicate sono state fatte “a cuore aperto”, diciamo così, mentre tu eri presente, come fossi in diretta… non mi vedevi, ma eri a un passo, come un’ombra, come un angelo custode… quindi, queste rose sono anche tue, ti spettano di diritto! 🙂
      Chi conosce la cura e fa del bene, sa anche dare e rispettare… e amare, certamente, perchè esce da se stesso e va verso l’altro, incontro e non contro… non è cosa da tutti, hai ragione, ma oggi voglio pensare a chi sa farlo, concentrarmi su questo, perchè chi non sa farlo non merita neanche una particella di petalo di rosa…

  4. Simo says:

    Che bello avere un giardino d’inverno….dove isolarsi un attimo dal mondo e dalla realtà del momento…
    Le tue rose sono meravigliose, oltre che deliziose.
    Un abbraccio amica mia e grazie per la serenità che mi hai regalato con queste tue immagini…

    • Francesca P. says:

      In quel giardino, tra le piante che scelgo io, mi sento protetta… e ci scappo tutte le volte che ho bisogno! Ti va se lascio il cancello aperto, così puoi raggiungermi per una passeggiatina? 🙂
      Grazie a te, Simo, per aprire gli occhi e prenderle, quelle immagini!

  5. Emanuela says:

    quelle fettine di mela che stanno una vicina all’altra chiuse e raggomitolate dentro la loro copertina, che meraviglia…e lo zucchero a velo, come una spolverata di neve bianca ….
    “vogliamo anche le rose” diceva Vaniglia in un suo post e tu ci doni questi piccoli scrigni, cosi gracili e fragili, ma croccanti, proprio da accudire ed amare, da MANEGGIARE con cura e cautela ….
    Leggendoti mi hanno attraversato un sacco di immagini oltre ai pensieri….. in primis ho subito avuto davanti a me il roseto di mia nonna….si trattava di rose rampicanti che ingentilivano la ringhiera del cancello di casa che circondava il suo cortile….lei aveva il cancello lungo, automatico,poi il cancelletto normale a sprotello col pulsantino e poi un pezzetto di ringhiera che lo attaccava al muro di casa … li aveva piantato le rosee a maggio, si aprivano boccioli enormi..profumatissimi rosa chiaro….bellissimi….
    mentre scorrevo le righe, ecco che davanti a me si presenta l’immagine della rosa magica racchiusa nella campana di vetro del cartone “La Bella e la Bestia”, che sta piano piano sfiorendo, scandendo il tempo che rimane alla bestia per poter trovare qualcuna che lo AMI, che si PRENDA CURA DI LUI, che VADA OLTRE e NON SI FERMI all’apparenza, che sappia vedere la sua vera essenza al di la dell’aspetto grottesco e mostruoso e quindi penso a “come fa bene l’AMORE…”, come fa bene FARE DEL BENE ….loro, le piante, se ne accorgono, ti sentono, ti percepiscono…io vedo mia mamma…secondo me lei emana un’energia positiva verso quegli esseri viventi, e anche se non le accudisce granché magari, perché non ha tempo e da solamente acqua quando se ne ricorda, loro però SANNO CHE LEI LE AMA e così RESISTONO e RINVIGORISCONO, TORNANO ALLA VITA, RIFIORISCONO … sai quante amiche (nonché mia sorella) le hanno dato delle piantine ormai prossime alla secchezza e sono magicamente ed amorevolmente RINATE? … io purtroppo non ho questa fortuna, non emano questa energia, questo amore….e mi circondo di piante che riescano a sopravvivere, che siano forti e tenaci, che non abbiano bisogno di cure ed attenzioni particolari, perché so che non sono in grado di darle, ma non perché mi dimentico di annaffiarle o perché io non voglia, perché secondo me non LE NUTRO NEL MODO GIUSTO..COME ANDREBBERO NUTRITE,NON POSSIEDO QUELL’AMORE VERO CHE SERVE (un po’ come il bacio del vero amore che doveva svegliare la bella addormentata nel bosco) loro lo sentono che magari non sono in grado…e allora preferisco una tenacia salvia, o un rustico prezzemolo, che anche in inverno cerca tenace di fare le foglie…
    anche io gattina adoro camminare ed osservare..in campagna … come la natura dorma, ma RESPIRI, un sonno profondo ma presente…
    io qui mi sento come le tue rose..accudita, coccolata, voluta bene, mi raggomitolo nello scrigno fragile e croccante di sfoglia e mi lascio accarezzare capelli..mi prendo il mio tempo qui…il mio spazio.. aspetto il 21 marzo..abbacchiata e ferita, ammaccata e storta ma viva…pulsante ..la linfa scorre piano, ma scorre….ed io mi riposo dentro la tua MANO aperta .. CHE MI TIENE, TRATTIENE e MANTIENE VIVA, che NON STRINGE, ma che SCALDA ….
    grazie per accudirmi così…
    buon lunedì..
    Manu.

