Author Archives: Francesca P.

GENOVA NERVI, IL SUO BLU E IL MIO PESTO

Voglia di blu, che esplode puntuale in questo periodo, facendosi largo con ampie bracciate. Voglia di blu, della sua profondità, della sua intensità, delle sue note. Voglia di un colore deciso, che non tentenna, che si esprime libero e brilla al sole. Un colore coraggioso, che si mostra per quello che è e riempie gli occhi, con schiettezza.  (altro…)


LA PRIMA DOMENICA DI LUGLIO

Luglio ha appena aperto gli occhi e vedo già i riflessi di luce nell’iride. Con il primo sguardo, ci siamo comunicati tanto. Non è un’estate come un’altra, questa. Lo so io, lo sa lui. E ce lo siamo detti, con un sorriso reciproco. (altro…)


SOLO UN LISCIO SCIVOLARE

La volta scorsa avevo messo il sole nel piatto e mi ero lasciata baciare dai suoi raggi intensi. Adesso, invece, mi concedo un po’ di ombra e vi porto in un luogo riparato, con qualche piuma che può essere usata come ventaglio.  (altro…)


RAGGI DI SOLE (E DI SPAGHETTI VEGETALI) DA INTRECCIARE

Chi ti cerca è il sole, non ha pietà della tua assenza il sole, ti trova anche nei luoghi casuali dove sei passata, nei posti che hai lasciato e in quelli dove sei inavvertitamente andata (…) Nessuna ora sua è vanificata. (Mario Luzi)

Ho sempre pensato che fossimo noi a cercare il sole, a seguire le sue tracce, ad aiutarlo a spostare le nuvole. (altro…)


LE CREDENZE E LE LORO TORTE

Non sempre ce ne accorgiamo, ma le credenze seguono tutti i nostri movimenti e gesti, appoggiate al muro o incastonate negli angoli, con le gambe ben ferme a terra, a mostrare l’importanza della solidità. Sono lì apposta, a far(ci) vedere che è necessario avere una struttura forte per guardare davanti a sè senza piegare la testa, nè incurvare la schiena, bilanciando i pesi e porgendo ad ogni cosa il giusto spazio.   (altro…)


VENEZIA E I NOSTRI “CIAO, A PRESTO”

Io conosco lei, lei conosce me. Ci siamo scoperte anno dopo anno, viaggio dopo viaggio, aggiungendo sempre nuove puntate al nostro rapporto. Avevamo un appuntamento fisso, un ciao, a presto detto con il sorriso da chi sa che è vero e non solo una frase di circostanza.  (altro…)


QUEL “TOC TAC” INCONFONDIBILE

C’era un tavolo, tondo. Una luce soffusa. Una ciotola di plastica, gialla, un po’ rigata.

C’era un sacchetto, di carta stropicciata. C’erano mani pazienti, che non avevano fretta. C’erano pomeriggi silenziosi o sere lente. C’erano gesti, precisi, sicuri. Come un rito, qualcosa che si sa e si torna a fare, in modo ripetuto ma non stanco.  (altro…)


UNA STANZA TUTTA PER SÈ

È bello tornarci, ogni volta che si vuole. Lasciare la porta aperta, aver nascosto la chiave, poterci entrare a tutte le ore. Sprofondare nel divano, abbandonarsi. Levare le scarpe, rannicchiare le gambe, sdraiarsi con tanti cuscini sotto la testa, così i pensieri cadono sul morbido. (altro…)


TU FATTI BELLA PER TE

La storia in fieri e in fiore che vi avevo iniziato a raccontare la scorsa settimana, dopo aver respirato tanto sole, saluta il giorno e si tinge di notte, vestendosi di mistero e di fascino. Quando il buio arriva, ecco una finestra che si accende, come una stella che si può guardare da vicino. Lo vedi, nel nero, quanta luce fa. (altro…)


UNA STORIA IN FIORE

Il tentativo gentile di crescere, il desiderio garbato di esistere dei fiori, la mia quasi estasi a esistere fra loro. (Allen Ginsberg)

È un post molto profumato, questo. Racconta di una storia in fieri e di una storia in fiore. Di lettere che giocano, si (s)cambiano posto, vogliono assaggiare com’è. (altro…)