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DEDICATO ALLE DONNE-ZUPPA

Accoglienti, generose, confortanti: le donne-zuppa sono così, trasmettono calore, riempiono, coccolano. Non sono scontate e giocano con gli ingredienti, cercano sempre nuove idee, amano la creatività, assaggiano e sperimentano.  (altro…)


SAPORE DI SALE, DI MARE… E PANZANELLA

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“La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime o il mare” (Karen Blixen)

Lui, il mare, lo sa. Sa che è capace di curare, anche senza fare niente. Ti guarda in modo diretto, riempie ogni spazio visivo, avvolge senza stringere. Sa comunicare, sia quando tace placido, sia quando urla agitato. Sa trovare le parole, a modo suo. (altro…)


L’AUTUNNO COME UNA FETTA DI PANE CALDO

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In questi giorni ho assaggiato l’inizio dell’autunno come una fetta di pane caldo. L’ho respirato come un odore di brace che si sente dalla strada. L’ho ritrovato come una persona che non si vede da un po’ di tempo ma di cui non si dimentica la voce, il profumo, il sorriso. Il valore. (altro…)


(AC)COGLIENDO IL TEMPO DELLE FRAGOLE

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A chi parla con gli occhi.

A chi scrive con la pancia.

A chi ama con le mani.

A chi sa riconoscere, anche al buio.

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UN TOAST IN 4 MORSI

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La spesa al mercato del sabato mattina non è una spesa qualunque: è un appuntamento che si aspetta e si coccola con il pensiero già dal venerdì, una gita a cui mi preparo con una bella sacca a rete o di cotone capiente, di quelle coi manici robusti.  (altro…)


NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE FRIGGE (MA E’ ROBA BUONA)

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“Il buongiorno si vede dal ciambellone”,
“chi ben comincia è a metà della cena”, “non c’è due senza
thè”, “se son rose(tte) lieviteranno”, “l’erba cipollina
del vicino è sempre più verde”, “tra il dire e il fare c’è di mezzo
la planetaria”, “finchè c’è gelato c’è speranza”… quanti
proverbi si possono riadattare al food con un po’ di fantasia?

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IL MIO ORO

Ad occhi chiusi, senza sbagliare. E’ così che (ri)conosco alcune
cose, che fanno ormai parte della mia quotidianità, talmente radicate che sono
diventate una certezza. Una familiare certezza
che cresce con me.

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HABEMUS PANEM!

È il prima che mi destabilizza.
Davanti
alle novità, sono preda di due forze opposte. Da un lato ho timore di avvicinarmi
alle cose, come se scottassero. Dall’altro, invece, sento una spinta che
diventa subito curiosità e poi ancora voglia di scoperta. Così mi muovo piano e
cauta come quando giocavo a “Un due tre, stella!”. E non venivo beccata quasi
mai, perché avanzavo sempre di pochissimo.

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ALLE 13 IN PUNTO

Passami a
prendere in tarda mattinata, quando il sole è già caldo. Io sarò qui con una
maglia color ciliegia e una sciarpa a righe. Avrò preparato tutto: il libro di
Carver che ti avevo promesso, l’ultimo cd dei Baustelle, le bolle di sapone, il
biglietto da visita di quella libreria che hanno appena aperto, con le foto in
bianco e nero alle pareti.
Mi piace
aspettarti. Finire di prepararmi, contare i minuti, scoprire se sarai puntuale,
rispondere al citofono e sentirti dire “Sono io”.

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