    • Francesca P. says:

      Vogliamo anche le rose, eccome! E anche la poesia, la delicatezza, il profumo che inebria, la natura che vibra sotto ai nostri occhi, la bellezza che ci insegnano i fiori… perchè assorbire certe cose serve tanto e tutto quanto quello che respiriamo ci forma! Forma e forgia il nostro essere, che è come un fiore delicato e deve essere al riparo… sai cosa credo? Che se sappiamo prenderci cura di noi stesse, poi lo sappiamo fare anche con le piante… sì, ci vedo questo parallelismo, quindi sono sicura che il tuo rapporto con loro migliorerà quando tu ti vorrai bene come (ti) meriti… e più capirai quanto sei bella dentro e preziosa, più le tue piantine cresceranno e ne sarai stupita! Basta trovare il modo giusto, sapere come nutrire, capire di cosa hanno bisogno… la dose esatta di acqua, l’esposizione alla luce, il concime… io sono diventata una piccola giardiniera da quando mi sono “strutturata” meglio, con il passare degli anni… e non è un caso… è un percorso, come ti ripeto sempre… e tu sei sulla buona strada! Non dire mai che non possiedi quell’amore perchè vengo lì e ti “sgrido”, ahaha! Hai tanto tanto amore in te, Manu, va solo preso, coccolato, stanato e donato alle piante che lo vogliono e non aspettano altro che quello… e io sono qui, a ricordartelo tutte le volte che vuoi! 🙂

      • Emanuela says:

        AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO… recita un comandamento….me lo dicono sempre in tanti che se in realtà non ti vuoi prima bene tu, quello che dai agli altri non può essere vero amore….è un po’ come se fosse un controsenso… prima tu, poi gli altri….questo a me sin da quando ero bambina, ha sempre suonato strano, egoistico, brutto….e forse è per tale motivo che non mi sono mai voluta realmente bene….non mi sono mai valorizzata e mi son sempre sminuita, anche se magari facevo una cosa ed era oggettivamente ben fatta..sempre a dire “vabbè capirai! per così poco”, oppure “che vuoi che sia…”la mia diversità nello scegliere persone amiche, hobby, interessi…l’ho sempre vista come un qualcosa di sbagliato anziché apprezzarla, perché mi faceva sentire esclusa, o forse perché la mia debolezza e fragilità interiore non mi fornivano quella grinta che serviva per dire: “ehi! io sono così! che male c’è fare danza anziché pallavolo;!” oppure ” mi dispiace ma il sabato pomeriggio sono in parrocchia con i ragazzi dell’ACR” …. ecco…
        credo che il mio carattere, di natura sua già remissivo, unito poi al resto, abbia creato questa personalità traballante e fragile..insicura e cedevole..proprio come lo stelo di un fiore….
        grazie per avermi detto quelle cose..
        che valgo, che sono una bella persona… bella dentro….ne ho bisogno…grazie …

        • Francesca P. says:

          La diversità è un dono, come la personalità… quella che non si omologa, perchè la tua mente e il tuo essere contano, sono preziosi, speciali… così come sono, proprio perchè non comuni! Vali, certo, giorno dopo giorno capirai quanto e siamo tutte un po’ rose in attesa di sbocciare…

  6. Alice says:

    Ammiro chi riesce ad avere la pazienza di curare le piante, io non solo non ho il pollice verde, ma proprio non c’è feeling tra noi ….ho un bel terrazzo rigoglioso solo perchè lo cura e lo gestisce mio marito. Però queste roselline bellissime e golose, queste si che sono tra le mie corde!!
    Baci e buona settimana
    Alice

    • Francesca P. says:

      Se abitassimo vicino, verrei volentieri io a curarti il terrazzo e a riempirlo di piante, facendoti vedere che non è così difficile farle vivere (bene)! Mi offro per qualche lezione di giardinaggio in cambio di biscotti e tazze di tè… ci stai, Alice? 😀

  7. Tatiana says:

    Mi trovi nel mio ambiente, io che seguo da sempre la filosofia dei nativi, che porto il massimo rispetto per la Madre Terra e che rifiuto l’uccisione inutile degli animali, che godo di tutto ciò che la natura ci regala con generosità se la si sa comprendere, amare e rispettare, perché per me è lei l’unico essere superiore.
    Purtroppo alle mie latitudini mantenere i fiori diventa un’impresa ciclopica perché il freddo è intenso e i venti di bora sono un massacro, però quando spunta la primavera è un piacere vedere i primi boccioli, quelli che hanno retto al gelo invernale, in tutto il loro splendore, nel loro intenso profumo e allora sai che ancora una volta stai rinascendo anche tu.
    E nel frattempo coccolarsi sino alla bella stagione con dei petali di mela è una soluzione alternativa che non mi dispiace affatto: li ho assaggiati una volta e mi hanno conquistata!
    Un abbraccio 🙂

    • Francesca P. says:

      Io sono una ragazza di città e il contatto con la natura mi manca… per questo lo cerco e lo amo, perchè non posso viverlo come vorrei! Per 8 anni ho avuto un bel terrazzo con tante piante, adesso devo far stare tutto in un piccolo balconcino di cui vi avevo parlato la primavera scorsa, ma almeno le piante sono vicine vicine, strette strette e non sentono freddo! 🙂 E quando ho bisogno ancora di più aria e respiro, c’è il roseto in cui passare del tempo e in cui perdermi… sto controllando ogni bocciolo che c’è sui rami, soffio anche per far arrivare del calore perchè voglio che la fioritura sia bellissima e “potente”…
      Con i petali di mela posso provare a fare uno sciroppo, che ne dici? Uno di quelli che funziona anche come unguento, che fa guarire ogni ferita e dona energia, se lo bevi a colazione… 🙂

  8. Monica says:

    Mi piace arrivare da te in punta di piedi, farmi accogliere nella tua casa luminosa e scoprirne ogni volta un antro nuovo e bellissimo. Oggi mi sentivo coccolata nel tuo giardino, pieno di meraviglie in divenire, mentre davo piccoli morsi a queste dolci rose.
    Ho sempre sognato un giardino d’inverno, e se ora almeno posso godermi l’orto d’estate, spero un giorno di poter dedicare tante cure delicate ad un piccolo gioiello come il tuo, che richiede impegna ma regala tantissimo <3

    • Francesca P. says:

      Vuoi portarmi qualche pianta della montagna, Monica? Sapessi quanto vorrei avere delle stelle alpine, ehehe! Potrei metterle vicine alle rose, potrebbero socializzare… e magari provare poi a fare dei biscotti, unendole! 😉
      Ti auguro davvero di avere un domani un giardino tutto tuo, so che ti darebbe soddisfazioni e ci faresti anche tante foto belle… dai, incrociamo le dita e sognamo forte, magari le rose portano fortuna! 🙂

  9. silvia says:

    Che meraviglia che deve essere un giardino d’inverno, un posto quasi intimo e segreto, dove poter restare un pochino in pace con sè stessi e con le piante che abbiamo curato. Non ho il pollice verde, ma chissà, forse se un giorno dovessi avere una casina tutta mia, potrei tentare di far crescere il mio spazio tutto verde e colori. Le rose ci ricordano che “è il tempo che abbiamo perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante…” prendersi cura, coccolare, seguire la crescita, vederne le stagioni…vale per le piante come per le persone. Solo che con le seconde è più difficile. Si può tentare però. E’ il gesto di donare incondizionatamente, senza sapere che poi verremo ripagati di qualcosa che riempie il cuore. Questa nuova specie di rosa che hai creato è a dir poco deliziosa, spiace quasi assaggiarla, ma qualcuno dovrà pur farlo! 🙂

    • Francesca P. says:

      Silvia, proprio così: un posto intimo e segreto, in cui andare per pensare oppure per svuotare la mente, quando ci si vuole distrarre, lasciando da parte ogni riflessione… il tempo che dedico alle piante equivale a quello speso in cucina, sono due azioni che mi rendono serena… e pensa a mettere sul tavolo un bel vaso con le rose colte proprio in giardino! 😀
      Piante e persone anche sono legatissime, faccio sempre l’esempio della piantina da innaffiare, se no un rapporto muore… trovo che sia calzantissimo e il Piccolo Principe secondo me è d’accordo! 😉 Io tento ogni volta, se qualche pianta non sopravvive si vede che non era destino, che non era abbastanza forte… io di sicuro ce la metto tutta per farla stare bene e sono certa che le piante, come le persone, sentono quando c’è un vero interesse sotto per loro e una cura sincera…
      Assaggia pure la rosa e dimmi se il mio innesto è riuscito! 😉

  10. Sono bellissime le tue rose … dolci, profumate, morbide ma croccanti. Le ho fatte anche io tempo fa, con della confettura di albicocca, al posto della castagna. Le piante … qui da me fa molto freddo, eppure un Cedro selvatico, l’Alloro, le numerose piante di Aloe, il Gelsomino resistono … sono abituate al nostro freddo, le metto appena al riparo, sul mio grande balcone e loro vanno in riposo. Aspettano … il sole, il caldo, la primavera … come sempre, come tutti gli anni. E poi mi regaleranno le loro foglie nuove e i loro fiori profumati. E’ il loro premio per me, che le ho riparate dall’inverno gelido. Ci facciamo compagnia, ogni tanto gli verso poca acqua, perchè loro sembrano ferme ma invece riposano. Vado fuori, coprendomi bene e gli parlo. Le accarezzo, so che loro mi ascoltano. Una volta avevo un grande giardino, nella vecchia casa dove ho abitato per tanti anni. Avevo anche un piccolo orticello, delle piante da frutto ma ora lo spazio è relativamente piccolo e poi è solo un balcone. Aspetto la primavera per piantare il mio solito orticello di erbe aromatiche e pomodorini e rucola e tante altre piccole verdure. Adoro le piante, le rispetto aspettando i loro tempi. E loro premiano me che so amarle con discrezione e amore. Buona settimana Fra, una carezza a chi sai tu

    • Francesca P. says:

      Bella l’immagine delle piante a riposo, che sognano e sono immerse chissà in quali mondi paralleli… fino al risveglio, quando saprai portare loro la giusta colazione, ehehe! Sai che non ho mai assaggiato un cedro ma l’ho visto in foto e sarei curiosa di trovarlo? E anche avere una pianta di aloe non sarebbe male… anche il gelsomino gradirebbe nuove amiche! 😀
      Non sono mai ferme, le piante… un po’ come noi. A volte rallentiamo il passo o ci sediamo, ma dentro la linfa scorre sempre e “lavora” in modo silenzioso… scava quelli che saranno i sentieri di domani e prepara alla primavera interiore che aspettiamo sempre con ansia!
      Purtroppo non posso avere un orto, ma una volta presi una pianta di rucola e l’ho curata finchè ho potuto e ce l’ha fatta, fino all’ultima foglietta! Era bello aprire la finestra e arricchire l’insalata a chilometro zerissimo! 🙂
      Quante lezioni sull’attesa e sui tempi, hai ragione… sono contenta che condividiamo anche questa affinità, Terry, portando dentro un po’ di verde! (che ben si abbina al rosso mela e al rosso pelo felino!)

  11. Cristina says:

    Silvia mi ha preceduto e ha citato il Piccolo Principe e la sua preziosa rosa 🙂 Però in quello stesso brano c’è un’altra grande lezione:
    “Il piccolo principe ritorno’ l’indomani.
    “Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
    “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumentera’ la mia felicita’. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicita’! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro’ mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
    “Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe.
    “Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore”.

    Ecco, seguire il tuo blog è diventato una specie di piccolo rito: la domenica sera so che troverò un articolo da leggere, delle belle foto da guardare (nel mio piccolo fotografo anch’io, ma tu sei bravissima!!), una ricetta da seguire. Tutto condito dalla tua bella scrittura e da un tono sommesso e delicato che mi piace molto 🙂
    Buona settimana!

    • Francesca P. says:

      Silvia, ti ringrazio moltissimo per aver trascritto questo brano, sai che non lo ricordavo? Ci sta bene qui sotto, perchè amo l’idea del rito piacevole, dell’appuntamento dato alle amiche che sanno quando arrivare e non hanno neanche bisogno di bussare… perchè la porta è aperta!
      Se vedi le mie prime foto di food erano bruttissime, ahaha! Si impara pian piano, tu continua a scattare, è tutta questione di allenare l’occhio e se ti diverti hai una marcia in più, perchè il segreto è quello! 🙂
      Buona settimana a te e alla prossima!

  12. Anna says:

    Come ti capisco, anche io vado fiera delle mie rose! Le adoro tutte, ogni anno cerco di piantarne di colori diversi e attendo trepidante l’anno successivo per vederle in bocciolo. Non sempre vanno a buon fine, spesso il gelo se le porta via, o, come è successo quest’anno, il troppo caldo ne ha seccato due ceppi. Pazienza! Ho già il rimpiazzo: delle favolose rose rosse vellutate che profumano di limone!
    E immagino il profumo delle tue rose di mele, sono bellissime! ed ero certa che la cannella non potesse mancare 🙂

    • Francesca P. says:

      Le tue rose sono splendide e tu hai il dono di saperle fotografare benissimo, sai esaltarle… dovremmo unire i tuoi scatti floreali e questa ricetta, facendo un dittico, una rosa da annusare e una da mangiare! 🙂 E sapessi che curiosità ho di sentire il profumo della rosa che sa di limone… mi mandi qualche petalo? 😀

  13. Tu hai la poesia nel cuore tesoro. le tue parole sfiorano dolcemente il cuore come la brezza primaverile accarezza i petali delle rose, le tue foto sono intense ed evocative come solo la poesia vera sa essere. E le tue ricette sono sempre così stuzzicanti, originali e presentate in maniera perfetta. La cura che porti ai tuoi post mi lascia sempre estasiata.

    • Francesca P. says:

      Elena, grazie mille… hai scritto delle frasi poetiche anche tu, significa che la poesia appartiene anche a te! 😉 Io credo che certe cose siano innate, facciano parte proprio dell’indole… e chi sa fare del bene, conosce anche il valore della cura, altra dote che ammiro tanto nelle persone e che spero, sì, di possedere sempre…

  14. Ely says:

    Mi piacciono i fiori, le piante, l’orto e tutto quello che si pianta e cresce, quest’anno sono fortunata, qui nella nuova casa ho un piccolo fazzoletto di orto e di giardino e non vedo l’ora di poterci affondare le mani… Di sentire il profumo della terra, di fare il compost che la nutrirà…. Queste roselline di mele sono affascinanti e così perfette, è un peccato mangiarle 🙂 Buona serata cara.

    • Francesca P. says:

      Quanto desidero un orto, anche piccolo! Purtroppo mi è impossibile averlo, ma se nella fantasia esiste un giardino d’inverno, può esserci accanto anche un orto, no? 😉 Il profumo della terra per fortuna lo sento quando zappetto le piante nel balconcino, una piccola soddisfazione la ho anche io… ma se ti dò un vaso grande con le rose di mela, me lo curi bene tu? 🙂

      • Ely says:

        Tesoro mio ci provo, la voglia di mettermi in gioco è tanta ma vediamo cosa riesco a fare 🙂 per il momento ho piantato bulbi di tulipano e narciso, sperando che le mie bestiacce non rovinino tutto 🙂 buon fine settimana 🙂

        • Francesca P. says:

          Secondo me, farai tanto e bene… perchè lo vuoi e perchè ci credi! 🙂 Le piante capiscono anche questo… e hai scelto due bulbi che adoro, appena fioriscono mi aspetto una foto! 😀

  15. zia consu says:

    In poche righe sei (quasi) riuscita a farmi amare l’inverno…tu hai questo dono e le tue roselline di mele hanno aiutato la fantasia <3

    • Francesca P. says:

      Beh, vediamo se entro il 21 marzo saprò farti levare quel “quasi”, Consu, ehehe! Non lo amo tanto neanche io, l’inverno… per questo cerco modi per farmelo piacere… e se sono dolci e burrosi, ancora meglio! 🙂

  16. Margherita says:

    Un innesto particolarissimo di cui in molti andrebbero fieri. Se non mi sbaglio, pare che queste rose se recise e messe a mollo in un té bollente siano ancora più belle e profumate, non é forse vero???
    Ps inutile dire che ho provato anche io a farle, ma erano cosi brutte che tutto sembravano tranne delle rose!

    • Francesca P. says:

      Marghe, hai avuto una splendida idea! Tu possiedi il pollice verde come il tè, ahaha! 🙂 Preparo subito delle barchette che possano trasportare le mele dentro le tazze…
      ps: riprovaci, vedendo bene i video che ho messo nei link, se ci sono riuscita io che manualmente non sono tanto brava, ce la fai anche tu, ne sono certa!

  17. sandra says:

    aspettiamo le foto della TUA rosa, quel tuo innesto, io le aspetto con ansia cara Francesca!
    certo che, anche queste tue rose dolci sanno riempiere gli occhi e il cuore come le tue parole.
    sempre così!

    • Francesca P. says:

      Quante cose ci sono da aspettare, Sandra… sono lì, nei vasi appena seminati, vorrei tanto vedere spuntare i germogli… mi armo di pazienza e di speranza…
      Grazie, ti mando un abbraccio… sono sempre contenta quando ti sento e passi a salutarmi!

  18. Ileana says:

    Non è facile fare del bene, è una questione di equilibrio. Ogni pianta ha bisogno della giusta quantità di acqua, non deve essere poca, ma nemmeno troppa, ci sono piante che hanno bisogno di tanto sole e altre che preferiscono le zona più umide o in ombra.. Cure, attenzioni, ma anche silenzi e attese, ogni pianta ha bisogno di questo per dare il meglio di sé, per continuare a vivere, per affrontare il lungo inverno e rafforzarsi…
    Questo post lo trovo bellissimo, ma quando leggo “scosse ma vive” sorrido un po’ di più, perché in quelle parole c’è il senso di tutto.

    ..e sii fiera del tuo innesto, è meraviglioso. :*

    • Francesca P. says:

      Servono anche tanta conoscenza e comprensione, ragionavo su questo, Ile, mentre ti leggevo… più cose sai di piante, animali e persone, più riesci a capire le loro esigenze e quello di cui hanno bisogno, così le cure possono essere giuste, mirate…
      “Scosse ma vive”, beh, hai colto una delle frasi-cuore di questo post… ma non avevo dubbi, tu sai sentire le vibrazioni emotive più forti e sai sentire me, anche perchè la conoscenza e la comprensione, di cui parlavo prima, tra noi cresce… 🙂

      • Ileana says:

        Pensa che mentre ti scrivevo ieri sera inizialmente parlavo proprio di conoscenza e comprensione, poi son tornata indietro,ho scritto altre parole e sai cosa pensavo? Che conoscenza e comprensione sono le basi di tutto e che, proprio per questo, qui potevo fare a meno di ripeterle, perché ci appartengono. E avevo ragione 🙂

        • Francesca P. says:

          Bello intendersi e leggersi persino nel pensiero… 😉 Perchè quando il sentire coincide, avviene anche questo!

  19. Dopo una bella passeggiata in questo giardino delle tue parole, colgo una di queste bellissime, golose rose e me la gusto. Non senza lasciarti un abbraccio 🙂

    • Francesca P. says:

      Nel giardino metterò presto anche una panchina, così posso sedermi a leggere un libro e fare chiacchierate con chi vorrà venire a vedere – ed assaggiare – le rose! Quindi, ti aspetto! 🙂

  20. Elisa says:

    sono stata ammaliata dalle tue rose… e mi hanno portato fino a qui, mi hanno fatto soffermare a leggere tutte le tue parole.. e sognare… un fantastico giardino d’inverno.
    grazie!

    elisa

  21. Claudia says:

    Su quanto mi piaccia osservare e riflettere sulla tenacia delle piante, sulla loro indole così delicata e guerriera al tempo stesso, potremmo stare qui a parlare molto a lungo. Posso solo dirti che una delle sorprese più belle del passato gennaio è stato scoprire per caso, in un vaso lasciato in un angolo del giardino in cui avevo abbandonato una particolare e profumatissima menta ormai completamente secca, scoprire insomma che era spuntata un’erbaccia abbastanza strana tra tutte le altre. Un’erbaccia che odorava…di menta 🙂 È risorta dalle sue ceneri, sapessi che gioia mi ha regalato.
    Le voglio fare da una vita queste rose, poi rimando sempre. L’aggiunta della crema di marroni mi piace moltissimo, in bottega dove lavoro c’è un ultimo vasetto di un’azienda di Montepulciano che pare sia eccezionale! Mi sa che finirà nella mia borsa al prossimo turno…

    • Francesca P. says:

      Tu e le piante avete un rapporto speciale e quindi so che puoi capire pienamente la mia passione per il giardino d’inverno e per ogni polmone verde che si può avere, piccolo o grande che sia! Tu poi sei molto più esperta di me e mi puoi dare una mano a cercare nuove piante e nuove erbe da aggiungere… 🙂
      Viva tutto quello che è tenace e resiste. Viva le sorprese che la vita ci fa, quando pensiamo che sia tutto finito. E viva la crema di marroni che io sono capace di finirmi in una sera… 🙂

  22. Uno splendido rifugio il tuo giardino d’inverno, potremmo starci ore e scommettiamo che ne avremmo di storie da sentire dalle tue rose senza mai annoiarci! Ci faremmo raccontare i loro segreti, chiederemmo loro come resistere a questo lungo inverno, racchiuse in boccioli ancora invisibili, senza aver fretta di rifiorire. Vorremmo avere la loro capacità di assorbire anche il più flebile raggio di sole, quello che le tiene in vita per poi trasformarlo a tempo debito in energia e colori.
    Bellissime queste rose di mele, dei fiori che sbocciano anche d’inverno!

    • Francesca P. says:

      Immagino quanti set fotografici potremmo fare insieme nel giardino d’inverno, noi tre! Sposta di qui, metti di là, prendi questo, prendi quello… rido solo al pensiero e accidenti, quanto sarebbe bello! 🙂
      Le piante e i loro segreti, da fare nostri… e magari qualche segreto lo possono anche imparare loro dalle nostre esperienze, come un vero scambio d’anime belle fa accadere…

  23. Manuela says:

    Le piante somigliano molto a certe persone, superano stagioni intere di difficoltà, si tengono bene strette al terreno, quando il vento soffia forte, sopportano la pioggia improvvisa e quella costante, ma adorano certi temporali estivi che danno acqua là dove sembrava perso il senso di speranza.
    Le amo le piante, mi commuovono sempre un po’, così come quelle persone (poche) che gli somigliano, che sanno essere come i fiori di campo, più piccoli, ma più tenaci; meno appariscenti, ma più profumati…a ogni inverno si aspetta una primavera. Mi siedo e aspetto con te…

  24. daniela says:

    dolcissima ricetta,
    dolci le tue parole e il tuo raccontare cose semplici , genuine e belle..come le tue creazioni culinarie…
    buon lunedi carissima
    daniela

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